Infortunio “in itinere”, il rapporto tra risarcimento civile e rendita vitalizia Inail

Dall’ammontare del risarcimento dovuto alla vittima di un incidente stradale, riconosciuto come infortunio in itinere, deve sempre detrarsi il valore capitale della rendita vitalizia erogata dall’Inail, atteso che, per un verso, tale prestazione a contenuto indennitario è volta a soddisfare in parte la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria civilistica e che, per altro aspetto, il terzo responsabile dell’infortunio sulle vie del lavoro, estraneo al rapporto assicurativo, è collateralmente obbligato a restituire all’Inail l’importo corrispondente al valore della rendita per inabilità permanente costituita in favore del lavoratore assicurato (Corte di Cassazione, ordinanza 19 maggio 2020, n. 9194)

Una Corte d’appello territoriale, riformando parzialmente la pronuncia del Tribunale di prime cure, aveva riconosciuto il concorso di colpa di un lavoratore nella causazione del sinistro stradale dal quale gli erano derivati gravissimi danni alla persona, ed aveva altresì accolto la censura della Società assicurativa volta ad ottenere il diffalco della prestazione previdenziale erogata dall’INAIL, in ragione della natura “in itinere” dell’infortunio occorso, dalla somma complessivamente dovuta.
Ricorre così in Cassazione il lavoratore, lamentando la decurtazione dell’importo risarcitorio complessivo relativo alla capitalizzazione del danno biologico indennizzato dall’INAIL e che, peraltro, l’Istituto previdenziale non fosse neanche intervenuto in giudizio, per cui il documento attestante il pagamento della prestazione proveniva da un soggetto estraneo al giudizio.
Secondo la Suprema Corte, la censura è infondata.
Circa l’erogazione della rendita INAIL, corrisposta nei casi in cui il danneggiato abbia subito un infortunio sul lavoro, è stato recentemente affermato che, in tema di “compensatio lucri cum damno”, la detrazione dell’attribuzione patrimoniale occasionata dall’illecito o dall’inadempimento, dall’ammontare del risarcimento del danno ad esso conseguente, presuppone sul piano funzionale che il beneficio sia causalmente giustificato in funzione di rimozione dell’effetto dannoso dell’illecito. Sul piano strutturale, poi, è altresì necessario che a ciò si accompagni un meccanismo di surroga o di rivalsa, capace di evitare che quanto erogato dal terzo al danneggiato si traduca in un vantaggio inaspettato per il responsabile.
In termini concreti, dall’ammontare del risarcimento dovuto alla vittima di un incidente stradale, riconosciuto come infortunio in itinere, deve detrarsi il valore capitale della rendita vitalizia erogata dall’Inail, atteso che tale prestazione a contenuto indennitario, è volta a soddisfare, neutralizzandola in parte, con riguardo all’inabilità lavorativa permanente e al danno biologico, la medesima perdita al cui integrale ristoro mira la disciplina della responsabilità risarcitoria civilistica. Ed altresì, in considerazione del meccanismo normativo di riequilibrio (art. 1916 c.c. e art. 142 cod. ass.), idoneo a garantire che il terzo responsabile dell’infortunio sulle vie del lavoro, estraneo al rapporto assicurativo, è collateralmente obbligato a restituire all’Inail l’importo corrispondente al valore della rendita per inabilità permanente costituita in favore del lavoratore assicurato (Corte di Cassazione, S.U., sentenza 22 maggio 2018, n. 12566).

Emersione di rapporti di lavoro irregolari nel decreto Rilancio

I datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso di un titolo di soggiorno ex art. 9 D. Lgs. n 286/1998, possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti nel territorio italiano o per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare ancora in corso con cittadini italiani o cittadini stranieri. Allo stesso modo, invece, l’articolo 103 del cd. Rilancio prevede che i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio italiano della durata di 6 mesi. Tale termine inizia a decorrere dalla presentazione dell’istanza.

Per garantire livelli adeguati di tutela della salute individuale e collettiva in conseguenza della contingente ed eccezionale emergenza sanitaria connessa alla calamità derivante dalla diffusione del contagio da -COVID-19 e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro italiani o cittadini di uno Stato membro dell’Unione Europea, ovvero i datori di lavoro stranieri in possesso di un titolo di soggiorno, possono presentare istanza per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti nel territorio italiano o per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare ancora in corso con cittadini italiani o cittadini stranieri.
A tal fine i cittadini stranieri devono essere stati sottoposti a rilievi fotodattiloscopici prima dell’8 marzo 2020 ovvero devono aver soggiornato in Italia precedentemente alla suddetta data, in forza della dichiarazione di presenza (legge 28 maggio 2007, n. 68) o di attestazioni costituite da documentazioni di data certa proveniente da organismi pubblici; in entrambi i casi, i cittadini stranieri non devono aver lasciato il territorio nazionale dall’8 marzo 2020 (art. 103, co. 1, DL n. 34/2020).
Allo stesso modo, invece, i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio italiano della durata di 6 mesi. Tale termine inizia a decorrere dalla presentazione dell’istanza. A tal fine, i predetti cittadini devono risultare presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020, senza che se ne siano allontanati dalla medesima data, e devono aver svolto attività di lavoro, nei settori di seguito indicati, antecedentemente al 31 ottobre 2019. Se nel termine della durata del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato ovvero la documentazione retributiva e previdenziale comprovante lo svolgimento dell’attività lavorativa in conformità alle previsioni di legge, il permesso viene convertito in permesso di soggiorno per motivi di lavoro (art. 103, co. 2, DL n. 34/2020).

