Bonus adeguamenti anti-covid ambienti di lavoro: centro fieristico

Ai fini del riconoscimento del credito d’imposta per l’adeguamento anti-covid19 degli ambienti di lavoro, devono ritenersi inclusi tra gli interventi edilizi agevolabili, quelli effettuati da un ente di gestione di un quartiere fieristico (codice ATECO 82.30.00), finalizzati a favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni e a riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti, organizzando se possibile percorsi separati per l’entrata e l’uscita. (Agenzia delle Entrate – Risposta 10 maggio 2021, n. 322).

La fattispecie oggetto di interpello riguarda l’accesso al credito d’imposta per adeguamenti anti-covid negli ambienti di lavoro, in relazione a interventi effettuati dal gestore del quartiere fieristico (Codice ATECO 82.30.00 – “Organizzazione di convegni e fiere”) consistenti in:
1) realizzazione di nuove aperture per favorire il ricambio d’aria e il deflusso dal padiglione più utilizzato del quartiere mediante l’installazione di numero 13 portoni (4 singoli e 9 doppi);
2) apertura di un nuovo varco per favorire un deflusso regolato che garantisca il distanziamento interpersonale mediante opere edili e di carpenteria, consistenti nella realizzazione di una rampa di accesso previe demolizioni dell’esistente;
3) opere edili e di impiantistica per la ristrutturazione di una sala in precedenza dedicata ad altre funzioni quale locale per la registrazione dei partecipanti ai convegni che si terranno nell’ampia sala esistente all’interno della palazzina uffici, al fine di garantire il distanziamento tra il personale della fiera e i partecipanti ai convegni e incontri organizzati nella sala dedicata, nonché tra gli stessi partecipati evitando cosi l’accalcamento nell’area di accesso alla sala.

Il Decreto Rilancio (art. 120) ha introdotto un credito d’imposta, in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, in relazione agli interventi necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus COVID-19, destinato ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati nell’allegato 1 del menzionato decreto rilancio.

Le spese in relazione alle quali spetta il cd. “credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro” sono suddivise in due gruppi, quello degli interventi agevolabili e quello degli investimenti agevolabili. In particolare:
1) gli interventi agevolabili sono quelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS- CoV-2, tra cui rientrano espressamente:
– quelli edilizi necessari per il rifacimento di spogliatoi e mense, per la realizzazione di spazi medici, di ingressi e spazi comuni, nonché per l’acquisto di arredi di sicurezza. Sono ricomprese in tale insieme gli interventi edilizi funzionali alla riapertura o alla ripresa dell’attività, fermo restando il rispetto della disciplina urbanistica;
– gli interventi per l’acquisto di arredi finalizzati a garantire la riapertura delle attività commerciali in sicurezza (cosiddetti “arredi di sicurezza”).
2) gli investimenti agevolabili sono quelli connessi ad attività innovative, tra cui sono ricompresi quelli relativi allo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura (cd. termoscanner) dei dipendenti e degli utenti.

Il credito d’imposta può essere utilizzato:
– in compensazione tramite Modello F24; o, in alternativa
– entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Per quanto riguarda le spese per le quali è possibile fruire del credito d’imposta, in particolare per gli interventi agevolabili, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che:
– deve trattarsi esclusivamente degli interventi necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2;
– devono essere prescritti da disposizioni normative o previsti dalle linee guida per le riaperture delle attività elaborate da amministrazioni centrali, enti territoriali e locali, associazioni di categoria e ordini professionali.

Nella fattispecie, per valutare la riconducibilità degli interventi effettuati dal gestore del quartiere fieristico tra quelli agevolabili occorre fare riferimento alle “Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative” approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, più volte aggiornate e da ultimo recepite nell’allegato 9 al decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 14 gennaio 2021.
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che devono ritenersi inclusi tra le spese agevolabili tutti i costi relativi ad interventi effettuati sulle strutture esistenti per i quali risulti dimostrabile (in termini di relazione causa-effetto) che la relativa realizzazione risulti funzionale al rispetto delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del COVID-19, e sempreché le spese sostenute rispettino criteri di effettività, pertinenza e congruità considerata la tipologia di attività svolta e i luoghi in cui la stessa viene posta in essere.
Con riferimento al caso in esame, in particolare, l’Agenzia ritiene che siano ammissibili all’agevolazione gli interventi individuati ai punti n. 1) – realizzazione di nuove aperture per favorire il ricambio d’aria e il deflusso dal padiglione – e n. 2) – realizzazione di una rampa di accesso previe demolizioni dell’esistente e opere di carpenteria per il cancello a chiusura, poiché appaiono finalizzati a “favorire il ricambio d’aria negli ambienti interni” e a “riorganizzare gli spazi, per garantire l’accesso in modo ordinato, al fine di evitare assembramenti di persone e di assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra gli utenti» organizzando se possibile “percorsi separati per l’entrata e l’uscita”, secondo quanto prescritto dalle linee guida.
Diversamente, non possono ritenersi agevolabili le spese per l’intervento indicato al punto n. 3) – “ristrutturazione di una sala in precedenza dedicata ad altre funzioni quale locale per la registrazione dei partecipanti ai convegni che si terranno nell’ampia sala esistente all’interno della palazzina uffici, mediante opere edili e di impiantistica”, poiché risultano ulteriori rispetto a quanto espressamente prescritto dalle linee guida.

Precompilata 2021: invii a partire dal 19 maggio per 730 e Redditi

Dal 10 maggio 2021 i cittadini possono visualizzare la propria dichiarazione e consultare l’elenco di tutte le informazioni già acquisite dall’Agenzia. Dal 19 maggio sarà invece possibile inviare la dichiarazione, accettandola così com’è oppure apportando eventuali modifiche o integrazioni al modello precompilato proposto. Per l’invio del 730 c’è tempo fino al 30 settembre, mentre per il Modello Redditi Persone fisiche fino al 30 novembre. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Comunicato 10 maggio 2021)

È già possibile visualizzare la dichiarazione precompilata e l’elenco delle informazioni disponibili, con l’indicazione dei dati inseriti e non inseriti e delle relative fonti informative. Dal 19 maggio sarà possibile accettare, integrare o modificare il proprio 730 (o Modello Redditi) già precompilato dall’Agenzia e trasmetterlo dal pc oppure da tablet e smartphone.
Per l’invio del 730 c’è tempo fino al 30 settembre, mentre per il Modello Redditi Persone fisiche fino al 30 novembre. Alle informazioni precompilate si aggiungono quest’anno le spese scolastiche ed erogazioni liberali agli istituti scolastici con relativi rimborsi – se comunicate in quanto l’invio è facoltativo per gli anni d’imposta 2020 e 2021 – e la detrazione del 20% del Bonus Vacanze utilizzato nel 2020, per l’80% già fruito come sconto sul pagamento. Le novità si aggiungono alle informazioni rese disponibili già negli anni scorsi, che comprendono i redditi di lavoro dipendente e di pensione, i compensi di lavoro autonomo occasionale in Certificazione unica, informazioni sugli immobili, oltre che numerose spese che danno diritto a detrazioni e deduzioni, tra cui quelle sanitarie, veterinarie, universitarie e funebri, gli interessi passivi sui mutui, le spese condominiali per interventi di recupero del patrimonio edilizio e risparmio energetico – compreso il Superbonus – bonus verde e spese per l’arredo degli immobili ristrutturati.
Da quest’anno la detrazione del 19% spetta a condizione che l’onere sia sostenuto con modalità di pagamento tracciabili (ad esempio carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari). Questa regola non si applica, e quindi la spesa è detraibile anche se pagata in contanti, alle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici e per le prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale. Nella dichiarazione precompilata sono utilizzati i dati delle spese detraibili che rispettano le regole sulla tracciabilità dei pagamenti, in base a quanto comunicato dagli enti esterni (ad esempio università, asili nido, Onlus) e dal Sistema Tessera Sanitaria per quanto riguarda le spese sanitarie. È possibile anche visualizzare il dettaglio delle spese sanitarie e per ogni documento di spesa si può verificare la modalità di pagamento (tracciabile o non tracciabile) comunicata dall’operatore sanitario (ad esempio, dal proprio medico).
Per accedere alla Precompilata occorre autenticarsi nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate tramite credenziali Spid (Sistema pubblico dell’identità digitale), Cie (Carta d’identità elettronica), CNS (Carta nazionale dei servizi), Inps oppure con le credenziali rilasciate dall’Agenzia delle Entrate. Ricordiamo a questo proposito che dallo scorso 1° marzo 2021 l’Agenzia non rilascia nuove credenziali Fisconline per i cittadini, anche se quelle già in uso resteranno valide fino alla naturale scadenza (e comunque non oltre il 30 settembre 2021).
Anche quest’anno la percentuale e l’ammontare preciso del proprio contributo a ciascuna voce di spesa del bilancio dello Stato saranno a disposizione del contribuente all’interno dell’area riservata della Precompilata. Il cittadino potrà quindi avere contezza diretta sull’utilizzo delle proprie imposte.

Bonus R&S, Innovazione e Design: le nuove aliquote maggiorate decorrono dall’1.1.2021

Le maggiori aliquote previste dalla Legge di Bilancio 2021 (L. n. 178/2020) per il credito d’imposta per le attività in ricerca e sviluppo, innovazione e design, devono essere applicate con riferimento alle spese ammissibili sostenute dal 1° gennaio 2021 (Agenzia Entrate – risposta 10 maggio 2021, n. 323).

La Legge di Bilancio 2021 è intervenuto sulla disciplina del credito di imposta per gli investimenti in ricerca e sviluppo, innovazione tecnologica, design e innovazione estetica, introdotta, per il solo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31dicembre 2019, dalla Legge di bilancio 2020.
L’intervento ha riguardato l’estensione dell’ambito temporale di applicazione dell’agevolazione fino al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2022, la maggiorazione delle misure del beneficio spettante e altre modifiche anche relative a un miglior coordinamento formale della disciplina.
In assenza di specifiche disposizioni di decorrenza, le modifiche introdotte dalla Legge di bilancio 2021 possono trovare applicazione, in via generale, solo a decorrere dalla data di entrata in vigore della medesima legge. Nello specifico, pertanto, trattandosi di modifiche concernenti un incentivo che si applica per periodi d’imposta, tali modifiche, in assenza di una specifica norma che le attribuisca effetti retroattivi, non possono in nessun caso esplicare effetti in relazione a periodi d’imposta già in corso prima dell’entrata in vigore delle stesse.
Pertanto, alle spese sostenute nel 2020 si applicano le aliquote previste dalla Legge di bilancio 2020. Le maggiori aliquote previste dalla Legge di bilancio 2021 andranno, invece, applicate con riferimento alle spese ammissibili sostenute a decorrere dal 1° gennaio 2021.

