Disciplina del Premio di risultato per il Settore Legno Industria di Pordenone

Sottoscritto il 23/1/2019, tra la SEZIONE LEGNO/UNIONE INDUSTRIALI della provincia di Pordenone e FENEAL-UIL, FILCA-CISL-FVG, FILLEA-CGIL territoriali, l’accordo sull’istituzione di schemi territoriali per la disciplina del premio di risultato per i lavoratori delle industrie del legno-arredo di Pordenone

Il nuovo accordo territoriale, che decorre dall’1/1/2019 e scadrà il 31/12/2021, si pone l’obiettivo di un rilancio strutturale del settore legno-arredo, favorendo misure atte ad incrementare l’occupazione, ad incentivare la professionalità/formazione e rendere attuabile la contrattazione di secondo livello territoriale nella sua completezza.

CAPO PRIMO – Premi di risultato nelle aziende coinvolte da piani di sviluppo
Erogazione economica
1) Al raggiungimento dell’obiettivo minimo previsto dall’applicazione dei parametri viene collegata una prima quota di erogazione economica pari all’importo annuo determinato nella tabella sotto riportata a favore dei lavoratori.

Categoria

Valore annuale

AD3 1.957,93
AD2 1.911,26
AD1 1.873,69
AC5 1.777,62
AC4 1.732,64
AC3/AC2/AS4 1.579,76
AS3 1.527,89
AC1/AS2 1.450,15
AE4/AS1 1.416,61
AE3 1.385,15
AE2 1.302,99
AE1 1.211,99

2) L’erogazione viene effettuata, previa analisi con le R.S.U. e/o OO.SS. con la retribuzione del mese di dicembre dell’anno di riferimento a tutti i lavoratori subordinati e in somministrazione in forza all’azienda al 31 dicembre dell’anno di riferimento; è prevista l’erogazione di anticipi mensili ai predetti soggetti in virtù di una valutazione sul positivo andamento progressivo del dato, nell’entità stabilita dal confronto sindacale e in coerenza con le note congiunte tra le parti firmatarie il presente accordo.
3) Al raggiungimento dell’obiettivo massimo previsto dall’applicazione dei parametri viene collegata una seconda quota di erogazione economica, aggiuntiva agli interventi precisati dal punto 1) pari a euro 650,00 lordi per il 2019, euro 700,00 lordi per il 2020 e euro 750,00 lordi per il 2021, che verrà saldata con la retribuzione del mese di giugno dell’anno successivo a quello di riferimento; avranno diritto all’erogazione tutti i lavoratori subordinati e in somministrazione in forza all’azienda al 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento in proporzione ai mesi di servizio prestato nell’anno di riferimento rimanendo sin d’ora inteso che le frazioni di mese superiori a 15 giorni verranno considerate come mese intero e al minor orario di lavoro svolto rispetto all’orario normale contrattuale per i part-time; si precisa che non costituiscono “servizio prestato” le seguenti causali di assenza; astensione facoltativa per maternità (paternità) ed aspettative non retribuite per qualsiasi causa.
Onnicomprensività del premio
Per la natura dei premi tutti gli importi economici previsti dal presente accordo, in virtù di quanto disposto dalla Legge 29/5/1982 n. 297 non concorrono a determinare base imponibile ai fini del calcolo del T.F.R., inoltre sono onnicomprensivi delle incidenze degli stessi – già tenute in considerazione in sede di quantificazione – su tutti gli istituti contrattuali e di legge (lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo, a turni, assenze retribuite a qualsiasi titolo, ferie, riduzione orario, festività, indennità di preavviso, 13ma mensilità ecc.) ai sensi dell’art. 3 della Legge 29/7/1996 n. 402.

