Pronto il nuovo modello IVA TR

Approvato il nuovo modello IVA TR che sostituisce quello precedente disciplinandone la reperibilità, le caratteristiche tecniche e grafiche per la stampa e le specifiche tecniche necessarie per l’invio dei dati contenuti nelle suddette istanze. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 26 marzo 2020, n. 144055).

Il modello IVA TR con le relative istruzioni e le specifiche tecniche per la trasmissione telematica dei dati viene utilizzato per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, comprensivo del prospetto riepilogativo riservato all’ente o società controllante per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale del gruppo.
Il nuovo modello è utilizzato in luogo del modello approvato lo scorso anno, a decorrere dalle richieste di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA relativo al primo trimestre dell’anno d’imposta 2020, e va presentato entro l’ultimo giorno del mese successivo al trimestre di riferimento. La trasmissione per via telematica, direttamente o per il tramite degli intermediari abilitati, dei dati contenuti nel modello deve essere effettuata secondo le sue specifiche tecniche.
È fatto comunque obbligo ai soggetti incaricati della trasmissione telematica di rilasciare al contribuente la richiesta di rimborso o di utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale, redatta su modelli conformi per struttura e sequenza a quelli approvati.
Al fine di adeguare al quadro normativo attuale il modello IVA TR per la richiesta di rimborso o per l’utilizzo in compensazione del credito IVA trimestrale si è reso necessario aggiornare il modello, le relative istruzioni per la compilazione e le specifiche tecniche per tenere conto delle disposizioni contenute nel decreto del MEF del 27 agosto 2019, con il quale sono state innalzate le percentuali di compensazione per alcuni prodotti o gruppi di prodotti.

Emergenza Coronavirus: nuova stretta sulle attività essenziali

A seguito del confronto intercorso tra il Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli, il Ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri e le sigle sindacali nazionali, sono state apportate alcune modifiche all’allegato 1 del DPCM del 22 marzo 2020 che riducono l’elenco delle attività essenziali (D.M. 26 marzo 2020).

DPCM 22 marzo 2020

Sono sospese tutte le attività produttive industriali e commerciali, ad eccezione di quelle indicate in tabella e salvo quanto di seguito disposto.
Le attività produttive che sarebbero sospese possono comunque proseguire se organizzate in modalità a distanza o lavoro agile. L’elenco dei codici indicati in tabella può essere modificato con decreto del Ministro dello sviluppo economico, sentito il Ministro dell’economia e delle finanze.
Le attività professionali non sono sospese e restano ferme le previsioni di cui all’art. 1, punto 7, dpcm 11 marzo 2020:
a) sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;
b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;
c) siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;
d) assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;
e) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali.
Per le pubbliche amministrazioni resta fermo quanto previsto dall’art. 87 del decreto legge 17 marzo 2020 n. 18. Resta fermo, per le attività commerciali, quanto disposto dal dpcm 11 marzo 2020 e dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020.
Restano sempre consentite anche le attività che sono funzionali ad assicurare la continuità delle filiere delle attività indicate in tabella, nonché dei servizi di pubblica utilità e dei servizi essenziali, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, nella quale sono indicate specificamente le imprese e le amministrazioni beneficiarie dei prodotti e servizi attinenti alle attività consentite; il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della comunicazione resa.
E’ sempre consentita l’attività di produzione, trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci, tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici nonché di prodotti agricoli e alimentari. Resta altresì consentita ogni attività comunque funzionale a fronteggiare l’emergenza.
Sono consentite le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo, previa comunicazione al Prefetto della provincia ove è ubicata l’attività produttiva, dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti. Il Prefetto può sospendere le predette attività qualora ritenga che non sussistano le condizioni di cui al periodo precedente. Fino all’adozione dei provvedimenti di sospensione dell’attività, essa è legittimamente esercitata sulla base della dichiarazione resa. In ogni caso, non è soggetta a comunicazione l’attività dei predetti impianti finalizzata a garantire l’erogazione di un servizio pubblico essenziale.
Sono consentite le attività dell’industria dell’aerospazio e della difesa, nonché le altre attività di rilevanza strategica per l’economia nazionale, previa autorizzazione del Prefetto della provincia ove sono ubicate le attività produttive.
Il Prefetto informa delle comunicazioni ricevute, delle autorizzazioni e dei provvedimenti emessi il Presidente della regione o della Provincia autonoma, il Ministro dell’Interno, il Ministro dello sviluppo economico, il Ministro del lavoro e delle politiche sociali e le forze di polizia.
Le imprese le cui attività non sono sospese rispettano i contenuti del protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro sottoscritto il 14 marzo 2020 fra il Governo e le parti sociali.
Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del dpcm in oggetto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 25 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.
Le nuove disposizioni producono effetto dalla data del 23 marzo 2020 e sono efficaci fino al 3 aprile 2020. Le stesse si applicano, cumulativamente a quelle di cui al dpcm 11 marzo 2020 nonché a quelle previste dall’ordinanza del ministro della Salute del 20 marzo 2020 i cui termini di efficacia, già fissati al 25 marzo 2020, sono entrambi prorogati al 3 aprile 2020.

