Professionisti e Gestione separata, il dies a quo di maturazione della prescrizione contributiva

Per i professionisti iscritti alla Gestione separata, il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi previdenziali si identifica con la scadenza del termine per il loro pagamento e non con la data di presentazione della dichiarazione dei redditi che, in quanto esternazione di scienza, non costituisce presupposto del debito contributivo. In ogni caso, altresì, le ipotesi di sospensione della decorrenza della prescrizione sono tassative, non rientrandovi l’ignoranza, da parte del titolare, del fatto generatore del suo diritto, né il dubbio soggettivo sulla esistenza di tale diritto od il ritardo indotto dalla necessità del suo accertamento (Corte di Cassazione, ordinanza 02 luglio 2020, n. 13601).

Una Corte d’appello territoriale, confermando la pronuncia di primo grado, aveva accolto la domanda di un avvocato che aveva chiesto di dichiararsi illegittima la propria iscrizione nella Gestione separata Inps ex art. 2, comma 26, L. n. 335/1995, con conseguente accertamento negativo del debito contributivo, il cui pagamento era preteso dall’Istituto, in relazione all’attività libero-professionale svolta senza che lo stesso professionista, pur iscritto all’Albo Forense, fosse iscritto alla Cassa Nazionale di Previdenza ed Assistenza Forense. Ad avviso della Corte di merito, la pretesa dell’Inps concernente i contributi dovuti per l’anno 2010, comunicata tramite posta in data 22 giugno 2016 e ricevuta dal ricorrente in data 7 luglio 2016, fosse prescritta.
Avverso tale pronuncia l’Inps propone così ricorso in Cassazione, deducendo quale motivo di censura che il termine di prescrizione quinquennale previsto dall’art. 3, comma 9, della L. n. 335/1995, andasse correttamente conteggiato a partire dal momento in cui scadeva il termine stabilito per la trasmissione telematica della dichiarazione dei redditi (ovvero, in data 31 ottobre 2011) relativa all’anno cui si riferiscono i contributi (nel caso di specie, l’anno 2010), unico momento da cui l’Ente previdenziale può inferire l’esistenza di un reddito da lavoro autonomo per il quale è dovuta la contribuzione a saldo.
Per la Suprema Corte il motivo è infondato, considerato che il dies a quo della prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione separata va individuato, per l’anno 2010, nella scadenza del 16 giugno 2011, ovvero nel termine stabilito per il pagamento dei contributi e dell’imposta sul reddito delle persone fisiche. Ciò, in base alla disposizione di cui all’art.17 del D.P.R. 7 dicembre 2001 n. 435 e come confermato dalla circolare Inps n. 73/2010.
In ogni caso, anche in termini generali, secondo orientamento consolidato di legittimità, l’impossibilità di far valere un diritto, quale fatto impeditivo della decorrenza della prescrizione (art. 2935 c.c.), è solo quella che deriva da cause giuridiche che ne ostacolino l’esercizio e non comprende anche gli impedimenti soggettivi o gli ostacoli di mero fatto. Al riguardo, peraltro, si prevedono solo specifiche e tassative ipotesi di sospensione (art. 2941 c.), nel cui ambito, salva l’ipotesi di dolo, non rientra l’ignoranza, da parte del titolare, del fatto generatore del suo diritto, né il dubbio soggettivo sulla esistenza di tale diritto od il ritardo indotto dalla necessità del suo accertamento (ex multis, Corte di Cassazione, sentenza n. 10828/2015).
In secondo luogo, con riferimento alla materia dei contributi cd. “a percentuale”, il fatto costitutivo dell’obbligazione contributiva è costituito dall’avvenuta produzione, da parte del lavoratore autonomo, di un determinato reddito (ex art. 1, comma 4, L. n. 233/1990), quand’anche l’efficacia del predetto fatto sia collegata ad un atto amministrativo di ricognizione del suo avveramento. Ne consegue, dunque, che il momento di decorrenza della prescrizione dei contributi in questione, deve identificarsi con la scadenza del termine per il loro pagamento (Corte di Cassazione, sentenza n. 13463/2017).

