Regolamentata la formazione 4.0 dalla Confindustria di Mantova

Siglato il 17/9/2018, tra la CONFINDUSTRIA Mantova e la CGIL Mantova, la CISL Asse del Po, Cremona e Mantova, la UIL Cremona, Mantova, l’accordo sulla Formazione 4.0 della provincia di Mantova.

Con tale accordo vengono attribuite alla Commissione Paritetica Territoriale per la Formazione della provincia di Mantova le competenze previste dai punti 2 e 3 dell’Accordo Interconfederale 5/7/2018. Le imprese iscritte a Fondimpresa – anche nel caso volessero presentare congiuntamente un piano formativo per il quale si richiede il finanziamento dal fondo interprofessionale – potranno utilizzare le sedi previste dal Protocollo di Intesa (su criteri e modalità per la condivisione, tra le parti sociali, dei piani formativi) del 22/11/2017, purché i piani non siano di livello nazionale, fermo restando che per la formazione 4.0 prevista dal decreto del 4/5/2018 è necessaria la definizione di uno specifico accordo e il suo deposito presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro competente.
Tenuto conto di quanto previsto dagli accordi interconfederali, le imprese associate al sistema di rappresentanza di Confindustria, prive di rappresentanza aziendale, ovvero le imprese che, prive di rsu o rsa, conferiscano espresso mandato all’associazione del Sistema di rappresentanza di Confindustria, alle condizioni con essa condivise, potranno definire gli accordi sindacali in materia nelle sedi e secondo le procedure che saranno definite in un accordo territoriale, anche previa costituzione di apposite commissioni territoriali.
Tale attribuzione è di pertinenza della Commissione citata in attesa che vengano costituite le sottocommissioni eventualmente previste dai Contratti Collettivi Nazionali di Settore.
Alla Commissione sono attribuite, inoltre, le funzioni previste dal punto 6 del medesimo accordo 5/7/2018, con conseguente impegno per le aziende beneficiarie dell’accordo, di trasmettere alla medesima Commissione la relazione che illustra le modalità organizzative e i contenuti delle attività di formazione svolte.

Approvato dalla Regione Veneto il CIRL per il settore Idraulico-Forestale

Recepito con Delibera della Giunta Regionale del Veneto, il CIRL per i lavoratori forestali del Veneto, siglato il 24/7/2018

Il giorno 24/7/2018, tra UNCEM Regionale del Veneto e FLAI-CGIL, FAI-CISL e UILA-UIL, si è stipulato il Contratto Regionale di Lavoro, per i lavoratori forestali del territorio della Regione del Veneto, integrativo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 7/12/2010. Il presente CIRL, essendo stato approvato dalla Giunta Regionale del Veneto con delibera che lo recepisce integralmente, potrà essere applicato ai lavoratori del settore del Veneto. Esso decorre dall’1/1/2018 e scadrà il 31/12/2019.

Trattamento economico integrativo regionale
PARTE OPERAI
Il trattamento economico integrativo regionale vigente, previsto dall’art. 52 del CCNL 7/12/2010 è incrementato, a regime, nei seguenti importi complessivi, mensili lordi:

Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

V 12,45
IV 11,30
III 10,71
II 10,11
I 8,81

Pertanto, per effetto di tali incrementi, il Salario Integrativo Regionale mensile sarà il seguente:

Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

V 261,46
IV 237,39
III 224,86
II 212,29
I 185,09

PARTE IMPIEGATI
Il trattamento economico integrativo regionale vigente, previsto dall’art. 37 del CCNL 7/12/2010 è incrementato, a regime, nei seguenti importi complessivi, mensili lordi:

Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

VI 12,45
V 11,30
IV 10,71
III 10,11
II 8,81
I 7,87

Pertanto, per effetto di tali incrementi, lo Stipendio Integrativo Regionale mensile sarà il seguente:

Livello

Decorrenza dall’1/1/2018

VI 242,74
V 218,85
IV 205,26
III 192,51
II 168,31
I 150,32

Indennità di funzione quadri
A decorrere dalla sottoscrizione del presente contratto alla categoria dei quadri spetta un’indennità mensile pari a € 103,00.

