Brexit: pronte le modalità di riconoscimento delle prestazioni assistenziali

Fornite le istruzioni operative in materia di riconoscimento di prestazioni assistenziali, a sostegno della famiglia, di inclusione sociale e di invalidità civile ai cittadini del Regno Unito residenti in Italia alla data del 31 dicembre 2020, in applicazione dell’Accordo di recesso (WA) e a seguito del termine del periodo di transizione (INPS – circolare 18 ottobre 2021, n. 154).

Il Regno Unito ha negoziato con l’Unione europea un accordo sulle modalità del recesso, al fine di garantire la protezione sociale reciproca dei cittadini dell’Unione europea e del Regno Unito, nonché dei relativi familiari e la tutela, senza soluzione di continuità, dei diritti acquisiti in materia di sicurezza sociale.

L’Accordo ha previsto un periodo di transizione, dal 1° febbraio 2020 al 31 dicembre 2020, durante il quale il diritto dell’Unione europea ha continuato ad applicarsi al Regno Unito con gli stessi effetti giuridici prodotti negli Stati membri.

A riguardo:

– l’INPS con la circolare n. 16/2020 ha fornito le istruzioni operative, relativamente al suddetto periodo di transizione, in materia di prestazioni pensionistiche e a sostegno del reddito, legislazione applicabile, distacchi di lavoratori all’estero, recuperi di contributi e prestazioni indebite, chiarendo, in particolare, che le disposizioni in commento si applicano ai cittadini dell’Unione europea e del Regno Unito, nonché ai loro familiari e superstiti, che sono o sono stati soggetti, rispettivamente, alla legislazione del Regno Unito e dell’Unione europea e/o risiedono, rispettivamente, nel Regno Unito o nell’Unione europea;

– in data 24 dicembre 2020, l’Unione europea e il Regno Unito hanno sottoscritto un accordo sugli scambi commerciali e la cooperazione (Trade and Cooperation Agreement o TCA).

Il suddetto accordo stabilisce che gli Stati membri e il Regno Unito coordinano i rispettivi sistemi di sicurezza sociale a norma del Protocollo sul coordinamento della sicurezza sociale (Protocol on social security coordination o PSSC), costituente parte integrante del medesimo accordo, e delle relative disposizioni di applicazione contenute nell’Allegato SSC-7 del medesimo Protocollo.

Il TCA e l’annesso protocollo PSSC costituiscono quindi la base giuridica sulla quale si fondano i rapporti di collaborazione tra l’Unione europea e il Regno Unito per i cittadini che non hanno esercitato il diritto alla libera circolazione entro il 31 dicembre 2020.

Con riferimento all’ambito di applicazione degli accordi, il WA trova applicazione anche nei confronti:

– dei cittadini del Regno Unito che hanno esercitato il diritto di soggiorno in conformità del diritto dell’Unione in uno Stato membro prima della fine del periodo di transizione e che continuano a soggiornarvi dopo la fine del periodo di transizione;

– dei cittadini del Regno Unito che sono soggetti alla legislazione di uno Stato membro alla fine del periodo di transizione, nonché loro familiari e superstiti, del medesimo accordo.

Tuttavia, il WA continua ad applicarsi ai cittadini dell’Unione europea residenti nel Regno Unito prima del 1° gennaio 2021 e ai cittadini britannici residenti in uno Stato membro prima di tale data. I diritti connessi al soggiorno dei cittadini del Regno Unito in uno Stato membro dell’Unione europea prevedono che:

– i cittadini dell’Unione europea e i cittadini del Regno Unito e i loro familiari hanno il diritto di soggiornare nello Stato ospitante, che non può stabilire limitazioni o condizioni all’ottenimento, al mantenimento o alla perdita dei diritti di soggiorno;

– se lo Stato ospitante ha scelto di non prescrivere ai cittadini dell’Unione o ai cittadini del Regno Unito, ai loro familiari e altre persone che soggiornano nel suo territorio di chiedere il nuovo status di soggiorno quale condizione di soggiorno legale, le persone idonee a beneficiare di un diritto di soggiorno hanno il diritto di ricevere, alle condizioni previste dalla direttiva 2004/38/CE, un documento di soggiorno, eventualmente in formato digitale, corredato di una dichiarazione attestante che esso è stato rilasciato in conformità del presente accordo;

– ogni cittadino dell’Unione europea o cittadino del Regno Unito che soggiorna, in base all’Accordo, nel territorio dello Stato ospitante gode di pari trattamento rispetto ai cittadini di tale Stato (il beneficio di tale diritto si estende ai familiari di cittadini dell’Unione europea o di cittadini del Regno Unito che siano titolari del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente).

