No al bollo per il deposito della Pec di imprese individuali

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che ai fini dell’imposta di bollo, il deposito dell’indirizzo di posta elettronica (PEC) al registro delle imprese da parte delle imprese individuali deve ritenersi esente, al pari della previsione normativa dettata per le società.

Lo scorso 19 dicembre 2012 è stato introdotto l’obbligo per le imprese individuali di comunicare al Registro delle imprese l’indirizzo di posta elettronica certificata (PEC). A decorrere dalla predetta data, dunque, tutte le domande di nuova iscrizione di impresa individuale al Registro delle imprese, devono, obbligatoriamente, contenere la comunicazione dell’indirizzo di PEC.
Per le imprese individuali che alla data su indicata risultavano già iscritte al registro delle imprese, invece, è stato stabilito un periodo transitorio per consentire di regolarizzare la propria posizione, comunicando il proprio indirizzo di PEC, con apposita domanda di iscrizione, entro il 30 giugno 2013.
In relazione al nuovo adempimento per le imprese individuali è stato posto il quesito se il deposito dell’indirizzo Pec, sia in fase di iscrizione della ditta al registro imprese, sia nell’ipotesi di successiva comunicazione della sola PEC, dovesse essere assoggettato a bollo, secondo la disciplina che regola l’applicazione dell’imposta alle domande, denunce ed atti presentate all’ufficio delle imprese.
Ciò in quanto, la norma che dispone l’obbligo di comunicazione della PEC al registro delle imprese da parte delle imprese individuali non prevede una specifica esenzione.
Al riguardo, l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione n. 45/E del 5 luglio 2013, ha chiarito che la norma, in sostanza, stabilisce un’estensione dell’obbligo già previsto per le imprese costituite in forma societaria, per le quali è specificamente stabilito che “l’iscrizione dell’indirizzo di posta elettronica certificata nel registro delle imprese e le sue successive eventuali variazioni sono esenti dall’imposta di bollo e dai diritti di segreteria“.
Tenuto conto di ciò, l’Agenzia delle Entrate ha dunque affermato che il regime di esenzione stabilito per le iscrizioni dell’indirizzo Pec da parte delle imprese societarie deve ritenersi applicabile anche alle medesime iscrizioni richieste dalle imprese individuali.
Una diversa interpretazione comporterebbe una evidente disparità di trattamento, tra imprese individuali e imprese societarie, in relazione all’adempimento del medesimo obbligo.

Contribuenti minimi: istruzioni per il recupero delle ritenute in UnicoPF 2013

Per le imprese che nel 2012 hanno adottato il regime agevolato dei cd. “nuovi minimi” e hanno subito ritenute d’acconto sui bonifici ricevuti in relazione prestazioni rientranti tra gli interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di risparmio energetico, per i quali i clienti hanno beneficiato delle relative detrazioni fiscali, l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni operative per il recupero delle predette ritenute tramite modello Unico PF2013.

Le imprese che applicano il regime fiscale di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità (cd. “nuovi minimi”) non sono soggette a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta. Al fine di evitare l’applicazione delle ritenute, le stesse imprese devono rilasciare al sostituto d’imposta un’apposita dichiarazione, dalla quale risulti che il reddito cui le somme afferiscono è soggetto ad imposta sostitutiva secondo il “regime di vantaggio”.
In coerenza con la disciplina fiscale, il nuovo quadro LM dedicato ai contribuenti in regime di vantaggio, presente nel modello UnicoPF 2013, anno d’imposta 2012, non prevede un apposito campo in cui scomputare le ritenute subite.

Con riferimento agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di risparmio energetico, per i quali sono richieste le detrazioni d’imposta, le banche e Poste Italiane S.p.A. hanno l’obbligo di operare una ritenuta d’acconto (del 4%), in qualità di sostituti d’imposta, all’atto dell’accredito dei bonifici disposti dai contribuenti a pagamento delle prestazioni eseguite dalle imprese.