Le disposizioni in questione si applicano ai seguenti settori di attività (art. 103, co. 3, DL n. 34/2020):
– agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
– assistenza alla persona per se stessi o per componenti della propria famiglia, ancorché non conviventi, affetti da patologie o handicap che ne limitino l’autosufficienza;
– lavoro domestico di sostegno al bisogno familiare.
Non sono ammessi alle procedure in questione i cittadini stranieri (art. 103, co. 10, DL n. 34/2020):
– nei confronti dei quali sia stato emesso un provvedimento di espulsione (art. 13, co. 1 e 2, lett. c), del D.Lgs. n. 286/1998, e dell’art. 3 del DL 27 n. 144/2005, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 155/2005, e successive modificazioni);
– che risultino segnalati, anche in base ad accordi o convenzioni internazionali in vigore per l’Italia, ai fini della non ammissione nel territorio dello Stato;
– che risultino condannati, anche con sentenza non definitiva, compresa quella pronunciata anche a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 cpp, per uno dei reati previsti dall’articolo 380 cpp o per i delitti contro la libertà personale ovvero per i reati inerenti gli stupefacenti, il favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’emigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite;
– che comunque siano considerati una minaccia per l’ordine pubblico o la sicurezza dello Stato o di uno dei Paesi con i quali l’Italia abbia sottoscritto accordi per la soppressione dei controlli alle frontiere interne e la libera circolazione delle persone. Nella valutazione della pericolosità dello straniero si tiene conto anche di eventuali condanne, anche con sentenza non definitiva, compresa quella di applicazione pronunciata a seguito di applicazione della pena su richiesta ai sensi dell’articolo 444 cpp, per uno dei reati previsti dall’articolo 381 cpp.

Istanza
Nell’istanza deve essere indicata la durata del contratto di lavoro e la retribuzione convenuta, non inferiore a quella prevista dal contratto collettivo di lavoro di riferimento stipulato dalle organizzazioni sindacali e datoriali comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
L’istanza potrà essere presentata dal 1° giugno al 15 luglio 2020, con le modalità che saranno stabilite con decreto del Ministro dell’interno di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali, ed il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali da adottarsi entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore del cd. DL Rilancio (19 maggio 2020). Le istanze saranno presentate previo pagamento, con le modalità previste dal decreto interministeriale, di un contributo forfettario stabilito nella misura di 500 euro per ciascun lavoratore; per la procedura di cui al comma 2, il contributo è pari a 130 euro, al netto dei costi di cui al comma 16 che restano comunque a carico dell’interessato. E’ inoltre previsto il pagamento di un contributo forfettario per le somme dovute dal datore di lavoro a titolo retributivo, contributivo e fiscale, la cui determinazione e le relative modalità di acquisizione sono stabilite con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, con il Ministro dell’interno ed il Ministro delle politiche agricole e forestali.

Inammissibilità e rigetto
Costituisce causa di inammissibilità delle istanze, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la condanna del datore di lavoro negli ultimi cinque anni, anche con sentenza non definitiva per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina verso l’Italia e dell’immigrazione clandestina dall’Italia verso altri Stati o per reati diretti al reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o allo sfruttamento della prostituzione o di minori da impiegare in attività illecite, nonché per il reato di riduzione o mantenimento in schiavitù o in servitù; di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro; di reati previsti dall’art. 22, co. 12, D. Lgs. n. 286/1998, e successive modificazioni (art. 103, co. 8, DL n. 34/2020).
Costituisce altresì causa di rigetto delle istanze, limitatamente ai casi di conversione del permesso di soggiorno in motivi di lavoro, la mancata sottoscrizione, da parte del datore di lavoro, del contratto di soggiorno presso lo sportello unico per l’immigrazione ovvero la successiva mancata assunzione del lavoratore straniero, salvo cause di forza maggiore non imputabili al datore medesimo, comunque intervenute a seguito dell’espletamento di procedure di ingresso di cittadini stranieri per motivi di lavoro subordinato ovvero di procedure di emersione dal lavoro irregolare (art. 103, co. 9, DL n. 34/2020).
Dal 19 maggio 2020 fino alla conclusione dei procedimenti in argomento, sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore, rispettivamente (art. 103, co. 11, DL n. 34/2020):
– per l’impiego di lavoratori per i quali è stata presentata la dichiarazione di emersione, anche se di carattere finanziario, fiscale, previdenziale o assistenziale;
– per l’ingresso e il soggiorno illegale nel territorio nazionale, con esclusione degli illeciti di cui all’art. 12 D. Lgs. n. 286/1998, e successive modificazioni.

Sanzioni
Nel caso in cui il datore di lavoro impieghi quali lavoratori subordinati, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro, stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo, sono raddoppiate le sanzioni previste (art. 3, co. 3, DL 22 febbraio 2002, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla L. 23 aprile 2002, n. 73, dall’art. 39, co. 7, DL 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2008, n. 133, dall’art. 82, co. 2, DPR 30 maggio 1955, n. 797 e dall’articolo 5, co. 1, della legge 5 gennaio 1953, n. 4).
Quando i fatti di Intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro (articolo 603-bis cp) sono commessi ai danni di stranieri che hanno presentato l’istanza di rilascio del permesso di soggiorno temporaneo, la pena prevista è aumentata da un terzo alla metà (art. 103, co. 14, DL n. 34/2020):

Le misure sul lavoro, pubblicato uno studio dei Commercialisti

Il CNDCEC con il comunicato del 23 maggio 2020 rende noto che il Consiglio e la Fondazione Nazionale dei Commercialisti hanno pubblicato il documento “Le misure sul lavoro contenute nei decreti sull’emergenza da Covid-19”.

Lo studio passa in rassegna il pacchetto di misure a sostegno del lavoro e di contrasto all’emergenza occupazionale messo in campo dal Governo per fare fronte alla contingente emergenza epidemiologica da COVID-19 con il Decreto “Cura Italia” n. 18/2020, come modificato in sede di conversione in legge e ulteriormente modificato dal Decreto “Liquidità” n. 23/2020 e dal recentissimo Decreto “Rilancio” n. 34/2020.