Sulla base del quadro normativo delineato, devono considerarsi equiparati ai cittadini dell’Unione europea i cittadini del Regno Unito residenti nel territorio nazionale entro il 31 dicembre 2020, i quali mantengono i diritti connessi al soggiorno legale in Italia anche per il periodo successivo a tale data e non devono costituire un nuovo status di soggiorno, ai fini dell’accesso alle prestazioni di assistenza sociale o al mantenimento delle prestazioni già in godimento.

Tale criterio si applica ai fini del riconoscimento del diritto alle seguenti prestazioni:

– prestazioni assistenziali a sostegno della famiglia (assegno di natalità, bonus asilo nido e contributo per l’introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione, premio alla nascita, assegno temporaneo, ecc.);

– assegno sociale;

– prestazioni di invalidità civile (invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità);

– prestazioni di inclusione sociale e contrasto alla povertà (reddito di cittadinanza, pensione di cittadinanza, reddito di emergenza, reddito di libertà).

Pertanto, qualora nei confronti dei suddetti cittadini risulti accertato il requisito della residenza anagrafica entro e non oltre il 31 dicembre 2020 (attraverso le verifiche automatizzate sull’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente – ANPR o altri archivi anagrafici), non dovrà richiedersi l’esibizione di ulteriori titoli di soggiorno legale diversi da quelli già posseduti a tale data.

Diversamente, nei confronti dei cittadini del Regno Unito non residenti nel territorio nazionale entro il 31 dicembre 2020, che presentino istanza per le citate prestazioni, si applicano le disposizioni dettate in materia di documenti di soggiorno per i cittadini extracomunitari.

Ai cittadini del Regno Unito legalmente soggiornanti in Italia, e ai loro familiari, possono essere riconosciute le suddette prestazioni assistenziali, ove gli stessi risultino in possesso di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge italiana per ognuna di esse.

A partire dal 1° gennaio 2021, i cittadini britannici che risultano residenti in Italia alla data del 31 dicembre 2020, possono richiedere presso la Questura di residenza un documento di soggiorno in formato digitale.

Le informazioni per il rilascio del suddetto documento sono contenute nel vademecum realizzato dal Ministero dell’Interno e disponibile sul sito web del medesimo Dicastero.

In linea con le indicazioni fissate a livello di Unione europea, il nuovo documento digitale garantisce un più agevole riconoscimento dei diritti previsti dall’Accordo di recesso in favore dei cittadini britannici che hanno fissato la loro residenza in Italia prima del 31 dicembre 2020, fatta salva in ogni caso l’applicazione nei loro confronti della normativa vigente in materia di diritto di soggiorno e diritto di soggiorno permanente (art. 19, D.Lgs. n. 30/2007).

I diritti acquisiti prima del recesso dall’Unione europea sono garantiti dal WA e non dal possesso del suddetto documento, potendo i cittadini britannici dimostrare di essere legalmente residenti in Italia entro il 31 dicembre 2020 anche tramite altri validi documenti di riconoscimento di cui risultino titolari.

Operai Agricoli Forlì – Rimini: nuovi salari in vigore dall’1/10/2021

Si riportano le tabelle salariali in vigore dall’1/10/2021 per gli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Forlì-Cesena e Rimini, come modificate per effetto dell’accordo di rinnovo del CIPL firmato il 28/9/2021

Le tabelle retributive sotto riportate, applicabili agli operai agricoli e florovivaisti della provincia di Forlì e Rimini, contengono gli aumenti retributivi previsti dal Verbale di accordo 28/9/2021.

Tabelle salariali valide dall’1/10/2021 dipendenti di società agricole private Forlì Cesena e Rimini

 