Demolizione e ricostruzione di immobili: precisazioni sul Superbonus

Forniti chiarimenti in materia di Superbonus sulla demolizione e ricostruzione di immobili appartenenti alla categoria catastale A/1 e sulla demolizione operata da una società diversa da un’impresa di costruzioni (Agenzia delle Entrate – Risposte 10 maggio 2021, nn. 318 e 320).

Con riferimento alla possibilità per gli acquirenti persone fisiche degli immobili demoliti e ricostruiti, originariamente identificati con la categoria catastale A/1, di beneficiare del c.d. “Superbonus”, ai sensi del comma 15-bis dell’articolo 119 del decreto Rilancio “le disposizioni del presente articolo non si applicano alle unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8, nonché alla categoria catastale A/9 per le unità immobiliari non aperte al pubblico”. Per effetto di tale espressa disposizione gli acquirenti degli immobili demoliti e ricostruiti non potranno beneficiare del “Superbonus” nel caso in cui le unità immobiliari oggetto dei richiamati interventi appartengano alla categoria catastale A/1.

In merito alla demolizione operata da una società diversa da un’impresa di costruzioni, ai fini della detrazione di cui all’articolo 16 del D.L. n. 63 del 2013, non è necessario che l’impresa istante esegua direttamente i lavori di miglioramento sismico bensì è possibile che tali lavori siano commissionati ad altra impresa esecutrice. Tuttavia, è necessario che l’impresa appaltante sia titolare del titolo abilitativo necessario alla realizzazione dei lavori finalizzati al miglioramento sismico e che sia un’impresa astrattamente idonea ad eseguire tali lavori. L’astratta idoneità, a titolo esemplificativo, è ritenuta sussistente attraverso la verifica del codice attività ATECO oppure attraverso la previsione espressa dell’attività di costruzione o di ristrutturazione immobiliare nell’oggetto sociale.
Pertanto, se la società non è qualificabile come impresa di costruzioni nel senso sopra rappresentato, gli acquirenti degli immobili oggetto degli interventi sopra menzionati non possono fruire della detrazione di cui al combinato disposto dell’articolo 16 comma 1-septies del decreto-legge n. 63 del 2013 e dell’articolo 119 del decreto-legge n. 34 del 2020.

Regime fiscale sui dividendi corrisposti a fondi UE/SEE

Sui dividendi erogati dalle società italiane dal 1° gennaio 2021 ai fondi esteri gestiti da una società di gestione del risparmio fiscalmente residente nei Paesi Bassi, soggetta a forme di vigilanza ai sensi della direttiva AIFM, non deve essere applicata la ritenuta alla fonte prevista dall’art. 27, co. 3, D.P.R. n. 600/1973 (Agenzia Entrate – risposta 11 maggio 2021, n. 327).

È prevista l’applicazione di una ritenuta alla fonte a titolo d’imposta nella misura del 26% sugli utili corrisposti da società residenti a soggetti non residenti, fermo restando la possibilità di applicare, laddove più favorevoli, le aliquote convenzionali in presenza di una Convenzione per evitare le doppie imposizioni stipulata tra l’Italia e lo Stato di residenza del percettore dei dividendi.
A fronte delle modifiche apportate dalla Legge di Bilancio 2021, a decorrere dal 1° gennaio 2021, la ritenuta non si applica sugli utili corrisposti a organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) di diritto estero conformi alla direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, e a OICR, non conformi alla citata direttiva 2009/65/CE, il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza nel Paese estero nel quale è istituito ai sensi della direttiva 2011/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’8 giugno 2011, istituiti negli Stati membri dell’Unione europea e negli Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo che consentono un adeguato scambio di informazioni.
Pertanto, per effetto di tale disposizione non sono imponibili in Italia, i dividendi corrisposti ai seguenti OICR di diritto estero:
– conformi alla direttiva 2009/65/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, ossia alla c.d. direttiva UCITS IV (di seguito, direttiva UCITS);
– non conformi alla direttiva UCITS, ma il cui gestore sia soggetto a forme di vigilanza nel Paese estero nel quale è istituito ai sensi della direttiva AIFM.

Con riferimento al caso di specie, i Fondi sono istituiti in uno Stato UE (Paesi Bassi) e la società di gestione, fiscalmente residente nei Paesi Bassi, è soggetta a forme di vigilanza ai sensi della direttiva AIFM.
Pertanto, sui dividendi distribuiti da società residenti dal 1° gennaio 2021 ai Fondi in esame non deve essere applicata la ritenuta alla fonte.

Quando i rimborsi “Smart working” costituiscono reddito per i dipendenti

Le somme rimborsate dalla società ai propri dipendenti che svolgono la loro attività lavorativa in “smart working” sulla base di un criterio forfetario, non supportato da elementi e parametri oggettivi, non possono essere escluse, in assenza di una precisa disposizione di legge al riguardo, dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente (Agenzia Entrate – risposta 11 maggio 2021, n. 328).

Nel TUIR è sancito il principio di onnicomprensività del concetto di reddito di lavoro dipendente fiscalmente rilevante, in base al quale sia gli emolumenti in denaro sia i valori corrispondenti ai beni, ai servizi ed alle opere offerti dal datore di lavoro ai propri dipendenti costituiscono redditi imponibili e, in quanto tali, concorrono alla determinazione del reddito di lavoro dipendente.
Ne discende, in linea generale, che tutte le somme che il datore di lavoro corrisponde al lavoratore, anche a titolo di rimborso spese, costituiscono per quest’ultimo reddito di lavoro dipendente.
Circa la rilevanza reddituale dei rimborsi spese, è stato già chiarito che possono essere esclusi da imposizione quei rimborsi che riguardano spese, diverse da quelle sostenute per produrre il reddito, di competenza del datore di lavoro, anticipate dal dipendente, quali ad esempio, quelle relative all’acquisto di beni strumentali di piccolo valore, quali la carta della fotocopia o della stampante, le pile della calcolatrice, etc..
Nel caso di specie la società vuole rimborsare ai propri dipendenti che svolgono le loro mansioni in smart working, nella misura forfetaria pari al 30% dei consumi effettivi addebitati al lavoratore nelle fatture periodiche emesse a suo nome o del coniuge convivente, i costi della connessione a internet e per l’utilizzo della corrente elettrica, dell’aria condizionata o del riscaldamento.
Al riguardo, in sede di determinazione del reddito di lavoro dipendente, le spese sostenute dal lavoratore e rimborsate in modo forfetario sono escluse dalla base imponibile solo nell’ipotesi in cui il legislatore abbia previsto un criterio volto a determinarne la quota che, dovendosi ritenere riferibile all’uso nell’interesse del datore di lavoro, può essere esclusa dall’imposizione.
Circa la modalità di determinazione dell’ammontare della spesa rimborsata, è stato affermato che qualora il legislatore non abbia provveduto ad indicare un criterio ai fini della determinazione della quota esclusa da imposizione, i costi sostenuti dal dipendente nell’esclusivo interesse del datore di lavoro, devono essere individuati sulla base di elementi oggettivi, documentalmente accertabili, al fine di evitare che il relativo rimborso concorra alla determinazione del reddito di lavoro dipendente.
Pertanto, le somme rimborsate dalla società ai propri dipendenti che svolgono la loro attività lavorativa in “smart working” sulla base di un criterio forfetario, non supportato da elementi e parametri oggettivi, non possono essere escluse, in assenza di una precisa disposizione di legge al riguardo, dalla determinazione del reddito di lavoro dipendente.

730 PRECOMPILATO: da oggi via libera all’accesso

Tutto pronto per l’accesso alla dichiarazione 730 pre-compilata da parte del contribuente e degli altri soggetti autorizzati. Il contribuente, dopo aver effettuato l’accesso, può inviare telematicamente la dichiarazione accettata o modificata o integrata direttamente all’Agenzia delle entrate a partire dal 19 maggio. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 07 maggio 2021, n. 113064)

Soggetti destinatari della dichiarazione 730 pre-compilata

A partire dall’anno d’imposta 2015, sono destinatari della dichiarazione 730 pre-compilata i contribuenti che hanno percepito, per l’anno d’imposta precedente, redditi di lavoro dipendente e assimilati (articoli 49 e 50, comma 1, lettere a), c), c-bis), d), g), con esclusione delle indennità percepite dai membri del Parlamento europeo, i) e l), del TUIR).