Nuovo regolamento CAS.SA.COLF per Covid-19

Previsto un  nuovo Regolamento CAS.SA.COLF al fine di aiutare i suoi iscritti a fronteggiare l’emergenza sanitaria dovuto al Covid 19

La CAS.SA.COLF provvede a corrispondere ai dipendenti iscritti le seguenti prestazioni per i positivi al Covid-19:

– Indennità Giornaliera in caso di Ricovero. un’indennità di € 40,00 per ogni notte di ricovero per un periodo non superiore a 50 giorni annui.
– Indennità Giornaliera in caso di Convalescenza, qualora si renda necessario un periodo di isolamento domiciliare, eroga al lavoratore un’indennità di € 40,00 al giorno per un periodo non superiore a 14 giorni annui.
– Diaria giornaliera per figli a carico di € 40 per un periodo non superiore a 14 giorni annui, per i lavoratori che abbiano almeno un figlio minorenne anagraficamente convivente risultante dallo stato di famiglia.
– Rimborso per materiale sanitario riabilitativo di € 200,00 per iscritto;
– Rimborso per visite domiciliari da parte di personale medico o infermieristico per interventi resi necessari per contrastare l’epidemia, entro il limite complessivo di 100,00 euro annui sia erogate dal servizio sanitario nazionale che da privati.
Inoltre, qualora al lavoratore venga assegnato un provvedimento (certificato medico) per un periodo di quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare, la CAS.SA.COLF riconosce una diaria di € 40 al giorno fino ad un massimo di 14 giorni annui.
Per avere diritto alla prestazione, il lavoratore dovrà inviare a CASSACOLF il certificato con gli estremi del provvedimento e il modulo richiesta prestazioni covid-19
Inoltre, la CAS.SA.COLF, rimborsa fino a € 200,00 una tantum:
– per finalità di istruzione, scolastica o per servizi di baby sitting, per figli a carico o conviventi, fino al compimento del quinto anno di età, iscritti all’asilo o alla scuola dell’infanzia, o ospitati da centri diurni a carattere assistenziale;
– per le spese sostenute per l’assistenza domiciliare ai figli a carico o conviventi, che siano in condizione di non autosufficienza, fino al compimento del diciottesimo anno di età;
– per bonus spesa, e cioè, fornitura di prodotti alimentari ovvero rimborso delle spese sostenute per le necessità di alimentare i figli fino al compimento del diciottesimo anno di età a carico o conviventi.
 Fermo restando il continuo monitoraggio dei flussi, a garanzia e tutela di tutti gli Iscritti alla CAS.SA.COLF, le prestazioni saranno attive fino alla data del 30 Giugno 2020 con eventuali e ulteriori proroghe in relazione agli andamenti tecnici e alle risorse disponibili.

Accordo 19/5/2020 integrativo del CCNL Funzioni Centrali

Firmato, il 19/5/2020 tra l’Aran e le Organizzazioni e Confederazioni sindacali rappresentative, il Contratto collettivo nazionale di lavoro ad integrazione del CCNL del personale del Comparto Funzioni Centrali del 12/2/2018

Il CCNL 19/5/2020 relativo alla sequenza contrattuale ad integrazione del CCNL del personale del Comparto Funzioni Centrali del 12/2/2018, è stato sottoscritto al termine dell’incontro tra l’ARAN e le Organizzazioni Sindacali CISL-FP, FP-CGIL, UIL-PA, CONFSAL-UNSA, FLP, USB-PI, CONFINTESA FP, e le Confederazioni Sindacali rappresentative CISL, CGIL, UIL, CONFSAL, CGS, USB, CONFINTESA.
L’intesa dà attuazione alla Dichiarazione Congiunta n. 6 del CCNL 12/2/2018, secondo la quale “con riferimento al personale assunto con contratto indeterminato dal Ministero degli Affari esteri nelle sedi diplomatiche e consolari e negli istituti di cultura all’estero, si provvederà mediante apposita sequenza contrattuale”
Pertanto, il nuovo accordo integrativo prevede quanto segue:
– un
incrementato economico per il triennio 2016-2018, a favore del “Fondo risorse decentrate per il personale assunto a contratto a tempo indeterminato presso le sedi estere”;
– l’erogazione, a decorrere dal 31/12/2018 ed a valere dall’anno successivo, dei seguenti compensi – sempre a carico del Fondo – differenziati in relazione alle eterogenee esigenze del personale in servizio nelle diverse sedi all’estero, da corrispondersi per 12 mensilità, con la precisazione che ai paesi di cui al gruppo B, (già indicati nella tabella B di cui CCNL successivo del 12/4/2001), sono inserite anche Polonia e Romania:

Valori annui lordi in Euro

B1

B2

B3

Gruppo A 316,07 371,84 427,63
Gruppo B 221,26 260,29 299,34
Gruppo C 154,93 182,21 209,47
Gruppo D 105,97 116,51 128,90

Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti: sicurezza nela fase 2

Emanate il 20/5/2020, dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti – Dipartimento per i trasporti, la navigazione gli affari generali ed il personale, le linee guida per l’accesso ai servizi (sportello), operazioni tecniche sui veicoli ed esami di patente.

Le presenti linee guida dettano le nuove modalità di svolgimento delle attività sopra individuate, atte a garantire – nel quadro delle regole sanitarie adottate – la tutela della salute degli utenti e del personale delle autoscuole e delle motorizzazioni civili.
Le presenti linee guida muovono dal recepimento di tutti i protocolli e le circolari adottate in materia di mitigazione del contagio da Covid-19, ai vari livelli di concertazione e competenza.
La progressiva riapertura delle attività comporta, inevitabilmente, un’interazione tra i dipendenti del MIT e l’utenza esterna; interazione che dovrà essere, per quanto possibile, limitata e “protetta” al fine di contemperare al meglio le esigenze di tutela della salute dei cittadini/utenti e cittadini/dipendenti, con la necessità “sociale” di erogazione dei servizi in esclusiva di legge.
Scopo del presente documento è quindi quello di definire linee guida operative per l’accesso ai servizi, le operazioni tecniche di revisione e collaudo e le attività d’esame, ad uso dei dipendenti di UMC e CPA e di tutta l’utenza, professionale e non, che effettua operazioni sia presso gli Uffici che presso le proprie sedi, finalizzate a garantire il rispetto delle condizioni di sicurezza e minimizzare il rischio contagio da COVID-19.
Le presenti Linee Guida sono valide per la durata dell’emergenza sanitaria in corso, salvo che non intervengano fattori o circostanze diverse che ne impongano l’integrazione o l’aggiornamento.
Indirizzi generali
1. Pulizia
2. DPI
3. Regole di comportamento

INL: istruzioni sulla vigilanza nel settore edile e sulle contestuali verifiche delle misure anticontagio

Al fine di garantire adeguati livelli di protezione ai lavoratori e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro e contenere la diffusione del Covid-19, le imprese edili adottano le misure previste nel Protocollo cantieri da integrare eventualmente con altre equivalenti o più incisive secondo la tipologia, la localizzazione e le caratteristiche del cantiere e ferme restando le norme previste dai decreti governativi. Il punto 10 del Protocollo evidenzia che restano ferme le funzioni ispettive dell’Agenzia unica per le ispezioni del lavoro, Ispettorato Nazionale del Lavoro così come definite dall’art. 13, co. 2, del d.lgs. n. 81/2008. Con nota n. 156/2020, l’INL fornisce ulteriori indicazioni in merito alla vigilanza nel settore edile e alle contestuali verifiche.