O.T.I. SALARIATI FISSI

Livelli Aree inquadramenti

Par. CPL

Salario contrattuale al 30/9/2021

CPL 1/10/2021 aumento 1,7%

Totale salario 1/10/2021

Generi in natura congelati

Totale lordo 1/10/2021

Tratt. prev.le %

Scatti aumento 5%

LIV. 10 SPEC 188 1.786,18896 30,36521 1.816,55417 14,97725 1.831,53142 9,64 12,78231
LIV. 9 SPEC 184 1.742,67661 29,62550 1.772,30211 14,97725 1.787,27936 9,64 12,78231
LIV. 8 SPEC 173 1.639,62686 27,87366 1.667,50052 14,97725 1.682,47777 9,64 12,49826
LIV. 7 SPEC 171 1.619,99161 27,53986 1.647,53147 14,97725 1.662,50872 9,64 12,49826
LIV. 6 QUAL 161 1.524,80231 25,92164 1.550,72395 14,97725 1.565,70120 9,64 11,93015
LIV. 5 QUAL 157 1.487,74370 25,29164 1.513,03534 14,97725 1.528,01259 9,64 11,93015
LIV. 4 QUAL 154 1.460,51490 24,82875 1.485,34365 14,97725 1.500,32090 9,64 11,36205
LIV. 3 QUAL 151 1.433,94068 24,37699 1.458,31767 14,97725 1.473,29492 9,64 11,36205

O.T.D. AVVENTIZI

Livelli Aree inquadramenti

Par. CPL

Salario contrattuale al 30/9/2021

CPL 1/10/2021 aumento 1,7%

Totale salario 1/10/2021

Elem.

30,44%

Totale lordo 1/10/2021

T.F.R. 8,63%

Tratt. Varie InpsCacCimia – Euro a giornata

LIV. 10 SPEC 188 10,56917 0,17968 10,74884 3,27195 14,02079 0,92763 8,84%+0,20+0,31
LIV. 9 SPEC 184 10,31170 0,17530 10,48699 3,19224 13,67924 0,90503 8,84%+0,20+0,31
LIV. 8 SPEC 173 9,70193 0,16493 9,86687 3,00347 12,87034 0,85151 8,84%+0,20+0,31
LIV. 7 SPEC 171 9,58575 0,16296 9,74871 2,96751 12,71621 0,84131 8,84%+0,20+0,31
LIV. 6 QUAL 161 9,02250 0,15338 9,17588 2,79314 11,96902 0,79188 8,84%+0,20+0,31
LIV. 5 QUAL 157 8,80322 0,14965 8,95287 2,72525 11,67813 0,77263 8,84%+0,20+0,31
LIV. 4 QUAL 154 8,64210 0,14692 8,78902 2,67538 11,46439 0,75849 8,84%+0,20+0,31
LIV. 3 QUAL 151 8,48486 0,14424 8,62910 2,62670 11,25580 0,74469 8,84%+0,20+0,31
LIV. 2 COM 132 7,39632 0,12574 7,52206 2,28971 9,81177 0,64915 8,84%+0,20+0,31
LIV. 1 COM 108 6,10910   6,10910 1,85961 7,96871 0,52722 8,84%+0,20+0,32
NON PROF 100 5,56202 0,09455 5,65657 1,72186 7,37844 0,48816 8,84%+0,20+0,31

Personale dei servizi di linea CCNL Autoferrotranvieri : Una tantum a ottobre

Spetta, col la busta paga di ottobre, la prima tranche di  una tantum per gli autoferrotranvieri impiegati in misura almeno pari all’80% della propria attività nei servizi di linea non soggetti a obblighi di servizio pubblico

Per il personale In forza a tempo indeterminato al 17/6/2021 impiegato nel periodo gennaio 2018/dicembre 2020 in misura almeno pari all’80% della propria attività nei servizi di linea non soggetti a obblighi di servizio pubblico, in considerazione del particolare e perdurante stato di crisi economico/finanziaria del settore, la cifra una tantum sarà erogata in tre rate da erogarsi la prima con la retribuzione di ottobre 2021 (Euro 200,00 lordi), la seconda con la retribuzione di aprile 2022 (Euro 200.00 lordi) e la terza con la retribuzione di luglio 2023 (Euro 280,00 lordi).

L’una tantum
– verrà rapportata ai mesi di effettiva prestazione (computando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni) svolta nel periodo 2018/2020;
– sarà riproporzionata nei casi di lavoro part-time, sulla base dell’orario convenuto nei contratto individuale;
– verrà erogata anche al personale a tempo determinato in forza alla data di sottoscrizione del verbale 17/6/2021. Per questi lavoratori, l’una tantum verrà rapportata ai mesi di effettiva prestazione (computando mese intero la frazione superiore ai 15 giorni) svolta all’interno del periodo 2018/2020 nell’ambito del contratto a termine in atto alla data del 17/6/2021, ivi comprese eventuali proroghe,
– non ha alcun effetto o incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge e non rientra nella base di calcolo del T.F.R. e della contribuzione ai Fondo Priamo.