Aggiornamenti procedura “RI-Recupero indebiti”: sistema di pagamento PagoPA

Con messaggio n. 2700/2020, l’Inps informa che la procedura “RI- Recupero indebiti” è stata aggiornata e, in sostituzione del pagamento con bollettino MAV, è stata introdotta la modalità di pagamento tramite il servizio di pagamento PagoPA. Sono stati altresì modificati i templates di tutte le comunicazioni emesse dalla procedura riguardanti sia gli indebiti pensionistici sia quelli non pensionistici.

Ai sensi del combinato disposto dell’articolo 5 del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82, recante “Codice dell’amministrazione digitale” e dell’articolo 15, comma 5-bis, del DL 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla L. 17 dicembre 2012, n. 221, al quale tutte le pubbliche Amministrazioni sono obbligate ad aderire, il sistema di pagamento tramite bollettino MAV è stato disattivato ed è stato sostituito dalla modalità di pagamento PagoPA (pagamento online PagoPA e avviso di pagamento PagoPA).
Conseguentemente, la procedura “RI-Recupero indebiti” è stata aggiornata, e già a decorrere dal 29 maggio 2020, in tutte le circostanze in cui era previsto l’invio di un bollettino MAV, viene prodotto l’avviso di pagamento PagoPA che, a sua volta, viene inviato in allegato alla comunicazione cui fa riferimento.
La sostituzione riguarda anche le pratiche per le quali era stato già impostato un piano rateale con MAV, fermo restando che i MAV già prodotti mantengono, ai fini del pagamento da parte del cittadino, la propria validità e che i relativi pagamenti verranno regolarmente contabilizzati sulle pratiche di indebito di riferimento. Il cittadino quindi, ricevuta la comunicazione emessa dalla procedura RI con allegato l’avviso di pagamento PagoPA, può effettuare il pagamento di quanto dovuto in uno dei Prestatori di Servizio di Pagamento (PSP) aderenti al circuito PagoPA: agenzie di banca; uffici postali; home banking del PSP (riconoscibili dai loghi CBILL o PagoPA. Il codice CBILL assegnato all’INPS, presente anche sull’avviso di pagamento, è AAQV6); sportelli ATM delle banche che li abbiano abilitati; punti vendita SISAL, Lottomatica e Banca 5.
Il cittadino può inoltre accedere al Portale dei Pagamenti presente sul sito dell’Istituto. Effettuata l’autenticazione tramite PIN o inserendo il proprio codice fiscale e il numero della pratica di indebito, il cittadino può visualizzare le informazioni relative agli importi dovuti e non pagati, con le relative scadenze.
Può, quindi, essere effettuato il pagamento mediante avviso di pagamento, come sopra descritto, o procedere con il Pagamento online PagoPA: il pagamento si completa sul sito internet del Prestatore di Servizio di Pagamento (PSP), dopo aver scelto la modalità di pagamento tra quelle disponibili, ossia carta di credito/debito, conto corrente e altri metodi di pagamento sulla pagina web del sistema WISP 2.0 del sistema PagoPA – Agenzia per l’Italia Digitale (AgID).
Nel Portale dei Pagamenti è inoltre possibile stampare le ricevute dei pagamenti effettuati, come già previsto per il pagamento effettuato con bollettini MAV.
Tutte le comunicazioni emesse dalla procedura RI sono state modificate. A prescindere, infatti, dalle variazioni che si sono rese necessarie per la sostituzione del MAV con l’avviso di pagamento PagoPA, è stato aggiornato anche il testo di tutte le lettere. Ad esempio, nelle nuove comunicazioni si precisa che la stessa vale come atto di messa in mora e interruzione dei termini di prescrizione e che l’INPS è tenuto per legge a compensare le somme indebite con eventuali crediti per prestazioni di cui il debitore fruisce o delle quali verrà a beneficiare in futuro, mediante trattenuta diretta nei limiti consentiti dalla normativa vigente.
Inoltre, sono state rese più chiare le indicazioni sugli strumenti di tutela a disposizione del cittadino indicando, in ragione della tipologia della prestazione sulla quale si è venuto a determinare l’indebito, il soggetto al quale inoltrare l’eventuale ricorso.
Sono, invece, in fase di analisi una serie di ulteriori implementazioni che integreranno l’intero flusso di gestione delle comunicazioni da inviare all’estero.