CAPO SECONDO – Premi di risultato nelle aziende non coinvolte in piani di sviluppo
Erogazione economica
1) Al raggiungimento dell’obiettivo massimo previsto dall’applicazione dei parametri viene collegata un erogazione economica, pari all’importo a euro 650,00 lordi per il 2019, euro 700,00 lordi per il 2020 e euro 750,00 lordi per il 2021, che verrà saldato con la retribuzione del mese di giugno dell’anno successivo a quello di riferimento; avranno diritto al premio tutti i lavoratori subordinati e in somministrazione in forza al 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento in proporzione ai mesi di servizio prestato nell’anno di riferimento, rimanendo sin d’ora inteso che le frazioni di mese superiori a 15 giorni verranno considerate come mese intero e al minor orario di lavoro svolto rispetto all’orario normale contrattuale per i part-time; si precisa che non costituiscono “servizio prestato” le seguenti causali di assenza; astensione facoltativa per maternità (paternità) ed aspettative non retribuite per qualsiasi causa.
Onnicomprensrvità del premio
Per la natura dei premi tutti gli importi economici previsti dal presente accordo, in virtù di quanto disposto dalla Legge 29/5/1982 n. 297 non concorrono a determinare base imponibile ai lini del calcolo del T.F.R., inoltre sono omnicomprensivi delle incidenze degli stessi – già tenute in considerazione in sede di quantificazione – su tutti gli istituti contrattuali e di legge (lavoro supplementare, straordinario, notturno, festivo, a turni, assenze retribuite a qualsiasi titolo, ferie, riduzione orario, festività, indennità di preavviso, 13ma mensilità ecc.) ai sensi dell’art. 3 della Legge 29/7/1996 n. 402.

Assunzione di persone detenute o internate: benefici contributivi (1/2)

A seguito delle modifiche introdotte in materia dal decreto 24 luglio 2014, n. 148, l’Inps fornisce le istruzioni operative per l’accesso ai benefici contributivi previsti a favore delle cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché delle aziende pubbliche o private che organizzino attività produttive o di servizi, all’interno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate.

Con il decreto 24 luglio 2014, n. 148 è stato modificato il beneficio contributivo già introdotto dalle leggi 8 novembre 1991, n. 381, e 22 giugno 2000, n. 193, destinato alle cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché alle aziende pubbliche o private che organizzino attività produttive o di servizi, all’interno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate.
Beneficiari
Il decreto n. 148/2014 non innova in merito ai destinatari del beneficio, che continua a essere rivolto, come già precisato, ai datori di lavoro di seguito elencati:
– cooperative sociali di cui alla legge n. 381/1991, che assumono persone detenute e internate negli istituti penitenziari o persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari;
– aziende pubbliche e private che, organizzando attività di produzione o di servizio all’interno degli istituti penitenziari, impiegano persone detenute e internate.
Si ribadisce, pertanto, che solo le cooperative sociali possono fruire del beneficio per i lavoratori occupati per attività svolta al di fuori dell’istituto penitenziario.
I datori di lavoro pubblici e privati e le cooperative sociali interessate continueranno ad accedere al beneficio previa stipula di apposita convenzione con l’amministrazione penitenziaria, centrale e periferica.

Lo sgravio contributivo è ammesso nell’ipotesi di assunzione di:
– detenuti e internati negli istituti penitenziari;
– ex degenti di ospedali psichiatrici, anche giudiziari, oggi REMS;
– condannati e internati ammessi alle misure alternative alla detenzione e al lavoro esterno ai sensi dell’articolo 21 della legge n. 354/1975 e successive modificazioni.
Si precisa, al riguardo, che le cooperative sociali, relativamente all’assunzione degli altri soggetti svantaggiati non espressamente elencati nel comma 3-bis, articolo 4 della legge n. 381/1991, ma comunque ritenuti tali dal comma 1, possono beneficiare dell’azzeramento totale delle aliquote contributive relative alla retribuzione corrisposta agli stessi.
Analogamente, si precisa, considerata la tassativa elencazione prevista nell’articolo 2 della legge n. 193/2000, che per i datori di lavoro privati e le aziende pubbliche, in ipotesi di assunzione di condannati ammessi alle misure alternative alla detenzione – come ad esempio per chi si trova agli arresti domiciliari – non è possibile accedere al beneficio in trattazione.

