CCNL Edili Confapi Aniem – Contributo Previdenza Complementare – Comunicato CNCE

La CNCE, con comunicato del 21/11/2019, pubblica la nuova tabella relativa al contributo contrattuale sulla previdenza complementare a carico delle imprese che aderiscono al CCNL Confapi Aniem

La CNCE con comunicato del 21 novembre 2019 pubblica, d’intesa con le Parti sociali, la tabella relativa ai nuovi valori mensili e orari del contributo contrattuale per la previdenza complementare in applicazione del CCNL Confapi – Aniem.

Tabella Incrementi

Livelli

Parametri

Aumento

VII 200 4,00
VI 180 3,60
V 150 3,00
IV 140 2,80
III 130 2,60
II 117 2,34
I 100 2,00

Tabelle Contributo Contrattuale

IMPIEGATI

Livelli

Param.

Riparametrazione per livelli

Maggiorazione 18,5%

Totale

Valori orari

Note

A B C Non applicata Non applicata Non applicata  
7 200 20,00       Per gli impiegati non è prevista la riparametrazione oraria. L’importo del contributo è su base mensile
6 180 18,00      
5 150 15,00      
4 140 14,00      
3 130 13,00      
2 117 11,70      
1 100 10,00      

OPERAI

Livelli

Param.

Riparametrazione per livelli

Maggiorazione 18,5%

Totale

Valori orari

Note

A B C D = C*18,5 E = C+D E/173  
4 140 14,00 2,59 16,59 0,0959 Per gli operai si moltiplica il valore orario per il numero di ore effettivamente lavorate
3 130 13,00 2,405 15,405 0,0890
2 117 11,70 2,1645 13,8645 0,0801
1 100 10,00 1,85 11,85 0,0685

INPS: integrazioni operative sull’area di crisi industriale Venafro-Campochiaro-Bojano

In sede di conversione del decreto-legge 3 settembre 2019, n. 101, recante “Disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali”, la legge 2 novembre 2019, n. 128, è intervenuta su alcuni aspetti relativi al trattamento di mobilità in deroga di cui all’articolo 53-ter del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito dalla legge 21 giugno 2017, n. 96.

In particolare, novellando l’articolo 10 del D.L. n. 101/2019, il Legislatore ha aumentato fino a 1,5 milioni di euro il limite di spesa (precedentemente fissato a un 1 milione di euro) entro cui è possibile concedere, nel 2019, il predetto trattamento di mobilità in deroga ed ha rettificato il bacino territoriale di riferimento per l’applicazione della misura, identificandolo come quello dell’”Area di crisi industriale complessa di Venafro – Campochiaro – Bojano e aree dell’indotto”.
Nessuna modifica è intervenuta invece sui requisiti che devono possedere i lavoratori per accedere alla prestazione. La mobilità in deroga, quindi, continuerà a riguardare i lavoratori che, alla data del 31 dicembre 2016, risultino beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o di un trattamento di mobilità in deroga, salvo che gli stessi, alla data di entrata in vigore del D.L. n. 101/2019 (5 settembre 2019), non siano percettori di Reddito di cittadinanza, a seguito di accoglimento della relativa richiesta.

Integrando le istruzioni fornite con circolare n. 159/2017, alla luce delle novità intervenute, l’Istituto precisa che la trasmissione all’INPS di decreti relativi al trattamento in parola avverrà esclusivamente per il tramite del “Sistema Informativo Percettori” (SIP), utilizzando il numero di decreto convenzionale “18999”.
Gli operatori delle Strutture territoriali, nel liquidare la prestazione ai lavoratori come sopra individuati, dovranno controllare che i soggetti interessati risultino tra i beneficiari di un trattamento di mobilità ordinaria o in deroga alla data del 31 dicembre 2016 e, al contempo, che – alla data del 5 settembre 2019 – i destinatari del trattamento non siano percettori di Reddito di cittadinanza, a seguito di accoglimento della richiesta di cui all’articolo 5 del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26.
Resta confermato il controllo, da parte degli operatori delle Strutture territoriali, che la prestazione concessa dalla Regione sia senza soluzione di continuità rispetto alla precedente mobilità ordinaria o in deroga.
Laddove non sussistano cumulativamente le tre condizioni citate, non si potrà procedere al pagamento della prestazione e dovrà darsene notizia alla propria Direzione regionale, che informerà la Regione per i successivi adempimenti di competenza.