Pubblicati i nuovi minimi contrattuali nel settore Vetro Industria

Siglata il 19/6/2020, tra ASSOVETRO e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL ed UILTEC-UIL, l’ipotesi di accordo per gli addetti delle aziende industriali che producono e trasformano articoli di vetro, comprese le aziende che producono lampade e display, che ha previsto il seguente incremento dei minimi tabellari mensili.

Nel rispetto della distinzione prevista dall’Accordo Interconfederale del 9/3/2018 “Patto per la Fabbrica” tra Trattamento Economico Complessivo (TEC) e Trattamento Economico Minimo (TEM), le parti concordano un incremento dei minimi tabellari mensili pari a euro 63 a regime al livello D1, da corrispondere in due tranche con le seguenti decorrenze: euro 30 dall’1/1/2021; euro 33 dall’1/1/2022. Per le Aziende della produzione di vetro piano, della produzione di lana e filati di vetro, per le Aziende delle seconde lavorazioni del vetro piano, per le Aziende del vetro artistico e tradizionale, le suindicate decorrenze sono posticipate rispettivamente all’1/6/2021 e all’1/6/2022.

Settori meccanizzati (produzione del vetro, con esclusione dei settori del vetro piano e delle lane e filati)

Cat.

P.O.

Param.

Min. 1/1/2021

Ipo

Min. 1/1/2022

Ipo

Totale

Ipo

F 1 100 22,39 0,00 24,62 0,00 47,01 0,00
E 1 112 25,08 0,00 27,58 0,00 52,66 0,00
2 125 2,91 3,20 6,11
3 128 3,58 3,94 7,52
D 1 134 30,00 0,00 33,00 0,00 63,00 0,00
2 147 2,91 3,20 6,11
3 152 4,03 4,43 8,46
C 1 157 35,15 0,00 38,66 0,00 73,81 0,00
2 161 0,90 0,98 1,88
B 1 179 40,08 0,00 44,08 0,00 84,16 0,00
2 184 1,12 1,23 2,35
A 1 201 45,00 0,00 49,50 0,00 94,50 0,00
2 207 1,34 1,48 2,82

Settori meccanizzati (produzione del vetro – produzione vetro piano e produzione lana e filati)

Cat.

P.O.

Param.

Min. 1/6/2021

Ipo

Min. 1/6/2022

Ipo

Totale

Ipo

F 1 100 22,39 0,00 24,62 0,00 47,01 0,00
E 1 112 25,08 0,00 27,58 0,00 52,66 0,00
2 125 2,91 3,20 6,11
3 128 3,58 3,94 7,52
D 1 134 30,00 0,00 33,00 0,00 63,00 0,00
2 147 2,91 3,20 6,11
3 152 4,03 4,43 8,46
C 1 157 35,15 0,00 38,66 0,00 73,81 0,00
2 161 0,90 0,98 1,88
B 1 179 40,08 0,00 44,08 0,00 84,16 0,00
2 184 1,12 1,23 2,35
A 1 201 45,00 0,00 49,50 0,00 94,50 0,00
2 207 1,34 1,48 2,82

Settori della trasformazione (seconde lavorazioni del vetro, con esclusione seconde lavorazioni del vetro piano)

Liv.

Param.

1/1/2021

1/1/2022

Totale

1 100 22,39 24,62 47,01
2 112 25,08 27,58 52,66
3 125 27,99 30,78 58,77
4 134 30,00 33,00 63,00
5 147 32,91 36,20 69,11
5A 152 34,03 37,43 71,46
6 157 35,15 38,66 73,81
6A 161 36,04 39,65 75,69
7 179 40,08 44,08 84,16
8 201 45,00 49,50 94,50
8A 207 46,34 50,98 97,32

Settori della trasformazione (seconde lavorazioni del vetro piano)

Liv.

Param.

1/6/2021

1/6/2022

Totale

1 100 22,39 24,62 47,01
2 112 25,08 27,58 52,66
3 125 27,99 30,78 58,77
4 134 30,00 33,00 63,00
5 147 32,91 36,20 69,11
5A 152 34,03 37,43 71,46
6 157 35,15 38,66 73,81
6A 161 36,04 39,65 75,69
7 179 40,08 44,08 84,16
8 201 45,00 49,50 94,50
8A 207 46,34 50,98 97,32

Settori a soffio, a mano e con macchine semi-automatiche

Liv.