Rapporti agevolati e durata
Lo sgravio contributivo spetta per le assunzioni con contratto di lavoro subordinato sia a tempo determinato che indeterminato, anche a tempo parziale, ivi compresi i rapporti di apprendistato.
In considerazione della particolare natura del rapporto di lavoro e delle modalità di svolgimento della prestazione, non è possibile riconoscere il beneficio in trattazione per i rapporti di lavoro domestico.
È possibile, invece, usufruire dell’agevolazione con riferimento ai rapporti di lavoro intermittente e alle assunzioni effettuate a scopo di somministrazione.

L’articolo 8, comma 1, del decreto interministeriale n. 148/2014 modifica la misura dell’agevolazione, disponendo che lo sgravio è pari al 95 per cento dell’aliquota contributiva complessivamente dovuta (quota a carico del datore di lavoro e del lavoratore), calcolata sulla retribuzione corrisposta al lavoratore. La nuova percentuale di sgravio decorre dall’anno 2013 e si applica fino all’adozione di un nuovo decreto ministeriale in materia.
Ai fini delle determinazione dello sgravio, l’agevolazione non trova applicazione sul contributo dello 0,30 per cento previsto dall’articolo 25, comma 4, della legge 21 dicembre 1978, n. 845 (integrativo NASpI), destinabile al finanziamento dei fondi interprofessionali per la formazione continua.
Inoltre, il beneficio deve essere determinato al netto delle misure compensative eventualmente spettanti.

Al riguardo, si sottolinea, che il decreto-legge n. 78/2013, convertito con modificazioni dalla legge n. 94/2013, con l’articolo 3-bis, comma 1, ha modificato l’articolo 4, comma 3-bis, della legge n. 381/1991, prolungando la durata di tale ultima previsione e diversificandone i presupposti. Infatti, dal 20 agosto 2013, lo sgravio contributivo spetta anche per i diciotto mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo, a condizione che l’assunzione del detenuto e internato sia avvenuta mentre lo stesso era ammesso al regime di semilibertà o al lavoro esterno.
Nel caso di detenuti e internati che non hanno beneficiato della semilibertà o del lavoro esterno, invece, lo sgravio contributivo spetta per un periodo di ventiquattro mesi successivo alla cessazione dello stato detentivo, sempre che l’assunzione sia avvenuta mentre il lavoratore era in regime di restrizione.
Il prolungamento della durata del beneficio trova applicazione solo in riferimento ai rapporti incentivati in cui le cessazioni dello stato detentivo siano intervenute a partire dal 20 agosto 2013. In tali casi la riduzione contributiva spetterà nella misura dell’80 per cento dei contributi totali fino al giorno antecedente l’entrata in vigore del regolamento contenuto nel decreto n. 148/2014; a decorrere dal 6 novembre 2014, invece, data di entrata in vigore del suddetto regolamento, la riduzione contributiva spetterà nella misura del 95 per cento.
Nelle ipotesi di cessazioni dello stato detentivo verificatesi prima del 20 agosto 2013, invece, continuerà a operare la previsione di cui all’articolo 1, comma 2, della legge n. 193/2000 (incentivo per ulteriori sei mesi successivi alla cessazione dello stato detentivo).

Condizioni e coordinamento
Lo sgravio in oggetto è subordinato alla regolarità prevista dall’articolo 1, commi 1175 e 1176, della legge 27 dicembre 2006, n. 296. Per quanto riguarda, invece, i principi generali in materia di incentivi all’occupazione stabiliti, da ultimo, dall’articolo 31 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 150, in virtù della specialità della norma, delle finalità che la stessa persegue e delle particolarità legate alle fruizione del beneficio, si ritiene che gli stessi non siano applicabili allo sgravio contributivo in esame, fatta eccezione per quanto stabilito all’articolo 31, comma 3, del medesimo decreto legislativo, in forza del quale “l’inoltro tardivo delle comunicazioni telematiche obbligatorie inerenti l’instaurazione e la modifica di un rapporto di lavoro o di somministrazione producono la perdita di quella parte dell’incentivo relativa al periodo compreso tra la decorrenza del rapporto agevolato e la data della tardiva comunicazione”.
Nell’eventualità in cui sussistano sia i presupposti di applicazione dell’incentivo previsto per l’assunzione di detenuti e internati, sia i presupposti di applicazione di incentivi previsti da altre disposizioni di legge sotto forma di riduzione contributiva in senso stretto, il datore di lavoro non può fruire, per il medesimo lavoratore, di entrambi i benefici, ma, ricorrendone i presupposti di legge, è sua facoltà decidere quale incentivo applicare.
L’agevolazione contributiva per l’assunzione dei lavoratori detenuti e internati è, invece, cumulabile con gli incentivi che assumono natura economica, fra i quali si ricordano: l’incentivo all’assunzione di beneficiari del trattamento NASpI; l’incentivo per l’assunzione dei lavoratori disabili.