Elenco delle attività essenziali (modificato dal D.M. 25 marzo 2020)

Il decreto del Ministero dello Sviluppo Economico ha completamnete sostituito l’elenco delle attività essenziali di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020. Di seguito si fornisce l’elenco aggiornato:

ATECO DESCRIZIONE
1 Coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali
3 Pesca e acquacoltura
5 Estrazione di carbone
6 Estrazione di petrolio greggio e di gas naturale
09.1 Attività dei servizi di supporto all’estrazione di petrolio e di gas naturale
10 Industrie alimentari
11 Industria delle bevande
13.96.20 Fabbricazione di altri articoli tessili tecnici ed industriali
13.95 Fabbricazione di tessuti non tessuti e di articoli in tali materie (esclusi gli articoli di abbigliamento)
14.12.00 Confezioni di camici, divise e altri indumenti da lavoro
16.24 Fabbricazione di imballaggi in legno
17 Fabbricazione di carta (ad esclusione dei codici: 17.23 e 17.24)
18 Stampa e riproduzione di supporti registrati
19 Fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio
20 Fabbricazione di prodotti chimici (ad esclusione dei codici: 20.12 – 20.51.01 – 20.51.02 – 20.59.50 – 20.59.60)
21 Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base e di preparati farmaceutici
22.2 Fabbricazione di articoli in materie plastiche (ad esclusione dei codici: 22.29.01 e 22.29.02)
23.13 Fabbricazione di vetro cavo
23.19.10 Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia
25.21 Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale
25.92 Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo
26.6 Fabbricazione di apparecchi per irradiazione, apparecchiature elettromedicali ed elettroterapeutiche
27.1 Fabbricazione di motori, generatori e trasformatori elettrici e di apparecchiature per la distribuzione

 e il controllo dell’elettricità

27.2 Fabbricazione di batterie di pile e di accumulatori elettrici
28.29.30 Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la confezione e per l’imballaggio
28.95.00 Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse parti e accessori)
28.96 Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori)
32.50 Fabbricazione di strumenti e forniture mediche e dentistiche
32.99.1 Fabbricazione di attrezzature ed articoli di vestiario protettivi di sicurezza
32.99.4 Fabbricazione di casse funebri
33 Riparazione e manutenzione installazione di macchine e apparecchiature

(ad esclusione dei seguenti codici: 33.11.01, 33.11.02, 33.11.03, 33.11.04,

 33.11.05, 33.11.07, 33.11.09, 33.12.92, 33.16, 33.17)

35 Fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata
36 Raccolta, trattamento e fornitura di acqua
37 Gestione delle reti fognarie
38 Attività di raccolta, trattamento e smaltimento dei rifiuti; recupero dei materiali
39 Attività di risanamento e altri servizi di gestione dei rifiuti
42 Ingegneria civile (ad esclusione dei seguenti codici: 42.91, 42.99.09 e 42.99.10)
43.2 Installazione di impianti elettrici, idraulici e altri lavori di costruzioni e installazioni
45.2 Manutenzione e riparazione di autoveicoli
45.3 Commercio di parti e accessori di autoveicoli
45.4 Per la sola attività di manutenzione e riparazione di motocicli e commercio di relative parti e accessori
46.2 Commercio all’ingrosso di materie prime agricole e animali vivi
46.3 Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari, bevande e prodotti del tabacco
46.46 Commercio all’ingrosso di prodotti farmaceutici
46.49.2 Commercio all’ingrosso di libri riviste e giornali
46.61 Commercio all’ingrosso di macchinari, attrezzature, macchine, accessori, forniture agricole

