Ultimi giorni per il versamento EBNA

Entro il 16 dicembre ricorre il versamento mensile di € 7,65 per dipendente in forza più una quota variabile pari allo 0,60% della retribuzione imponibile (0,45 a carico della ditta e 0,15 a carico del dipendente), tramite modello F24, evidenziando il codice tributo EBNA.

Le Organizzazioni sindacali e imprenditoriali comparativamente più rappresentative a livello nazionale dell’artigianato (Confartigianato, CNA, Casartigiani. CLAAI, e CGIL, CISL e UIL) sono intervenute a più riprese in materia di ammortizzatori sociali, con cui hanno definito il campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA), la contribuzione obbligatoria da gennaio 2016 e le prestazioni erogabili. Di recente, però, con l’accordo sottoscritto il 7/2/2018, le Parti Sociali hanno rivisto il campo di applicazione, per effetto di disposizioni ministeriali che hanno definito con precisione quali aziende hanno l’obbligo di versare a FSBA e quali, invece, rientrano nel Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.) di gestione pubblica.
Si sono perciò definiti due percorsi possibili, a seconda che sussista o meno l’obbligo normativo di contribuzione a FSBA e/o l’obbligo contrattuale di adesione alla bilateralità artigiana.
Prima casistica:
– Imprese artigiane con C.S.C. (Codice Statistico Contributivo) che inizia con 4, a prescindere dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (FSBA) – Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti inferiore o uguale a 5, escluse dal campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
– Enti e società costituiti, partecipati o promossi dalle Organizzazioni sottoscrittrici dell’Accordo e le stesse Organizzazioni, a prescindere dal C.S.C., dal CCNL applicato e dal n. dei dipendenti, rientranti nel campo di applicazione di FSBA
Quote contributive
Quota fissa:
€ 7,65 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Quota variabile, calcolata sull’imponibile previdenziale mensile (comprese le mensilità aggiuntive), applicando le seguenti percentuali:
– 0,45%, a carico del datore di lavoro;
– 0,15%, a carico del dipendente (percentuali dovute dalla mensilità di luglio 2016)
Seconda casistica
– Imprese artigiane rientranti nel campo di applicazione del Titolo I del Decreto Legislativo n. 148/2015 (integrazioni salariali ordinarie e straordinarie)
– Imprese con C.S.C. diverso da 4, che applicano un CCNL artigiano e con un n. di dipendenti superiore a 5, rientranti nel campo di applicazione del Fondo di Integrazione Salariale (F.I.S.)
Quote contributive
Quota fissa:
€ 10,42 mensili per ogni dipendente in forza e per 12 mensilità
Si precisa che, in ogni caso, sono escluse le imprese appartenenti al settore contrattuale dell’edilizia e affini.
Il contributo si calcola, in entrambe le casistiche, per tutti i lavoratori dipendenti in forza, inclusi gli apprendisti ed esclusi i dirigenti, i lavoratori a domicilio e con contratto di lavoro non subordinato (co.co.pro., stage, ecc.).
Per i lavoratori a chiamata, la contribuzione è dovuta se è prevista l’indennità di disponibilità e nel caso di attività lavorativa prestata a seguito di chiamata.
La quota fissa corrisposta in entrambe le casistiche è dovuta nella stessa misura sia per i lavoratori a tempo pieno, sia per quelli a tempo parziale.
La quota variabile corrisposta nel caso di imprese rientranti nella prima casistica si calcola considerando anche le mensilità aggiuntive (per es. la tredicesima mensilità) e, la quota a carico del dipendente, deve essere trattenuta in busta paga.
In assenza di retribuzione imponibile previdenziale nel mese (es. maternità, infortunio, etc.) resta comunque dovuta la quota fissa mensile.
Il contributo mensile previsto nella prima casistica (la quota fissa e la quota variabile sono indivisibili e si versano insieme), permette l’accesso alle prestazioni del Fondo Bilaterale Artigianato Sardegna (FSBA) e alle ulteriori prestazioni previste dalla contrattazione collettiva nazionale e regionale, consentendo all’azienda di adempiere a tutti gli obblighi normativi e contrattuali in materia di bilateralità artigiana, nei confronti dei lavoratori, e di usufruire essa stessa di agevolazioni.
Se l’azienda rientra, invece, nella seconda casistica, l’adesione all’E.B.A.S. consente di adempiere agli obblighi contrattuali in materia di bilateralità artigiana, con la possibilità di accedere ai vari servizi previsti dalla contrattazione, esclusi gli ammortizzatori sociali che sono a carico dell’Ente pubblico.
Si precisa che l’adesione all’Ente Bilaterale si perfeziona con l’invio, tramite posta certificata, all’indirizzo ebas.sardegna@pec.it, o posta ordinaria, della domanda di adesione e dell’allegato L2, scaricabili dalla sezione “Adesione” del sito internet dell’Ente, all’indirizzo www.ebas.sardegna.it.