Sulla base della specifica normativa, le imprese che operano in “regime di vantaggio” e che risultano destinatarie di bonifici per prestazioni riguardanti i predetti interventi agevolati, non devono essere assoggettate alla ritenuta d’acconto, laddove abbiano rilasciato la prevista dichiarazione alla banca o all’ufficio postale presso il quale risultano correntisti.
In caso di indebita applicazione delle predette ritenute d’acconto, le imprese possono richiedere il rimborso mediante apposita istanza da presentare all’Agenzia delle Entrate.

Con la risoluzione n. 47/E del 5 luglio 2013, tuttavia, l’Agenzia delle Entrate ha fornito indicazioni operative per consentire, in via eccezionale, di scomputare nella dichiarazione Unico PF/2013, le ritenute (erroneamente) operate nel periodo d’imposta 2012 e regolarmente certificate dalla banca o ufficio postale.
A tal fine, le ritenute relative ai bonifici devono essere riportate nel quadro RS, alla colonna 2 del rigo RS33, ordinariamente dedicato alle ritenute cedute da consorzi d’imprese. La colonna 1, dedicata al codice fiscale del consorzio, non deve essere compilata. Le ritenute indicate nel rigo RS33, quindi, possono essere normalmente scomputate nel quadro LM, al rigo LM13, ovvero nel quadro RN, al rigo RN32, colonna 4.
I dati devono essere indicati esclusivamente nel primo modulo del quadro RS e, qualora debbano essere riportate anche ritenute cedute da consorzi, le stesse dovranno essere esposte nei successivi moduli. Infine, nel frontespizio della dichiarazione, in corrispondenza del riquadro “Firma della dichiarazione”, il campo “Situazioni particolari” deve essere valorizzato con il codice “1”.

Tagli amministrativi sulle semplificazioni fiscali

4 LUG 2013 Forniti alcuni esempi di semplificazioni fiscali relativi a studi di settore, modello Unico, spesometro, contratti di leasing e noleggio, operazioni black list e servizi online (Agenzia delle Entrate – Comunicato 03 luglio 2013).

Studi di settore:
– dal periodo d’imposta 2012, non devono presentare il modello per la comunicazione dei dati rilevanti le imprese in liquidazione coatta amministrativa o fallimento e i contribuenti con residenza o sede operativa in una delle zone colpite dal sisma del maggio 2012 (Emilia Romagna, Veneto e Lombardia) che dichiarano la presenza delle seguenti cause di esclusione: cessazione dell’attività, liquidazione volontaria o periodo di non normale svolgimento dell’attività;
– per il contribuente tenuto a presentare il modello di comunicazione dei dati rilevanti, l’invito viene inserito direttamente nella ricevuta telematica che attesta la trasmissione di Unico 2013.

Modello Unico
– per le imprese che variano i criteri di valutazione dei propri beni iscritti in bilancio, la comunicazione andrà direttamente in dichiarazione a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013. Allo stesso modo, sempre a decorrere da Unico 2014, confluiscono nella dichiarazione dei redditi le minusvalenze sopra i 50mila euro, non vanno, quindi, più inviate comunicazioni alla Direzione Regionale competente;
– a partire da Unico 2013, il quadro RU è stato completamente ristrutturato e semplificato con un’unica sezione “multimodulo” che raggruppa tutti i crediti agevolativi.

“Spesometro”:
– per l’anno 2012, un Provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate specificherà, con riferimento alle operazioni per cui è previsto l’obbligo di fattura, che è possibile comunicare, per ciascun cliente e fornitore, in alternativa: le singole operazioni effettuate, indipendentemente dall’importo; l’ammontare complessivo dell’imponibile e dell’imposta relativa all’anno di riferimento;
– per l’anno 2012, gli operatori che svolgono attività di leasing finanziario e operativo e di locazione e/o noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili, potranno comunicare all’Anagrafe Tributaria i dati relativi ai propri clienti, utilizzando, in alternativa alla vecchia comunicazione, il modello in uso per lo “Spesometro”.

Servizi online:

– per l’invio della documentazione richiesta ai fini del controllo formale, i contribuenti e i loro intermediari potranno utilizzare Civis, il canale telematico dedicato all’assistenza.
– per le modalità di versamento tramite F24, l’uso della delega di pagamento si estende fra gli altri, anche ai pagamenti per l’imposta sulle successioni e donazioni, dell’Invim, dell’imposta sostitutiva Invim, dell’imposta di registro, dell’imposta ipotecaria, dell’imposta catastale, delle tasse ipotecarie, dell’imposta di bollo e dei tributi speciali. Entro il 30 settembre 2013 sarà possibile richiedere l’abilitazione al servizio Entratel via Pec. Una nuova modalità che si affianca a quella tradizionale che prevede la presentazione di una domanda presso un ufficio dell’Agenzia delle Entrate.