Credito Cooperativo FVG: premio di risultato 2019

Siglato il 19/11/2019, tra la Federazione delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia e la FABI, la FIRST-CISL, la FISAC-CGIL, l’accordo sul premio di risultato 2019.

Il premio dovrà essere pagato, sotto forma di una tantum, entro il mese di dicembre 2019, al personale che – in servizio nel mese di erogazione – avrà prestato attività lavorativa, anche a tempo determinato o con contratto di somministrazione, nel corso dell’anno di misurazione.
Le Parti riconoscono ai dipendenti delle BCC aderenti alla Federazione, nonché ai dipendenti della medesima, che abbiano reddito IRPEF inferiore ad euro 80.000,00 e per un importo fino ad euro 3.000,00, la possibilità di optare per una delle forme di Welfare aziendale di seguito precisate, in sostituzione in tutto o in parte delle somme spettanti a titolo di Premio di Risultato.
A tal fine i dipendenti interessati potranno esprimere la loro scelta entro il 15/12/2019 direttamente sul portale di Welfare aziendale della Banca. Qualora il lavoratore non dovesse effettuare alcuna scelta, il premio verrà erogato in denaro.
Verranno previsti specifici momenti formativi in materia di Welfare al fine di permettere ai dipendenti di svolgere delle scelte informate e consapevoli.
Coloro i quali abbiano scelto di destinare il PDR al Welfore aziendale avranno tempo fino al 30/7/2020 per utilizzare tali somme. Scaduto inutilmente tale termine, l’eventuale residuo verrà versato, a cura della Banca, direttamente al Fondo Pensione Nazionale,
Per i dipendenti che non opzioneranno la conversione del PDR in Welfare, le somme da erogare a titolo di PDR verranno pagate con la mensilità di dicembre 2019.
In caso di opzione per il versamento del Premio di Risultato per la fruizione dei servizi welfare, l’azienda aggiungerà un contributo a proprio carico del 20% dell’importo stesso.
In caso adesione al Piano di Welfare, il premio verrà messo a disposizione del personale in servizio nel mese di apertura del Piano stesso. In caso di risoluzione del rapporto di lavoro successiva all’avvio del Piano, le somme non ancora fruite non saranno conguagliate.
Le Parti, anche al fine di favorire l’utilizzo dello strumento del Welfare aziendale, convengono in via eccezionale che le BCC/CRA che sono state interessate da processi di aggregazione che hanno prodotto effetti legali a partire dall’1/1/2018, riconoscono un importo forfettario, nella forma esclusiva del buono spesa, pari ad euro 120,00 da utilizzare entro e non oltre il 31/12/2019 ed euro 130,00 da utilizzare a partire dall’1/1/2020 ed entro e non oltre il 31/12/2020.
Il premio di risultato non maturerà:
a) se nell’anno immediatamente precedente a quello di erogazione la singola Banca presenti un bilancio senza utili di esercizio;
b) se la singola Banca risulti commissariata o posta in liquidazione al momento dell’erogazione.

BCC/CRA

Totale premio da erogare 2018

Media premio x dip. 2018

Credifriuli 460.658 2.809
Prima Cassa FVG 125.099 551
Banca TER FVG 163.495 678
Udine 97.637 1.236
Pordenonese 315.498 1.488
Friulovest 95.417 702
Cassa Rurale FVG 86.518 651
Staranzano e Villesse 191.159 1.692
Turriaco 26.352 1.255
Carso ZKB 48.417 428
Totale da erogare 1.610.249 1.119
Premio totale   17.437

Versamento del contributo di solidarietà del 10% al Fondo F.AS.S.

al Fondo di Assistenza Sanitaria F.AS.S. va versato il contributo di solidarietà del 10% sia sul contributo che sulla quota una tantum