Contributo di solidarietà INPS

L’impresa è tenuta al pagamento all’INPS del cd. “contributo di solidarietà”, calcolato applicando la percentuale del 10% sull’importo della quota fissa destinato a finanziare le prestazioni. Partendo dalla quota fissa pagata mensilmente per ogni lavoratore, con riferimento alle due suddette casistiche.

Regolarità contributiva

Per l’accesso alle prestazioni del Fondo Sostegno al Reddito e agli altri servizi previsti dalla contrattazione in materia di bilateralità, a beneficio delle aziende e dei lavoratori, è richiesta all’azienda la regolarità delle quote versate da gennaio 2016.
Eventuali subentri di imprese per effetto di trasformazioni, cessioni, donazioni possono produrre un trasferimento della posizione contributiva dall’impresa cedente a condizione che quest’ultima non svolga più attività.
Anche per l’accesso alle prestazioni del Fondo di Solidarietà Bilaterale per l’Artigianato (Assegno ordinario e Assegno di solidarietà), per riduzioni/sospensioni dell’attività lavorativa, nei casi previsti dal Regolamento di FSBA, è richiesta all’azienda la regolarità da gennaio 2016, con le eccezioni previste dallo stesso Regolamento nel caso di trasferimento o trasformazione societaria, imprese neo costituite o nel caso di mutamento della natura giuridica dell’impresa.

Nuova funzionalità app INPS Mobile dedicata alla NASpI

Per agevolare il controllo dello stato di avanzamento di una domanda di NASpI, è previsto il rilascio – entro la fine dell’anno – di una nuova funzionalità dell’app INPS Mobile dedicata alla NASpI, che consentirà agli utenti di consultare lo stato di avanzamento della domanda.

Attraverso queste nuove funzionalità, sarà possibile consultare l’esito della domanda via web attraverso il servizio online dedicato, ricevere avvisi tramite SMS, consultare la domanda sull’app e gli avvisi personalizzati nell’area MyINPS.
È in corso di realizzazione, infatti, un servizio automatico di comunicazione tramite SMS che, con brevi messaggi, comunica l’avvenuta ricezione di una domanda presentata telematicamente e fornisce indicazioni sullo stato di avanzamento della domanda presentata. Inoltre il beneficiario NASpI che abbia fornito il suo recapito telefonico al momento della presentazione della domanda, riceverà SMS che segnalano l’avvio della liquidazione della prima rata della prestazione.

Il beneficiario di NASpI può altresì verificare online l’esito della domanda e lo stato dei pagamenti della prestazione accedendo autonomamente alla propria sezione MyInps – previo inserimento PIN – cliccando sulla voce “I tuoi avvisi”.
Nella sezione dedicata, sarà possibile trovare tre tipi di avvisi:
“notifica di invio comunicazione epistolare”: avviso con link che rimanda alla lettera di accoglimento/rigetto o richiesta documentazione, inviata tramite Postel da cui l’utente può visualizzare e scaricare in pdf la comunicazione, che resta disponibile anche in caso di smarrimento della lettera;
“avviso di pagamento Disoccupazione non agricola dal”: avviso di liquidazione di ogni rata di NASpI con indicazione dell’importo lordo liquidato sul conto corrente indicato nella domanda;
“avviso di possibile diritto all’indennità NASpI”: avviso con link di accesso alla domanda precompilata (Comunicato Inps 6 dicembre 2018).