Dichiarazione 730 pre-compilata e altri dati oggetto dell’accesso

Il contribuente direttamente e gli altri soggetti dallo stesso specificatamente delegati accedono ai seguenti documenti:
a) dichiarazione dei redditi pre-compilata;
b) elenco delle informazioni attinenti alla dichiarazione 730 pre-compilata disponibili presso l’Agenzia delle entrate, con distinta indicazione dei dati inseriti e non inseriti nella dichiarazione 730 pre-compilata stessa e relative fonti informative.
A partire dall’anno d’imposta 2020 l’Agenzia delle entrate inserisce nella dichiarazione 730 pre-compilata i dati dei seguenti oneri detraibili e deducibili, trasmessi da soggetti terzi:
– quote di interessi passivi e relativi oneri accessori per mutui in corso;
– premi di assicurazione sulla vita, causa morte e contro gli infortuni e premi per assicurazioni aventi per oggetto il rischio di eventi calamitosi;
– contributi previdenziali e assistenziali;
– contributi versati per gli addetti ai servizi domestici e all’assistenza personale o familiare, anche tramite lo strumento del Libretto Famiglia;
– spese sanitarie e relativi rimborsi;
– spese veterinarie;
– spese universitarie e relativi rimborsi;
– contributi versati alle forme di previdenza complementare;
– spese funebri;
– spese relative agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e agli interventi finalizzati al risparmio energetico;
– spese relative ad interventi di sistemazione a verde degli immobili;
– erogazioni liberali nei confronti delle ONLUS, delle associazioni di promozione sociale, delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario la tutela, promozione e la valorizzazione dei beni di interesse artistico, storico e paesaggistico e delle fondazioni e associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione di attività di ricerca scientifica;
– spese per la frequenza degli asili nido e relativi rimborsi;
– spese per la frequenza scolastica e relativi rimborsi;
– detrazioni spettanti a titolo di Bonus vacanze.
L’Agenzia delle entrate, inoltre, utilizza ai fini della elaborazione della dichiarazione pre-compilata i dati relativi alle spese da ripartire su diverse annualità desumibili dalla dichiarazione presentata dal contribuente per l’anno precedente.
Con riferimento agli oneri che possono essere portati in detrazione o deduzione anche se sostenuti nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico, l’Agenzia delle entrate individua i familiari da considerare fiscalmente a carico esclusivamente sulla base delle informazioni, anche reddituali, comunicate dai sostituti d’imposta con le Certificazioni Uniche trasmesse all’Agenzia delle entrate. Se nelle comunicazioni trasmesse dai soggetti terzi non è individuato il soggetto che ha sostenuto la spesa, l’onere è inserito nelle dichiarazioni dei redditi dei soggetti dei quali il familiare a cui la spesa si riferisce risulta fiscalmente a carico, in proporzione alle percentuali di carico. In tal caso, l’onere è riportato nell’elenco delle informazioni sia del familiare fiscalmente a carico sia dei soggetti di cui il familiare a cui la spesa si riferisce risulta fiscalmente a carico.
Resta fermo l’obbligo per il contribuente di modificare la dichiarazione proposta dall’Agenzia delle entrate se il familiare non è in possesso dei requisiti per essere considerato fiscalmente a carico o se la spesa è stata sostenuta da un soggetto diverso o in una percentuale diversa rispetto a quella risultante dal prospetto dei familiari a carico.

Modalità di accesso alle dichiarazioni 730 pre-compilate

– Accesso diretto da parte del contribuente

Il contribuente accede direttamente ai documenti attraverso le funzionalità rese disponibili all’interno dell’area autenticata, utilizzando uno dei seguenti strumenti di autenticazione:
– credenziali dispositive Fisconline rilasciate dall’Agenzia delle entrate, con le modalità indicate nell’apposita sezione del sito internet dell’Agenzia delle entrate;
– Carta Nazionale dei Servizi (CNS) o identità SPID;
– Carta d’identità elettronica (CIE);
– credenziali dispositive rilasciate dall’INPS o dalla Guardia di Finanza;
– credenziali rilasciate da altri soggetti individuati con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate.
Il contribuente, utilizzando le funzionalità rese disponibili all’interno dell’area autenticata, può effettuare, in relazione alla propria dichiarazione 730 pre-compilata, le seguenti operazioni:
– visualizzazione e stampa;
– accettazione ovvero modifica, anche con integrazione, dei dati contenuti nella dichiarazione, e invio;
– versamento delle somme eventualmente dovute mediante modello F24 già compilato con i dati relativi al pagamento da eseguire, con possibilità di addebito sul proprio conto corrente bancario o postale;
– indicazione delle coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale accreditare l’eventuale rimborso;
– consultazione delle comunicazioni, delle ricevute e della dichiarazione presentata;
– consultazione dell’elenco dei soggetti delegati ai quali è stata resa disponibile la dichiarazione 730 pre-compilata.
Il contribuente, al fine di ricevere eventuali comunicazioni relative alla propria dichiarazione 730 pre-compilata, inserisce un indirizzo di posta elettronica valido, che provvede a tenere aggiornato, nell’apposita sezione della propria area autenticata.
I soggetti tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi in qualità di erede o per conto di persone legalmente incapaci, compresi i minori, effettuano le operazioni utilizzando le proprie credenziali, purché appositamente abilitati.

Il rappresentante legale o l’amministratore di sostegno per ottenere l’abilitazione di cui al punto precedente deve recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate ed esibire la documentazione attestante la propria condizione di tutore. In alternativa, il rappresentante legale o l’amministratore di sostegno, in caso di prima nomina, può inviare la richiesta tramite PEC a qualunque ufficio territoriale, sottoscrivendola digitalmente. Per gli anni successivi, la richiesta di rinnovo può essere inviata all’ufficio anche con semplice e-mail, allegando comunque il provvedimento già depositato in ufficio (o fornendo gli estremi di quello già depositato in occasione della prima richiesta) e la copia del documento di identità del tutore/amministratore.

Il genitore per ottenere l’abilitazione deve recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate, autocertificare la propria condizione di genitore e consegnare copia di un documento di identità del figlio oppure può inviare la richiesta, tramite PEC, a qualunque ufficio territoriale, sottoscrivendola digitalmente insieme alla copia del documento di identità del minore. In alternativa, se il genitore ha presentato per conto del figlio la dichiarazione dei redditi relativa all’anno d’imposta precedente, può ottenere l’abilitazione in via telematica, con le modalità descritte sul sito internet dell’Agenzia delle entrate.

L’erede per ottenere l’abilitazione deve recarsi personalmente presso un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate ed esibire la documentazione attestante la propria condizione di erede o una dichiarazione sostitutiva con la quale attesta la propria condizione. In alternativa, l’erede può inviare la richiesta all’ufficio territoriale tramite PEC, sottoscrivendola digitalmente.
Se l’erede è stato autorizzato ad accedere alla dichiarazione 730 pre-compilata della persona deceduta relativa all’anno d’imposta precedente con le modalità sopra descritte, può ottenere direttamente in via telematica l’abilitazione per l’anno d’imposta corrente, con le modalità illustrate sul sito internet dell’Agenzia delle entrate. Se un erede, autorizzato all’accesso, ha inviato la dichiarazione 730 pre-compilata riferita alla persona deceduta oppure l’ha accettata o ha iniziato a modificarla, gli altri eredi autorizzati all’accesso possono comunque visualizzare e stampare i documenti, ma non possono effettuare le altre operazioni.

Le abilitazioni hanno validità fino al 31 dicembre dell’anno in cui sono rilasciate.

– Accesso da parte del sostituto d’imposta, del CAF e del professionista abilitato

Il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale, il CAF o il professionista abilitato accede ai documenti con riferimento ai contribuenti per i quali i sostituti d’imposta hanno trasmesso nei termini all’Agenzia delle entrate la Certificazione Unica, previa acquisizione della delega.
Il sostituto d’imposta accede ai documenti solo se dalla Certificazione Unica, relativa all’anno d’imposta precedente a quello cui si riferisce la dichiarazione 730 pre-compilata, risulta aver prestato l’assistenza fiscale ed esclusivamente con riferimento ai contribuenti per i quali ha trasmesso nei termini all’Agenzia delle entrate la Certificazione Unica relativa al periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione 730 pre-compilata.
Per l’accesso ai documenti i sostituti d’imposta possono avvalersi dei soggetti incaricati della presentazione telematica delle dichiarazioni dei redditi. In tal caso, i sostituti d’imposta conservano la delega e consegnano al soggetto incaricato una richiesta sottoscritta con indicazione dei codici fiscali dei contribuenti sostituiti, nonché le copie delle deleghe. Ai fini dell’acquisizione della delega, i sostituti d’imposta informano i contribuenti sostituiti che intendono avvalersi degli incaricati.
I CAF e i professionisti abilitati possono nominare i propri dipendenti come operatori incaricati ad effettuare l’accesso alle dichiarazioni 730 pre-compilate, mediante apposita funzionalità resa disponibile all’interno dell’area autenticata del sito dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.
L’accesso ai documenti è consentito fino al 10 novembre effettuando una specifica richiesta tramite file ovvero via web.

Delega per l’accesso

Il CAF, il professionista abilitato e il sostituto d’imposta che presta assistenza fiscale acquisiscono le deleghe per l’accesso ai documenti, unitamente a copia di un documento di identità del delegante, in formato cartaceo ovvero in formato elettronico. In caso di acquisizione in formato elettronico, la delega deve essere sottoscritta nel rispetto delle regole tecniche del Codice dell’Amministrazione Digitale. Si applicano le disposizioni in tema di assistenza fiscale a distanza.
Se il sostituto d’imposta ha fornito ai contribuenti sostituiti utenza e password personali per l’accesso al sistema informativo aziendale o a un’area di questo appositamente dedicata, in alternativa alle modalità indicate è possibile per i contribuenti sostituiti conferire la delega utilizzando le suddette credenziali.
La delega per l’accesso ai documenti contiene le seguenti informazioni:
– codice fiscale e dati anagrafici del contribuente;
– anno d’imposta cui si riferisce la dichiarazione 730 pre-compilata;
– data di conferimento della delega;
– indicazione che la delega si estende, oltre all’accesso alla dichiarazione 730 pre-compilata anche alla consultazione dell’elenco delle informazioni.
Se la delega è fornita dal genitore, dal rappresentante legale, dall’amministratore di sostegno o dall’erede per l’accesso alla dichiarazione 730 pre-compilata riferita, rispettivamente, al figlio, alla persona legalmente incapace o alla persona deceduta, il CAF o il professionista abilitato acquisisce anche idonea documentazione da cui si evince la qualità di genitore, rappresentate legale, amministratore di sostegno o erede. Nella delega devono essere indicati sia il codice fiscale e i dati anagrafici del contribuente per il quale viene richiesto l’accesso alla dichiarazione 730 pre-compilata, sia il codice fiscale e i dati anagrafici del contribuente delegante (genitore o rappresentate legale o amministratore di sostegno o erede).
L’eventuale revoca di una delega fornita dal contribuente è acquisita con le stesse modalità ed ha un contenuto analogo a quello precedente.
Nel caso in cui il contribuente che richiede assistenza fiscale non intenda utilizzare la dichiarazione 730 pre-compilata, il CAF o il professionista abilitato acquisisce idonea documentazione da cui si evince la mancata autorizzazione da parte del contribuente all’accesso alla dichiarazione 730 pre-compilata.
Il sostituto d’imposta, il CAF e il professionista abilitato conservano le deleghe acquisite e individuano uno o più responsabili per la gestione delle suddette deleghe. Le deleghe acquisite direttamente in formato elettronico sono conservate nel rispetto delle regole tecniche di cui all’art. 71 del Codice dell’Amministrazione Digitale.
Le deleghe acquisite sono numerate e annotate, giornalmente, in un apposito registro cronologico, con indicazione dei seguenti dati:
– numero progressivo e data della delega;
– codice fiscale e dati anagrafici del contribuente delegante;
– estremi del documento di identità del delegante.
L’Agenzia delle entrate effettua controlli sulle deleghe acquisite e sull’accesso ai documenti anche presso le sedi dei sostituti d’imposta, dei CAF e dei professionisti abilitati. Inoltre l’Agenzia delle entrate richiede, a campione, copia delle deleghe e dei documenti di identità indicati nelle richieste di accesso alle dichiarazioni 730 pre-compilate. In tal caso, i sostituti d’imposta, i CAF e i professionisti abilitati trasmettono i suddetti documenti, tramite posta elettronica certificata, entro 48 ore dalla richiesta. Qualora fossero riscontrate irregolarità nella gestione delle deleghe si procede, tra l’altro, alla revoca. Restano ferme la responsabilità civile e l’applicazione delle eventuali sanzioni penali.
Con riferimento ai CAF, l’Agenzia delle entrate effettua i controlli anche mediante accesso in cooperazione applicativa con cornice di sicurezza alle deleghe e ai documenti di identità indicati nelle richieste di accesso alle dichiarazioni 730 pre-compilate. Le modalità tecniche di accesso sono disciplinate da un’apposita convenzione tra l’Agenzia delle entrate e i CAF, nel rispetto comunque delle misure di sicurezza necessarie.
Il contribuente può visualizzare l’elenco dei soggetti ai quali sono stati resi disponibili i documenti tramite le apposite funzionalità presenti nell’area autenticata, nonché consultando il proprio cassetto fiscale, disponibile nell’area autenticata del sito dei servizi telematici dell’Agenzia delle entrate.