Con riferimento alla riapertura dei cantieri edili si procede dunque alla consueta programmazione ispettiva senza alcuna limitazione di mandato. In occasione della consueta vigilanza nei cantieri andrà, altresì, verificato lo stato di attuazione delle misure previste dal citato protocollo. La programmazione delle ispezioni terrà conto, come di consueto delle esigenze di coordinamento con le ASL e privilegerà le attività riferite ad appalti pubblici o comunque i cantieri di dimensioni medio/grandi.
Il Protocollo cantieri fa integrale rinvio alle previsioni del protocollo condiviso e contiene specificazioni di settore, con l’obiettivo di fornire indicazioni operative finalizzate a incrementare nei cantieri l’efficacia delle misure precauzionali di contenimento adottate per contrastare l’epidemia di Covid -19:
– rispettare il distanziamento sociale, anche attraverso una rimodulazione degli spazi di lavoro, compatibilmente con la natura dei processi produttivi e con le dimensioni dei cantieri;
– integrare, ove presente, il Piano di sicurezza e coordinamento;
– assicurare la vigilanza sull’adozione delle misure anticontagio attraverso le figure preposte. Fondamentale, infatti, in tale fase, il ruolo e la costante presenza in cantiere dei soggetti preposti alla sovrintendenza e verifica della puntuale adozione delle misure anticontagio. In ausilio a tali funzioni, le associazioni datoriali di categoria stanno sviluppando anche apposite applicazioni volte ad agevolare le misure organizzative per il contenimento del contagio.
Le misure previste nel protocollo cantieri si estendono ai titolari del cantiere e a tutti i subappaltatori e subfornitori presenti nel medesimo cantiere.

Nel corso della cd. fase 2 risulta opportuno implementare e valorizzare adeguatamente l’attività di informazione, prevenzione e promozione della sicurezza e della legalità nei luoghi di lavoro, cui fa riferimento l’art. 8 del d.lgs. n. 124/2004.
Tenuto conto del settore d’intervento, si richiama anche l’art. 10 del d.lgs. n. 81/2008, il quale prevede la possibilità di sviluppare attività di informazione e assistenza in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei confronti delle imprese artigiane, delle piccole e medie imprese e delle rispettive associazioni datoriali, fermo restando il divieto di attività di consulenza di cui all’art. 13, comma 5. Tali attività saranno sviluppate in collaborazione con le altre istituzioni coinvolte nelle iniziative per il contrasto della diffusione del Covid-19, in particolare INAIL e ASL, e con le associazioni sindacali, gli organismi paritetici, le università e gli ordini professionali, nei cui riguardi vanno implementate le sinergie in essere nei singoli contesti territoriali.
L’attività di informazione e promozione dovrà essere funzionale alla valorizzazione delle “buone prassi”, anche attraverso la predisposizione di materiale divulgativo e di strumenti e metodologie di autoanalisi delle singole aziende.

Si richiamano, altresì, le previsioni dell’art. 10 del DPCM 17 maggio 2020, secondo cui il prefetto si avvale delle forze di polizia e, per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, dell’Ispettorato nazionale del lavoro e del comando Carabinieri per la tutela del lavoro ed il già citato punto 10 del Protocollo cantieri. Ne derivano rinnovate esigenze di coordinamento, atteso che alla consueta attività di vigilanza sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, si affianca anche l’apporto che i prefetti possono richiedere alle articolazioni territoriali dell’Ispettorato Nazionale del lavoro, nell’ambito delle competenze che gli sono riconosciute dal legislatore, anche ai fini delle verifiche in merito all’attuazione delle misure precauzionali anticontagio definite dai protocolli intervenuti tra Governo e Parti sociali.
La programmazione degli accessi in cantiere risulterà, altresì, orientata – fra le altre – alle seguenti priorità/modalità d’intervento:
– va assicurata prioritaria definizione delle procedure pendenti, attraverso la programmazione dei sopralluoghi di rivisita finalizzati all’accertamento del rispetto delle prescrizioni impartite in occasione dell’accesso al cantiere. In ragione del blocco delle attività e della recente riapertura dei cantieri sarà comunque necessario, in occasione della rivisita, procedere altresì alla verifica delle misure anticontagio e quindi della complessiva riorganizzazione del cantiere;
– nella selezione degli obiettivi dovranno contemperarsi le esigenze di verificare nei riguardi del maggior numero possibile di lavoratori l’adozione del protocollo cantieri, con quelle connesse ad assicurare la vigilanza nei riguardi delle realtà in cui si registrano statisticamente tassi più elevati di infortuni sul lavoro;
– la vigilanza in materia di salute e sicurezza nei cantieri edili seguirà come di consueto l’impianto sanzionatorio definito dal Titolo XII del d.lgs. n. 81/2008 (artt. 301 e seguenti);
– considerate le previsioni dell’art. 16 del decreto legge n. 18/2020, conv. in legge n. 27/ 2020, (“Per contenere il diffondersi del virus COVID-19, fino al termine dello stato di emergenza, sull’intero territorio nazionale, per i lavoratori che nello svolgimento della loro attività sono oggettivamente impossibilitati a mantenere la distanza interpersonale di un metro, sono considerati dispositivi di protezione individuale (DPI), le mascherine chirurgiche reperibili in commercio), la mancata consegna al lavoratore integra, per il datore di lavoro o il dirigente, la violazione di cui all’art. 18, comma 1, lett. d, del d.lgs. n. 81/2008, punita penalmente ai sensi dell’art. 55, comma 5, lett. d, del medesimo decreto, mentre la mancata utilizzazione della mascherina da parte del lavoratore integra la trasgressione di cui all’art. 20, comma 2, lett. d, del d.lgs. n. 81/2008, sanzionata penalmente ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. a, dello stesso decreto;
– nel merito all’apparato sanzionatorio riferito alla mancata osservanza delle misure anticontagio definite dal protocollo cantieri si richiamano integralmente le indicazioni fornite con le note precedente che riconducono esclusivamente agli agenti di pubblica sicurezza la competenza sanzionatoria definita dall’art. 4 del decreto legge n. 19/2020.
Gli accessi in questione, infine, dovranno conformarsi alle misure precauzionali già definite nonché svilupparsi con modalità che assicurino l’adeguatezza dei tempi massimi di permanenza in cantiere.