Il Fondo di Assistenza Sanitaria F.AS.S. riguarda i dipendenti a cui viene applicato il CCNL “Terziario – Commercio, Distribuzione e Servizi ” e “Turismo e Pubblici Esercizi” firmato da SISTEMA IMPRESA e FESICA CONFSAL, CONFSAL FISALS, nonchè per l’adesione volontaria dei titolari d’impresa e di talune altre tipologie di soggetti come imprenditori, amministratori d’impresa, professionisti ed alle categorie di lavoratori autonomo.
L’Assemblea del Fondo ha deliberato che, in concordanza con il disposto legislativo, il contributo di solidarietà del 10% debba essere versato sia sul contributo ordinario (al netto del contributo mensile a carico del dipendente) che sulla quota una tantum.

Ragioni giustificatrici nel contratto a termine, necessaria l’indicazione in maniera circostanziata

Al fine di assicurare la trasparenza, la veridicità e l’immodificabilità delle ragioni giustificatrici di un contratto a termine, così da rendere evidente la connessione tra la durata temporanea della prestazione e le esigenze aziendali che la stessa sia chiamata a realizzare, il datore di lavoro l’onere di indicarle nell’atto scritto in maniera circostanziata e puntuale (Corte di Cassazione, sentenza 14 novembre 2019, n. 29628).

Una Corte di appello territoriale, in parziale riforma della sentenza di primo grado, aveva dichiarato la nullità del termine apposto a plurimi contratti di lavoro subordinato stipulati tra un lavoratore con mansioni di assistente di produzione ed una società, con conseguente accertamento della natura a tempo indeterminato del primo rapporto e condanna di altra società, intervenuta quale cessionaria del ramo di azienda cui era addetto il lavoratore, al pagamento, in solido, della indennità risarcitoria commisurata a sei mensilità dell’ultima retribuzione globale di fatto (art. 32, L. n. 183/2010). Nello specifico, la Corte di merito aveva ritenuto illegittimo il termine apposto ai contratti di lavoro, per difetto di specifica indicazione delle ragioni legittimanti l’assunzione a tempo determinato, non risultando a tal fine sufficiente la mera indicazione della produzione o del programma ai quali il lavoratore era chiamato a collaborare.
Avverso la sentenza ricorre così in Cassazione la società, lamentando che la contrattazione collettiva applicata consentisse l’assunzione a termine di personale riferito a specifici programmi radiofonici e televisivi, e che le previsioni collettive rappresentassero un elemento di garanzia e di riscontro oggettivo in ordine alle reali esigenze giustificatrici dell’apposizione della clausola di durata.
Per la Suprema Corte il ricorso non è fondato. La decisione del giudice di merito è infatti coerente con il consolidato orientamento di legittimità, per cui il rapporto di lavoro subordinato è normalmente a tempo indeterminato, costituendo pur sempre, l’apposizione del termine una ipotesi derogatoria rispetto al suddetto principio, anche in presenza di un sistema imperniato sulla previsione di una clausola generale (“ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo e sostitutivo”, ai sensi della normativa previgente di cui al D.Lgs. n. 368/2001).
L’apposizione di un termine al contratto di lavoro, a fronte di ragioni giustificatrici (nel caso in esame, di carattere tecnico, produttivo organizzativo o sostitutivo), che devono risultare specificate, a pena di inefficacia, in apposito atto scritto, impone al datore di lavoro l’onere di indicare in modo circostanziato e puntuale le circostanze che contraddistinguono una particolare attività e che rendono conforme alle esigenze del datore di lavoro, nell’ambito di un determinato contesto aziendale, la prestazione a tempo determinato. Ciò, al fine di assicurare la trasparenza e la veridicità di tali ragioni, nonché l’immodificabilità delle stesse nel corso del rapporto, così da rendere evidente la specifica connessione tra la durata solo temporanea della prestazione e le esigenze (nel caso in esame, produttive ed organizzative) che la stessa sia chiamata a realizzare e la utilizzazione del lavoratore assunto esclusivamente nell’ambito della specifica ragione indicata ed in stretto collegamento con la stessa.