Presentazione diretta della dichiarazione

Il contribuente, dopo aver effettuato l’accesso, può inviare telematicamente la dichiarazione accettata o modificata o integrata direttamente all’Agenzia delle entrate a partire dal 19 maggio.
L’Agenzia delle entrate fornisce, entro cinque giorni dalla presentazione della dichiarazione, una ricevuta identificata dallo stesso numero di protocollo telematico, rilasciato dall’Agenzia stessa, del file di presentazione contenente:
– la data di presentazione della dichiarazione;
– il riepilogo dei principali dati contabili.
L’Agenzia delle entrate rende disponibili i risultati contabili delle dichiarazioni ai sostituti d’imposta che hanno comunicato la sede telematica dove ricevere il flusso contenente i risultati stessi.
Qualora non sia possibile fornire al sostituto d’imposta il risultato contabile della dichiarazione, l’Agenzia delle entrate provvede a darne comunicazione al contribuente mediante un avviso nell’area autenticata nonché mediante la trasmissione di un messaggio di posta elettronica.
Qualora, invece, il sostituto d’imposta che riceve il risultato contabile della dichiarazione non sia tenuto all’effettuazione delle operazioni di conguaglio, il sostituto stesso comunica in via telematica all’Agenzia delle entrate, tramite un’apposita funzionalità disponibile sul sito dei servizi telematici dell’Agenzia, il codice fiscale del soggetto per il quale non è tenuto ad effettuare il conguaglio. Di conseguenza l’Agenzia delle entrate provvede a darne comunicazione al contribuente.
Il contribuente può, alternativamente:
– presentare un modello 730 integrativo utilizzando le funzionalità disponibili nell’area autenticata con la possibilità di modificare esclusivamente i dati del sostituto d’imposta ovvero di indicare l’assenza del sostituto;
– rivolgersi ad un CAF o ad un professionista abilitato.
Per i contribuenti che presentano la dichiarazione in assenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, i rimborsi sono eseguiti dall’amministrazione finanziaria, sulla base del risultato finale delle dichiarazioni. Se dalle dichiarazioni presentate ai sensi del periodo precedente emerge un debito, il contribuente effettua il pagamento anche richiedendo l’addebito delle somme dovute sul proprio conto corrente bancario o postale.
In presenza dei requisiti necessari i coniugi possono congiungere le proprie dichiarazioni dei redditi. A tal fine, il soggetto che intende presentare la dichiarazione in qualità di “coniuge dichiarante”, dopo aver completato la compilazione della propria dichiarazione, indica nell’area autenticata il codice fiscale del coniuge che presenterà il modello 730 congiunto in qualità di “dichiarante”. Quest’ultimo esprime il consenso alla presentazione congiunta mediante l’indicazione, nella propria area autenticata, del codice fiscale del coniuge dichiarante. In esito alla manifestazione di volontà da parte di entrambi i coniugi, le informazioni contenute nella dichiarazione pre-compilata del coniuge dichiarante confluiscono, senza possibilità di modifiche, nel 730 congiunto che viene reso disponibile nell’area autenticata del dichiarante, il quale può procedere all’invio.

Attività del Fisco 2021: prevenzione, contrasto e contenzioso tributario

L’Agenzia delle Entrate illustra gli indirizzi operativi e le linee guida per le attività di controllo e di assistenza ai contribuenti che devono essere osservate dagli uffici per il 2021. Di seguito gli indirizzi operativi sull’attività di “prevenzione, contrasto e contenzioso tributario” (Agenzia Entrate – circolare 7 maggio 2021, n. 4/E).

Grandi Contribuenti

In tale ambito, la Direzione Centrale Grandi Contribuenti, in continuità con gli anni precedenti, rafforzerà le attività di supporto nei confronti delle Direzioni regionali, impegnate nelle attività di controllo dei grandi contribuenti, uniformando le modalità di intervento alle linee dettate dallo stato di emergenza legato alla pandemia.
Con riferimento alle attività di analisi, le strutture delle Direzioni regionali competenti per i grandi contribuenti dovranno concentrare le proprie risorse sui soggetti che presentano un maggior rischio fiscale, ovvero su quelli che non esprimono comportamenti collaborativi e trasparenti.
La posizione fiscale dei contribuenti dovrà essere analizzata con l’ausilio degli strumenti e degli applicativi in uso e, in particolare, l’attività di “tutoraggio” dovrà essere realizzata sulla base delle dichiarazioni presentate per il periodo d’imposta 2019 e per quelle residuali relative all’anno precedente.
Al fine di ottimizzare l’impiego delle risorse disponibili, il tutoraggio potrà essere svolto mediante un sintetico aggiornamento della scheda di rischio qualora, negli anni precedenti, non sia stato rilevato un livello di rischio alto, ovvero gli esiti dell’attività di controllo abbiano permesso di appurare che l’evento, a motivo del quale era stato attribuito un rischio alto, non si è verificato, a condizione che, dalle dichiarazioni o dai bilanci successivi, non emergano scostamenti o eventi significativi.
Le attività di controllo saranno svolte nella consolidata ottica di compliance che caratterizza, da alcuni anni, il rapporto tra il Fisco e le grandi imprese, oltre che ridisegnare gli obiettivi strategici, adeguandoli al perdurare della crisi pandemica e alla conseguente crisi economica.
Gli Uffici dell’Agenzia delle entrate, fino al perdurare dello stato di emergenza, limiteranno lo svolgimento delle attività istruttorie esterne, privilegiando altre forme di attività istruttorie propedeutiche alle attività di accertamento.
L’iniziativa delle Direzioni regionali sarà, quindi, prioritariamente indirizzata allo svolgimento delle attività istruttorie interne, mediante una ricognizione degli elementi informativi più rilevanti e recenti e, fino al perdurare dell’emergenza sanitaria, accordando priorità alle forme di comunicazione con il contribuente che non comportino riunioni in presenza.
In tale ambito e in continuità con il passato, particolare attenzione dovrà essere accordata alla necessità di assicurare l’uniformità delle attività di controllo sul territorio nazionale e, a tal fine, saranno segnalate alla Direzione Centrale Grandi Contribuenti particolari fattispecie, rinvenute nel corso di attività istruttorie, che possano rientrare nell’ambito di potenziali filoni di indagine, da diffondere o coordinare su base nazionale.
Le attività di controllo, nei confronti dei soggetti che non rivestano, con continuità la qualifica di “grandi contribuenti”, saranno condotte attivando l’opportuno coordinamento tra le competenti Direzioni provinciali e Direzioni regionali, al fine di condividere gli elementi informativi raccolti, anche con riferimento agli esiti dell’attività di tutoraggio, ed assicurando la gestione uniforme delle fattispecie esaminate.
Con riferimento alle attività di accertamento, l’azione sarà finalizzata all’innalzamento della qualità delle contestazioni, al sempre più efficace coordinamento tra le strutture centrali e le strutture regionali, nell’ambito della definizione delle pretese tributarie più rilevanti.
A tal fine, dovranno essere valorizzati il dialogo e le forme di interlocuzione con i contribuenti. La buona qualità delle attività accertative e il loro buon esito, a seguito delle procedure adesive/conciliative previste dall’ordinamento giuridico, ovvero all’esito degli eventuali contenziosi, concorrerà oltre che a ridurre il tax gap a livello nazionale, anche all’obiettivo di un Fisco più equo e percepito meglio dal contribuente in un momento di profonda crisi economica.
Nelle attività accertative, si renderà opportuno dare priorità a posizioni riguardanti fattispecie e comportamenti che, stante la situazione generale di sofferenza economica, causata dalla pandemia in corso, risultano di particolare disvalore. In particolare, saranno oggetto di contrasto particolari fenomeni di evasione ed elusione fiscale, quali, le frodi, l’abuso del diritto, le false compensazioni, l’indebita fruizione di regimi agevolativi e di misure di sostegno a seguito della pandemia.
Nel corso del 2021, inoltre, la Direzione Centrale Grandi Contribuenti intensificherà l’attività di controllo della corretta applicazione della disciplina sul sistema di scambio automatico finanziario internazionale (Common Reporting Standard), con particolare riguardo agli obblighi di adeguata verifica (due diligence) e comunicazione (reporting) all’Agenzia delle entrate delle informazioni relative ai conti finanziari, che si qualificano come conti oggetto di comunicazione, da parte delle istituzioni finanziarie tenute alla comunicazione secondo le disposizioni della L. n. 95/2015, di attuazione della Direttiva 2014/107/UE – DAC 2, e del D.M. 28 dicembre 2015.