Param.

1/6/2021

1/6/2022

Totale

1 100 22,39 24,62 47,01
2 108 24,18 26,60 50,78
3 116 25,97 28,57 54,54
4 124 27,76 30,54 58,30
5 135 30,22 33,25 63,47
6 148 33,13 36,45 69,58
7 157 35,15 38,66 73,81
8 179 40,08 44,08 84,16
8A 181 40,52 44,58 85,10
9 201 45,00 49,50 94,50
9A 207 46,34 50,98 97,32

Settori lampade e display

Liv.

Param.

1/1/2021

1/1/2022

Totale

L 100 21,60 23,76 45,36
I 114,6 24,75 27,23 51,98
H 117 25,27 27,80 53,07
G 126 27,21 29,94 57,15
F 138,9 30,00 33,00 63,00
E 149,3 32,25 35,47 67,72
D 153 33,05 36,35 69,40
C 172,6 37,28 41,01 78,29
B 191 41,25 45,38 86,63
A 214,9 46,41 51,06 97,47

I nuovi minimi contrattuali saranno:

Settori meccanizzati (produzione del vetro, con esclusione dei settori del vetro piano e delle lane e filati) NOTA (*)

Cat.

P.O.

Param.

Minimi all’1/1/2021

IPO

Min

IPO

F 1 100 1.507,78 1.532,40  
E 1 112 1.624,87 1.652,46  
2 125 129,55 132,75
3 128 166,04 169,98
D 1 134 1.844,92 1.877,92
2 147 131,31 134,51
3 152 181,68 186,11
C 1 157 2.077,55 2.116,21
2 161 39,64 40,62
B 1 179 2.301,60 2.345,69
2 184 57,61 58,84
A 1 201 2.520,69 2.570,19
2 207 59,41 60,89

Settori meccanizzati (produzione vetro piano e produzione lana e filati) NOTA (*)

Cat.

P.O.

Param.

Minimi all’1/6/2021

IPO

Minimi all’1/6/2022

IPO

F 1 100 1.507,78 1.532,40  
E 1 112 1.624,87 1.652,46  
2 125 129,55 132,75
3 128 166,04 169,98
D 1 134 1.844,92 1.877,92
2 147 131,31 1 34,51
3 152 181,68 186,11
C 1 157 2.077,55 2.116,21
2 161 39,64 40,62
B 1 179 2.301,60 2.345,69
2 184 57,61 58,84
A 1 201 2.520,69 2.570,19
2 207 59,41 60,89

– (*) –
Più € 10,33 a titolo di EDR (ex protocollo interconfederale 31/7/1992)

Settori della trasformazione (seconde lavorazioni del vetro con esclusione delle seconde lavorazioni del vetro piano) NOTA (*)

Liv.

Param.

Minimi all’1/1/2021

Minimi all’1/1/2022

1 100 990,00 (**) 1.014,62 (**)
2 112 1.109,93 1.137,51
3 125 1.237,30 1.268,08
4 134 1.326,06 1.359,06
5 147 1.454,47 1.490,67
5A 152 1.504,85 1.542,28
6 157 1.555,27 1.593,93
6A 161 1.593,65 1.633,30
7 179 1.773,48 1.817,56
8 201 1.988,58 2.038,08
8A 207 2.047,85 2.098,83

Settori della trasformazione (seconde lavorazioni del vetro piano) NOTA (*)

Liv.

Param.

Minimi all’1/6/2021

Minimi all’1/6/2022

1 100 990,00 (**) 1.014,62 (**)
2 112 1.109,93 1.137,51
3 125 1.237,30 1.268,08
4 134 1.326,06 1.359,06
5 147 1.454,47 1.490,67
5A 152 1.504,85 1.542,28
6 157 1.555,27 1.593,93
6A 161 1.593,65 1.633,30
7 179 1.773,48 1.817,56
8 201 1.988,58 2.038,08
8A 207 2.047,85 2.098,83

 

– Nota (*) –
Più € 10,33 a titolo di EDR (ex protocollo interconfederale 31/7/1992

– Nota (**) –
Più € 5,16 di superminimo

Settori a soffio, a mano e con macchine semi-automatiche NOTA (*)

Liv.

Param.