e utensili agricoli, inclusi i trattori

46.69.91 Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature ad uso scientifico
46.69.94 Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e infortunistici
46.71 Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento
49 Trasporto terrestre e trasporto mediante condotte
50 Trasporto marittimo e per vie d’acqua
51 Trasporto aereo
52 Magazzinaggio e attività di supporto ai trasporti
53 Servizi postali e attività di corriere
55.1 Alberghi e strutture simili
j (DA 58 A 63) Servizi di informazione e comunicazione
K (da 64 a 66) Attività finanziarie e assicurative
69 Attività legali e contabili
70 Attività di direzione aziendali e di consulenza gestionale
71 Attività degli studi di architettura e d’ingegneria; collaudi ed analisi tecniche
72 Ricerca scientifica e sviluppo
74 Attività professionali, scientifiche e tecniche
75 Servizi veterinari
78.2 Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)
80.1 Servizi di vigilanza privata
80.2 Servizi connessi ai sistemi di vigilanza
81.2 Attività di pulizia e disinfestazione
82.20 Attività dei call center2
82.92 Attività di imballaggio e confezionamento conto terzi
82.99.2 Agenzie di distribuzione di libri, giornali e riviste
82.99.99 Altri servizi di sostegno alle imprese
84 Amministrazione pubblica e difesa; assicurazione sociale obbligatoria
85 Istruzione
86 Assistenza sanitaria
87 Servizi di assistenza sociale residenziale
88 Assistenza sociale non residenziale
94 Attività di organizzazioni economiche, di datori di lavoro e professionali
95.11.00 Riparazione e manutenzione di computer e periferiche
95.12.01 Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
95.12.09 Riparazione e manutenzione di altre apparecchiature per le comunicazioni
95.22.01 Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
97 Attività di famiglie e convivenze come datori di lavoro per personale domestico

Per le attività di seguito elencate si applicano le seguenti ulteriori prescrizioni:

– le “Attività delle agenzie di lavoro temporaneo (interinale)” (codice ATECO 78.2) sono consentite nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale;

– le “Attività dei call center” (codice ATECO 82.20.00) sono consentite limitatamente alla attività di “call center in entrata (inbound), che rispondono alle chiamate degli utenti tramite operatori, tramite distribuzione automatica delle chiamate, tramite integrazione computer- telefono, sistemi interattivi di risposta a voce o sistemi simili in grado di ricevere ordini, fornire informazioni sui prodotti, trattare con i clienti per assistenza o reclami” e, comunque, nei limiti in cui siano espletate in relazione alle attività di cui agli allegati 1 e 2 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 11 marzo 2020 e di cui all’allegato 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 marzo 2020, come modificato dal presente decreto ministeriale;

– le “Attività e altri servizi di sostegno alle imprese” (codice ATECO 82.99.99) sono consentite limitatamente all’attività relativa alle consegne a domicilio di prodotti.

Le imprese le cui attività sono sospese per effetto del nuovo decreto completano le attività necessarie alla sospensione entro il 28 marzo 2020, compresa la spedizione della merce in giacenza.

Slitta il termine utile al conseguimento dei crediti formativi “non utili” per i revisori legali

Fornite precisazioni in merito all’assolvimento dell’obbligo formativo relativo al triennio 2017 – 2019 per i revisori legali (CNDCEC – Nota 25 marzo 2020, n. 26).

In merito all’assolvimento dell’obbligo formativo relativo al triennio 2017 – 2019, è stato prorogato al 30 settembre 2020 del termine utile al conseguimento dei crediti formativi, limitatamente al conseguimento di crediti formativi “non utili” per la revisione legale, compresi anche i crediti obbligatori:
Conseguentemente i crediti formativi associati ai codici materie “caratterizzanti” o “non caratterizzanti” la revisione legale acquisiti nel primo semestre dell’anno 2020 non sono validi per il computo dei crediti necessari all’adempimento dell’obbligo formativo 2017-2019.