(…)

Assunzione di persone detenute o internate: benefici contributivi (2/2)

A seguito delle modifiche introdotte in materia dal decreto 24 luglio 2014, n. 148, l’Inps fornisce le istruzioni operative per l’accesso ai benefici contributivi previsti a favore delle cooperative sociali che impieghino persone detenute o internate negli istituti penitenziari, ex degenti di ospedali psichiatrici giudiziari e persone condannate e internate ammesse al lavoro esterno, nonché delle aziende pubbliche o private che organizzino attività produttive o di servizi, all’interno degli istituti penitenziari, impiegando persone detenute o internate.

(…)
Ai fini dell’ammissione allo sgravio, il procedimento da seguire è il seguente.
Con riferimento al recupero del beneficio per periodi pregressi dal 2013 al 2018, il datore di lavoro, per ogni rapporto di lavoro instaurato, deve inoltrare all’INPS una domanda di ammissione allo sgravio, indicando: il codice della comunicazione obbligatoria; i dati identificativi del lavoratore per il quale viene chiesta l’agevolazione contributiva; gli estremi della convenzione stipulata con l’amministrazione penitenziaria; la tipologia di rapporto di lavoro instaurato; l’eventuale data di cessazione dello stato detentivo, nell’ipotesi di beneficio riferito al periodo successivo alla cessazione della detenzione; la retribuzione corrisposta e l’importo del beneficio spettante, riferiti a ogni singolo anno e suddivisi nella percentuale dell’80 per cento e dell’ulteriore 15 per cento; l’eventuale fruizione dell’incentivo nella misura dell’80 per cento.
La domanda deve essere inoltrata esclusivamente avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI-arr”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito istutuzionale. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
Le domande potranno essere trasmesse dal giorno 15 febbraio 2019. Trascorsi trenta giorni da tale data, verrà effettuata un’elaborazione cumulativa delle richieste di riconoscimento dell’agevolazione inviate e le stesse verranno definite secondo le regole di seguito descritte.
I datori di lavoro, per i rapporti di lavoro ricadenti nel periodo 2013-2018, dovranno trasmettere l’istanza di ammissione anche se già autorizzati dalla Struttura territoriale competente e anche se hanno già effettuato il recupero del beneficio nelle denunce mensili o, nel caso di datori di lavoro che operano con il sistema DMAG, hanno fruito del beneficio tramite l’utilizzo dell’apposito codice Tipo Contratto 076.
I datori di lavoro ammessi al beneficio potranno fruirne mediante conguaglio nelle denunce contributive (Uniemens o DMAG, per gli operai agricoli).