Aspetti contrattuali in scadenza nel 2018 per il CCNL Giocattoli Artigianato Veneto

Aspetti economici e normativi vigenti fino al 31/12/2018 per i dipendenti delle imprese artigiane della regione Veneto che rientrano nella sfera di applicazione dei CCNL Tessile Abbigliamento Calzature Bambole e Giocattoli, Pulitintolavanderie, Occhialeria – Ottica.

Elemento Economico di secondo livello

Sino al 31/12/2018, sarà erogato un elemento regionale transitorio (ERT), esclusivamente ad operai, impiegati e quadri (con esclusione degli apprendisti), per le ore effettivamente lavorate e nelle misure mensili/orarie sotto indicate in euro.
 

Settore Tessile Abbigliamento Calzature Bambole e Giocattoli
 

Livello

Mensile

Orario

6S 25,80 0,14913
6 23,00 0,13295
5 19,40 0,11214
4 16,60 0,09595
3 15,00 0,08670
2 13,50 0,07803
1 11,80 0,06820

Settore Occhialeria Ottica
 

Livello

Mensile

Orario

6 21,40 0,12370
5 18,60 0,10751
4 15,80 0,09133
3 13,80 0,07977
2 12,80 0,07399
1 11,50 0,06647

Settore Pulitintolavanderie
 

Livello

Mensile

Orario

6S 27,40 0,15838
6 24,60 0,14220
5 20,60 0,11907
4 17,40 0,10058
3 16,00 0,09248
2 14,40 0,08323
1 12,60 0,07283

A partire dall’1/1/2019 tale elemento decadrà, salvo accordi diversi tra le parti stipulanti il presente contratto.
L’ERT è omnicomprensivo, viene escluso dal calcolo del TFR ed include le incidenze su ferie, gratifica natalizia e/o tredicesima mensilità; non avendo le caratteristiche di premio di produttività tale somma non potrà godere dei benefici della detassazione di cui alla legge 208/2015 (Legge Stabilità 2016).
Ai fini dell’erogazione dell’ERT saranno considerate come ore lavorate le ore di permessi retribuiti per assemblee, le ore di permesso per l’esercizio di cariche sindacali elettive previste dal contratto regionale di lavoro. Inoltre dovrà tener conto anche dell’ERT la retribuzione riconosciuta al dipendente assente per infortunio sul lavoro avvenuto all’interno dell’azienda.

Quota di adesione contrattuale alla previdenza complementare
 

Il datore di lavoro fino al 31/12/2018, è tenuto a versare mensilmente e per 12 mensilità all’anno una quota di € 10,00 quale “quota di adesione contrattuale” ad un Fondo negoziale di previdenza complementare dell’artigianato (di seguito Fondo) prescelto dal lavoratore. Nel caso di lavoratori part time con orario pari o inferiore al 50% la quota è fissata convenzionalmente in € 5,00 mensili.
La somma di € 10,00 (o di 5,00 € nel caso di part time come sopra definito) sarà versata obbligatoriamente per ogni lavoratore inquadrato come impiegato, quadro ed operaio. Nel caso di lavoratori inquadrati come apprendisti la somma è indicata convenzionalmente in 5,00 €.