Premio continuità di servizio
Ai lavoratori della categoria operai che abbiano raggiunto il 15° anno di continuità di servizio ovvero abbiano effettuato 15 stagioni lavorative consecutive e riconosciuto un premio una tantum pari al 25% calcolato sulla media di:

– Minimo Conglobato Nazionale più Salario Integrativo Regionale annui

corrispondenti al livello di inquadramento di appartenenza.

Il premio sarà corrisposto entro il primo semestre di ogni anno ai lavoratori che abbiano maturato il requisito richiesto entro il 31 dicembre dell’anno precedente.
Il premio verrà corrisposto ogni 3 anni a partire dall’anno 2005 fino alla cessazione del rapporto di lavoro.
In caso di interruzione del rapporto di lavoro, prima della scadenza triennale, dovuto a pensionamento o decesso, ad esclusione del licenziamento volontario, il premio verrà erogato con criterio proporzionale, riferito al periodo di servizio prestato.

Missioni e trasferte
Qualora il lavoratore, in via eccezionale e occasionale, venga comandato a prestare servizio fuori dal cantiere per una distanza minima superiore ai 15 km in territorio montano e 25 km al di fuori di esso, al lavoratore medesimo sono rimborsate, entro un mese dalla loro effettuazione, le spese, debitamente documentate, sostenute per viaggio, vitto e alloggio.
La eventuale opportunità concordata localmente tra le parti di occasionali pernottamenti, nelle immediate vicinanze di cantieri particolarmente disagiati, in malghe od altre strutture di ricovero, è riconosciuta con un rimborso forfettario fisso pari a € 9,00/notte.
Agli impiegati forestali chiamati a prestare servizio in via temporanea in luogo diverso dall’abituale sede di lavoro, a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, come presso la sede dell’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel Settore Primario-Veneto Agricoltura di Legnare, verrà messo a disposizione un mezzo dell’Ente per provvedere agli spostamenti. Nel caso in cui il lavoratore dipendente non possa finire del mezzo aziendale sarà autorizzato ad utilizzare il mezzo proprio con diritto al rimborso delle spese autostradali e al rimborso pari a d 1/5 del prezzo della benzina per ogni chilometro percorso.
Al dipendente in missione di durata pari ad 8 ore è riconosciuto il rimborso spese per un pasto, sulla base di apposita documentazione fiscale, fino ad un massimo di € 15,00. Per missioni di durata di almeno 12 ore al dipendente viene riconosciuto il diritto a due pasti nel limite di € 30,00 totali. Per missioni della durata di almeno 24 ore, oltre ai pasti, viene corrisposto il rimborso spese di viaggio, vitto e alloggio.

Una Tantum a settembre per i panifici Fiesa/Federpanificatori

Con la busta paga del mese di settembre spetta la terza tranche di una tantum, per i dipendenti da aziende di panificazione anche per attività collaterali e complementari, nonché da negozi di vendita al minuto di pane, generi alimentari e vari

Ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale ai soli lavoratori in forza all’ 17/5/2017, verrà corrisposta con la retribuzione del mese di settembre 2018:

– Panifici industriali:
La terza tranche di euro 100,00.
– Panifici artigianali:
La terza tranche di euro di euro 65,00.
Al personale in servizio con rapporto a tempo parziale l’erogazione avverrà con criteri di proporzionalità. L’indennità di cui sopra non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale, né del trattamento di fine rapporto. Agli apprendisti in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo sarà erogato a titolo di Una tantum l’importo di cui sopra nella misura del 70% con le medesime decorrenze sopra stabilite.