Imprese di Medie e piccole dimensioni

Al fine di agevolare la graduale ripresa delle attività economiche e, nel contempo, supportare i contribuenti nel corretto adempimento dei propri obblighi fiscali, vengono riprese selettivamente le attività di promozione per l’adempimento spontaneo nei confronti dei soggetti titolari di partita IVA, privilegiando le comunicazioni aventi funzione di reminder e che consentano al contribuente di regolarizzare la propria posizione evitando ulteriori aggravi futuri.
In particolare, è previsto l’invio di comunicazioni a coloro che, in base ai dati delle fatture elettroniche, dell’esterometro e dei corrispettivi telematici, non risultino ancora aver presentato la dichiarazione, ovvero l’abbiano presentata con dati incompleti. Detta attività è finalizzata a consentire il corretto adempimento dichiarativo, nei modi e termini di cui all’art. 13, D.Lgs. n. 472/1997, beneficiando delle riduzioni sanzionatorie ivi previste per la correzione di errori e omissioni.
Analogamente, è previsto, nel quarto trimestre dell’anno, l’invio di comunicazioni, a coloro che, in base ai dati delle fatture elettroniche, dell’esterometro e dei corrispettivi telematici, non risultino aver presentato le comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA per i primi due trimestri del 2021. Anche in questo caso, la finalità è quella di consentire la regolarizzazione dell’adempimento, mediante l’invio, da parte del contribuente, delle comunicazioni omesse, ovvero in sede di dichiarazione annuale IVA (modello IVA 2022), consentendo, altresì, il versamento delle sanzioni in misura ridotta.
È inoltre previsto, nel quarto trimestre del 2021, l’invio di comunicazioni ai contribuenti per i quali, a seguito della registrazione degli aiuti individuali nel Registro Nazionale aiuti di Stato, per il periodo di imposta 2018, si è riscontrato il superamento dell’ammontare complessivo concedibile in regime de minimis.
Per quanto riguarda le attività afferenti alla gestione degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA), nel 2021, si prevede una campagna informativa finalizzata a portare a conoscenza dei contribuenti l’eventuale presenza di errori, omissioni o incoerenze, riscontrati nei modelli dichiarativi relativi ai periodi d’imposta 2018 e 2019, al fine di evitare il ripetersi delle stesse anomalie per il periodo d’imposta 2020.
Nell’orientare le attività di analisi del rischio e di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, si dovrà tenere conto dell’impatto della crisi epidemiologica da Covid-19 sulle piccole e medie imprese e, in particolar modo, sulla crisi di liquidità che le misure governative di contenimento del contagio hanno determinato per alcuni soggetti e settori economici.
In generale, l’attività di analisi del rischio e di selezione dei soggetti, ritenuti a maggiore pericolosità fiscale, dovrà essere realizzata valorizzando l’uso delle banche dati e degli applicativi informatici a disposizione degli Uffici, in modo da individuare, in maniera efficace, i soggetti da sottoporre a controllo.
L’attività dovrà essere prioritariamente indirizzata nei confronti dei soggetti che hanno indebitamente fruito dei diversi regimi agevolativi che l’ordinamento offre, a regime, e previsti dai vari decreti che si sono succeduti dal 2020 ad oggi, per fare fronte alla crisi economica generata dalla pandemia.
Nel corso del 2021, l’attività di controllo è indirizzata e concentrata al contrasto di quei comportamenti che, anche alla luce della grave situazione economica in cui versano le attività produttive, risultano connotati da un alto disvalore sociale a danno della collettività e che, al contempo, permettono a coloro che li mettono in atto di falsare le regole concorrenziali.
In particolare, l’attività di controllo degli Uffici si concentrerà, oltre che sul recupero dei contributi a fondo perduto indebitamente fruiti, sui soggetti che hanno indebitamente utilizzato crediti d’imposta in compensazione ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 241/1997 e sui soggetti destinatari di benefici e incentivi fiscali tra cui principalmente i seguenti crediti agevolativi: credito di imposta per ricerca e sviluppo, credito di imposta per investimenti nel Mezzogiorno, credito di imposta sisma centro-Italia, credito di imposta zone economiche speciali, credito di imposta formazione 4.0.

Persone Fisiche, Lavoratori Autonomi ed enti non commerciali

Nell’anno 2021, è prevista la ripresa graduale, dilazionata in più lotti distribuiti nel tempo, di invio di comunicazioni di compliance al fine di segnalare al contribuente l’assolvimento degli obblighi tributari e favorire l’emersione spontanea delle basi imponibili, attraverso l’istituto del ravvedimento operoso, con una rilevante riduzione delle sanzioni applicabili. Le comunicazioni riguarderanno i contribuenti-persone fisiche per i quali, relativamente alle dichiarazioni dei redditi presentate per l’anno d’imposta 2017, sia stata riscontrata, sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia delle entrate, un’anomalia riguardante una o più categorie reddituali. Le comunicazioni sono inviate agli indirizzi di posta elettronica certificata e, in caso di indirizzo PEC non attivo, la spedizione è effettuata mediante posta ordinaria.
Nel corso del 2021, saranno elaborate ulteriori comunicazioni con l’intento di ricordare ai contribuenti l’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi in relazione all’anno di imposta 2020. Tali comunicazioni saranno inviate, presumibilmente nel mese di gennaio 2022, alle persone fisiche che, sulla base dei dati in possesso dell’Agenzia, risultino aver percepito redditi di lavoro dipendente e assimilati, di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi. I contribuenti saranno invitati alla presentazione della dichiarazione entro i 90 giorni successivi al termine previsto dalla norma, usufruendo della riduzione di sanzioni sia per la presentazione della dichiarazione, che per i relativi versamenti delle imposte dovute.
In considerazione delle difficoltà determinatesi a seguito della diffusione dell’epidemia da Covid-19, i contribuenti saranno invitati, prioritariamente, ad utilizzare il canale CIVIS o gli altri strumenti telematici disponibili (e-mail – PEC) per l’invio della documentazione in loro possesso e, solo come modalità residuale, alla consegna diretta dei documenti in ufficio, sempre mediante previo appuntamento.
L’attività di analisi del rischio, selezione e controllo sarà realizzata attraverso l’utilizzo delle banche dati e degli applicativi informatici messi a disposizione, quali ausili per la programmazione e la selezione dei soggetti da sottoporre a controllo.
Coerentemente con le priorità definite dall’atto di indirizzo per il conseguimento degli obiettivi di politica fiscale per gli anni 2020-2022, sarà dato impulso alle attività di promozione dell’adempimento spontaneo e di controllo sulle persone fisiche, in presenza di elementi informativi su redditi di fonte estera, pervenuti tramite i flussi strutturati degli scambi automatici o da scambi spontanei provenienti da Paesi UE e/o OCSE, tra cui le informazioni pervenute tramite il Common Reporting Standard (CRS).
Particolare attenzione dovrà essere riservata, inoltre, alle analisi sui movimenti di capitale da e verso l’estero per importi rilevanti, al fine di intercettare comportamenti fiscali illeciti e fenomeni di indebita detenzione di disponibilità all’estero, anche in violazione delle norme sul monitoraggio fiscale delle attività estere di natura finanziaria, attraverso l’individuazione di posizioni caratterizzate da un’elevata rischiosità fiscale su cui procedere ad ulteriori approfondimenti istruttori, sempre attraverso l’ausilio del contraddittorio a distanza.
Con riferimento agli enti non commerciali e alle Onlus, l’attività delle Direzioni regionali e provinciali sarà supportata da specifiche analisi del rischio, volte prioritariamente all’individuazione degli enti che svolgono attività inidonee a perseguire scopi sociali, procedendo al recupero a tassazione delle agevolazioni indebitamente fruite.
L’attività di analisi del rischio, oltre ad essere effettuata utilizzando gli specifici applicativi disponibili, terrà conto anche della conoscenza diretta del territorio e delle singole peculiarità che caratterizzano i vari settori di attività, in modo da ottenere una selezione mirata dei soggetti, ed evitando di perseguire, salvo evidenti casi di abuso, situazioni di minima rilevanza.

Contrasto Illeciti

Nell’attuale contesto, l’attività di contrasto agli illeciti fiscali, sia di matrice domestica, sia a connotazione transnazionale, non ha comunque subìto rallentamenti, continuando ad assicurare un efficace presidio rispetto alle fattispecie maggiormente lesive degli interessi della collettività, ancora più necessario nell’attuale scenario socio-economico.
L’operatività si svolge, principalmente, attraverso il Settore Contrasto illeciti, su due principali macro-aree: il contrasto alle frodi fiscali e il contrasto agli illeciti fiscali internazionali, e deve muoversi, con sempre maggiore tempestività rispetto al perpetrarsi delle condotte fraudolente, su due piani distinti, ma interconnessi reciprocamente:
– individuazione delle fattispecie più ricorrenti, ai fini della definizione e della pianificazione delle più efficienti strategie di prevenzione e di contrasto;
– esecuzione dei controlli a maggiore complessità ed aventi ad oggetto gli illeciti di maggiore rilevanza e connotati da elementi di novità.

Sul fronte del presidio antifrode continua la valorizzazione di approcci preventivi, da porre in essere antecedentemente o in prossimità della commissione degli illeciti, con l’effetto, inter alla, di prevenire il concretizzarsi del danno erariale. Tale strategia di prevenzione consente un miglior utilizzo di risorse su fenomeni di frode più complessi, non intercettati dagli strumenti di prevenzione, e dà luogo a significativi effetti in termini di dissuasione dai comportamenti illeciti futuri, anche grazie all’inibizione, in radice, delle condotte fraudolente tentate (cosiddetta “allerta precoce”).