Credito Cooperativo Veneto: accordo sul PdR 2019

Sottoscritto il 18/11/2019, tra la Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo e FABI, FIRST-CISL, FISAC-CGIL, UILCA, si è sottoscritto l’accordo regionale sul Premio di Risultato 2019

Le Parti, con la firma del presente accordo, hanno proceduto alla verifica dei dati di bilancio relativi all’anno 2018, relativamente al Premio di Risultato da erogare per l’anno 2019. Le parti hanno inteso altresì riconoscere ai dipendenti delle BCC/CRA aderenti alla Federazione, la possibilità di optare, volontariamente, in tutto o in parte, per le prestazioni di welfare.
Il Premio di Risultato 2019, fermo restando quanto stabilito dai successivi articoli del presente accordo, dovrà essere erogato con il cedolino stipendio del mese di dicembre dell’anno 2019, al personale che – in servizio nel mese di erogazione – abbia prestato attività lavorativa nel corso dell’anno di misurazione.
Gli importi dei premi aziendali da distribuire nelle Aziende indicate nell’art. 1 del CIR del 5/3/2010, relativamente all’anno 2019 (bilanci 2018), sono quelli risultanti nella “tabella PDR 2019” che segue:.

Abi

Denominazione

Dipendenti 31/12/2018

Premio di Risultato

Premio medio

86108 Banca dei Colli Euganei CC – Lozzo Atestino Soc.Coop. 76 84.255 1.109
89821 Banca Adria Credito Cooperativo del Delta Soc.Coop. 141 125.516 890
89862 Rovigo Banca Credito Cooperativo Soc.Coop. 155 117.751 760
70748 Banca di Monastier e del Sile C.C Soc.Coop. 193 112.421 582
85118 CRA di Cortina d’Ampezzo e delle Dolomiti CC Soc.Coop. 71 156.145 2.199
89177 Credito Trevigiano BCC Soc.Coop. 235 219.799 935
89656 Banca S.Biagio del Veneto Orientale di Cesaroio, Fossalta di P. e P. 123 201.449 1.638
83154 Valpolicella Benaco Banca CC (Verona) Soc.Coop. 93 116.997 1.258
83220 Banca Veronese CC di Concamarise Soc.Coop. 136 194.663 1.431
84814 Cereabanca 1897 Soc.Coop. 75 23.463 313
89102 CRA di Vestenanova CC Soc.Coop. 55 126.109 2.293
84160 Veronabanca CC Cadidavid S.c.p.a. 86 214.010 2.488
88070 Banca San Giorgio Quinto Valle Agno Credito Coop.Soc.Coop. 228 295.476 1.296
87320 BCC Vicentino – Pojana Maggiore (Vi) Soc.Coop. 128 57.409 449
83998 CRA di Brendola CC Soc.Coop. 248 468.187 1.888
89045 BCC delle Prealpi Soc.Coop. 335 797.615 2.381
87494 Centromarca Banca Credito Cooperativo di Treviso e Venezia 342 504.278 1.474
84525 Bcc di Venezia, Padova e Rovigo – Banca Annia Soc. Coop. 321 134.553 419
87288 Banca Patavina C.C. di Sant’Elena e Piove di Sacco Soc.Coop. 327 570.551 1.745
70847 Banca della Marca CC Soc.Coop. 379 672.735 1.775
86694 Banca Aito Vicentino CC di Schio, Pedemonte e Roana – Soc.Coop. 130 188.543 1.450
85902 Centroveneto Bassano Banca – Credito Cooperativo 255 594.484 2.331
     