Professionisti:
– non devono “riaddebitare” in fattura le spese di vitto e alloggio al committente e non possono considerare il relativo ammontare quale componente di costo deducibile dal proprio reddito di lavoro autonomo, in quanto le prestazioni alberghiere e di somministrazioni di alimenti e bevande acquistate direttamente dal committente non costituiscono compensi in natura per i professionisti che ne usufruiscono.

Successione:
– per poter essere esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione di successione, bisogna superare il valore “soglia” dell’attivo ereditario di 75mila euro (prima 25.822,84 euro) per coniuge e parenti in linea retta. Mentre, chi la presenta, non deve più accompagnare necessariamente la denuncia con gli originali o le copie autenticate dei documenti, ma sono sufficienti le copie non autenticate, insieme alla dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà.

Spese per gli omaggi:
– il limite per la piena deducibilità delle spese per gli omaggi sale a 50 euro anche per l’Iva e non solo per le imposte dirette. Per evitare complicazioni alle imprese, la soglia ai fini Iva si allinea così a quella delle imposte dirette.

Prossima la scadenza per l’invio del 730-4

I Caf e i professionisti abilitati, entro il prossimo 8 luglio, devono inviare telematicamente all’Agenzia delle Entrate le dichiarazioni predisposte (modelli 730, unitamente alle buste contenenti le schede relative alla scelta dell’8 e del 5 per mille) e i relativi prospetti di liquidazione.

I soggetti che prestano assistenza fiscale, se hanno commesso errori nella compilazione, devono rideterminare correttamente gli importi ed elaborare un nuovo modello 730-3, e il modello 730 base se la correzione riguarda la dichiarazione, che deve essere consegnato all’assistito e trasmettere sia la dichiarazione originaria sia la dichiarazione riportante le rettifiche effettuate. Detto procedimento di rettifica è a garanzia del contribuente per un corretto assolvimento dell’obbligo fiscale e deve essere posto in atto tempestivamente, perciò l’assistito è tenuto a controllare l’esito della propria dichiarazione e comunicare immediatamente eventuali incongruenze riscontrate.
Inoltre, al fine di concludere l’assistenza fiscale con un corretto conguaglio sulla retribuzione, è necessario che il risultato contabile pervenga al sostituto d’imposta in tempo utile per consentirgli di effettuare i conguagli entro l’anno solare. Pertanto, le dichiarazioni modello 730 a rettifica possono essere trasmesse anche oltre i termini previsti per l’invio dei modelli 730 purché la trasmissione della dichiarazione all’Agenzia delle entrate avvenga entro l’11 novembre 2013 (il 10 novembre cade di domenica). Sempre entro la medesima data il CAF o il professionista abilitato comunicano ai sostituti che non sono stati inseriti nel flusso telematico per l’anno 2013 i risultati contabili (modelli 730-4).
Resta ferma l’applicazione delle sanzioni in caso di trasmissione tardiva.

Rinvio aumento IVA: ecco le conseguenze

3 lug 2013 Con il rinvio dell’aumento dell’Iva al 1° ottobre 2013, il governo ha introdotto una serie di misure urgenti necessarie per compensare il differimento (D.L. n. 76/2013).

Il rinvio l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, è bilanciato con l’aumento degli acconti Ires e Irpef, con l’aumento del versamento in acconto delle ritenute operate dagli istituti di credito e con l’introduzione dell’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche (e-cig).
Per le persone fisiche, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell’acconto Irpef passa dal 99 al 100%. Per quest’anno l’aumento produce effetti solo sulla seconda o unica rata di acconto da versare entro il 30 novembre.

Invece, per le società e per il solo periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura della seconda o unica rata di acconto Ires passa dal 100 al 101%.
Per gli anni 2013 e 2014 vi è un aumento dell’acconto nella misura del 110%, che le aziende e gli istituti di credito sono tenuti a versare sulle ritenute sugli interessi e i redditi di capitale.