Minimi all’1/6/2021

Minimi all’1/6/2022

1 100 990,00 (**) 1.014,62 (**)
2 108 1.069,26 1.095,86
3 116 1.147,80 1.176,37
4 124 1.229,70 1.260,24
5 135 1.336,54 1.369,79
6 148 1.466,19 1.502,64
7 157 1.555,27 1.593,93
8 179 1.773,48 1.817,56
8A 181 1.791,40 1.835,98
9 201 1.988,58 2.038,08
9A 207 2.047,85 2.098,83

– Nota (*) –
Più € 10,33 a titolo di EDR (ex protocollo interconfederale 31/7/1992

– Nota (**) –
Più € 5,16 di superminimo

Settori lampade e display

Liv.

Param.

Minimi all’1/1/2021

Minimi all’1/1/2022

L 100 955,96 979,72
I 114,6 1.095,78 1.123,01
H 117 1.131,40 1.159,20
G 126 1.198,38 1.228,32
F 138,9 1.316,52 1.349,52
E 149,3 1.419,45 1.454,92
D 153 1.479,44 1.515,79
C 172,6 1.646,56 1.687,57
B 191 1.823,12 1.868,50
A 214,9 2.024,17 2.075,23

 

ABI e ASSOTURISMO- CONFESERCENTI: firmato il Protocollo

Sottocritto il protocollo d’intesa al fine di poter utilizzare al meglio il Bonus vacanze tra ABI e ASSOTURISMO

Come risaputo, è stato previsto il ”Tax credit vacanze/Bonus vacanze” con il quale sarà possibile richiedere e usufruire del bonus, nella forma del credito, a decorrere dal 1/7/2020. Tale bonus pari a un massimo di 500 euro per nucleo familiare, con reddito ISEE fino a 40.000 euro, è usufruibile per l’80% come sconto sul corrispettivo dovuto al fornitore del servizio, il restante 20% come detrazione di imposta in sede di dichiarazione dei redditi dell’avente diritto. Lo sconto dell’80% sarà rimborsato al fornitore del servizio sotto forma di credito di imposta da utilizzare esclusivamente in compensazione, in alternativa è prevista la facoltà di cessione del credito di imposta a terzi, anche a banche o intermediari finanziari.
L’ABI e ASSOTURISMO, nel condividere l’importanza di agire sinergicamente affinché tale  bonus abbia un ampio e tempestivo utilizzo, stabiliscono di:
– attivare iniziative comunicazionali congiunte per diffondere la conoscenza della misura, anche attraverso la predisposizione di apposito materiale informativo;
– sollecitare i propri rispettivi associati a contribuire fattivamente alla diffusione e all’applicazione della misura;
– promuovere, mediante il coinvolgimento delle proprie strutture organizzative locali, iniziative in grado di favorire la conoscenza della misura e la definizione di accordi diretti volti a efficientare il processo di cessione del credito, in modo da mettere a disposizione risorse liquide aggiuntive per i fornitori di servizi turistico-ricettivi, nel rispetto della autonomia delle parti e delle normative esistenti;
– costituire, a tal fine, un tavolo di approfondimento sulle eventuali ulteriori possibili iniziative per favorire una più ampia conoscenza e applicazione efficiente del meccanismo di cessione del credito.

Pensione di vecchiaia per il personale viaggiante: precisazioni sul requisito anagrafico

Si forniscono precisazioni sul requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia per il personale viaggiante iscritto al soppresso Fondo di previdenza del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto.