In tema di crediti tributari, l’Agenzia proseguirà nel controllo dei crediti inesistenti, artatamente creati mediante documentazione falsa, artifici o altre condotte fraudolente. In primis, l’attività sarà rivolta al controllo dei crediti per attività di ricerca e sviluppo, per i quali l’esperienza operativa del Settore Contrasto Illeciti ha evidenziato l’esistenza di specifici pattern all’interno degli schemi illeciti finalizzati all’indebita compensazione, che potranno meglio orientare anche l’azione delle Direzioni regionali e provinciali, anche previa intesa con la Guardia di finanza, nel contrasto capillare della fattispecie sul territorio.
L’Agenzia prosegue e rafforza la propria attività di presidio finalizzata al contrasto agli illeciti fiscali internazionali maggiormente riscontrati sul territorio e mirata, nel contempo, ad individuare nuove forme di pianificazione fiscale, così da contemperare le già richiamate esigenze, sia di repressione che di prevenzione.
Il Settore Contrasto Illeciti procede con l’attività di controllo relativamente alle violazioni di maggiore rilevanza alla normativa del “monitoraggio fiscale”, sia nei confronti degli intermediari tenuti alla trasmissione delle comunicazioni all’uopo previste, sia nei confronti dei contribuenti assoggettati all’obbligo dichiarativo.
Anche con riferimento alle attività investigative rivolte a soggetti diversi dalle persone fisiche, proseguono e si intensificano i riscontri mirati ad intercettare situazioni connotate da schemi di pianificazione fiscale illecita, consolidati ovvero innovativi, perpetrati allo scopo di veicolare flussi finanziari e materia imponibile oltre i confini nazionali, con particolare riguardo anche agli intermediari finanziari e agli altri soggetti coinvolti, in violazione degli obblighi correlati agli adempimenti del monitoraggio fiscale e all’imposizione diretta ed indiretta.

Attività Internazionali

La trasparenza fiscale, lo scambio di informazioni e, più in generale, la cooperazione internazionale rappresentano strumenti fondamentali per il contrasto ai meccanismi di sottodimensionamento di base imponibile, che sfruttano le asimmetrie impositive e informative tra gli Stati. In tale ottica, prosegue il processo di valorizzazione, nell’ambito del contrasto all’evasione e all’elusione internazionale, del patrimonio informativo disponibile, soprattutto attraverso il potenziamento degli strumenti di scambio automatico di informazioni e lo sforzo per garantire una maggiore efficienza e trasversalità dei flussi informativi sulle attività internazionali tra le strutture centrali e territoriali dell’Agenzia su cui tali attività impattano.
Nell’ottica di un potenziamento degli strumenti di riscossione internazionale, nel corso del 2021, è stato potenziato l’applicativo informatico che ha la finalità di promuovere il ricorso, da parte degli Uffici dell’Agenzia, alla cooperazione in materia di riscossione, come ulteriore mezzo di tutela del credito erariale, consentendo la selezione, in autonomia, dei crediti dell’Erario, per i quali vi siano i presupposti per l’attivazione della cooperazione internazionale, come, ad esempio, la possibile esistenza di redditi e/o di elementi patrimoniali di fonte estera.
Inoltre, l’Agenzia prosegue la sua opera di potenziamento delle attività connesse alle diverse tipologie di scambio di informazioni, attivabili sulla base delle Direttive europee e degli accordi internazionali che disciplinano lo scambio su richiesta, spontaneo ed automatico.
Inoltre, è stato anche avviato, nel 2020, un progetto specifico avente ad oggetto la predisposizione e l’implementazione del quadro amministrativo italiano per la compliance delle istituzioni finanziarie nell’ambito del Common reporting standard – CRS, con l’obiettivo, tra gli altri, di elaborare linee guida e istruzioni per i controlli in coerenza con lo standard internazionale definito nel Modello comune per la comunicazione di informazioni su conti finanziari in materia fiscale, da parte di istituzioni finanziarie di giurisdizioni partecipanti alle rispettive autorità competenti, ai fini dello scambio automatico delle predette informazioni (Common reporting standard – CRS) e nel relativo Commentario, così come nel Manuale di attuazione del Common reporting standard (CRS Implementation handbook).
Per quanto riguarda l’utilizzo delle informazioni ricevute mediante lo scambio automatico, prosegue l’attività di validazione anagrafica, che consente l’effettiva fruibilità dei dati da parte degli Uffici dell’Agenzia. Tutti i dati scambiati in via automatica vengono, al momento, gestiti essenzialmente a livello centrale.
Gli accordi preventivi assumono grande rilevanza nel processo di tax compliance delle aziende che operano in ambito internazionale. Nel corso del 2021, continuerà l’attività di controllo del rispetto degli accordi unilaterali o bilaterali stipulati, da parte, rispettivamente, dell’Ufficio Accordi Preventivi o dell’Ufficio Risoluzione e Prevenzione Controversie Internazionali della Direzione Centrale Grandi Contribuenti.

Contenzioso

Nell’ottica di un rapporto fondato sul dialogo, sulla collaborazione e sulla fiducia reciproca tra Fisco e cittadino, l’Agenzia persegue, tra gli altri, l’obiettivo della diminuzione della conflittualità nei rapporti con i contribuenti, con la conseguente riduzione delle impugnazioni e l’incremento delle vittorie in giudizio.
L’attività legale deve, inoltre, coordinarsi con quella di produzione amministrativa per il miglioramento della sostenibilità degli atti emessi, favorendo la circolazione e la valorizzazione, all’interno degli Uffici, delle esperienze maturate e delle criticità riscontrate in sede di gestione dei reclami e dei ricorsi, che costituiscono un parametro significativo per migliorare la qualità della produzione amministrativa e, quindi, ampliare la tax compliance.
L’esame delle pronunce giurisdizionali e degli esiti dei procedimenti di mediazione e di conciliazione deve, quindi, stimolare, all’interno dell’Agenzia, una riflessione critica finalizzata al miglioramento della qualità della produzione amministrativa e alla riduzione dei rinvii alla fase contenziosa. Trattasi di un passaggio essenziale per confermare la costante contrazione dell’indice di conflittualità e l’aumento dell’indice di vittoria.
Per favorire il corretto svolgimento delle attività, anche attraverso una sempre maggiore semplificazione e digitalizzazione degli adempimenti, deve essere assicurato il corretto utilizzo dei servizi telematici del contenzioso tributario e deve essere garantita la partecipazione alle udienze da remoto.
Occorre, inoltre, potenziare le iniziative di confronto e collaborazione con il contribuente e i suoi difensori, da effettuare anche a distanza attraverso l’utilizzo degli strumenti tecnici ed informatici a disposizione.
Prosegue, poi, la cooperazione con gli Agenti della riscossione, nella gestione delle impugnazioni di atti della riscossione, avviata nel 2015, che, mediante la difesa coordinata e l’uniformità dei comportamenti nella gestione del procedimento di mediazione e del processo tributario, assicura il miglioramento dell’esito di tali controversie e, quindi, l’incremento della riscossione coattiva.

Tutela del credito erariale

Il protrarsi della grave emergenza sanitaria e le stringenti misure socio-economiche di contrasto adottate dal Governo, che hanno pesantemente inciso sulla situazione finanziaria degli operatori economici e della generalità dei contribuenti, hanno determinato un maggiore ricorso, destinato verosimilmente ad incrementarsi, alle procedure di gestione della crisi di impresa, nonché alle procedure di sovraindebitamento. Conseguentemente, è necessario un maggior impegno degli Uffici nelle connesse lavorazioni e, a tale fine, è opportuno dedicare maggiori risorse a detta linea di attività, al fine di assicurare un presidio più efficiente e tempestivo rispetto alle accresciute richieste.
Occorrerà, pertanto, provvedere, in primo luogo, al tempestivo svolgimento delle attività volte alla quantificazione del credito tributario, non ancora iscritto a ruolo/affidato, al fine di garantire l’esatta determinazione dell’importo della pretesa erariale che dovrà concorrere nella procedura.
In un’ottica di trasparenza e correttezza dell’attività amministrativa, gli Uffici agevoleranno le forme di contraddittorio ritenute più idonee in ordine agli aspetti della proposta e del piano di risanamento che siano ritenuti carenti, non attendibili o non sostenibili.
L’attività istruttoria prevede un’attenta analisi della proposta e del piano di risanamento alla luce della relazione di attestazione rilasciata a corredo della documentazione prescritta dalla normativa vigente, al fine di riscontrare la convenienza economica del trattamento offerto all’Erario in funzione della capienza del patrimonio del proponente nell’alternativa liquidatoria.
Con riguardo alle procedure di fallimento, gli Uffici assicureranno l’espletamento delle attività necessarie ad assicurare la rituale insinuazione nello stato passivo della procedura concorsuale, da parte dell’Agente della riscossione, provvedendo autonomamente, qualora la tempistica per la formazione dei ruoli o l’affidamento dei carichi risulti incompatibile con i termini per il deposito delle domande di insinuazione al passivo, nonché quando ne ricorra l’esigenza.
Al di fuori dello specifico ambito delle procedure concorsuali e di quanto sopra esposto, gli Uffici, come di consueto, assicureranno lo svolgimento di tutti gli altri adempimenti in materia di riscossione, necessari a garantire la tutela della pretesa erariale e il rispetto dell’attività di mutua assistenza amministrativa nel campo della riscossione, per il dettaglio dei quali si fa rinvio alle direttive programmatiche degli anni precedenti.

Indirizzi operativi sull’attività del Fisco “2021”: assistenza ai contribuenti

L’Agenzia delle Entrate ha definito le linee guida che accompagneranno l’operato dell’Amministrazione fiscale per l’anno 2021. Tra gli indirizzi operativi, l’attività di consulenza ai contribuenti, espletata attraverso gli interpelli, ed i servizi di assistenza ai cittadini, potenziati con ulteriori servizi disponibili via web e la gestione prioritaria dei rimborsi e delle istanze dei contributi a fondo perduto (Agenzia Entrate – Circolare 7 maggio 2021, n. 4/E).