Agricoltura: denuncia/comunicazione di infortunio telematica

Con circolare n. 37 del 24 settembre 2018, pubblicata in pari data, l’Inail fornisce le istruzioni per l’utilizzo del servizio telematico di denuncia/comunicazione di infortunio online per i datori di lavoro del settore agricoltura. L’obbligo di avvalersi in via esclusiva di tale servizio decorre dal 15° giorno successivo alla data di pubblicazione della circolare.

A decorrere dal 1° ottobre 2018, è disponibile il servizio telematico di denuncia/comunicazione di infortunio online per i datori di lavoro del settore agricoltura. I soggetti tenuti all’adempimento dell’obbligo in questione sono i datori di lavoro inquadrati, ai fini previdenziali e assicurativi, nel settore agricoltura e registrati negli appositi archivi dell’Inps. L’Istituto, infatti, provvede sia alla riscossione dei contributi di previdenza e assistenza sociale e assicurativi, sia all’accertamento dell’appartenenza al settore agricoltura.
Il rilascio del suddetto servizio telematico è stato preceduto dalla realizzazione dell’applicativo “Gestione DL agricolo” che contiene i dati anagrafici delle diverse tipologie di datori di lavoro del settore agricoltura (aziende agricole, coltivatori diretti, mezzadri, piccoli coloni compartecipanti familiari, imprenditori agricoli professionisti) ed è aggiornato con i dati forniti dall’Inps con cadenze periodiche.
I datori di lavoro del settore agricoltura, per accedere ai servizi in questione, devono essere in possesso del profilo di “Utente con credenziali dispositive”, acquisibile tramite il servizio “Richiedi credenziali dispositive” disponibile sul portale www.inail.it, oppure effettuando l’accesso con: Spid; Pin Inps; Carta Nazionale dei Servizi.
In alternativa, può essere presentata richiesta alle Sedi territoriali dell’Inail previa compilazione dell’apposito modulo reperibile nel portale alla sezione “ATTI E DOCUMENTI” -> “Moduli e modelli”, sottosezione “PRESTAZIONI”, voce “Altri moduli”.
Gli intermediari e i loro delegati possono accedere al servizio per l’inoltro della denuncia/comunicazione di infortunio per il settore agricoltura con le credenziali già in loro possesso e utilizzate per effettuare gli adempimenti per conto delle aziende in delega.
Il servizio telematico della denuncia/comunicazione di infortunio provvede in automatico alla trasmissione della denuncia alla Sede Inail competente in base al criterio del domicilio dell’infortunato e ai dati inseriti nei moduli interattivi.
Si chiarisce che per gli intermediari del datore di lavoro agricolo e loro delegati è obbligatorio allegare, in formato pdf, la delega conferita dal datore di lavoro per conto del quale la denuncia/comunicazione di infortunio deve essere inoltrata, in quanto in mancanza di tale allegato il sistema non ne consente l’inoltro.
Al momento, non sono disponibili per il settore agricoltura le funzionalità di inoltro della denuncia/comunicazione di infortunio offline tramite file né il servizio telematico di denuncia di malattia professionale. Tali denunce dovranno quindi essere ancora inoltrate all’Istituto a mezzo posta elettronica certificata.

Anche per il settore agricoltura, in caso di infortunio il lavoratore deve fornire al datore di lavoro il numero identificativo del certificato medico, la data di rilascio e i giorni di prognosi indicati nel certificato stesso.
Nel caso in cui non disponga del numero identificativo del certificato, il lavoratore dovrà fornire al datore di lavoro il certificato medico in forma cartacea. Si ricorda che dal 22 marzo 2016 tutti i datori di lavoro sono esonerati dall’obbligo di trasmettere all’Inail il certificato medico di infortunio sul lavoro o di malattia professionale. La certificazione medica, infatti, è acquisita telematicamente dall’Istituto direttamente dal medico o dalla struttura sanitaria che la rilascia e viene resa disponibile a tutti i datori di lavoro, e loro delegati e intermediari, attraverso il servizio online “Ricerca certificati medici” oppure tramite l’omonima funzione presente nella “Comunicazione di infortunio” online.
Resta fermo per il datore di lavoro l’obbligo di trasmettere la denuncia/comunicazione di infortunio entro i termini previsti dalla norma.