Infine, a decorrere dal 1° gennaio 2014 è applicata l’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche, comprese le parti di ricambio. L’imposta è applicata nella misura del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico.

Prorogata la comunicazione per gli acquisti con Pos

3 LUG 2013 La comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva, da parte degli operatori finanziari, va effettuata entro il 12 novembre 2013. Il termine precedente di presentazione era fissato per oggi, 3 luglio 2013 (Agenzia entrate – provvedimento n. 80821/2013).

In virtù della proroga, quindi, entro il 12 novembre 2013 gli operatori finanziari (banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, etc.) sono tenuti a comunicare all’anagrafe tributaria le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di importo pari o superiore a € 3.600,00, effettuate dal 6 luglio 2011 al 31 dicembre 2011, il cui pagamento sia effettuato mediante carte di credito, di debito o prepagate preventivamente rilasciate. Sono operazioni rilevanti di importo pari o superiore a € 3.600,00 quelle per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura.

La comunicazione va effettuata telematicamente e deve riferirsi alle transazioni riguardanti la cessione di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute dai soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

È prossima l’iscrizione P.E.C. delle imprese individuali

Entro il 30 giugno 2013 le imprese individuali attive devono iscrivere il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (P.E.C.) presso il registro delle imprese competente (Ministero sviluppo economico – nota n. 53687/2013).

Decorso il predetto termine senza aver provveduto a comunicare l’indirizzo P.E.C., è prevista la sospensione dell’iscrizione di qualsiasi atto al registro delle imprese per un periodo massimo di 45 giorni. Trascorso inutilmente tale periodo la pratica viene respinta e si intende non presentata.

Il Ministero dello sviluppo economico ha precisato che l’iscrizione dell’indirizzo P.E.C.:

– può essere effettuato mediante prassi semplificata, ovvero, avvalendosi del sito www.registroimprese.it e,

– deve essere ricondotto esclusivamente ed unicamente all’imprenditore stesso, senza possibilità di domiciliazione presso soggetti terzi.

In merito all’ultimo punto, quindi, non è prevista per le imprese individuali la possibilità di inserire l’indirizzo P.E.C. di un soggetto terzo associabile all’impresa stessa, facoltà, invece riconosciuta alle società che di fatto possono indicare l’indirizzo P.E.C. dello studio professionale che le assiste negli adempimenti burocratici, avvero, di un’altra società cui l’impresa societaria obbligata all’adempimento di comunicazione sia giuridicamente ed economicamente collegata.

Pertanto, prima del 30 giugno si attende un chiarimento da parte del Ministero dello sviluppo economico circa la possibilità per le imprese individuali di domiciliarsi come per le società, ai fini della comunicazione dell’indirizzo P.E.C. al registro imprese, presso soggetti terzi associabili a più imprese.

Omessa dichiarazione, riconoscimento del credito d’imposta

Per il riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali non sono state presentate le dichiarazioni dell’Iva, dei redditi o dell’Irap non è più necessario presentare istanza di rimborso o attendere la mediazione. Il contribuente ha la facoltà di richiedere l’attestazione dell’esistenza contabile dell’eccedenza di imposta nel momento successivo alla liquidazione delle dichiarazioni, dopo il ricevimento della comunicazione di irregolarità, producendo idonea documentazione all’ufficio competente, entro il termine di trenta giorni (Agenzia delle entrate – circolare 25 giugno 2013, n. 21/E).