Firmato tra Ministero dell’Istruzione e OO.SS. il Protocollo di sicurezza per gli Esami di Stato

Firmato il 19/5/2020, tra il Ministero dell’istruzione e le OO.SS. FSUR-CISL, FLC-CGIL, FED UIL SCUOLA RUA, CONFSAL SNALS, ANIEF, ANP, DIRIGENTISCUOLA-DI.S.CONF, il Protocollo con le linee operative per garantire il regolare svolgimento degli Esami conclusivi di Stato 2019/2020

Il Protocollo nasce dall’esigenza di condividere con le OO.SS. le linee operative per garantire il regolare svolgimento degli esami di Stato negli Istituti scolastici di istruzione secondaria di 2° grado statali, in osservanza delle misure precauzionali di contenimento e contrasto del rischio di epidemia di COVID-19. Ad esso è allegato il Documento tecnico scientifico per gli esami di Stato firmato il 15/5/2020 e un’autodichiarazione, che all’atto della presentazione a scuola il candidato e l’eventuale accompagnatore, dovranno produrre e che attesti:
– l’assenza di sintomatologia respiratoria o di febbre superiore a 37.5°C nel giorno di espletamento dell’esame e nei tre giorni precedenti;
– di non essere stato in quarantena o isolamento domiciliare negli ultimi 14 giorni;
– di non essere stato a contatto con persone positive, per quanto di loro conoscenza, negli ultimi 14 giorni.
L’Intesa trova applicazione nei casi in cui, tenuto conto dell’evoluzione della dinamica epidemiologica e delle indicazioni fornite dalle autorità competenti, gli esami di Stato per l’a.s. 2019/2020, nonché gli esami preliminari, integrativi e di idoneità, si tengano in presenza.
Per dare piena attuazione al Documento Tecnico Scientifico, allegato all’intesa, saranno attivate, a livello di istituzione scolastica, le relazioni sindacali previste dall’art. 22 del CCNL del comparto “Istruzione e Ricerca” vigente, per definire, entro sette giorni, un’intesa sulle seguenti materie:
– fornitura dei dispositivi di sicurezza,
– igienizzazione e utilizzazione degli spazi,
– formazione del personale,
– intensificazione ed eventuale lavoro straordinario.
Il Ministero si impegna ad attivare:
– un servizio dedicato di help desk per le istituzioni scolastiche, attraverso l’attivazione di un numero verde 800903080 attivo dal 28 maggio, dal lunedì al sabato, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00, con funzioni di frontoffice, al fine di raccogliere quesiti e segnalazioni sull’applicazione delle misure di sicurezza e fornire assistenza e supporto operativo anche di carattere amministrativo;
– un Tavolo nazionale permanente, composto da rappresentanti del Ministero, delle OO.SS. firmatarie del presente Protocollo e della Croce Rossa, con funzioni di verifica dell’attuazione del Documento tecnico scientifico presso le istituzioni scolastiche, per verificare costantemente che gli esami di Stato si svolgano in osservanza delle misure di sicurezza previste anche in relazione, in ogni singola Regione, all’andamento dei contagi;
– un Tavolo di lavoro permanente istituito presso ogni USR. Questi Tavoli regionali svolgono una funzione di raccordo con il Tavolo nazionale permanente e le istituzioni scolastiche, fornendo soluzioni concrete ai tavoli locali istituiti presso gli Ambiti territoriali;
– monitorare attraverso gli Uffici Scolastici Regionali che nelle scuole, prima dell’inizio delle procedure d’esame, si sia provveduto ad effettuare la sanificazione generale degli ambienti da parte di ditte esterne specializzate, qualora indicato come specifica misura dalla competente autorità sanitaria regionale: ciò anche al fine di creare le condizioni di massima tranquillità agli studenti, alle famiglie, al personale;
– assicurare l’attivazione dei protocolli sanitari previsti dalla normativa vigente attraverso la presenza fisica del personale della Croce Rossa, anche al fine di vigilare su eventuali sintomatologie COVID-19 che si dovessero manifestare nella sede d’esame, secondo quanto previsto dalla Convenzione MI-CRI e dai piani d’intervento regionali.

Completata la sottoscrizione delle associazioni datoriali al rinnovo dell’Industria Alimentare

Anche le altre 10 Associazioni industriali aderenti a Federalimentare, stipulanti il CCNL di settore, hanno completato la sottoscrizione di accordi collettivi nazionali separati, ma di analogo contenuto.

I sette accordi firmati nel corso di questi giorni riconoscono, dal mese di maggio e con decorrenza 1/12/2019 di un incremento retributivo a parametro medio 137, di Euro 21,43 lordi mensili.

 

Liv

Aumenti dal 1/12/2019 €

Nuovi minimi dal 1/12/2019 €

1 S 35,98 2.372,01
1 31,28 2.062,59
2 25,81 1.701,67
3A 22,68 1.495.40
3 20,34 1.340,73
4 18,77 1.237,57
5 17,21 1.134,46
6 15,64 1,031,33

Viaggiatori o piazzisti

 

Liv.