L’obbligo di avvalersi esclusivamente del servizio telematico di denuncia/comunicazione di infortunio decorre dal 15° giorno successivo alla data di pubblicazione della circolare in commento sul sito dell’Istituto.
Rimane comunque valido, ai fini dell’adempimento in parola, l’eventuale inoltro della denuncia/comunicazione di infortunio effettuato mediante il predetto servizio a partire dalla data di rilascio a quella di entrata in vigore delle nuove modalità di trasmissione telematica sopra indicata.

Firmato protocollo relazioni industriali da Confindustria Mantova

Siglato il 17/9/2018, tra la CONFINDUSTRIA Mantova e la CGIL Mantova, la CISL Mantova, la UIL Mantova, il protocollo relazioni industriali provincia di Mantova.

In questa prospettiva, le Parti si pongono l’obiettivo di realizzare un’intesa che rafforzi e renda più strutturato il sistema delle relazioni industriali e della contrattazione collettiva, al fine di contribuire fattivamente alla crescita economica della Provincia, al miglioramento della competitività e della produttività delle imprese, al rafforzamento della occupabilità delle lavoratrici e dei lavoratori e alla creazione di posti di lavoro qualificati.
Nell’ambito di tale volontà, le parti intendono operare su una serie di ambiti che sempre più interesseranno le relazioni industriali e la contrattazione decentrata:
a) Contrattazione e welfare aziendale;
b) Formazione e competenze;
c) Sicurezza sul lavoro;
d) Partecipazione.
Lo sviluppo del welfare integrativo può diventare un terreno di crescita del benessere organizzativo e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nel quadro di un miglioramento complessivo della produttività e delle condizioni di lavoro. Il welfare aziendale opera in modo differenziato e disomogeneo, rendendo necessario un modello di stimolo e governo capace di accrescere e qualificare i contenuti della contrattazione in materia di welfare integrativo. La contrattazione aziendale dovrebbe essere rivolta ad un Premio di Risultato legato a obiettivi di miglioramento dell’organizzazione aziendale, atto a favorire un coinvolgimento strutturato dei lavoratori sui processi di innovazione in corso o su miglioramenti dei processi produttivi.
 Questo si inserisce nelle leggi di stabilità del 2016 e del 2017, che contengono riferimenti significativi ad un modello di relazioni industriali che pone il welfare contrattuale quale terreno di crescita del benessere organizzativo e di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, nel quadro di un miglioramento complessivo della produttività e delle condizioni di lavoro. In particolare, le Leggi di Stabilità richiamate e i decreti attuativi sulla detassazione favoriscono: l’allargamento al welfare contrattuale della detassazione integrale; l’ampliamento del paniere di beni e servizi di welfare per i quali è prevista la detassazione integrale; definiscono la possibilità di utilizzare il premio di risultato (o produttività) per il welfare contrattuale, godendo quindi della detassazione integrale. In tale quadro, le Parti si adoperano affinché si implementi ed accrescano accordi contrattuali sui premi di risultato e di welfare aziendale.
La competitività del sistema produttivo e il rilancio del sistema delle imprese si fonda sul patrimonio di competenze delle lavoratrici e dei lavoratori, e questo si ottiene attraverso un arricchimento dell’accesso delle maestranze alla formazione, avendo come obiettivo quello del rafforzamento e della acquisizione delle competenze, nonché dell’adeguamento delle competenze ai processi di trasformazione del lavoro e digitalizzazione. Per queste finalità, le Parti condividono la necessità di valorizzare maggiormente il ruolo e l’attività di Fondimpresa sia attraverso un fattivo e reale coinvolgimento delle RSU e/o RSA, che del Comitato Provinciale, nonché attraverso quote sempre più importanti delle risorse verso i contenuti formativi connessi con la valorizzazione degli investimenti realizzati nell’ambito delle misure previste dal piano Industria 4.0.
Garantire la salute e la sicurezza sui posti di lavoro resta un obiettivo prioritario di Confindustria Mantova e Cgil Mantova, Cisl Asse del Po, Uil Cremona-Mantova. A dieci anni dalla adozione del Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro, e dal perdurare di incidenti mortali, è quanto mai opportuno aprire una nuova fase di analisi e di proposta per rendere più efficace l’applicazione delle norme, e favorire il radicamento di comportamenti e di una cultura della sicurezza che privilegi la prevenzione, la formazione e la tutela della persona. Per favorire il perseguimento di questi obiettivi, le Parti ritengono quanto mai fondamentale rafforzare ogni possibile sinergia con le iniziative istituzionali svolte dalla Prefettura, dall’INAIL (Cocopro); dall’ATS (Comitato Provinciale ex art. 7 D.Lgs. 81/2008), nonché dall’ITL e dall’INPS. Inoltre, è quanto mai necessario dare maggiore efficacia e sistematicità alle competenze e alla funzione dell’OPP nella fase di progettazione e verifica dei progetti sulla sicurezza.