Totale 4.132 5.976.409 1.446

Il Premio di Risultato da erogare nell’anno 2019 viene disciplinato con gli stessi parametri della contrattazione collettiva nazionale ed integrativa, come da accordo tra le Parti.
Le Parti, ai sensi dell’art. 1, comma 184, della legge n. 208/2015, come modificato dall’art. 1, comma 160, lett. a) e d), della legge n. 232/2016, fermo restando quanto stabilito ai punti 2 e 3 che precedono, riconoscono ai dipendenti delle BCC ed Aziende aderenti alla Federazione Veneta delle Banche di Credito Cooperativo, che abbiano reddito IRPEF inferiore ad euro 80.000 ed entro il limite di importo complessivo di euro 3.000 lordi, la possibilità di optare per una delle forme di welfare concordate tra le Parti, incluso il versamento alla Previdenza complementare, in sostituzione, in tutto in parte, dell’importo maturato a titolo di Premio di risultato 2019.
In caso di opzione per il versamento del Premio di Risultato per la fruizione dei servizi welfare l’azienda aggiungerà un contributo a proprio carico del 20% dell’importo stesso.
I servizi di welfare opzionabili per il lavoratore e/o i suoi parenti entro il secondo grado, anche non conviventi sono quelli previsti dalle normative vigenti e dalle piattaforme in uso presso le singole Banche.
L’eventuale richiesta di conversione dell’importo liquidato a titolo di Premio di Risultato 2019 in servizi welfare dovrà essere formalizzata all’azienda entro e non oltre il termine del 29/11/2019.

Contributi Cassa Edile di Caltanissetta

La Cassa Edile della provincia di Caltanissetta pubblica la tabella con i nuovi contributi in vigore dal 1° ottobre 2019

Di seguito si riporta la nuova tabella contributiva in vigore dal 1° ottobre 2019

 

Contributi

% A carico Impresa

% A carico Lavoratore

% Totale

Cassa Edile 2,084 0,416 2,500
APE 2,530 2,530
Formazione Professionale 0,700 0,700
CTP 0,300 0,300
Quote adesione contrattuale (prov.+naz.) 1,580 1,580 3,160
R.L.S.T. 0,050 0,050
Fondo prepensionamenti 0,200 0,200
Fondo incentivo all’occupazione 0,100 0,100
Fondo sanitario operai 0,350 0,350
TOTALE CONTRIBUTI 7,894 1,996 9,890
Fondo sanitario impiegati 0,260   0,260

In scadenza la copertura al Fondo Sanilog per i familiari

C’è tempo fino a dopodomani 22 novembre per poter  rinnovare la copertura per l’anno 2020 al nucleo familiare al Fondo SANILOG

Fino al 22 novembre 2019 sarà possibile, per i dipendenti delle aziende che applicano il CCNL logistica, trasporto merci e spedizione, rinnovare la copertura di assistenza sanitaria integrativa per l’anno 2020 al nucleo familiare già iscritto nel 2019 ovvero procedere ad una prima iscrizione del nucleo familiare per l’anno 2020 (decorrenza della copertura dal 1° gennaio 2020).
Il contributo annuo per l’assistenza sanitaria integrativa del nucleo familiare – sia per un rinnovo copertura che per una nuova iscrizione – deve essere versato per intero dall’iscritto entro il 22 novembre 2019 ed è pari a:
– € 145 per coniuge / convivente “more uxorio”;
– € 125 per ciascun figlio.
I familiari dei dipendenti per i quali sarà effettuata l’iscrizione beneficeranno delle prestazioni sanitarie integrative dal 1° gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2020; a tale data la polizza scadrà automaticamente a meno che il lavoratore iscritto non proceda esplicitamente al rinnovo della polizza per l’anno 2021 con le tempistiche e le modalità che saranno comunicate dal Fondo.
L’elenco delle prestazioni previste per i familiari, che ricalcano sostanzialmente quelle per i lavoratori iscritti, e le modalità di accesso alle stesse sono consultabili e scaricabili dall’Area Iscritti del sito www.fondosanilog.it.
Si ricorda che sono considerati familiari del lavoratore iscritto:
– coniuge;
– convivente “more uxorio”;
– figli conviventi fiscalmente e non fiscalmente a carico.

Responsabilità solidale negli appalti, per i debiti contributivi non vale il termine decadenziale

L’Ispettorato nazionale del lavoro fornisce chiarimenti in ordine al termine entro cui è possibile far valere la responsabilità solidale del committente per debiti contributivi, alla luce delle recenti pronunce di Cassazione.