 

Una tantum a copertura del periodo 1/1/2018 – 31/12/2020

 

Figure professionali

Param.

Una tantum per il personale impiegato almeno 80% della attivita in servizi di linea non soggetti ad obblighi di servizio

Ottobre 2021

RESP. UNITÀ AMM.VA / TECNICA COMPLESSA 250 285,71
PROFESSIONAL 230 262,86
CAPO UNITÀ ORGAN.Va AMM.Va / TECNICA 230 262,86
COORDINATORE DI ESERCIZIO 210 240,00
COORDINATORE 210 240,00
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.2) 210 240,00
CAPO UNITÀ TECNICA 205 234,29
COORDINATORE DI UFFICIO 205 234,29
COORDINATORE FERROVIARIO (Pos.1) 202 230,86
SPECIALISTA TECNICO / AMMINISTRATIVO 193 220,57
ADDETTO ALL’ESERCIZIO 193 220,57
CAPO STAZIONE 193 220,57
ASSISTENTE COORDINATORE 193 220,57
TECNICO DI BORDO 190 217,14
MACCHINISTA (Pos.4) 190 217,14
CAPO OPERATORI 188 214,86
MACCHINISTA (Pos.3) 183 209,14
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.4) 183 209,14
OPERATORE CERTIFICATORE 180 205,71
COORDINATORE DELLA MOBILITÀ 178 203,43
COLLABORATORE DI UFFICIO 175 200,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.3) 175 200,00
OPERATORE TECNICO 170 194,29
ADDETTO ALLA MOBILITÀ 170 194,29
MACCHINISTA (Pos.2) 165 188,57
CAPO TRENO (Pos.3) 165 188,57
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.2) 160 182,86
OPERATORE DI GESTIONE 158 180,57
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.2) 158 180,57
OPERATORE DI MOVIMENTO e GESTIONE 158 180,57
CAPO TRENO (Pos.2) 158 180,57
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.2) 155 177,14
ASSISTENTE ALLA CLIENTELA 154 176,00
MACCHINISTA (Pos.1) 153 174,86
OPERATORE QUALIFICATO DELLA MOBILITÀ 151 172,57
OPERATORE F.T.A. (Pos.2) 145 165,71
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.2) 143 163,43
OPERATORE QUALIFICATO DI UFFICIO (Pos.1) 140 160,00
OPERATORE DI ESERCIZIO (Pos.1) 140 160,00
OPERATORE QUALIFICATO (Pos.1) 140 160,00
CAPO TRENO (Pos.1) 140 160,00
OPERATORE DI STAZIONE (Pos.1) 139 158,86
OPERATORE DELLA MOBILITA’ 138 157,71
CAPO SQUADRA OPERATORI DI MANOVRA 135 154,29
OPERATORE DI SCAMBI CABINA 135 154,29
OPERATORE DI UFFICIO 130 148,57
OPERATORE DI MANUTENZIONE 130 148,57
COLLABORATORE DI ESERCIZIO 129 147,43
OPERATORE DI MANOVRA 123 140,57
CAPO SQUADRA AUSILIARI 121 138,29
OPERATORE GENERICO 116 132,57
AUSILIARIO 110 125,71
AUSILIARIO GENERICO 100 114,29

INPS: da novembre aggiornati i codici contratto

l’Inps, con il Messaggio 18 ottobre 2021, n. 3531, comunica l’aggiornamento da novembre 2021, dei nuovi Codici contratto all’interno del flusso Uniemens.

L’Inps con il messaggio 18 ottobre 2021, n. 3531, istituisce, con decorrenza dal periodo di paga novembre 2021, i seguenti nuovi codici dell’elemento <CodiceContratto> della sezione <PosContributiva> del flusso di denuncia Uniemens:

– 593, relativo al “CCNL impianti sportivi e attività sportive – CONFLAVORO PMI, FISE, ASI, MSA, CNS LIBERTAS, FIS” (codice CNEL H07A);
– 594, relativo al “CCNL imprese di autotrasporto merci, logistica e spedizioni – FEDERTERZIARIO” (codice CNEL I14N);
– 595, relativo al “CCNL concia pelli e cuoio – FEDERCONCIA” (codice CNEL B104).