Privacy e regime sanzionatorio

21 sett 2018 In tema di privacy, dal 19 settembre 2018, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato, operando in violazione della legge (D.Lgs. n. 196/2003) o del provvedimento del Garante, arreca nocumento all’interessato, è punito con la reclusione da 6 mesi a 1 anno e 6 mesi.

Chiunque, salvo che il fatto costituisca più grave reato, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato, procedendo al trattamento dei dati personali in violazione delle specifiche disposizioni normative o delle specifiche misure di garanzia ovvero operando in violazione delle misure adottate dal Garante, arreca nocumento all’interessato, è punito con la reclusione da 1 a 3 anni. Detta pena, salvo che il fatto costituisca più grave reato, si applica altresì a chiunque, al fine di trarre per sé o per altri profitto ovvero di arrecare danno all’interessato, procedendo al trasferimento dei dati personali verso un paese terzo o un’organizzazione internazionale al di fuori dei casi consentiti, arreca nocumento all’interessato.
Ancora, chiunque, al fine trarne profitto per sé o altri ovvero di arrecare danno, acquisisce con mezzi fraudolenti un archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala è punito con la reclusione da 1 a 4 anni, salvo che il fatto costituisca più grave reato.
Salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque, in un procedimento o nel corso di accertamenti dinanzi al Garante, dichiara o attesta falsamente notizie o circostanze o produce atti o documenti falsi, è punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.
Infine, salvo che il fatto costituisca più grave reato, chiunque comunica o diffonde al fine di trarre profitto per sé o altri ovvero al fine di arrecare danno, un archivio automatizzato o una parte sostanziale di esso contenente dati personali oggetto di trattamento su larga scala, in violazione delle disposizioni di legge, è punito con la reclusione da 1 a 6 anni.

Nuove retribuzioni per il CCNL Scuole Materne Fism

 

 

Decorrono, dal corrente mese di settembre, i nuovi minimi contrattuali per il personale occupato nelle scuole e degli enti aderenti e/o rappresentati dalla FISM.