Gestione dei regimi di orario attraverso la variabilità plurimensile dell’orario di lavoro
 

Nell’ambito delle disposizioni previste dal CCNL rispetto alla gestione dei regimi di orario e fermo restando la previsione di utilizzo dell’ istituto della “flessibilità” previsto dal vigente contratto nazionale e della Banca ore prevista dal CCRL, per far fronte alle frequenti e non programmabili variazioni di intensità nell’attività aziendale, sino al 31/12/2018, l’orario contrattuale di lavoro settimanale, pari a 40 ore nel caso di full time o sulla base dell’orario pattuito nel caso di part time potrà essere realizzato come media nell’arco temporale dell’anno (o per un periodo inferiore all’anno) nel limite massimo di 48 ore settimanali da intendersi come media nei 12 mesi.
Tale strumento andrà adottato in alternativa alla flessibilità
Rimangono ferme le disposizioni previste dal CCNL in merito alle intese tra azienda e lavoratori per l’effettuazione delle ore eccedenti le 40 ore settimanali.
Dal punto di vista operativo, nel caso in cui alla fine di ciascun mese le ore prestate siano eccedenti quelle normali retribuibili del mese, la parte eccedente sarà accantonata in un “conto individuale”.
Per tali ore verrà riconosciuta, nel mese di effettiva prestazione lavorativa la sola maggiorazione del 10% nel caso di tempo pieno ed il 5% nel caso di part time.
Qualora risultasse nel mese una media settimanale inferiore all’orario contrattuale, la quantità necessaria di ore per raggiungere l’orario medio contrattuale sarà prelevata nell’ordine fino a concorrenza rispettivamente dal conto individuale, dall’accantonamento annuo di compensazione o, eccezionalmente, in carenza di capienza del citato monte ore, utilizzando altri istituti retributivi differiti nel rispetto delle norme contrattuali o di legge.
Le ore accantonate e non utilizzate del conto ore individuale saranno erogate con la busta paga del mese successivo alla scadenza del periodo di gestione della “variabilità plurimensile” con l’applicazione della retribuzione corrente al momento della liquidazione, incrementata della maggiorazione del 20% e per il lavoratore part time pari al 5%.
Tutti gli istituti retributivi diretti indiretti e differiti saranno calcolati su un orario medio settimanale contrattuale di 40 ore ovvero sull’orario pattuito nel caso di part time.
Il ricorso ai lavoro straordinario non può superare le 220 ore annue. Per quanto riguarda i lavoratori part time l’orario di lavoro non può superare l’orario a tempo pieno.

Bonifica di beni contenenti amianto: va sempre verificata la formazione del responsabile tecnico

La formazione del responsabile tecnico di imprese iscritte nella categoria 10 dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, relative alla bonifica di beni contenenti amianto, deve essere sempre verificata, anche per coloro nominati prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina (Ministero Ambiente – circolare n. 152/2018).

Il Ministero dell’ambiente ha fornito chiarimenti riguardanti il Responsabile tecnico di imprese iscritte nella categoria 10 dell’Albo nazionale dei gestori ambientali, relative alla bonifica di beni contenenti amianto, precisando che il responsabile tecnico di una impresa iscritta nella categoria 10A dell’Albo dei gestori ambientali deve essere in possesso di particolari requisiti tra cui idoneo titolo di studio, esperienza maturata nel settore e aggiornamento.

Il possesso dei suddetti requisiti è soggetta ad una verifica iniziale, anche per il responsabile tecnico nominato prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina, ed è valida anche ai fini dell’iscrizione nella categoria 10B.

Per l’iscrizione nella categoria 10B, non è ritenuta valida l’esperienza maturata dal responsabile tecnico nelle attività di cui alla categoria 10A. Pertanto in mancanza della specifica esperienza nelle attività di cui alla categoria 10B, il responsabile tecnico in questione potrà assumere l’incarico solo per la categoria 10B, classe E.

Indennità di maternità per le lavoratrici libere professioniste

Il Ministero del lavoro fornisce chiarimenti in merito all’interpretazione dell’articolo 70, comma 2, del d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, concernente la base di calcolo del reddito della libera professionista ai fini della determinazione dell’indennità di maternità spettante alla stessa, relativamente all’ipotesi in cui essa rientri in Italia dopo aver svolto continuativamente un’attività lavorativa o aver conseguito un titolo di studio all’estero.