Con decorrenza novembre 2021, inoltre, vengono disattivati, i seguenti codici contratto:

– 290 (CNEL F017) in quanto relativo a contratto confluito nel “CCNL per i dipendenti dalle piccole imprese edili ed affini CONFAPI ANIEM” (codice 069 – CNEL f018);
– 302 (CNEL F04A), 303 (CNEL F027), 304 (CNEL F037) in quanto relativi a contratti confluiti nel “CCNL dei materiali da costruzione” (codici 096, 098, 189 – CNEL F020);
– 321 (CNEL H02F), 500 (CNEL V169), 501 (CNEL A058) 502, (CNEL V908) in quanto relativi a contratti che risultano cessati nell’Archivio nazionale dei contratti collettivi di lavoro.

Incentivi allo Smart Working nelle micro e piccole imprese friulane

Fino al 29/10/2021 è possibile richiedere i contributi per lo sviluppo di modalità di lavoro agile (smart working) nelle micro e piccole imprese friulane, per la definizione di piani aziendali, la formazione del personale e l’acquisto di adeguata strumentazione informatica – annualità 2020.

La Regione Friuli Venezia Giulia finanzia lo sviluppo di modalità di lavoro agile (smart working) nelle micro e piccole imprese, attraverso contributi a fondo perduto per la definizione di piani aziendali, la formazione del personale e l’acquisto di adeguata strumentazione informatica.
Possono beneficiare dei contributi di cui al presente bando:
– MICRO IMPRESE: 0-9 occupati, fatturato massimo 2ML
– PICCOLE IMPRESE: 10-49 occupati, fatturato massimo 10ML
– LAVORATORI AUTONOML
– COOPERATIVE E LORO CONSORZI
Ogni operazione prevede le seguenti tipologie d’attività:

AZIONE A
servizio di consulenza e formazione finalizzato alla definizione, adozione e sperimentazione di un Piano straordinario di smart working (in coerenza con le esigenze di distanziamento sociale per evitare il contagio del COVID-19;

AZIONE B
– acquisto di “strumenti tecnologici” funzionali all’attuazione del piano di smart working.
– hardware: notebook (i.e. computer portatile); tablet;
– software funzionali allo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità smart working.

Ai fini dell’ammissibilità a finanziamento, l’Azione A è obbligatoria e l’Azione B è facoltativa.
E’ ammissibile a finanziamento la presentazione di un’unica operazione per soggetto proponente. Sono ammissibili le operazioni realizzate esclusivamente all’interno del territorio della Regione Friuli Venezia Giulia.

Sicurezza sul lavoro: approvato il nuovo DL

Il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge recante “misure urgenti in materia economica e fiscale, a tutela del lavoro e per esigenze indifferibili”. (PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI – Comunicato 15 ottobre 2021, n. 41)

Il decreto interviene con una serie di misure sul mondo del lavoro, a cominciare dalla sicurezza sui luoghi di lavoro: le norme approvate consentiranno infatti di intervenire con maggiore efficacia sulle imprese che non rispettano le misure di prevenzione o che utilizzano lavoratori in nero.
L’obiettivo è quello di incentivare e semplificare l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di un maggiore coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle disposizioni per assicurare la prevenzione. Pertanto il provvedimento interviene, in primo luogo, con modifiche al Decreto legislativo 81/2008 in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Cambiano anche le condizioni necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni: 10% e non più 20% del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro. Non è più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche. La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.
Nel caso in cui vengano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista – come detto – la sospensione dell’attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti.
er poter riprendere l’attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L’importo è raddoppiato se, nei cinque anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione.
Sono estese le competenze di coordinamento all’INL – Ispettorato Nazionale del Lavoro – negli ambiti della salute e sicurezza del lavoro.
All’estensione delle competenze attribuite all’INL si accompagneranno un aumento dell’organico – è prevista l’assunzione di 1.024 unità – e un investimento in tecnologie di oltre 3,7 milioni di euro nel biennio 2022/2023 per dotare il nuovo personale ispettivo della strumentazione informatica necessaria a svolgere l’attività di vigilanza.
Previsto anche l’aumento del personale dell’Arma dei Carabinieri dedicato alle attività di vigilanza sull’applicazione delle norme in materia di diritto del lavoro, legislazione sociale e sicurezza sui luoghi di lavoro, che passerà dalle attuali 570 a 660 unità dal 1° gennaio 2022.
Viene rafforzata la banca dati dell’INAIL, il Sistema Informativo Nazionale per la Prevenzione nei luoghi di lavoro (SINP), per il quale si punta a una definitiva messa a regime e a una maggiore condivisione delle informazioni in esso contenute. Gli organi di vigilanza sono tenuti ad alimentare un’apposita sezione della banca dati, dedicata alle sanzioni applicate nell’ambito dell’attività di vigilanza svolta nei luoghi di lavoro. Mentre l’INAIL dovrà rendere disponibili alle Aziende sanitarie locali e all’Ispettorato nazionale del lavoro i dati relativi alle aziende assicurate e agli infortuni denunciati.
Con riferimento all’emergenza Covid è previsto il rifinanziamento per le misure adottate al fine dell’equiparazione della quarantena per Covid 19 alla malattia.
I lavoratori dipendenti o autonomi genitori di minori di 14 anni possono astenersi dal lavoro nel caso in cui sia sospesa l’attività didattica o educativa del figlio per tutta o in parte la durata dell’infezione o per la quarantena disposta dalle autorità competenti.
Inoltre sono state disposte misure di sostegno al reddito per i lavoratori di Alitalia in amministrazione straordinaria.
Il decreto infine ha rifinanziato la Cassa Integrazione prevista per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi connessi all’emergenza COVID-19; a fronte dell’andamento delle richieste, sono stanziati, per il 2021, 200 milioni di euro per il Reddito di Cittadinanza.