Aumenti dal 1/12/2019 €

Nuovi minimi dal 1/12/2019 €

I 25,81 1.701,67
II 20,33 1.340,72

Per il settore oleario-margariniero, gli aumenti sono stati calcolati redazionalmente sul parametro 138 in base alle disposizioni specifiche per gli addetti all’industria olearia e margariniera contenute nel CCNL Industria Alimentare

 

Livello

Aumenti dall’1/12/2019

Minimo dall’1/12/2019

1 33,70 2.239,54
2 31,37 2.085,38
3 28,26 1.878,19
4 25,00 1.658,50
5 22,83 1.517,15
6 21,12 1.401,17
7 19,26 1.279,14
8 18,17 1.207,57
9 17,08 1.135,17
10 15,53 1.031,21

Per la copertura del periodo di mancato contratto (dic. 2019 -apr. 2020) è altresì previsto il riconoscimento di 6 quote arretrate di incremento retributivo (5 mensilità +13^ mensilità dicembre 2019), da erogarsi come segue:
– 2 quote di incremento mensile arretrato in aggiunta alla mensilità di maggio 2020;
– 3 quote di incremento mensile arretrato in aggiunta alla mensilità di giugno 2020;
– 1 quota di incremento mensile arretrato in aggiunta alla mensilità di agosto 2020;
L’incremento retributivo decorrente da dicembre 2019 spetta a tutti i lavoratori in forza alla data di stipula dei singoli Accordi, con riproporzionamento pro quota per i lavoratori in part-time. Pertanto nulla è dovuto ai lavoratori il cui rapporto si sia risolto anteriormente alle date di sottoscrizione dei 7 Accordi collettivi sottoscritti. Le intese precisano che con la corresponsione di quanto pattuito, sono assolti gli incrementi retributivi per l’intero anno 2020.
In assenza di specifici chiarimenti delle Parti firmatarie dei singoli accordi e fatte salve eventuali intese successive, deve ritenersi che gli stessi incidano su tutti gli istituti legali e contrattuali, ivi compreso il Tfr.
In merito al  Fondo di Assistenza sanitaria FASA, viene previsto lo slittamento dal 1/6/2020 al 1/1/2021 della clausola che disciplina il versamento su base volontaria del lavoratore di una quota al Fondo sanitario FASA. In relazione a tale proroga, la clausola sul versamento della quota a carico del lavoratore (pari a 2€ mese / lavoratore) al Fondo FASA non è operativa fino al 31 dicembre 2020, salvo diverse indicazioni che dovessero scaturire dal negoziato di rinnovo del ccnl in corso.Fondo Bilateralità di Settore (EBS).
Gli accordi prevedono per il periodo 1.01.2020 – 31.12.2020 la conferma delle norme contrattuali concernenti il finanziamento della bilateralità di settore. Conseguentemente, l’adempimento contrattuale di contribuzione a carico delle imprese all’EBS si intende confermato per tutto l’anno 2020, e il versamento delle quote mensilmente accantonate, sospeso dal 1° gennaio 2020 deve essere riattivato. Poiché il sistema di versamento al FASA viene effettuato entro il 16 di ciascun mese, anticipatamente rispetto al mese di competenza, il conguaglio all’EBS (periodo dal 1/1/2020 al 30/6/2020) potrà essere versato alla scadenza del 16 giugno 2020, unitamente al pagamento dei contributi di luglio 2020. Il completamento degli Accordi collettivi da parte di tutte le Associazioni industriali stipulanti fa sì che i relativi adempimenti riguardino tutti i settori e le industrie ricomprese nel campo di applicazione del Contratto collettivo

Pubblicato il DL Rilancio: le misure in materia lavoro

Approda in Gazzetta ufficiale il decreto-legge n. 34/2020 – cd. Decreto Rilancio – recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19. Riepiloghiamo, di seguito, le principali misure predisposte in materia lavoro: dalle assunzioni per il potenziamento della rete ospedaliera ed assistenziale ai trattamenti di integrazione salariale, dalle indennità di sostegno al reddito alle tutele per i genitori lavoratori ed i soggetti disabili, passando per le misure per l’istruzione e la cultura.

Sul piano sanitario, si dispongono il potenziamento e la riorganizzazione della rete ospedaliera, di quella assistenziale e dell’attività di sorveglianza attiva, stanziando per il solo 2020, oltre 3 miliardi e 200 milioni di euro.
Si rafforzano i servizi infermieristici distrettuali, con l’introduzione dell’infermiere di famiglia o di comunità, per potenziare la presa in carico sul territorio dei soggetti infettati da COVID-19, a tal fine si autorizza l’assunzione di un numero massimo di circa 9.000 infermieri. Si prevede l’assunzione di assistenti sociali e socio-sanitari, l’attivazione di centrali operative regionali di assistenza ai malati e il riconoscimento economico del lavoro di assistenza ai pazienti più fragili svolto dai medici di famiglia.
Per il 2020, le regioni e le province autonome possono incrementare i fondi della contrattazione integrativa per riconoscere, al personale sanitario dipendente delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale direttamente impiegato nell’emergenza epidemiologica, un premio commisurato al servizio effettivamente prestato nel corso dello stato di emergenza. Inoltre, dal 2020 al 2024, si incrementano di quasi 100 milioni di euro le borse di studio degli specializzandi di medicina.
Si velocizzano e snelliscono le procedure per l’adozione, su tutto il territorio nazionale, del Fascicolo sanitario elettronico, che viene ulteriormente potenziato.