ISTANZE DI INTERPELLO: CONTENUTO E MODALITÀ DI PRESENTAZIONE

Per quanto riguarda le istanze di interpello a cui l’Agenzia delle Entrate è tenuta a dare risposta, la Circolare chiarisce che le questioni interpretative oggetto di un’istanza di interpello devono riguardare l’interpretazione di una norma di natura tributaria, qualora sussistano obiettive condizioni di incertezza in merito all’applicazione della stessa ad un caso concreto e personale.
Pertanto, sono escluse quelle nelle quali viene richiesto esclusivamente un accertamento di tipo tecnico (ad esempio, in materia di Superbonus, l’Agenzia non interpreta la normativa edilizia, sicché non è ammissibile la richiesta di valutazioni in merito alle situazioni di non conformità urbanistica dell’immobile oggetto degli interventi agevolabili).
Allo stesso modo sono inammissibili le istanze presentate dai professionisti con quesiti di carattere generale, senza fare riferimento ad un caso concreto e personale, e senza fornire i dati identificativi del contribuente direttamente interessato.
La Circolare ribadisce il contenuto necessario delle istanze affinché non siano considerate inammissibili, precisando che nelle ipotesi di mancata sottoscrizione o assenza della procura al professionista l’irregolarità può essere sanata fornendo gli elementi mancanti, mentre laddove non siano indicati i dati identificativi del contribuente o la circostanziata e specifica descrizione del caso l’istanza deve ritenersi irrimediabilmente inammissibile.
Inoltre, fornisce indicazioni per la corretta individuazione della struttura dell’Agenzia competente alla trattazione delle diverse istanze di interpello in considerazione delle modifiche organizzative che hanno interessato, nel 2019, 2020 e 2021, le strutture centrali dell’Agenzia.
Riguardo alle modalità di presentazione delle istanze di interpello, la Circolare spiega che l’istanza può essere presentata alla Direzione competente, esclusivamente mediante consegna a mano, plico raccomandato con ricevuta di ritorno o tramite posta elettronica certificata (PEC). La posta elettronica libera (PEL) può essere utilizzata esclusivamente dai soggetti non residenti che non si avvalgono di un domiciliatario nel territorio dello Stato. Qualora siano utilizzate modalità differenti da queste l’istanza si considera non presentata; in ogni caso l’Agenzia informa il contribuente invitandolo a ripresentare l’istanza tramite uno dei canali consentiti. In caso di invio telematico, l’istanza deve essere sottoscritta con firma digitale ovvero, se sottoscritta con firma autografa, deve essere accompagnata da copia di un documento di identità dell’istante a garanzia dell’autenticità della sottoscrizione.
Quattro sono gli ambiti in cui sono suddivise le attività di interpello:
– Richiesta di intervento alla Divisione Contribuenti;
– Risposte a interpelli e consulenza giuridiche;
– Interpelli per i nuovi investimenti;
– Adempimento collaborativo.

Richiesta di intervento alla Divisione Contribuenti

Le Direzioni regionali inoltrano «per richiesta di intervento» – entro 30 giorni dalla data di presentazione – gli interpelli e le consulenze giuridiche alla Divisione contribuenti, che fornisce direttamente la risposta al contribuente nei seguenti casi:
– un numero elevato di contribuenti abbia presentato istanze aventi ad oggetto la medesima questione o questioni analoghe fra loro;
– sulla questione interpretativa, oggetto dell’istanza di interpello e/o della richiesta consulenza, non siano stati resi chiarimenti ufficiali (circolari o risoluzione) e non vi siano altre pronunce rese dalle strutture centrali dell’Agenzia, ovvero laddove si segnalino comportamenti non uniformi da parte degli Uffici;
– siano segnalati comportamenti non uniformi da parte degli Uffici;
– la questione proposta presenta elementi di complessità o di incertezza della soluzione;
– le istanze pongono quesiti interpretativi in merito alla corretta individuazione dell’aliquota IVA, sempre che le stesse siano corredate del necessario parere tecnico dell’Agenzia delle dogane; in mancanza di quest’ultimo le istanze sono dichiarate inammissibili;
– le istanze propongono questioni di carattere interpretativo riguardanti la norma fiscale e implicano il necessario coordinamento con altre amministrazioni (ad esempio in materia di art-bonus);
– istanze presentate da soggetti di competenza di più Direzioni regionali e della Divisione contribuenti;
– in ogni altro caso in cui ritenga di interesse generale il chiarimento fornito.

Risposte a interpelli e consulenza giuridiche

Attraverso le risposte di interpello e di consulenza giuridica, l’Agenzia delle Entrate facilita il corretto e tempestivo adempimento degli obblighi tributari da parte dei contribuenti, nell’ottica di favorire la tax compliance.
L’impegno delle Direzioni regionali è di garantire la contrazione dei tempi di risposta alle istanze di interpello e di consulenza giuridica, fornendo il proprio parere, ove possibile, in tempo utile per consentire al contribuente di porre in essere l’adempimento tributario, incentivando l’utilizzo del canale telematico gestito mediante la Posta elettronica certificata.

Interpelli per i nuovi investimenti

Riguardo agli interpelli per i nuovi investimenti previsti dal Decreto Internazionalizzazione, la Circolare chiarisce che all’Agenzia delle Entrate è riservata la competenza per verificare l’assenza di mutamenti nelle circostanze di fatto o di diritto rilevanti ai fini del rilascio della risposta e la corretta applicazione delle indicazioni date nella stessa. Tale attività di controllo è svolta dalla Direzione provinciale o dalla Direzione regionale (se trattasi di soggetto di grandi dimensioni), competenti in base al domicilio fiscale del soggetto istante, in coordinamento con l’Ufficio Nuovi Investimenti della Direzione Centrale Grandi Contribuenti prima di redigere un eventuale processo verbale di constatazione o altro atto a contenuto impositivo o sanzionatorio.
Con riferimento ai soggetti che hanno presentato istanza di interpello nuovi investimenti e che, conformandosi alla risposta resa, abbiano avuto accesso all’istituto dell’adempimento collaborativo, la competenza ai fini del controllo è assegnata all’Ufficio Adempimento Collaborativo della predetta Direzione Centrale.

Adempimento collaborativo

Il regime di Adempimento collaborativo con i contribuenti dotati di un sistema di rilevazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale («Tax Control Framework») ha l’obiettivo di elevare gli standard di certezza fiscale, anticipando la fase del controllo sostanziale (controllo ex ante) e garantendo una comune valutazione delle situazioni suscettibili di generare rischi fiscali, in anticipo rispetto alla presentazione della dichiarazione.
Dal punto di vista organizzativo, la competenza per le attività relative al regime di Adempimento collaborativo e per il controllo sulle dichiarazioni presentate dai contribuenti ammessi al regime, nei periodi di imposta in cui lo stesso regime trova applicazione, è attribuita, in via esclusiva, alla Direzione Centrale Grandi Contribuenti, all’interno della quale è operativo un apposito Ufficio Adempimento collaborativo, con sedi a Roma e a Milano.
Al fine di evitare reiterazioni di accessi e di richieste rivolte al contribuente e garantire uniformità di indirizzo strategico e operativo, per i periodi di imposta antecedenti all’ingresso nel regime in trattazione, le articolazioni territoriali competenti informano preventivamente l’ufficio Adempimento collaborativo dell’intenzione di attivare un controllo nei confronti del contribuente o di inserire il contribuente nel piano annuale dei controlli e lo interpellano per il necessario coordinamento, prima di redigere un processo verbale di constatazione o altro atto a contenuto impositivo o sanzionatorio.

SERVIZI AI CONTRIBUENTI

La Circolare precisa che nella particolare situazione venutasi a creare a causa della crisi epidemiologica da COVID-19, le attività istituzionali del 2021 saranno finalizzate principalmente all’erogazione dei rimborsi fiscali a cittadini e imprese, alla gestione dei contributi a fondo perduto, comprese le autotutele, e a consolidare le nuove modalità di interlocuzione e assistenza agli utenti «a distanza».
Per liberare risorse necessarie a dare priorità alle suddette attività, viene previsto di limitare le attività di trattazione degli atti del registro e delle dichiarazioni di successione al solo numero delle posizioni in scadenza e di tutte quelle che, se trattate, possono risultare utili alle necessità espresse dai contribuenti.
Per quanto riguarda la ripresa delle attività di invio delle comunicazioni conseguenti al controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni, di notifica degli avvisi di liquidazione e degli atti di accertamento delle imposte indirette, gli uffici procederanno in via privilegiata per una trattazione sistematica delle istanze di autotutela, fornendo, ove possibile, una risposta esaustiva, senza rimandare la trattazione delle stesse ad un successivo contatto da parte del contribuente.
Sono molteplici i canali di assistenza ai contribuenti, privilegiando il più possibile l’interazione a distanza con il potenziamento dei servizi web:
– servizi agili e feedback al contribuente;
– assistenza fiscale CIVIS;
– servizio web Consegna documenti (nuovo);
– ricevimento con accesso programmato “in presenza”, “al telefono” e, in via sperimentale, tramite “video-appuntamento”, a cui è abbinato un servizio (sperimentale) di “pre-chiamata”.

Servizi agili e feedback al contribuente

Per quanto riguarda la fruizione dei servizi «agili», ad esempio, il contribuente presenta via e-mail e PEC (cosiddette «modalità agili») o tramite i Servizi telematici dell’Agenzia la richiesta, corredandola della documentazione necessaria e indica i propri riferimenti per i contatti successivi, strumentali alla lavorazione della pratica.
L’operatore dell’Ufficio esamina la domanda, contatta eventualmente il contribuente, per acquisire ulteriori elementi e conclude la lavorazione con l’ausilio degli applicativi di supporto necessari (operazionali, NSD, etc.), fornendo, in conclusione, l’esito della lavorazione o, comunque, un feedback, utilizzando il mezzo di comunicazione scelto dall’utente (telefono – voce o sms – e posta elettronica). I principali servizi interessati sono:
– la richiesta certificati;
– l’attribuzione codice fiscale;
– la dichiarazione di successione;
– la registrazione atti privati e i rimborsi fiscali.
Sul sito istituzionale è presente la «Guida ai servizi agili» e un’apposita sezione «emergenza coronavirus», che contiene tutti i documenti relativi alla gestione dell’emergenza, comprese le indicazioni su come richiedere un servizio in modalità semplificata.