Federterziario: indicazioni Inps sulle deleghe contributi Federterziario

Con circolare Inps n. 153/2021 sono state fornite alcune indicazioni in materia di gestione delle deleghe, riscossione e trasferimento alla Confederazione Italiana del Terziario, dei Servizi, del Lavoro Autonomo e della Piccola Impresa Industriale, Commerciale, Artigiana, Agricola, del Lavoro Professionale, delle Libere Professioni e del lavoro Autonomo in Generale (FEDERTERZIARIO), dei contributi associativi degli imprenditori agricoli e dei coltivatori diretti.

Lo scorso 21 luglio 2021 è stata sottoscritta una convenzione con la Confederazione Italiana del Terziario, dei Servizi, del Lavoro Autonomo e della Piccola Impresa Industriale, Commerciale, Artigiana, Agricola, del Lavoro Professionale, delle Libere Professioni e del lavoro Autonomo in Generale (FEDERTERZIARIO), per la riscossione dei contributi associativi dovuti dagli associati imprenditori agricoli e coltivatori diretti
Tale convenzione ha validità fino al 31 dicembre 2023 ed è rinnovabile, previa verifica dei requisiti necessari per la stipula, per una sola volta, per un ulteriore triennio, su specifica richiesta dell’Associazione sindacale.
Detta richiesta deve pervenire all’Istituto a mezzo posta elettronica certificata (PEC) almeno sei mesi prima della data di scadenza. Alla data di scadenza, in mancanza di tale richiesta, la convenzione cesserà di essere valida ed efficace e l’Istituto interromperà l’esecuzione del servizio di riscossione delle quote associative senza necessità di ulteriori comunicazioni.
E’ comunque fatta salva la facoltà, in capo a ciascuna delle parti, di recedere dalla convenzione con apposita comunicazione scritta da far pervenire all’altra a mezzo PEC.
La riscossione del contributo associativo è effettuata dall’Istituto, a favore dell’Associazione medesima, purché in regola con gli obblighi contributivi, unitamente alla riscossione dei contributi obbligatori dovuti per legge dagli associati all’INPS, e sarà operata con le medesime modalità e la medesima periodicità.
Sull’avviso di pagamento, che l’Istituto rende disponibile ai contribuenti, sarà evidenziato, unitamente all’importo dovuto a titolo di contributi obbligatori, l’importo della quota associativa e l’Associazione destinataria dello stesso. Tali dati saranno consultabili dal contribuente nel “Cassetto previdenziale Autonomi in agricoltura”.
La circostanza che l’esazione del contributo avvenga unitamente a quella dei contributi obbligatori non altera la natura volontaria del contributo associativo.
È pertanto escluso per l’Istituto qualsiasi obbligo di esazione coattiva del contributo associativo stesso.
Per la richiesta del servizio di riscossione delle quote associative, l’Associazione, tramite il servizio “Agricoltura – gestione deleghe sindacali”, inoltra, in formato digitale, la delega acquisita e la copia di un documento d’identità dell’associato in corso di validità.
La delega alla riscossione deve essere rilasciata utilizzando l’apposito modulo predisposto dall’Istituto e deve essere debitamente sottoscritta dall’associato e riportare gli estremi di un documento di riconoscimento valido. Il responsabile della struttura territoriale dell’Associazione, o l’operatore dallo stesso delegato, attesta la conformità della copia della documentazione trasmessa apponendo la firma in modalità digitale a tutti i documenti allegati.
L’Associazione sindacale che acquisisce la delega alla riscossione della quota associativa, per consentire le eventuali verifiche da parte dell’INPS deve custodire, in ossequio alla normativa vigente in materia di conservazione sostitutiva e fino a concorrenza dei termini ordinari di prescrizione, l’originale della delega sottoscritta dall’associato e copia del documento d’identità.
Le parti riconoscono che il rapporto associativo intercorre esclusivamente tra l’associato e l’Associazione sindacale. Conseguentemente, ogni eventuale comunicazione dell’associato attinente a detto rapporto deve essere inoltrata all’Associazione stessa.
L’associato può comunicare direttamente all’INPS la sua volontà di revocare la delega per la riscossione della quota associativa, indicando l’Associazione sindacale revocata e allegando copia di un documento di riconoscimento in corso di validità. L’Istituto provvederà entro 30 giorni all’elaborazione della richiesta e alla comunicazione all’Associazione sindacale competente tramite procedura informatica.
Per il servizio di riscossione delle quote associative di cui alla convenzione in esame l’Associazione corrisponde all’Istituto i corrispettivi di seguito indicati:
a) Euro 5.300,00 una tantum, per il finanziamento degli oneri connessi all’attivazione della convenzione, da corrispondere prima della stipula della convenzione medesima;
b) Euro 1.100,00 annui, per il finanziamento dei costi fissi;
c) Euro 3,31 annui per la gestione delle nuove deleghe ed emissione codeline (una tantum annuale);
d) Euro 3,07 annui per la gestione e revoca deleghe sindacali;
e) Euro 0,31 trimestrale per la gestione singolo modello F24.
La convenzione prevede in favore dell’Istituto la facoltà di recedere unilateralmente dalla convenzione in caso di mancato rispetto degli obblighi nella stessa previsti a carico dell’Associazione, nonché in tutti i casi in cui sorgano contestazioni sull’uso della denominazione, dell’acronimo, del logo dell’Associazione sindacale, sul legittimo esercizio dei poteri statutari o qualora intervengano disposizioni normative e/o regolamentari per le quali non sia possibile applicare le disposizioni della convenzione e che rendano opportuna o necessaria, nell’interesse dell’INPS, l’adozione di un nuovo testo convenzionale, nonché qualora il servizio di riscossione diventi troppo oneroso per l’INPS a seguito del verificarsi di eventi straordinari e imprevedibili (cfr. l’art. 1467 c.c.), che necessitino di rilevanti interventi di natura procedurale e/o gestionale. In tale ultimo caso sarà data tempestiva comunicazione al Ministero vigilante.