In materia di ammortizzatori sociali si prevede che i datori di lavoro che nell’anno 2020 sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, possono presentare domanda di concessione del trattamento ordinario di integrazione salariale o di accesso all’assegno ordinario con causale “emergenza COVID19”, per una durata massima di 9 settimane per periodi decorrenti dal 23 febbraio 2020 al 31 agosto 2020, incrementate di ulteriori 5 settimane nel medesimo periodo per i soli datori di lavoro che abbiamo interamente fruito il periodo precedentemente concesso fino alla durata massima di nove settimane. È altresì riconosciuto un eventuale ulteriore periodo di durata massima di 4 settimane di trattamento per periodi decorrenti dal 1° settembre 2020 al 31 ottobre 2020, previo rifinanziamento delle specifiche misure a sostegno con uno o più decreti del Ministro del lavoro e delle politiche sociali. Per i datori di lavoro dei settori turismo, fiere e congressi e spettacolo, è possibile fruire delle predette 4 settimane anche per periodi precedenti al 1° settembre.
Ai beneficiari di assegno ordinario con causale “emergenza COVID19”, spetta, in rapporto al periodo di paga adottato e alle medesime condizioni dei lavoratori ad orario normale, l’assegno per il nucleo familiare.
I datori di lavoro che presentano la relativa domanda di integrazione salariale sono dispensati dall’osservanza degli obblighi di informazione, consultazione ed esame congiunto, mentre nel caso di assegno ordinario, i predetti obblighi vanno svolti, anche in via telematica, entro i 3 giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.
Quanto ai termini di presentazione, le domande vanno trasmesse entro la fine del mese di inizio del periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa; in mancanza, l’eventuale trattamento di integrazione salariale non può aver luogo per periodi anteriori di una settimana rispetto alla data di presentazione. Per le domande riferite a periodi di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020, il termine di presentazione è fissato al 31 maggio 2020.
Il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli (CISOA), richiesto per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica da COVID-19, è concesso in deroga ai limiti di fruizione riferiti al singolo lavoratore e al numero di giornate lavorative da svolgere presso la stessa azienda. Il trattamento è concesso per un periodo massimo di 90 giorni, dal 23 febbraio 2020 al 31 ottobre 2020 e comunque con termine del periodo entro il 31 dicembre 2020. Per assicurare la celerità delle autorizzazioni, le integrazioni salariali CISOA con causale COVID-19 sono concesse dalla sede dell’INPS territorialmente competente. La domanda di CISOA deve essere presentata entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione dell’attività lavorativa. Il termine di presentazione delle domande riferite a periodi di sospensione che hanno avuto inizio nel periodo ricompreso tra il 23 febbraio 2020 e il 30 aprile 2020 è fissato al 31 maggio 2020. Per i lavoratori dipendenti di aziende del settore agricolo, ai quali non si applica il trattamento di cassa integrazione salariale operai agricoli, può essere presentata domanda di concessione del trattamento di integrazione salariale in deroga.
I lavoratori destinatari di tutti i predetti trattamenti devono risultare alle dipendenze dei datori di lavoro richiedenti la prestazione alla data del 25 marzo 2020.

Per quanto riguarda il sostegno ai genitori lavoratori e l’assistenza alle persone con disabilità grave, il testo del decreto Rilancio prevede:
l’innalzamento a 30 giorni dei congedi di cui possono fruire i genitori lavoratori dipendenti del settore privato per i figli di età non superiore ai 12 anni (per il quale è riconosciuta una indennità pari al 50 per cento della retribuzione) e l’estensione del relativo arco temporale di fruizione sino al 31 luglio 2020. Tali periodi sono coperti da contribuzione figurativa;
– i genitori lavoratori dipendenti del settore privato con figli minori, di età compresa tra i 12 e i 16 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia altro genitore non lavoratore hanno diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro;
– l’aumento del limite massimo complessivo per l’acquisto di servizi di baby sitting (da 600 euro a 1.200 euro) e la possibilità, in alternativa, di utilizzare il bonus per l’iscrizione ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia. La fruizione del bonus per servizi integrativi per l’infanzia è incompatibile con la fruizione del bonus asilo nido di cui all’art. 1, co. 355, L. n. 232/2016, come mod. dall’art. 1, co. 343, L. n. 160/2019;
– fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID19, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile anche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativi previsti dalle norme vigenti, e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione (cfr. Notiziario “Decreto Rilancio: lavoro agile per i genitori lavoratori con figli minori di 14 anni“, pubblicato in data 11 maggio);
– nei mesi di maggio e giugno 2020 sono aumentati di 12 giornate i permessi retribuiti ex articolo 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104 usufruibili;
– si prevede l’incremento delle dotazioni del Fondo per le non autosufficienze, a tutela dei disabili gravissimi ed i non autosufficienti, del Fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare e del Fondo di sostegno per le strutture semiresidenziali per persone con disabilità;
l’incremento del Fondo per le politiche della famiglia e la destinazione, per l’anno 2020, di una quota delle risorse ai comuni, per finanziare iniziative, anche in collaborazione con enti pubblici e privati, volte al potenziamento dei centri estivi diurni, dei servizi socioeducativi territoriali e dei centri con funzione educativa e ricreativa destinati alle attività di bambini e bambine di età compresa fra i 3 e i 14 anni, per i mesi da giugno a settembre, e alla realizzazione di progetti volti a contrastare la povertà educativa e ad implementare le opportunità culturali e educative dei minori.

In materia di indennità di sostegno al reddito si procede fra conferme e qualche novità:
– ai liberi professionisti e ai collaboratori coordinati continuativi (co.co.co) già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità pari a 600 euro, viene erogata automaticamente un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020;
– ai liberi professionisti iscritti alla gestione separata INPS, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che abbiano subito comprovate perdite (riduzione di almeno il 33% del reddito del secondo bimestre 2020 rispetto a quello del secondo bimestre 2019), è riconosciuta una indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro;
– ai lavoratori titolari di rapporti di co.co.co. iscritti alla gestione separata INPS non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, aventi specifici requisiti, è riconosciuta un’indennità per il mese di maggio 2020 pari a 1000 euro;
– ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Assicurazione generale obbligatoria (AGO) già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020;
– ai lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità pari a 600 euro viene erogata un’indennità di pari importo anche per il mese di aprile 2020. La medesima indennità è riconosciuta ai lavoratori in somministrazione, impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei medesimi settori a determinate condizioni;
– ai lavoratori del settore agricolo già beneficiari per il mese di marzo dell’indennità pari a 600 euro, è erogata per il mese di aprile 2020 un’indennità di importo pari a 500 euro;
– è riconosciuta un’indennità per i mesi di aprile e maggio, pari a 600 euro per ciascun mese, ai lavoratori dipendenti e autonomi che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, individuati nei seguenti: lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali; lavoratori intermittenti; lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali; incaricati alle vendite a domicilio.
Al momento della presentazione della domanda, tali soggetti non devono essere titolari di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente, nè titolari di pensione (cfr. Notiziario “Decreto Rilancio: il punto sulle indennità previste per i lavoratori danneggiati dall’emergenza” pubblicato in data 12 maggio);
– ai lavoratori iscritti al Fondo lavoratori dello spettacolo aventi determinati requisiti è erogata una indennità di 600 euro per ciascuno dei mesi di aprile e maggio 2020, sempre che non siano titolari di rapporto di lavoro dipendente o titolari di pensione alla data di entrata in vigore della norma;
– tutte le indennità sopra descritte non concorrono alla formazione del reddito e sono erogate dall’INPS in unica soluzione, rispettando un determinato limite di spesa complessivo. È stabilita poi una disposizione ad hoc per la eventuale integrazione delle stesse indennità con il beneficio del reddito di cittadinanza. Infine viene statuita una norma di decadenza (15 giorni) sulla possibilità di richiedere l’indennità per il mese di marzo 2020 per varie categorie di lavoratori;
– si riconosce anche per i mesi di aprile e maggio 2020 l’indennità di 600 euro riconosciuta nel mese di marzo per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria;
– si riconosce un’indennità, pari a 500 euro mensili, per i mesi di aprile e maggio 2020, in favore dei lavoratori domestici che al 23 febbraio 2020 avevano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, a condizione che non siano conviventi col datore di lavoro. L’indennità non è cumulabile con altre riconosciute per COVID-19 e non spetta ai percettori del reddito di emergenza o ai percettori del reddito di cittadinanza a determinate condizioni, ai titolari di pensione, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità e ai titolari di rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato diverso dal lavoro domestico;
– per i mesi di aprile e maggio 2020, si introduce un’indennità pari a 600 euro in favore dei lavoratori sportivi impiegati con rapporti di collaborazione, riconosciuta dalla società Sport e Salute S.p.a. L’indennità non concorre alla formazione del reddito e non è riconosciuto ai percettori di altro reddito da lavoro e del reddito di cittadinanza. Ai soggetti già beneficiari per il mese di marzo 2020 dell’indennità ex articolo 96 del decreto-legge n. 18 del 2020, la medesima indennità è erogata, senza necessità di ulteriore domanda, anche per i mesi di aprile e maggio 2020. E’ stabilita poi la possibilità, per i lavoratori dipendenti iscritti al Fondo Pensione Sportivi Professionisti con retribuzione annua lorda non superiore a 50.000, di accedere al trattamento di integrazione salariale di cui all’articolo 22 del decreto-legge n. 18 del 2020, limitatamente ad un periodo massimo di 9 settimane.