Come noto, l’articolo 29, comma 2, del D.Lgs. n. 276/2003 sancisce il principio della responsabilità solidale del committente di un appalto di opere o servizi per i crediti retributivi e contributivi vantati dal lavoratore dipendente verso il proprio datore di lavoro/appaltatore. In particolare, la norma stabilisce che, in caso di appalto di opere o di servizi, il committente imprenditore o datore di lavoro è obbligato in solido con l’appaltatore, nonché con ciascuno degli eventuali subappaltatori, entro il limite di due anni dalla cessazione dell’appalto, a corrispondere ai lavoratori i trattamenti retributivi, comprese le quote di trattamento di fine rapporto, nonché i contributi previdenziali e i premi assicurativi dovuti in relazione al periodo di esecuzione del contratto di appalto. La ratio è quella di garantire il pagamento del corrispettivo e degli oneri previdenziali dovuti, consentendo al lavoratore e agli Istituti previdenziali di esperire azione diretta nei confronti di un soggetto terzo, il committente, che di fatto ha beneficiato della prestazione lavorativa nell’ambito della quale tali crediti sono maturati.
Orbene, in relazione al regime di responsabilità solidale, occorre distinguere i crediti retributivi dei lavoratori dai crediti contributivi degli Istituti previdenziali, al fine di individuare i termini per l’esercizio delle relative azioni. Al riguardo, infatti, la Corte di Cassazione ha recentemente affermato che il regime decadenziale dei due anni trova applicazione esclusivamente all’azione esperita dal lavoratore. Sulla base di orientamento consolidato di giurisprudenza, la Corte argomenta che il rapporto di lavoro e quello previdenziale, per quanto connessi, sono tra loro distinti, atteso che l’obbligazione contributiva facente capo all’Inps, a differenza di quella retributiva, deriva dalla legge ed ha natura pubblicistica, risultando pertanto indisponibile. In secondo luogo, essa evidenzia come l’oggetto dell’obbligazione contributiva coincida con il “minimale contributivo strutturato dalla legge in modo imperativo”. Infine, l’applicazione estensiva del termine decadenziale porterebbe ad un effetto contrario rispetto a tale assetto normativo, ovvero alla possibilità che “alla corresponsione di una retribuzione a seguito dell’azione tempestivamente proposta dal lavoratore, non possa seguire il soddisfacimento anche dell’obbligo contributivo solo perché l’ente previdenziale non ha azionato la propria pretesa nel termine di due anni dalla cessazione dell’appalto”, con conseguente vulnus nella protezione assicurativa del lavoratore che, invece, la disposizione normativa in parola ha voluto potenziare.
In definitiva, va affermato il principio in virtù del quale il termine decadenziale biennale riguarda esclusivamente l’esercizio dell’azione nei confronti del responsabile solidale, da parte del lavoratore, per il soddisfacimento dei crediti retributivi, mentre l’azione promossa dagli Enti previdenziali per il soddisfacimento della pretesa contributiva è soggetta al solo regime prescrizionale:
– dieci anni per le contribuzioni di pertinenza del FPLD e delle altre gestioni pensionistiche obbligatorie, ridotti a cinque anni dal 1° gennaio 1996, salvi i casi di denuncia del lavoratore o dei suoi superstiti;
– cinque anni per tutte le altre contribuzioni di previdenza e di assistenza sociale obbligatoria.

Novità sulla previdenza complementare dei Dirigenti Aziende Alberghiere

Siglato l’11/11/2019, tra la FEDERALBERGHI e MANAGERITALIA, l’accordo che ha considerato un aumento del contributo integrativo al Fondo Mario Negri, a carico del datore di lavoro delle aziende alberghiere.

Considerato il recente accordo di proroga della vigenza del CCNL per i Dirigenti delle aziende alberghiere fino al 31/12/2019, al fine di garantire il processo di riallineamento della previdenza complementare del Fondo Mario Negri, le Parti concordano una variazione del contributo integrativo a carico del datore di lavoro.
Pertanto, per il periodo di proroga del suddetto CCNL (1/1/2019 – 31/12/2019) l’aliquota del contributo integrativo passa dall’attuale 2,11% al 2,15% della retribuzione convenzionale annua di euro 59.224,54.