Cassa Edile di Ravenna: Contributi in vigore dall’1/10/2021

La Cassa Edile della Provincia di Ravenna, pubblica il riepilogo dei Contributi in vigore dall’1/10/2021 per le aziende che applicano CCNL Industria e il CCNL PMI, del settore dell’Edilizia

RIEPILOGO CONTRIBUTI CCNL INDUSTRIA – PMI
(CONTRIBUZIONE IN VIGORE DAL 1/10/2021)

CONTRIBUTI

IMPRESA

LAVORATORE

Contributo Cassa Edile 1,875% 0,375%
Contributo Gratifica Mal./Inf. 0,50%  
Contributo Assistenze e Mutualità Territoriali 0,50%  
Q.te Nazionali Servizio 0,20% 0,20%
Q.te Territoriali Servizio 0,25%  
Contributo ISPER-CPT 1,20%  
Contributo fondo prepensionamenti 0,20%  
Contributo ISPER-CPT INTERINALI 0,20%  
Contributo agg.vo lavori temporanei INTERINALI 4,17%  
Versamenti previdenza complementare Somma dei versamenti contrattuali e di adesione eseguiti dalle imprese e dai lavoratori ai fondi di Previdenza Complementare Prevedi o Fondapi – Il contributo contrattuale mensile è pari a euro 10,00 (su base 100, riparametrato). Per gli impiegati è dovuto su 14 mensilità.
Contributi APE Tale contributo viene versato dalle imprese nella misura del 5,70% dove applicabile lo sgravio contributivo di cui all’art. 15 del Contratto Integrativo Territoriale e nella misura del 7,70% se non applicabile lo sgravio contributivo.
RLST Tale contributo è dovuto dalle imprese nella misura dello 0,35% – Se il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è stato eletto all’interno dell’azienda con unità produttiva fino a 15 dipendenti è ridotto allo 0,15% – Se il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) è stato eletto all’interno dell’azienda con unità produttiva oltre 15 dipendenti è ridotto allo 0,25%
Quota associativa ANCE Territoriale 0,50% Tale contributo è dovuto dalle imprese associate all’ANCE con sede legale nelle province di Ravenna e Rimini
Quota associativa ANCE Fuori provincia 1,30% Tale contributo è dovuto dalle imprese associate all’ANCE con sede legale fuori dalle province di Ravenna e Rimini
Contributo Fondo Incentivo Occupazione 0,10% Tale contributo è dovuto dalle imprese e calcolato sui seguenti elementi della retribuzione: minimo in vigore, contingenza, edr, its sulle sole ore lavorate
Contributo Fondo Sanitario Operai 0,60% Tale contributo è dovuto dalle imprese e calcolato sui seguenti elementi della retribuzione: minimo in vigore, contingenza, edr, its e da versare su un minimo di 120 ore lavorate.
Contributo Fondo Sanitario Impiegati 0,26% Tale contributo è dovuto dalle imprese e calcolato sui seguenti elementi della retribuzione: minimo in vigore, contingenza, edr, its. Nel caso di lavoratori a tempo parziale il contributo è riproporzionato sulla base del minor orario di lavoro effettuato.