Per quanto concerne le richieste di beneficio per l’anno corrente e successivi, a decorrere dall’annualità 2019, secondo le linee guida concordate con il Ministero della Giustizia, i datori di lavoro che vorranno accedere allo sgravio contributivo dovranno presentare ogni anno apposita istanza all’Istituto, anche in relazione a rapporti di lavoro e lavoratori per i quali siano già stati autorizzati con riferimento ad anni precedenti.
A tal fine, i datori di lavoro invieranno una domanda di ammissione avvalendosi del modulo di istanza on-line “DETI”, all’interno dell’applicazione “DiResCo – Dichiarazioni di Responsabilità del Contribuente (Portale delle Agevolazioni)”, sul sito istutuzionale. Il modulo è accessibile seguendo il percorso “Tutti i servizi” > “Servizi per le aziende e consulenti” (autenticazione con codice fiscale e PIN) > “Dichiarazioni di responsabilità del contribuente”.
Nel modulo sarà necessario indicare i seguenti dati: il codice della comunicazione obbligatoria; i dati identificativi del lavoratore per il quale viene chiesta l’agevolazione contributiva; gli estremi della convenzione stipulata con l’amministrazione penitenziaria; la tipologia di rapporto di lavoro instaurato; l’eventuale data di cessazione dello stato detentivo, nell’ipotesi di beneficio riferito al periodo successivo alla cessazione della detenzione; la retribuzione corrisposta o da corrispondere e l’importo del beneficio spettante.
I datori di lavoro verranno autorizzati in base all’ordine di presentazione dell’istanza, fino a disponibilità delle risorse economiche. Le istanze relative all’anno 2019 verranno elaborate dopo quelle relative agli anni 2013-2018, sempre rispettando l’ordine di presentazione della richiesta.

Le posizioni contributive relative ai datori di lavoro aventi titolo allo sgravio continueranno a essere contraddistinte dal codice di autorizzazione “4V”, che, a decorrere dal 1° gennaio 2013, assume il nuovo significato di “Datore di lavoro ammesso all’incentivo di cui alla legge n. 193/2000, come modificato dall’art. 8 del decreto n. 148/2014”.
Il codice di autorizzazione sarà attribuito automaticamente dai sistemi informativi centrali alle posizioni aziendali autorizzate e avrà validità annuale, dal primo gennaio al 31 dicembre di ogni anno.
Per il recupero degli arretrati riferiti al periodo 2013-2018, invece, il codice di autorizzazione verrà attribuito o confermato solo per il periodo autorizzato.

Stranieri assunti illegalmente: costo medio del rimpatrio per l’anno 2018

Con riferimento alla sanzione amministrativa accessoria in caso di lavoratore straniero assunto illegalmente, il costo medio del rimpatrio, per l’anno 2018, è fissato in euro 1398,00.

Come previsto dal TU dell’immigrazione, con la sentenza di condanna, il giudice applica la sanzione amministrativa accessoria del pagamento del costo medio di rimpatrio del lavoratore straniero assunto illegalmente.
In particolare, il costo medio del rimpatrio, con riguardo all’anno in cui è pronunciata la sentenza di condanna, è dato dalla media nel triennio che precede l’anno anteriore a quello cui il costo medio si riferisce dei valori risultanti dal rapporto tra il totale degli oneri sostenuti annualmente per il rimpatrio dei cittadini stranieri e il numero complessivo dei rimpatri eseguiti nel medesimo anno. Il costo medio del rimpatrio è aumentato nella misura del 30% in ragione all’incidenza degli oneri economici connessi ai servizi di accompagnamento e scorta, con arrotondamento dell’unità di euro, per eccesso o per difetto, a seconda che le cifre decimali del calcolo siano superiori o inferiori a 50.
La sanzione amministrativa accessoria è versata in unica soluzione sul capitolo n. 3648 del capo XIV dello stato di previsione dell’entrata del bilancio dello Stato. I proventi derivanti dall’applicazione della sanzione amministrativa accessoria affluiscono all’entrata del bilancio dello Stato, per essere successivamente riassegnati per la realizzazione di interventi di integrazione sociale di immigrati e minori stranieri non accompagnati.
Il costo medio del rimpatrio è determinato in aggiornamento entro il 30 gennaio di ogni anno, sulla base dei suddetti criteri.

Accettazione entro febbraio del contributo per rinnovo del CCNL Chimica Industria

 

 

I lavoratori dell’industria chimica non iscritti alle OO.SS devono comunicare,entro il 28 febbraio, il dissenso alla trattenuta del contributo straordinario per il rinnovo del contratto.