Emergenza Covid-19: approvato nuovo D.L.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Presidente Giuseppe Conte e del Ministro della salute, ha approvato un decreto-legge che introduce misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19 (Consiglio dei Ministri – Comunicato 24 marzo 2020, n. 38)

Per contenere e contrastare i rischi sanitari e il diffondersi del contagio, il decreto prevede che possano essere adottate, su specifiche parti del territorio nazionale o sulla totalità di esso, per periodi predeterminati, ciascuno di durata non superiore a trenta giorni, reiterabili e modificabili anche più volte fino al termine dello stato di emergenza, fissato al 31 luglio 2020 dalla delibera assunta dal Consiglio dei Ministri del 31 gennaio 2020, una o più tra le misure previste dal decreto stesso. L’applicazione delle misure potrà essere modulata in aumento ovvero in diminuzione secondo l’andamento epidemiologico del predetto virus, una o più tra le misure previste dal decreto stesso, secondo criteri di adeguatezza specifica e principi di proporzionalità al rischio effettivamente presente.
Di seguito si evidenziano le misure adottabili:
– la limitazione della circolazione delle persone, il divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione per i soggetti in quarantena perché contagiati e la quarantena precauzionale per le persone che hanno avuto contatti stretti con soggetti contagiati;
– la sospensione dell’attività, la limitazione dell’ingresso o la chiusura di strutture e spazi aperti al pubblico quali luoghi destinati al culto, musei, cinema, teatri, palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, impianti sportivi, sale da ballo, discoteche, sale giochi, sale scommesse e sale bingo, centri culturali, centri sociali, centri ricreativi, parchi, aree gioco, strade urbane;
– la limitazione, la sospensione o il divieto di svolgere attività ludiche, ricreative, sportive e motorie all’aperto o in luoghi aperti al pubblico, riunioni, assembramenti, congressi, manifestazioni, iniziative o eventi di qualsiasi natura;
– la sospensione delle cerimonie civili e religiose e la limitazione o la sospensione di eventi e competizioni sportive, anche se privati, nonché di disciplinare le modalità di svolgimento degli allenamenti sportivi all’interno degli stessi luoghi;
– la possibilità di disporre o di affidare alle competenti autorità statali e regionali la riduzione, la sospensione o la soppressione dei servizi di trasporto di persone e di merci o del trasporto pubblico locale;
– la sospensione o la chiusura dei servizi educativi per l’infanzia, delle scuole di ogni ordine e grado e delle istituzioni di formazione superiore;
– la limitazione o la sospensione delle attività delle amministrazioni pubbliche, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità;
– la limitazione, la sospensione o la chiusura delle attività di somministrazione o consumo sul posto di bevande e alimenti, delle fiere, dei mercati e delle attività di e di quelle di vendita al dettaglio, garantendo in ogni caso un’adeguata reperibilità dei generi alimentari e di prima necessità da espletare con modalità idonee ad evitare assembramenti di persone;
– la limitazione o la sospensione di ogni altra attività d’impresa o di attività professionali e di lavoro autonomo;
– la possibilità di applicare la modalità di lavoro agile a ogni rapporto di lavoro subordinato anche in deroga alla disciplina vigente;
– l’obbligo che le attività consentite si svolgano previa assunzione di misure idonee a evitare assembramenti di persone, di garantire il rispetto della distanza di sicurezza interpersonale e, per i servizi di pubblica necessità, laddove non sia possibile rispettare tale distanza interpersonale, previsione di protocolli di sicurezza anti-contagio, con adozione di strumenti di protezione individuale.
Il decreto, inoltre, disciplina le procedure per l’adozione di tali misure, prevedendo che siano introdotte con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della salute o dei presidenti delle regioni interessate, nel caso in cui riguardino una o alcune specifiche regioni, ovvero del Presidente della Conferenza delle regioni e delle province autonome, nel caso in cui riguardino l’intero territorio nazionale.
È previsto che, nelle more dell’adozione dei decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro della salute possa introdurre le misure di contenimento con proprie ordinanze. Inoltre, per specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario, i Presidenti delle regioni possono emanare ordinanze contenenti ulteriori restrizioni, esclusivamente negli ambiti di propria competenza.
Le ordinanze ancora vigenti all’entrata in vigore del decreto-legge continuano ad applicarsi nel limite di ulteriori dieci giorni.
Il Presidente del Consiglio o un Ministro da lui delegato riferisce ogni 15 giorni alle Camere sulle misure adottate.
Infine, il testo prevede che, salvo che il fatto costituisca reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento sia punito con la sanzione amministrativa del pagamento di una somma da 400 a 3.000 euro e non si applicano le sanzioni contravvenzionali previste dall’articolo 650 del codice penale o da ogni altra disposizione di legge attributiva di poteri per ragioni di sanità.
Nei casi di mancato rispetto delle misure previste per pubblici esercizi o attività produttive o commerciali, si applica altresì la sanzione amministrativa accessoria della chiusura dell’esercizio o dell’attività da 5 a 30 giorni. In caso di reiterata violazione della medesima disposizione la sanzione amministrativa è raddoppiata e quella accessoria è applicata nella misura massima.
La violazione intenzionale del divieto assoluto di allontanarsi dalla propria abitazione o dimora per le persone sottoposte a quarantena perché risultate positive al virus è punita con la pena di cui all’articolo 452, primo comma, n. 2, del codice penale (reclusione da uno a cinque anni).