Estensione della copertura ai familiari degli iscritti al Fondo Sanifonds Trentino

Fino al 15 novembre è possibile iscrivere, al Fondo sanitario del Trentino Sanifonds, i propri familiari

Sanifonds è il Fondo sanitario integrativo del Trentino, costituito dalla Provincia autonoma di Trento, Associazione artigiani e piccole imprese della provincia di Trento, Associazione albergatori e imprese turistiche della provincia di Trento, Confcommercio-Imprese per l’Italia Trentino, Confesercenti del Trentino, Cooperazione Trentina, Confindustria Trento, CGIL del Trentino, USR CISL del Trentino C.S.R. UIL di Trento, CISPEL-Federservizi Trentino-Alto Adige.
Il Fondo, in base ai propri documenti regolamentari, è aperto a tutti i dipendenti pubblici e privati del Trentino.
Il Fondo comunica che, per i dipendenti comunicati a Sanifonds per la prima volta dopo il 1° maggio 2021, dal 1° ottobre al 15 novembre 2021 è possibile estendere la copertura Sanifonds ai propri familiari, per le spese dal 1° luglio 2021 al 31 dicembre 2023.

Indicazioni sullo sgravio contributivo alternativo alla CIG

L’Inps ha fornito indicazioni per i datori di lavoro che intendano esercitare la sopra illustrata facoltà di rinunciare alla frazione di esonero richiesto e non goduto di cui all’articolo 12, comma 15, del DL n. 137/2020.

In favore dei datori di lavoro del settore privato, con esclusione di quello agricolo, che non richiedano i nuovi trattamenti di integrazione salariale, l’art. 12, co. 5, DL n. 137/2020 ha prevsto un esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico. Il successivo comma 15 dispone che: “I datori di lavoro privati che abbiano richiesto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali ai sensi dell’articolo 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, possono rinunciare per la frazione di esonero richiesto e non goduto e contestualmente presentare domanda per accedere ai trattamenti di integrazione salariale di cui al presente articolo. La facoltà di cui al periodo precedente può essere esercitata anche per una frazione del numero dei lavoratori interessati dal beneficio”.
In assenza di una definizione normativa del concetto di “frazione” di esonero a cui l’azienda debba rinunciare, al fine di accedere alle misure previste dal DL n. 137/2020, tale requisito deve ritenersi soddisfatto anche in caso di rinuncia alla quota di esonero relativa a un solo lavoratore.
Al fine di procedere alla restituzione della quota di esonero di cui all’articolo 3 del DL n. 104/2020, i datori di lavoro interessati che non abbiano già provveduto all’invio di flussi regolarizzativi, valorizzeranno all’interno di <DenunciaIndividuale>, <AltreADebito>:
– nell’elemento <CausaleADebito> il nuovo codice causale “M903”, che assume il significato di “Restituzione quota Sgravio Articolo 3 del decreto legge n.104/2020”;
– nell’elemento <ImportoADebito>, indicheranno il relativo importo.
Il codice di restituzione sopra indicato può essere esposto unicamente dai datori di lavoro contraddistinti dal codice di autorizzazione “2Q” e sulle denunce di competenza dei mesi da settembre 2021 a dicembre 2021.