In applicazione del vigente CCNL Chimica Industria, con la retribuzione del mese di marzo 2019 verrà effettuata la ritenuta di 22 Euro a titolo di contributo straordinario per rinnovo contratto che verrà trasferita alle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL.
Un eventuale non accettazione dell’adempimento contrattuale richiamato dovrà essere espressa per iscritto e pervenire all’azienda entro il 28 febbraio 2019.
In applicazione delle previsioni contrattuali sono stati definiti i tempi e le modalità di prelievo e versamento della ritenuta di 22 Euro, a titolo di contributo straordinario per il rinnovo del contratto, ai soli lavoratori non iscritti alle Organizzazioni sindacali stipulanti il CCNL

Seconda tranche “una tantum” CCNL Noleggio Automezzi – Anav

Ai dipendenti da imprese esercenti il noleggio autobus con conducente e le relative attività correlate (ANAV), spetta la seconda tranche di “una tantum”.

Al personale ANAV, a copertura del periodo dall’1/8/2009 e fino al 31/12/2017, spetta la seguente seconda tranche di “una tantum”, da erogare con la retribuzione del mese di febbraio 2019.
Gli importi forfettari di cui ai capoversi che precedono vanno riproporzionati nel caso di prestazioni di lavoro a tempo parziale, sono comprensivi dell’IVC, nonché dell’incidenza su tutti gli istituti contrattuali e di legge, e non sono utili ai fini del trattamento di fine rapporto.
Per i lavoratori assunti con contratto a tempo determinato e in forza alla data di stipula del presente accordo il periodo di riferimento è rappresentato dalla durata del vigente rapporto ivi comprese eventuali proroghe.

Livello

Da erogare con la retribuzione del mese di febbraio 2019

C4 273,63
C3 342,04
C2 366.67
C1 415,92
B3 424,13
B2 443,29
B1 465,18
A2 514,43
A1 547,27
Q2 547,27
Q1 547,27

CCNL Legno Industria: dall’1/1/2019 aumentano i minimi retributivi

CCNL Legno Industria: dall’1/1/2019 aumentano i minimi retributivi

Sottoscritto, il giorno 11/2/2019, tra FEDERLEGNO ARREDO, FENEAL-UIL, FILCA-CISL e FILLEA-CGIL, l’accordo per la definizione dei nuovi minimi retributivi a valere dall’1/1/2019.

Le parti, in applicazione di quanto previsto dal vigente CCNL Legno, mobile, sughero e Boschivi e Forestali 1/4/2016 – 31/3/2019, si sono incontrate e hanno definito l’incremento dei minimi retributivi a valere dal primo gennaio 2019 sulla base della tabella allegata.
Gli incrementi relativi ai mesi di gennaio e febbraio verranno erogati con la retribuzione di marzo 2019.

Categorie

Minimi al 31/12/2018

Rivalutazione

Retribuzione all’1/1/2019

AD3 2.448,97 42,87 2.491,84
AD2 2.404,82 41,85 2.446,67
AD1 2.311,55 39,81 2.351,36
AC5 2.219,22 37,77 2.256,99
AC4 2.080,81 34,70 2.115,51
AC3/AC2/AS4 1.942,25 31,64 1.973,89
AS3 1.873,51 30,11 1.903,62
AC1/AS2 1.802,49 28,58 1.831,07
AE4/AS1 1.747,36 27,35 1.774,71
AE3 1.678,24 25,82 1.704,06
AE2 1.608,62 24,29 1.632,91
AE1 1.434,27 20,41 1.454,68

Modifica del periodo di stagionalità per le Agenzie Marittime Raccomandatarie

Modificato il periodo di attività stagionale nel settore delle Agenzie Marittime Raccomandatarie operanti specificamente nel settore delle Crociere e dello Yachting.

Viste le numerose segnalazioni da parte di agenzie marittime operanti nei settori “Crociere, Yacht e Traghetti”, dove negli ultimi anni si è verificato un incremento di attività già a partire dal mese di marzo, anche per le agenzie marittime che operano nel settore dei Traghetti, si e manifestata l’esigenza anche in tale periodo di adeguare gli organici per far fronte all’incremento di attività.
Pertanto, le parti hanno convenuto che la stagionalità opera nel periodo compreso tra il 1° marzo (non più aprile) al 31 ottobre di ogni anno.