Assistenza fiscale – CIVIS

Nell’area autenticata dei servizi telematici dell’Agenzia, è sempre disponibile il canale telematico di assistenza fiscale CIVIS. I contribuenti e gli intermediari possono utilizzare CIVIS per:
– chiedere assistenza fiscale su una comunicazione di irregolarità o un avviso telematico inviato a seguito del controllo automatizzato delle dichiarazioni;
– chiedere assistenza su una cartella di pagamento emessa a seguito delle comunicazioni di irregolarità e degli avvisi telematici. È anche possibile visualizzare e stampare la comunicazione di sgravio;
– chiedere la modifica dei dati della delega di pagamento F24 per correggere, per esempio, gli errori commessi nella compilazione del modello;
– chiedere assistenza sugli avvisi di liquidazione relativi ai contratti di locazione per le annualità successive alla prima;
– inviare la documentazione richiesta con una comunicazione inviata a seguito di controllo formale della dichiarazione dei redditi;
-inviare la documentazione utile a chiarire la propria posizione fiscale in caso di una comunicazione finalizzata a promuovere l’adempimento spontaneo agli obblighi tributari.

Servizio web Consegna documenti

Per quanto riguarda i servizi telematici, nel corso del 2021, andrà a regime il servizio web «Consegna documenti»: gli utenti abilitati possono consegnare in modalità telematica documenti e istanze, sia a seguito di una specifica richiesta dell’Agenzia delle entrate sia di iniziativa per esigenze personali, e ottenerne la ricevuta di protocollazione. Questo servizio non può essere utilizzato laddove la normativa o i provvedimenti del Direttore dell’Agenzia prevedano una specifica modalità di presentazione, trasmissione o comunicazione all’Agenzia delle entrate.

Accoglienza e ricevimento dell’utenza negli uffici

La pandemia ha indotto l’Agenzia a ripensare la modalità di accesso e gestione dell’utenza in Ufficio. Nel 2021, gli Uffici ricevono per accesso programmato.
Attraverso questa modalità, gli utenti accedono in Ufficio solo se effettivamente necessario e, comunque, dopo aver prenotato un appuntamento, ottenendo il servizio desiderato, all’orario concordato e senza fare code. La trattazione dei casi «a vista», senza prenotazione, viene limitata ai soli casi urgenti e non procrastinabili, valutabili di volta in volta.
Gli appuntamenti possono essere prenotati online, tramite il numero verde (servizio automatico) o la App e, da ultimo, tramite il centralino delle Direzioni provinciali: l’utente lascia i propri riferimenti e viene richiamato per concordare data e ora dell’appuntamento.
In base ai servizi richiesti, l’utente può prenotare un appuntamento «in presenza» o «telefonico»; è in fase di sperimentazione la nuova modalità del video-appuntamento.
Altra iniziativa sperimentale collegata agli appuntamenti è la «Pre-chiamata»: qualche giorno prima dell’appuntamento preso con la procedura CUP dal contribuente, per ottimizzare gli accessi, gli Uffici contattano l’utente per confermare l’appuntamento ed eventualmente risolvere, laddove possibile, la questione direttamente con il contatto telefonico.

Assistenza telefonica

Attraverso il servizio di assistenza telefonica è possibile ottenere assistenza e informazioni su questioni fiscali generali nonché su questioni riguardanti materie catastali.
Inoltre, è possibile ricevere assistenza specifica sui servizi telematici dell’Agenzia, sulle comunicazioni ricevute e sui principali bonus e contributi introdotti a sostegno delle diverse categorie economiche.

Istanze in autotutela sui contributi a fondo perduto

In considerazione della crisi epidemiologica da Covid-19 e delle gravi difficoltà che la stessa ha comportato per le imprese, l’Agenzia delle Entrate è stata incaricata dell’erogazione dei contributi a fondo perduto definiti dalle diverse norme emanate (DL Rilancio, DL Agosto, DL Ristori, DL Natale, DL Sostegni).
La Circolare spiega che sarà data particolare attenzione alle istanze volte alla revisione, in autotutela, dell’esito di rigetto o dell’entità del contributo erogato sulla base di quella già inviata telematicamente all’Agenzia delle entrate, nel periodo di vigenza del processo.
Sono privilegiate forme di «colloquio a distanza» prevedendo la possibilità della trasmissione, da parte dei soggetti richiedenti, dell’istanza in autotutela e della relativa documentazione tramite PEC.

Rimborsi

In considerazione della crisi epidemiologica da Covid-19 e delle gravi ripercussioni economiche per famiglie e imprese, l’Agenzia ha accentuato la propria attenzione sull’erogazione dei rimborsi fiscali in tempi rapidi al fine di restituire la liquidità necessaria a contrastare gli effetti generati dall’emergenza pandemica.
Per l’attività istruttoria dei procedimenti relativi ai rimborsi, sono state privilegiate forme di “colloquio a distanza” prevedendo la possibilità della trasmissione, da parte dei contribuenti, dell’istanza di rimborso e della relativa documentazione tramite e-mail, PEC o raccomandata.
È stata, altresì, prevista la possibilità di fornire le coordinate bancarie, su cui effettuare il pagamento dei rimborsi, tramite PEC, di uso esclusivo dell’interessato, trattandosi di attività non delegabile, allegando l’apposito modello di richiesta firmato digitalmente.
Tali modalità saranno privilegiate anche per il futuro in cui si prevede una sempre maggiore semplificazione e digitalizzazione degli adempimenti attraverso l’utilizzo sistematico dei servizi telematici.

Registrazione atti e successioni

Per quanto riguarda la registrazione degli atti in Ufficio e la presentazione delle dichiarazioni di successione, l’Agenzia delle Entrate conferma l’utilizzo di modalità «agili», già poste in essere all’indomani dell’inizio del periodo emergenziale.
Si consolida la fornitura di servizi da remoto al fine di agevolare il più possibile una interazione a distanza con i cittadini, riducendo al minimo gli accessi fisici in Ufficio.
Le indicazioni all’utilizzo di tali servizi sono disponibili attraverso la «Guida ai servizi agili», pubblicata sul sito Internet dell’Agenzia.

Comunicazioni a seguito di controlli automatizzati o formali

Riprendono, gradualmente, le attività di notifica delle comunicazioni conseguenti al controllo automatizzato e formale delle dichiarazioni, compresa la messa in disponibilità degli inviti alla promozione dell’adempimento spontaneo relativi alle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA (cd. LIPE).
In particolare, per quanto concerne l’invio delle comunicazioni conseguenti al controllo automatizzato delle dichiarazioni, la ripresa terrà necessariamente conto della definizione agevolata prevista in favore dei soggetti titolari di partita IVA alla data del 23 marzo 2021, che hanno registrato una riduzione del volume d’affari nel 2020 rispetto al 2019, maggiore del 30 per cento, rilevabile dalle dichiarazioni IVA presentate entro il 30 aprile 2021 o, in caso di esonero dell’obbligo di presentazione della dichiarazione IVA, dalla dichiarazione dei redditi presentata entro il 30 novembre 2021.
La ripresa degli invii in queste prime settimane riguarderà comunicazioni destinate a contribuenti non titolari di partita IVA (alla data del 23 marzo 2021), comunicazioni conseguenti alla liquidazione delle imposte sui redditi soggetti a tassazione separata (T.F.R., Arretrati, ecc., in quanto espressamente escluse dalla definizione) e comunicazioni derivanti dal controllo delle dichiarazioni non afferenti agli anni d’imposta interessati dalla definizione agevolata (anni d’imposta diversi dal 2017 e 2018).
Tuttavia, nei casi di indifferibilità e urgenza (ad esempio legati alla necessità di procedere con informative di reato, insinuazioni allo stato passivo fallimentare, pericolo per la riscossione), gli Uffici potranno inviare, sin da subito, le comunicazioni di irregolarità nei confronti di soggetti titolari di partita IVA, avendo cura di verificare preventivamente se il contribuente ha i requisiti per accedere alla citata definizione agevolata. In tale ipotesi, nelle more delle implementazioni procedurali degli applicativi, gli Uffici avranno cura di formulare anche la proposta di definizione, mediante l’utilizzo di format direttamente predisposti, da inviare insieme alla comunicazione di irregolarità, evidenziando il necessario rispetto dei limiti e delle condizioni previsti dalla Comunicazione della Commissione europea del 19 marzo 2020 C (2020) 1863 final «Quadro temporaneo per le misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia nell’attuale emergenza del COVID-19», e successive modificazioni.
Ultimati gli invii centralizzati delle predette tipologie di comunicazioni, si proseguirà con l’invio delle comunicazioni a soggetti titolari di partita IVA non aventi i requisiti di accesso alla definizione agevolata e, successivamente, nell’ultima parte dell’anno, si procederà con l’invio delle prime comunicazioni/proposte destinate a soggetti titolari di partita IVA aventi i requisiti per l’accesso alla stessa definizione.
Per quanto riguarda la LIPE, l’attività di controllo della coerenza dei versamenti dell’imposta rispetto a quanto indicato nella comunicazione dei dati contabili riepilogativi delle liquidazioni periodiche dell’imposta sul valore aggiunto, riprende a decorrere dalle comunicazioni dei dati relativi al terzo trimestre 2020. In proposito, la Circolare precisa che la ripresa dell’attività di controllo avverrà con la preventiva messa in disponibilità degli inviti all’adempimento spontaneo per consentire di regolarizzare la propria posizione evitando ulteriori aggravi futuri.
Per quanto attiene, infine, al controllo formale delle dichiarazioni, si procederà con la ripresa dell’invio sia delle comunicazioni relative ai diversi modelli di dichiarazione dell’anno d’imposta 2017. Nella seconda parte dell’anno, l’attività di invio si concentrerà sulle comunicazioni relative alle dichiarazioni dell’anno d’imposta 2018.

Covid-19: Italia sempre più “gialla”

Dal 10 maggio 2021, la Sicilia resta in zona arancione mentre la Valle d’Aosta passa nella medesima zona. Basilicata, Calabria e Puglia invece passano in zona gialla. Nessuna regione in zona rossa (Ministero Salute – ordinanze 07 maggio 2021).

In base alle disposizioni del Ministro della Salute, dal 10 maggio 2021, l’Italia è cosi suddivisa:

– zona gialla: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Puglia, Toscana, Umbria e Veneto;

– zona arancione: regioni Valle d’Aosta, Sicilia e Sardegna.