Di seguito si riportano i nuovi minimi contrattuali decorrenti da questo mese:

 

Livello

Minimo dall’1/9/2018

VIII 1.690,38
VII 1.652,99
VI 1.504,55
V 1.485,86
IV 1.409,12
III 1.365,44
II 1.363,46
I 1.312,06

NASpI, la cumulabilità con il reddito derivante da attività agricola autonoma

I chiarimenti in materia di reddito derivante da attività di lavoro autonomo in agricoltura ai fini della cumulabilità con l’indennità di disoccupazione NASpI

Come noto, in materia di NASpI, è stabilita la compatibilità dell’indennità con lo svolgimento di un’attività lavorativa in forma autonoma o di impresa individuale dalla quale derivi un reddito che corrisponde a un’imposta lorda pari o inferiore alle detrazioni da lavoro o da impresa minore. Con riferimento all’attività di lavoro autonomo, la prassi amministrativa ha chiarito che tale limite di reddito è fissato a 4.800 euro annui. Orbene, per quanto riguarda il reddito derivante dallo svolgimento di attività di lavoro autonomo in agricoltura, gli imprenditori agricoli individuali sono assoggettati a uno speciale regime di tassazione, per cui la determinazione del reddito, dominicale e agrario, derivante dall’esercizio delle attività agricole avviene sulla base delle stime catastali, sempre che siano rispettati i limiti di sfruttamento della potenzialità del terreno. Pertanto, ai fini delle verifiche reddituali da parte delle Strutture territoriali per la cumulabilità in oggetto, ai fini della verifica della soglia annua di 4.800 euro, il reddito derivante da attività lavorativa autonoma agricola va individuato nel reddito agrario, se sono rispettati i limiti di sfruttamento della potenzialità del terreno ivi stabiliti, ovvero nel reddito di impresa, se sono superati i predetti limiti.

Analisi Confservizi sulle politiche industriali dei servizi pubblici locali

La Confservizi con circolare del 18/9/2018 ha analizzato i tratti principali dell’Avviso comune sulle strategie e le politiche in materia di servizi pubblici locali di interesse economico generale siglato lo scorso 26 luglio.

II dato di partenza dell’Avviso comune è costituito dal riconoscimento del ruolo strategico dei servizi pubblici locali di natura industriale ai fini dello sviluppo economico e sociale.
Una politica di investimenti e di innovazioni tecniche, organizzative e gestionali nei servizi pubblici locali di interesse economico generale può rappresentare un presupposto, non solo come stimolo allo sviluppo, ma anche ai fini della messa in sicurezza dei territori a fronte dei cambiamenti climatici e del dissesto idrogeologico, dell’affermazione dell’economia circolare, del superamento di effetti di congestione, soprattutto nelle aree urbane. Una promozione allo sviluppo, quindi, sia quantitativo che qualitativo.
Le direttive europee su appalti e concessioni, come recepite nel nostro ordinamento, e il nuovo codice dei contratti pubblici consentono agli enti affidanti di ricorrere a soluzioni diverse: dalla gestione in house, al partenariato, alla concessione a terzi salvaguardando la piena autonomia dell’ente affidante, nel rispetto dei principi di efficienza, efficacia ed economicità. Le scelte degli enti locali in sede di affidamenti devono dunque attenersi a principi generali di matrice europea in materia di parità di condizioni tra le diverse forme gestionali e proprietarie e al nuovo codice dei contratti pubblici (ferme restando le discipline nazionali in tema di gestione del servizio idrico e del trasporto pubblico locale). Assumono particolare rilievo in fase attuativa sia il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, sia i temi della legalità e trasparenza, sia le clausole sociali riguardanti l’occupazione e la responsabilità solidale nei confronti dei lavoratori. In tale contesto rilevano gli obblighi di servizio pubblico ed il superamento tanto delle pratiche di dumping sociale derivanti dalla non applicazione dei CCNL di settore e dall’evasione/elusione delle quote di welfare contrattuale (relative, in particolare, alla previdenza complementare) sia di ingiustificate discriminazioni normative tra le diverse forme di gestione (maggiori oneri contributivi derivanti dalle vecchie gestioni ex INPDAP).
In una logica di neutralità circa gli assetti gestionali e proprietari e di autonomia di scelta degli Enti locali in materia di affidamenti assumono grande rilievo le azioni volte a promuovere l’efficienza e la competitività e a garantire condizioni di parità tra gli operatori. Al riguardo occorre, per un verso, rimuovere squilibri di trattamento sui piani normativo, contrattuale e previdenziale, dall’altro realizzare processi di ristrutturazione volti ad adeguare le gestioni ai mutamenti produttivi e di mercato.
In questo quadro di mutamento un ruolo di notevole importanza può essere esercitato da processi di partecipazione volti a garantire trasparenza e informazione e a promuovere la consultazione tra le parti in materia di sicurezza del lavoro e di sviluppo delle competenze mediante mirate attività formative. Rileva, al riguardo, lo sviluppo di politiche attive del lavoro alla luce anche della recente riforma degli ammortizzatori sociali e delle disposizioni in materia contenute nel TU sulle partecipazioni pubbliche.
I processi di razionalizzazione e l’innovazione tecnologica fondata sulla digitalizzazione dei processi produttivi richiedono soluzioni condivise per affrontare le ricadute occupazionali e realizzare processi di riqualificazione e accrescimento delle competenze professionali. Al riguardo uno strumento utile per la gestione dei piani di ristrutturazione e riorganizzazione può essere il ricorso ad appositi fondi settoriali.