AGENZIE DI STAMPA: Accordo in materia di assistenza sanitaria

Sottoscritto, il giorno 11/2/2019, tra la FEDERAZIONE ITALIANA EDITORI GIORNALI, l’ASSOCIAZIONE STAMPATORI ITALIANA GIORNALI e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UIL-COMUNICAZIONE, l’accordo per l’individuazione del Fondo di assistenza sanitaria per i lavoratori delle agenzie di stampa

Le Parti, in adempimento dell’impegno assunto nel CCNL 19/12/2018, entrato in vigore il 1° gennaio 2019, laddove si legge all’art. 4 della Parte V,
“che le aziende provvederanno ad assicurare tutti i lavoratori a tempo indeterminato disciplinati dal presente CCNL alla forma di assistenza sanitaria integrativa che sarà individuata, per un contributo complessivo di 120,00 euro annui per ciascun lavoratore, interamente a carico aziendale”,
si sono incontrate lo scorso 11 febbraio e hanno convenuto di individuare in “Salute Sempre”, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani e da agenzie di stampa.

Il Garante privacy sul ddl di conversione in legge del DL n. 4/2019

Il Garante interviene sulla protezione dei dati personali nell’ambito del ddl di conversione in legge del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4 recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. L’attuazione del Rdc non può, infatti, eludere le garanzie dei diritti e delle libertà sancite dalla disciplina di protezione dati, in danno proprio delle persone che tale beneficio intende invece tutelare.

Il decreto-legge n. 4/2019 introduce importanti misure volte al sostegno economico e all’inserimento lavorativo e sociale dei soggetti a rischio di emarginazione nella società e nel mondo del lavoro. Sotto il profilo della protezione dei dati personali, occorre in particolare soffermarsi sulle specifiche disposizioni che disciplinano il reddito di cittadinanza, rispetto alle quali si evidenzia che:
– il prospettato meccanismo di riconoscimento, erogazione e gestione del reddito di cittadinanza comporta trattamenti su larga scala di dati personali, riferiti ai richiedenti e ai componenti il suo nucleo familiare (anche minorenni) ai quali è riconosciuta la massima tutela in ragione della loro attinenza alla sfera più intima della persona o perché suscettibili di esporre l’interessato a discriminazioni.
Tale meccanismo, così come delineato, presuppone un patrimonio informativo complesso e articolato, fondato sull’interconnessione di molteplici banche dati, la circolazione di delicatissime informazioni tra una pluralità di soggetti pubblici, nonché il monitoraggio e la valutazione dei consumi e dei comportamenti dei singoli familiari del beneficiario.
Sotto questo profilo, dunque, le criticità delle norme contenute nel decreto legge sono rilevanti ed alcune superabili attraverso specifici provvedimenti attuativi (attualmente non previsti), altre in sede di conversione.
Le disposizioni normative devono individuare con sufficiente precisione, conformemente ai principi di trasparenza nei confronti degli interessati, minimizzazione dei dati trattati, privacy per progettazione e impostazione predefinita: i titolari del trattamento, le tipologie di dati trattati, i soggetti ai quali essi possono essere comunicati e le rispettive finalità, nonché termini di conservazione dei dati proporzionati (e non eccedenti) rispetto agli scopi perseguiti.
– è’ necessario definire in maniera più chiara le modalità di svolgimento delle procedure di consultazione e verifica delle varie banche dati. Non sono individuati con sufficiente chiarezza i soggetti pubblici coinvolti; più nel dettaglio, si prevede l’istituzione di “due piattaforme digitali”, rispettivamente presso l’ANPAL e presso il Ministero del lavoro, al fine di consentire l’attivazione e la gestione dei Patti per il lavoro e dei Patti per l’inclusione sociale connessi al Rdc, nonché per finalità di analisi, monitoraggio, valutazione e controllo del beneficio erogato.
Sebbene alcune disposizioni del decreto-legge demandino la disciplina di dettaglio a decreti attuativi (sui quali comunque dovrà necessariamente essere richiesto il parere del Garante), esse, così come formulate, presuppongono un massivo flusso di informazioni tra quelle assistite dalla maggiore tutela, ivi incluse quelle presenti nell’archivio dei rapporti finanziari, tra diversi soggetti pubblici.