L’articolo 70, d.lgs. n. 151/2001 riconosce alla madre libera professionista, iscritta ad un ente che gestisce forme obbligatorie di previdenza (e in caso di sua mancanza, al padre che sia libero professionista) un’indennità per i due mesi antecedenti e i tre successivi al parto. Il comma 2, stabilendo la misura di tale indennità nella percentuale pari “all’ottanta per cento di cinque dodicesimi del solo reddito professionale percepito e denunciato ai fini fiscali […]” mira a garantire un adeguato grado di sostitutività dell’indennità rispetto al reddito durante il periodo protetto, al fine di evitare un trattamento meno favorevole e – conseguentemente – discriminatorio, collegato allo stato di gravidanza o di maternità.
La legge n. 238/2010, per altro verso, stabilisce che i redditi di lavoro dipendente, i redditi d’impresa e quelli di lavoro autonomo percepiti dai cittadini dell’Unione europea che – dopo aver risieduto per almeno due anni in Italia ed aver lavorato o conseguito un titolo di studio all’estero – siano assunti o inizino un’attività autonoma in Italia, concorrano alla formazione della base imponibile nella misura, rispettivamente, del 20 per cento per le lavoratrici e del 30 per cento per i lavoratori. Allo stesso modo l’articolo 16, comma 1, del d.lgs. n. 147/2015 prevede che, a determinate condizioni, i redditi di lavoro dipendente e di lavoro autonomo prodotti in Italia da lavoratori che vi trasferiscono la residenza, concorrano alla formazione del reddito complessivo limitatamente al cinquanta per cento del suo ammontare.

Trattasi dunque di disposizioni la cui ratio è ben sintetizzata dall’articolo 1, comma 1, della legge 238 citata, il quale individua come finalità dell’intervento normativo quella di “[…] contribuire allo sviluppo del Paese mediante la valorizzazione delle esperienze umane, culturali e professionali maturate dai cittadini dell’Unione europea che hanno risieduto continuativamente per almeno ventiquattro mesi in Italia […]” e che decidano di farvi ritorno. A tale scopo, il legislatore ha previsto incentivi fiscali sotto forma di riduzione della base imponibile del reddito.
Pertanto, una professionista madre, che abbia i requisiti per accedere agli incentivi fiscali previsti dalle citate disposizioni, continua ad aver diritto alla parametrazione dell’indennità di maternità al “reddito pieno” percepito prima dell’inizio del periodo di cui all’articolo 70, comma 1, del decreto legislativo n. 151, proprio al fine di realizzare le tutele individuate dal legislatore nei confronti delle lavoratrici madri. Tale reddito, effettivamente “percepito e denunciato” continua a costituire, peraltro, la base imponibile per il versamento dei contributi di previdenza obbligatoria, posto che la legge 30 dicembre 2010, n. 238, nonché il decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 147, dispongono esclusivamente benefici fiscali.
Diversamente, ove si considerasse quale base imponibile ai fini previdenziali il reddito “abbattuto” ai fini fiscali, la professionista che goda dei suddetti incentivi verrebbe a maturare, in corrispondenza, prestazioni pensionistiche proporzionalmente ridotte, senza in definitiva fruire di alcun beneficio.

Pubblicate le retribuzioni del CCNL del contoterzismo in agricoltura

 

Pubblicate le tabelle retributive del contratto per i lavoratori dipendenti delle imprese che esercitano attività agromeccaniche

A seguito del rinnovo del CCNL avvenuto a maggio 2018, vengono ora pubblicate le tabelle retributive sulla base degli aumenti decorrenti dall’1/1/2018, 1/1/2019 e 1/1/2020

Decorrenza 1/1/2018

Retribuzione nazionale conglobata mensile

Livello

Min. naz. con C.I.T.

Min. naz. senza C.I.T.

6 1.275,12 1.295,12
5 1.241,70 1.481,70
4 1.540,67 1.560,67
3 1.679,03 1.699,03
2 1.813,21 1.833,21
1 1.921,51 1.941,51

Decorrenza 1/1/2019

Retribuzione nazionale conglobata mensile

Livello

Min. naz. con C.I.T.