Incentivi alla produzione di respiratori e mascherine per emergenza COVID-19

Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dalle ore 12,00 del 26 marzo 2020.

Per sostenere le aziende italiane che vogliono ampliare o riconvertire la propria attività per produrre ventilatori, mascherine, occhiali, camici e tute di sicurezza sono state previste risorse finanziare pari a 50 milioni di euro. (PCM – Ordinanza 23 marzo 2020, n. 4, in gazzetta ufficiale n. 78 – MISE – Comunicato 24 Marzo 2020).

Procedura di accesso

Gestisce gli incentivi Invitalia – l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A – soggetto attuatore per conto del Commissario Straordinario per l’Emergenza, che aprirà lo sportello per la presentazione delle domande il 26 marzo e assicura un iter di valutazione massimo di 5 giorni.

Le domande di agevolazione possono essere presentate a partire dalle ore 12,00 del 26 marzo 2020. L’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. – Invitalia provvederà a pubblicizzare i termini di apertura sul proprio sito istituzionale all’indirizzo www.invitalia.it.
Le domande di accesso devono essere redatte in lingua italiana e compilate esclusivamente in formato elettronico e presentate utilizzando la procedura informatica e gli schemi messi a disposizione nel sito internet www.invitalia.it secondo le istruzioni fornite dall’agenzia. La presentazione della domanda con modalità diverse da quelle indicate costituiscono motivo di irricevibilità della stessa.
La domanda di agevolazione deve essere sottoscritta, a pena di invalidità, dal legale rappresentante dell’impresa mediante firma digitale, nel rispetto di quanto disposto dal Codice dell’amministrazione digitale.
L’Agenzia procede all’istruttoria delle domande di agevolazioni sulla base della documentazione presentata dall’impresa richiedente, verificando, in particolare, la coerenza della documentazione pervenuta e l’adeguatezza del programma rispetto agli obiettivi del decreto-legge.

Soggetti beneficiari

Società di persone o di capitali ivi comprese le società cooperative di cui agli articoli 2511 e seguenti del codice civile, e le società consortili di cui all’art. 2615-ter del codice civile di qualsiasi dimensione localizzate sull’intero territorio nazionale.
Alla data di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni, le imprese indicate devono:
a) essere regolarmente costituite e iscritte nel registro delle imprese. Le imprese non residenti nel territorio italiano devono avere una personalità giuridica riconosciuta nello stato di residenza come risultante dall’omologo registro delle imprese. Tali soggetti dovranno dimostrare di possedere almeno una sede sul territorio italiano;
b) trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti e non essere in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali ad eccezione di quelle in continuità aziendali;
c) trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente;
d) essere in regime di contabilità ordinaria;
e) non rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
f) non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata dal regolamento GBER alla data del 31 dicembre 2019.
Non possono in ogni caso essere ammesse ai benefici le imprese che si trovino in condizioni previste dalla legge come causa di incapacità a beneficiare di agevolazioni finanziarie pubbliche o comunque a ciò ostative.