Fra le altre misure introdotte:
– per far fronte al riavvio delle attività produttive dovute all’emergenza epidemiologica sarà possibile rinnovare o prorogare fino al 30 agosto 2020 i contratti di lavoro subordinato a tempo determinato in essere anche in assenza delle condizioni di cui all’art. 19, co. 1, del D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 (cfr. Notiziario “Il decreto Rilancio sui contratti a tempo determinato” pubblicato in data 13 maggio);
– si estende al 31 luglio 2020 il termine sino al quale il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza sanitaria attiva dei lavoratori dipendenti del settore privato è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico;
– si estende a cinque mesi il termine previsto dal decreto-legge “cura Italia” entro il quale sono vietati i licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo e quelli collettivi e sono sospese le procedure in corso;
– per il mese di maggio si introduce il “reddito di emergenza“, destinato al sostegno dei nuclei familiari in condizioni di necessità economica in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, individuati secondo specifici requisiti di compatibilità e incompatibilità. Il Rem sarà erogato dall’INPS in due quote ciascuna pari all’ammontare di 400 euro. Le domande devono essere presentate entro il termine del mese di giugno 2020 (cfr. Notiziario “Decreto maggio: reddito di emergenza, si cerca l’intesa“, pubblicato in data 8 maggio);
– è istituito, presso il Ministero dell’economia e delle finanze, il Fondo di garanzia per l’accesso all’anticipazione dei trattamenti di integrazione salariale, allo scopo di dare piena attuazione alla Convenzione in tema di anticipazione sociale in favore dei lavoratori destinatari dei trattamenti di integrazione al reddito, stipulata il 30 marzo 2020 tra l’Associazione bancaria italiana (ABI) e le parti sociali;
al fine di promuovere il lavoro agricolo, si stabilisce la possibilità per i percettori di ammortizzatori sociali, limitatamente al periodo di sospensione a zero ore della prestazione lavorativa, di NASPI e DIS-COLL nonché di reddito di cittadinanza, di stipulare con datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine non superiori a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30 giorni, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici previsti, nel limite di 2000 euro per l’anno 2020. Si istituisce, inoltre il “Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi“, finalizzato all’attuazione di interventi di ristoro per i danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura. Per fronteggiare, altresì, le gravi difficoltà per l’intero settore zootecnico, dovute alla chiusura di mense e punti di ristorazione e del rallentamento delle esportazioni, con conseguenze soprattutto per i trasformati del latte destinati al consumo fresco e per il settore carne, si prevede la compensazione parziale delle spese di stoccaggio e di stagionatura di tali prodotti, destinati ad essere immessi in commercio mesi dopo la loro fabbricazione;
misure di sostegno alle imprese per l’attuazione delle disposizioni di cui al Protocollo di regolamentazione delle misure per il contenimento e il contrasto della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, attraverso l’acquisto di apparecchiature, attrezzature, dispositivi elettronici per l’isolamento o il distanziamento dei lavoratori e altri strumenti di protezione individuale;
– al fine di garantire livelli adeguati di tutela e favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari, i datori di lavoro possono presentare istanza, per concludere un contratto di lavoro subordinato con cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero per dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare, tuttora in corso, con cittadini italiani o cittadini stranieri. Per le medesime finalità, i cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato o convertito in altro titolo di soggiorno, possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale, della durata di mesi sei dalla presentazione dell’istanza;
– per assicurare la ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e di garantire lo svolgimento dell’anno scolastico 2020/2021 in modo adeguato alla situazione epidemiologica, il fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche è incrementato di 331 milioni di euro nel 2020. Inoltre, si prevede che i soggetti pubblici e privati che svolgono i servizi educativi del sistema integrato 0/6 anni e le scuole paritarie dell’infanzia a gestione pubblica o privata beneficiano, a copertura del mancato versamento delle rette o delle compartecipazioni comunque denominate da parte dei fruitori, determinato dalla sospensione delle attività in presenza a seguito delle misure adottate per contrastare la diffusione del Covid-19, di un contributo previsto per 65 milioni;
– è istituito un Fondo con una dotazione di 225 milioni di euro, destinato al sostegno delle librerie, dell’intera filiera dell’editoria, nonché dei musei e degli altri istituti e luoghi della cultura. Per assicurare il funzionamento dei musei e dei luoghi della cultura, tenuto conto delle mancate entrate causate dall’emergenza, è autorizzata la spesa di 100 milioni di euro per il 2020.