In applicazione dei principi di efficienza, economicità e speditezza della pubblica amministrazione, per evitare ai contribuenti di anticipare le somme derivanti dalla comunicazione di irregolarità, l’Agenzia delle entrate ha previsto che il riconoscimento del credito maturato in un’annualità per la quale sia stata omessa la dichiarazione avvenga direttamente in sede di assistenza.
A tal fine, a seguito del ricevimento della comunicazione di irregolarità in esame, se il contribuente ritiene che il credito non dichiarato sia fondatamente ed effettivamente spettante, può attestarne l’esistenza contabile, mediante la produzione all’ufficio competente, entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione, di idonea documentazione (ad esempio, con riferimento alle eccedenze IVA, mediante esibizione dei registri IVA e delle relative liquidazioni, della dichiarazione cartacea relativa all’annualità omessa, delle fatture e di ogni altra documentazione ritenuta utile).
Ferma restando la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di effettuare le attività di controllo ai fini dell’IVA, delle imposte sui redditi o dell’Irap in merito alla dichiarazione omessa, anche al fine di accertare l’effettività sostanziale del credito maturato nel relativo periodo d’imposta, la dimostrazione dell’esistenza contabile del credito pone il contribuente, ancorché tardivamente, nella medesima condizione in cui si sarebbe trovato qualora avesse correttamente presentato la dichiarazione.
In esito a tali verifiche, qualora riscontri l’esistenza contabile del credito, l’ufficio, analogamente a quanto previsto nella fase contenziosa, anziché richiedere l’effettuazione del pagamento seguita da un’istanza di rimborso, potrà scomputare direttamente l’importo del credito medesimo dalle somme complessivamente dovute in base alla originaria comunicazione di irregolarità e, conseguentemente, emettere una comunicazione definitiva contenente la rideterminazione delle somme che residuano da versare a seguito dello scomputo operato.
Resta fermo che, trattandosi di una comunicazione di irregolarità legittima, poiché si basa su un comportamento omissivo del contribuente, sono comunque dovuti gli interessi e la sanzione sulla parte di credito effettivamente utilizzata.
Laddove il contribuente provveda a pagare le somme dovute entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione definitiva contenente la rideterminazione delle somme medesime, potrà beneficiare della riduzione della predetta sanzione ad un terzo.

La cartella di pagamento notificata via PEC

Con il Comunicato stampa di oggi la società Equitalia, incaricata della riscossione dei crediti erariali nei confronti dei contribuenti, comunica che la cartella di pagamento sarà notifica tramite Posta Elettronica Certificata (PEC).

Il nuovo strumento di notifica, per il momento, interesserà le imprese costituite in forma societaria (societa di persone e società di capitali) con sede nelle regioni Lombardia, Toscana, Campania e Molise.
Si tratta di una fase sperimentale, attuata nelle quattro regioni pilota, per consentire un passaggio graduale dalla notifica cartacea a quella elettronica.
L’applicazione limitata alle società è determinata dal fatto che per tali soggetti l’attivazione di un indirizzo PEC è obbligatorio ai fini dell’iscrizione al registro delle imprese. La casella PEC, infatti, deve essere comunicata al predetto registro e viene pubblicato sul certificato rilasciato dalla Camera di Commercio, con la conseguenza che l’indirizzo email pec costituisce un indirizzo pubblico, e può essere utilizzato da chiunque per inviare messaggi e documenti indirizzati alla società.
La Posta Elettronica Certificata (PEC) è un mezzo di comunicazione che consente di inviare email con valore legale, quindi opponibile a terzi. L’invio di un messaggio con la PEC è equiparato a una raccomandata postale con avviso di ricevimento grazie a cui si attesta giorno ed orario esatto della spedizione e della ricezione.
La notifica della cartella di pagamento, dunque, assume valore legale a tutti gli effetti, poiché il contribuente può verificare in tempo reale i documenti inviati da Equitalia e avere la certezza del giorno e anche dell’ora esatta della notifica.
La notifica inoltre risulterà effettuata direttamente alla persona legittimata a riceverla, anche se questi non provvede a leggere la posta presente nella casella PEC di cui è titolare. Sarà necessario, pertanto, consultare la casella Pec sistematicamente per evitare il decorso dei termini per un’eventuale impugnazione della pretesa erariale.
Ai fini della notifica, Equitalia utilizzerà gli indirizzi email PEC presenti negli elenchi previsti dalla legge.

Interventi su tributi e lavoro nel “decreto fare”

Sono state adottate con il Decreto Legge n. 69 del 21 giugno 2013 le misure per il rilancio dell’economia annunciate dal Governo Letta. Il decreto, denominato “decreto fare”, è stato pubblicato sul supplemento ordinario n. 50, della Gazzetta Ufficiale n. 144 del 21 giugno 2013, e contiene una serie di misure che incidono su disposizioni di carattere tributario e in materia di lavoro.