Min. naz. senza C.I.T.

6 1.292,26 1.312,26
5 1.484,84 1.504,84
4 1.566,38 1.586,38
3 1.709,03 1.729,03
2 1.847,50 1.867,50
1 1.959,22 1.979,22

Decorrenza 1/1/2020

Retribuzione nazionale conglobata mensile

Livello

Min. naz. con C.I.T.

Min. naz. senza C.I.T.

6 1.315,12 1.335,12
5 1.515,70 1.535,70
4 1.600,67 1.620,67
3 1.749,03 1.769,03
2 1.893,21 1.913,21
1 2.009,51 2.029,51

Mobbing, escluso l’intento persecutorio se le condizioni sono comuni a più lavoratori

12 di 2018 Per la configurabilità del mobbing devono ricorrere: comportamenti persecutori, sistematici e prolungati nel tempo, da parte del datore di lavoro o anche di altri dipendenti; l’evento lesivo della salute del dipendente; il nesso eziologico tra le condotte ed il pregiudizio subito; l’intento persecutorio. Al riguardo, tale volontà persecutoria può essere smentita dalla ricorrenza di condizioni comuni a tutti i dipendenti addetti alle medesime lavorazioni.

Una Corte di appello territoriale, confermando la pronuncia del Tribunale di prime cure, aveva respinto la domanda di un lavoratore di accertamento di una condotta di mobbing e di condanna del datore di lavoro al conseguente risarcimento del danno. La Corte aveva infatti rilevato che il materiale istruttorio smentiva ogni volontà persecutoria, nonché qualsiasi trattamento differenziato del lavoratore rispetto agli altri dipendenti adibiti alla stessa mansione.
Avverso tale pronuncia ricorre in Cassazione il lavoratore, lamentando principalmente che la Corte di merito aveva trascurato il criterio di riparto degli oneri probatori.
Per la Suprema Corte il ricorso non è fondato. Per la configurabilità del mobbing lavorativo, infatti, devono ricorrere:
– una serie di comportamenti di carattere persecutorio, illeciti o anche leciti se considerati singolarmente, che siano posti in essere contro la vittima in modo sistematico e prolungato nel tempo, da parte del datore di lavoro o di un suo preposto o anche da parte di altri dipendenti;
– l’evento lesivo della salute, della personalità o della dignità del dipendente;
– il nesso eziologico tra le descritte condotte e il pregiudizio subito dalla vittima;
– l’intento persecutorio unificante di tutti i comportamenti lesivi.
In tale ottica, la Corte distrettuale ha correttamente respinto la domanda non avendo ravvisato la ricorrenza di tutti gli elementi che caratterizzano il fenomeno del mobbing ed avendo accertato che ogni volontà persecutoria è smentita proprio dai testi i quali hanno descritto condizioni comuni a tutti gli operai addetti alle medesime lavorazioni del ricorrente.

I nuovi contributi da versare alla Cassa Edile di Chieti

12/12/2018 Si riportano le percentuali contributive da versare alla Cassa Edile di Chieti a decorrere dal 1° ottobre 2010

ALIQUOTE CONTRIBUTIVE IN VIGORE DAL 1/10/2018

Contributi Cassa Edile Chieti

Imprese

Lavoratori

Totali

1) Contributo Cassa Edile 2,08% 0,42% 2,50%
2) Quota Territoriale Servizio Sindacale 0,58% 0.58% 1,16%
3) Quota Nazionale Servizio Sindacale 0,22% 0,22% 0,44%
4) Contributo A.P.E. (F.N.A.P.E. 3,5%) 1,80%   1,80%
5) Contributo E.F.S.E. Chieti (Scuola Edile/CPT) 1,00%   1,00%
6) Contributo Fondo Prepensionamento (ex Lavori Usuranti) 0,10%   0,10%
7) Contributo Fondo rischi capitoli di spesa in “default” 0,60%   0,60%
8) Contributo Fondo Sanitario Nazionale (*) 0,35%   0,35%
9) Contributo Fondo Incentivo all’Occupazione (*) 0,10%   0,10%
10) Contributo aggiuntivo Fondo Prepensionamento (*) 0,10%   0,10%