Il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia per i lavoratori dipendenti appartenenti alle categorie individuate nell’allegato B della legge n. 205/2017, nonché per quelli impegnati in attività considerate particolarmente faticose e pesanti, al ricorrere delle condizioni previste, non deve essere adeguato alla speranza di vita stabilita per l’anno 2019. Per gli iscritti all’assicurazione generale obbligatoria e alle forme sostitutive ed esclusive della stessa e alla gestione separata, che abbiano svolto una o più delle attività considerate gravose o particolarmente faticose e pesanti per il periodo previsto dalla legge e che siano in possesso di un’anzianità contributiva pari ad almeno 30 anni, il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia resta fermo a 66 anni e 7 mesi anche per il biennio 2019/2020.
Il personale viaggiante iscritto al soppresso Fondo di previdenza del personale addetto ai pubblici servizi di trasporto può conseguire la pensione di vecchiaia “al raggiungimento del requisito anagrafico ridotto di cinque anni rispetto a quello tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio”. Al fine di individuare il requisito anagrafico tempo per tempo in vigore nel regime generale obbligatorio su cui applicare la riduzione di 5 anni, occorre far riferimento solo al requisito per la pensione di vecchiaia previsto per la generalità dei lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria, non assumendo alcuna rilevanza l’applicabilità di norme speciali, derogatorie ovvero eccezionali.
Dunque, per il biennio 2019/2020 il requisito anagrafico per l’accesso alla pensione di vecchiaia del personale viaggiante è di 62 anni anche se l’attività lavorativa rientra tra quelle considerate gravose o particolarmente faticose e pesanti. Detto requisito anagrafico resta invariato per il biennio 2021/2022.

Violazione del divieto di fumo durante l’orario di lavoro

In materia di licenziamento, la scala valoriale espressa dal CCNL deve costituire uno dei parametri cui occorre fare riferimento per riempire di contenuto la clausola generale sul recesso per giusta causa. Il principio generale subisce eccezione laddove la previsione negoziale ricolleghi ad un determinato comportamento giuridicamente rilevante solo una sanzione conservativa: in tal caso il giudice è vincolato dal contratto collettivo, trattandosi di una condizione di maggior favore fatta espressamente salva dal legislatore.

In tema di licenziamento per giusta causa, ai fini della proporzionalità tra addebito e recesso, rileva ogni condotta che, per la sua gravità, possa scuotere la fiducia del datore di lavoro e far ritenere la continuazione del rapporto pregiudizievole agli scopi aziendali, essendo determinante, in tal senso, la potenziale influenza del comportamento del lavoratore, suscettibile, per le concrete modalità e il contesto di riferimento, di porre in dubbio la futura correttezza dell’adempimento, denotando scarsa inclinazione all’attuazione degli obblighi in conformità a diligenza, buona fede e correttezza.
Spetta al giudice di merito valutare la congruità della sanzione espulsiva, non sulla base di una valutazione astratta dell’addebito, ma tenendo conto di ogni aspetto concreto del fatto, alla luce di un apprezzamento unitario e sistematico della sua gravità, rispetto ad un’utile prosecuzione del rapporto di lavoro, assegnandosi rilievo alla configurazione delle mancanze operata dalla contrattazione collettiva, all’intensità dell’elemento intenzionale, al grado di affidamento richiesto dalle mansioni, alle precedenti modalità di attuazione del rapporto, alla durata dello stesso, all’assenza di pregresse sanzioni, alla natura e alla tipologia del rapporto medesimo.
In particolare, la giusta causa di licenziamento è nozione legale ed il giudice non è vincolato dalle previsioni del contratto collettivo onde lo stesso può ritenere la sussistenza della giusta causa per un grave inadempimento o per un grave comportamento del lavoratore contrario alle norme della comune etica o del comune vivere civile ove tale grave inadempimento o tale grave comportamento, secondo un apprezzamento di fatto non sindacabile in sede di legittimità se congruamente motivato, abbia fatto venire meno il rapporto fiduciario tra datore di lavoro e lavoratore e, per altro verso, può escludere altresì che il comportamento del lavoratore costituisca di fatto una giusta causa, pur essendo qualificato tale dal contratto collettivo, in considerazione delle circostanze concrete che lo hanno caratterizzato.
Tuttavia la scala valoriale espressa dal contratto collettivo deve costituire uno dei parametri cui occorre fare riferimento per riempire di contenuto la clausola generale dell’art. 2119 c.c.
Il principio generale subisce eccezione ove la previsione negoziale ricolleghi ad un determinato comportamento giuridicamente rilevante solamente una sanzione conservativa: in tal caso il giudice è vincolato dal contratto collettivo, trattandosi di una condizione di maggior favore fatta espressamente salva dal legislatore. Pertanto, laddove alla mancanza sia ricollegata una sanzione conservativa, il giudice non può estendere il catalogo delle giuste cause o dei giustificati motivi di licenziamento oltre quanto stabilito dall’autonomia delle parti, a meno che non si accerti che le parti stesse “non avevano inteso escludere, per i casi di maggiore gravità, la possibilità di una sanzione espulsiva”, dovendosi attribuire prevalenza alla valutazione di gravità di quel peculiare comportamento, come illecito disciplinare di grado inferiore, compiuta dall’autonomia collettiva nella graduazione delle mancanze disciplinari. In ordine ai criteri di interpretazione di un contratto collettivo ed alla previsione di una scala valoriale recepita dal contratto collettivo, la Suprema Corte ha già affermato che, in considerazione della sua natura privatistica, vanno applicate le disposizioni dettate dall’art. 1362 c.c. e ss.,, che sussiste il divieto di interpretazione analogica delle clausole contrattuali e che l’interpretazione estensiva è possibile solo laddove risulti l'”inadeguatezza per difetto” dell’espressione letterale adottata dalle parti rispetto alla loro volontà, verifica che deve essere condotta con particolare severità in un contesto nel quale trova applicazione il principio generale secondo cui una norma che preveda una eccezione rispetto alla regola generale deve essere interpretata restrittivamente.