Crescita economica, Semplificazioni, Efficienza del sistema giudiziario e definizione del contenzioso civile: questi i settori di intervento del “decreto fare”, nei quali si articolano le diverse misure di carattere fiscale e lavoristico. Il Decreto entra in vigore il 22 giugno 2013.
L’articolo 5, dispone un incremento della maggiorazione IRES prevista per le imprese energetiche, cd. “Robin-tax”, con lo scopo di destinare i maggiori introiti alla riduzione della bolletta energetica. Quindi l’addizionale di 6,5 punti percentuali sarà applicata alle imprese che hanno conseguito nel periodo di imposta precedente un volume di ricavi superiore a 3 milioni di euro (prima, 10 milioni di euro) e un reddito imponibile superiore a 300 mila euro (prima, 1 milione di euro).
L’articolo 11, stabilisce la proroga per il 2014 del credito d’imposta per la produzione, la distribuzione e l’esercizio cinematografico, introdotto dalla Finanziaria 2008. Un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate, definirà le modalità per fruire del beneficio.
L’articolo 23, introduce misure volte al rilancio della nautica da diporto e del turismo nautico, prevedendo la possibilità di accedere alla tassazione agevolata per il “noleggio occasionale” (imposta sostitutiva con aliquota 20%) qualora l’attività di noleggio sia di durata complessiva non superiore a 40 giorni, a prescindere dai proventi conseguiti (prima solo in caso di proventi non superiori a 30.000 euro); lo stesso articolo stabilisce inoltre l’esenzione della tassa di possesso sulle imbarcazioni fino a 14 metri, e la riduce per quelle fino a 20 metri portandola a 870 euro per le unità con scafo di lunghezza da 14,01 a 17 metri (prima 1.740 euro), e 1.300 euro per le unità con scafo di lunghezza da 17,01 a 20 metri (prima 2.600 euro).
L’articolo 31, stabilisce semplificazioni in materia di Durc, prevedendo in particolare la validità del Durc di 180 giorni e limitandone la richiesta ai momenti della selezione del contraente e del pagamento delle prestazioni; inoltre, prevede che le stazioni appaltanti acquisiscano il Durc esclusivamente attraverso strumenti informatici.
L’articolo 34, stabilisce che le certificazioni relative allo stato di gravidanza, in particolare quella riguardante la data presunta del parto e quella del parto o di interruzione del parto, devono essere trasmessi all’INPS esclusivamente per via telematica, rispettivamente, direttamente dal medico del Servizio sanitario nazionale o con esso convenzionato e dalla struttura sanitaria pubblica o privata convenzionata con il Servizio sanitario nazionale.
L’articolo 50, prevede l’abrogazione della responsabilità solidale tra appaltatore e subappaltatore per il versamento dell’IVA dovuta dal subappaltatore in relazione alle prestazioni effettuate nell’ambito del rapporto di subappalto. Resta invece confermata la responsabilità solidale prevista per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente.
L’articolo 51, dispone l’abrogazione della comunicazione mensile delle ritenute fiscali (cd. 770 mensile).
L’articolo 52, contiene una serie di provvedimenti che regolano il sistema di riscossione dei tributi quali, l’impignorabilità dell’abitazione principale, la possibilità di dilazionare il debito in 120 rate mensili (attualmente 72 rate mensili), la decadenza dalla dilazione dopo il mancato pagamento di 8 rate anche non consecutive (attualmente dopo 2 rate consecutive), l’impignorabilità dei beni delle società di capitali oltre 1/5 di quelli disponibili (oggi prevista solo per le ditte individuali).
L’articolo 55, contiene una norma interpretativa in materia di rimborsi IVA alle agenzie di viaggio secondo la quale l’imposta assolta sulle cessioni di beni e sulle prestazioni di servizi effettuate da terzi nei confronti delle agenzie di viaggio stabilite fuori dell’Unione europea a diretto vantaggio dei viaggiatori non è rimborsabile.
L’articolo 56, proroga la scadenza per il versamento dell’imposta sulle transazioni finanziarie, cd. “Tobin-tax”, al 16 ottobre 2013.