TOTALE CONTRIBUTI

6,93%

1,22%

8,15%

11) Contributo Fondo Sanitario Nazionale Impiegati (**) 0,26%   0,26%
12) Contributo per attività di RLST 0,30%   0,30%
13) Contributo Assoc. Naz. fuori Provincia (Ance) 1,30%   1,30%
14) Contributo Assoc. Naz. Provincia CH (Ance) 0,50%   0,50%

– (*) –

I contributi di cui ai punti 8, 9, 10 e 11 decorrenti dall’1/10/2018 saranno conteggiati all’interno della denuncia del mese di dicembre 2018 (da pagare entro il 31/01/2019) come da comunicazioni CNCE n. 639-640-641.

Il contributo di cui al punto 8 deve essere calcolato su di un minimo di 120 ore.

– (**) –

Il nuovo contributo di cui al punto 11 concerne gli eventuali impiegati in forza per i quali l’impresa dovrà versare un contributo pari allo 0,26% su minimo, contingenza, edr e premio produzione.

Accordo quadro per la stabilizzazione dei precari nelle fondazioni liriche e sinfoniche

 

Sottoscritto un accordo per affrontare il tema dei precari nelle fondazioni liriche e sinfoniche

L’ accordo, mantenendo il diritto di precedenza, permette di assumere artisti e tecnici con decorrenza a partire dal 25 ottobre 2018 per un massimo di 12 mesi.
Lo stesso prevede, poi,  che si avvii un percorso di stabilizzazione nelle singole Fondazioni Liriche verificando le carenze rispetto alle piante organiche, per cui ciascun territorio dovrà verificare la possibilità di aprire i concorsi a saturazione dei posti disponibili, tenendo conto della sostenibilità economico/finanziaria.
L’accordo, infine, ribadisce la necessità di un tavolo con i Ministeri del lavoro e dei Beni Culturali per affrontare il tema della riforma del settore e impegna le parti a chiedere la soluzione al tema del precariato.
Entro giugno 2019 è previsto un incontro nazionale per verificare l’applicazione dell’accordo sottoscritto.

Ultime comunicazioni dal Fondo Sanitario Gomma Plastica FASG&P

Il Fondo sanitario FASG&P fornisce chiarimenti sulla deducibilità dei contributi versati al Fondo FASG&P – e sulla disciplina applicabile in materia previdenziale

La prima segnalazione riguarda l’avvenuta iscrizione del Fondo FASG&P per l’annualità 2018 all’Anagrafe dei Fondi Sanitari di cui al Decreto del Ministero della Salute del 31/3/2008 e del 27/10/2009.
Per effetto di tale evento, e su richiesta delle aziende e dei lavoratori iscritti, il Fondo, il fondo fornisce due importanti chiarimenti relativi al:

a) Trattamento ai fini previdenziali
Per quanto riguarda il trattamento previdenziale applicabile ai contributi assistenziali versati dall’Azienda al Fondo FASG&P, si conferma che lo stesso in continuità con le annualità precedenti, in cui vi era l’assenza dell’iscrizione del Fondo FASG&P all’Anagrafe dei Fondi, deve continuare ad essere versato dalle Aziende.

b) Trattamento ai fini fiscali
A seguito dell’avvenuta iscrizione del Fondo FASG&P all’Anagrafe dei Fondi Sanitari per l’anno 2018, i contributi versati in favore dei dipendenti (e dei percettori di reddito di lavoro assimilato) non sono imponibili ai fini fiscali per gli stessi nella annualità 2018.
Nel caso in cui siano stati provvisoriamente tassati a fini prudenziali, potranno essere detassati ad opera del sostituto di imposta in sede di c.d. conguaglio annuale