LAPIDEI – Piccola Industria (CONFIMI): erogazione elemento di garanzia retributiva

LAPIDEI – Piccola Industria (CONFIMI): erogazione elemento di garanzia retributiva

Spetta, nella busta paga del mese di giugno, l’elemento di garanzia retributiva ai lavoratori del settore lapidei piccola Industria Confimi

Limitatamente alle aziende che non sottoscrivono accordi aziendali e che svolgono la propria attività in territori dove non sono presenti accordi di secondo livello, ai dipendenti a tempo indeterminato, ai lavoratori dipendenti a tempo determinato di durata superiore a 6 mesi ed alle altre tipologie di lavoro subordinato in forza al Io gennaio di ogni anno, che abbiano percepito un trattamento retributivo composto esclusivamente da importi retributivi fissati dal CCNL (lavoratori privi di superminimi collettivi od individuali, premi annui o altri compensi comunque soggetti a contribuzione) viene riconosciuto un importo annuo pari a euro 314,00 lordi.
Il trattamento viene erogato in unica soluzione con le competenze del mese di giugno ed è corrisposto pro-quota con riferimento a tanti dodicesimi quanti sono stati i mesi di servizio prestati dal lavoratore, anche in modo non consecutivo, nell’anno precedente. La prestazione di lavoro superiore a 15 giorni viene considerata, a questi effetti, come mese intero.
Detto importo viene riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in funzione del normale orario di lavoro.
Al fine di favorire buone pratiche che producano soluzioni che siano rispondenti alle varie realtà territoriali ed aziendali, nonché adeguate offerte di servizi ai lavoratori, le parti intendono, in via sperimentale, offrire soluzioni che prevedano modalità diverse di fruizione di una parte dell’elemento di Garanzia Retributiva (E.G.R.) pari a 144,00 euro di cui al punto precedente.

Protocollo Abi – Confindustria Alberghi per incentivare i servizi turistici

Siglato il 25/6/2020, tra l’ABI e la CONFINDUSTRIA ALBERGHI, il protocollo d’intesa al fine di attivare iniziative comunicazionali congiunte per diffondere la conoscenza della misura del “Tax credit vacanze/Bonus vacanze”.

Premesso che l’Agenzia delle Entrate ha emanato il 17 giugno un provvedimento attuativo del “Tax credit vacanze/bonus vacanze” che disciplina le modalità per l’utilizzo del credito d’imposta da parte dell’impresa turistico ricettiva e l’eventuale cessione del credito, anche alle banche.
L’ABI e Confindustria Alberghi, nel condividere l’importanza di agire sinergicamente affinché la misura del “Tax credit vacanze/Bonus vacanze” abbia un ampio e tempestivo utilizzo, stabiliscono di:
– attivare iniziative comunicazionali congiunte per diffondere la conoscenza della misura, anche attraverso la predisposizione di apposito materiale informativo;
– sollecitare i propri rispettivi associati a contribuire fattivamente alla diffusione e all’applicazione della misura;
– promuovere, mediante il coinvolgimento delle proprie strutture organizzative locali, iniziative in grado di favorire la conoscenza della misura e la definizione di accordi diretti volti a efficientare il processo di cessione del credito, in modo da mettere a disposizione risorse liquide aggiuntive per i fornitori di servizi turistico-ricettivi, nel rispetto della autonomia delle parti e delle normative esistenti;
– costituire, a tal fine, un tavolo di approfondimento sulle eventuali ulteriori possibili iniziative per favorire una più ampia conoscenza e applicazione efficiente del meccanismo di cessione del credito.