Terzo Settore: le modifiche riguardanti l’attività di volontariato

Il Decreto Legislativo n. 105/2018 apporta modifiche ed integrazioni al Codice del Terzo Settore. Le disposizioni correttive interessano, tra l’altro, la figura dei volontari, le organizzazioni di volontariato nonché le associazioni di promozione sociale.

Gli enti del Terzo settore possono avvalersi, come noto, di volontari nello svolgimento delle proprie attività e sono tenuti a iscrivere in un apposito registro i volontari che svolgono la loro attività in modo non occasionale.
Il volontario – si ricorda – è una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune, anche per il tramite di un ente del Terzo settore, mettendo a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità per promuovere risposte ai bisogni delle persone e delle comunità beneficiarie della sua azione, in modo personale, spontaneo e gratuito, senza fini di lucro, neanche indiretti, ed esclusivamente per fini di solidarietà.
L’attività del volontario non può essere retribuita in alcun modo nemmeno dal beneficiario, ma possono essergli rimborsate, dall’ente del Terzo settore tramite il quale svolge l’attività, le spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite dall’ente medesimo.
 La qualità di volontario è incompatibile con qualsiasi forma di rapporto di lavoro subordinato o autonomo e con ogni altro rapporto di lavoro retribuito con l’ente di cui il volontario è socio o associato o tramite il quale svolge la propria attività volontaria. A questo proposito, il Legislatore, con il suo intervento normativo, ha aggiunto che tali disposizioni non si applicano agli operatori che prestano attività di soccorso per le organizzazioni di cui all’articolo 76 della legge provinciale 5 marzo 2001, n. 7, della Provincia autonoma di Bolzano e di cui all’articolo 55-bis della legge provinciale 19 luglio 1990, n. 23, della Provincia autonoma di Trento.
Precisando, inoltre, con l’inserimento di due nuovi commi, che i lavoratori subordinati che intendano svolgere attività di volontariato in un ente del Terzo settore hanno diritto di usufruire delle forme di flessibilità di orario di lavoro o delle turnazioni previste dai contratti o dagli accordi collettivi, compatibilmente con l’organizzazione aziendale.
Tra le ulteriori modifiche apportate sull’argomento, con riferimento alle organizzazioni di volontariato e alle associazioni di promozione sociale, il Legislatore specifica che se successivamente alla costituzione il numero degli associati diviene inferiore a quello stabilito, esso deve essere integrato entro un anno, trascorso il quale l’organizzazione di volontariato o l’associazione di promozione sociale è cancellata dal Registro unico nazionale del Terzo settore se non formula richiesta di iscrizione in un’altra sezione del medesimo.