Ente Bilaterale Metalmeccanici: Rimborso acquisto DPI

L’Ebm ha deliberato la proroga del termine per la presentazione delle richieste di Rimborso acquisto DPI per emergenza Covid-19

L’Ente Bilaterale Metalmeccanici, EBM, informa che il Comitato Esecutivo nella seduta del 30/6/2020, ha deliberato la proroga del termine per la presentazione della richiesta di “Rimborso acquisto DPI per Emergenza Covid-19”, al 12 luglio 2020.
Si ricorda infatti, che l’EBM aveva predisposto quanto segue:
– Misura del sussidio:
E’ previsto il Contributo alle aziende, del 50% per le spese sostenute per l’acquisto di DPI specifici come da protocollo di protezione del 14/03/2020 fino ad un massimo 300,00 euro, IVA esclusa.

– Periodo di riferimento spesa:

Il contributo è riconosciuto per gli acquisti effettuati nel periodo dal 23/2/2020 al 30/4/2020.

– Termine:

Attualmente a seguito dell’ultima delibera, l’EBM ha disposto che il termine di presentazione della domanda, inizialmente previsto al 30/6/2020, è prorogato al 12/7/2020.

Tutela integrativa alla CIGD nella provincia di Bolzano

Siglato il 10/6/2020, tra la Provincia Autonoma di Bolzano – Alto Adige, i rappresentanti delle Associazioni datoriali ed i rappresentanti delle Organizzazione Sindacali dei Lavoratori, l’accordo quadro locale fra la provincia autonoma di Bolzano e le parti sociali comparativamente più rappresentative a livello locale sui criteri di accesso al fondo territoriale di solidarietà bilaterale della provincia autonoma di Bolzano-Alto Adige per la tutela integrativa di persone in cassa integrazione guadagni.

Tale accordo prevede che ai lavoratori, la cui attività lavorativa è sospesa o ridotta nel periodo dal 23/2/2020 al 31/12/2020 per il motivo connesso all’emergenza epidemiologica Covid-19 può essere concessa una tutela integrativa rispetto al relativo trattamento di integrazione ordinaria, straordinaria, in deroga o dell’assegno ordinario.
La tutela integrativa può essere erogata al percettore del trattamento di integrazione salariale/assegno ordinario in base al principio della sussidiarietà per un periodo aggiuntivo massimo di 8 settimane in relazione alla durata massima prevista dalla legislazione vigente per il motivo connesso all’emergenza epidemiologica Covid-19.
Si accede alla tutela integrativa avente per oggetto la deroga sulla durata del trattamento integrativo, tramite domanda da parte datoriale a pena di inammissibilità entro la fine del nono mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. La domanda non è soggetta alla verifica dei requisiti di cui all’articolo 11 del D.Lgs. 14/9/2015, n. 148.
Aventi diritto sono i datori di lavoro di qualsiasi settore economico, incluso quello dell’artigianato, in caso di esaurimento della cassa di integrazione/assegno ordinario o qualsiasi altro Fondo, riferito esclusivamente alla motivazione Covid-19 – indipendentemente dalla durata o dall’ammontare delle risorse finanziarie disponibili – oppure nel caso in cui l’accesso alla cassa integrazione/assegno ordinario sia sospeso, anche solo temporaneamente. Per tale motivo la tutela integrativa può essere autorizzata dal Fondo anche nel caso in cui il datore di lavoro ha terminato il godimento delle “cinque settimane” e non può godere delle residue settimane previste dall’attuale o futura normativa nazionale, senza soluzione di continuità.
Il beneficio della tutela integrativa può essere concessa con la modalità del pagamento diretto da parte della competente sede territoriale INPS a favore delle persone avente diritto oppure tramite pagamento a conguaglio, previa autorizzazione da parte del Fondo.
Il Fondo autorizza la competente gestione assicurativa obbligatoria della contribuzione correlata per i periodi di erogazione della tutela integrativa prevista del presente accordo.