Programmi ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni i programmi di investimento volti all’incremento della disponibilità nel territorio nazionale di dispositivi medici e di dispositivi di protezione individuale attraverso:
a) l’ampliamento della capacità di una unità produttiva esistente già adibita alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale;
b) la riconversione di una unità produttiva esistente finalizzata alla produzione di dispositivi medici e/o di dispositivi di protezione individuale.
Per «dispositivi medici» s’intendono tutti gli strumenti, apparecchi e impianti utilizzati per finalità diagnostiche o terapeutiche nella cura del virus COVID-19 quali, a titolo meramente esemplificativo e non esaustivo, respiratori e attrezzature connesse; per «dispositivi di protezione individuale» s’intendono, invece, i dispositivi di protezione individuali (DPI) quali occhiali protettivi o visiere, mascherine, guanti e tute di protezione e altri dispositivi equiparati.
I programmi di investimento devono essere avviati successivamente alla data del 17 marzo 2020, essere completati entro il termine indicato nella domanda di agevolazione e, in ogni caso, entro il termine massimo di centottanta giorni dalla data di notifica del provvedimento di ammissione alle agevolazioni. Per data di completamento si intende la data dell’ultimo titolo di spesa dichiarato ammissibile; prevedere spese ammissibili, al netto dell’IVA, non inferiori a euro 200.000,00 e non superiori a euro 2.000.000,00.

Spese ammissibili

Sono ammissibili alle agevolazioni le spese necessarie alle finalità del programma di investimento relative a:
a) opere murarie strettamente necessarie alla installazione o al funzionamento dei macchinari o impianti ad uso produttivo;
b) macchinari, impianti ed attrezzature varie commisurate alle esigenze del ciclo produttivo;
c) programmi informatici commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa.
E’, altresì, ritenuto ammissibile alle agevolazioni un importo a copertura delle esigenze di capitale circolante, fino a un massimo del 20% del totale delle spese. Le esigenze di capitale circolante devono essere giustificate nell’ambito della scheda illustrativa del programma e possono essere utilizzate ai fini del pagamento, a titolo esemplificativo, di materie prime, sussidiarie, di consumo e merci, degli eventuali canoni di locazione dell’immobile adibito alla produzione, dei costi del personale e delle utenze.

Agevolazioni concedibili

Le agevolazioni sono concesse nella forma del finanziamento agevolato sulla base di una percentuale massima del 75% delle spese ammissibili. Il finanziamento agevolato deve essere restituito dal soggetto beneficiario senza interessi a decorrere dalla data dell’ultima erogazione, secondo un piano di ammortamento a rate semestrali costanti posticipate scadenti il 31 maggio e il 30 novembre di ogni anno, in un periodo della durata massima di otto anni, incluso un anno di pre-ammortamento.
Previsto un sistema di premialità legato alla velocità di entrata in produzione, che trasforma il mutuo in fondo perduto al 100% se si conclude l’investimento in 15 giorni; al 50% se si conclude in 30 giorni; al 25% se si conclude in 60 giorni.

Concessione ed erogazione delle agevolazioni

Le agevolazioni sono concesse dall’agenzia in seguito ad un provvedimento di ammissione che dovrà essere sottoscritto per accettazione dalla beneficiaria entro cinque giorni dalla relativa notifica. Le agevolazioni non potranno essere concesse successivamente al 31 dicembre 2020.
L’erogazione delle agevolazioni avviene sul conto corrente, in due quote, la prima delle quali, pari al 60% delle agevolazioni complessivamente concesse, a seguito dell’accettazione del provvedimento.
La seconda quota a saldo è erogata a seguito del completamento del programma di investimenti così come determinata dall’ultimo titolo di spesa inerente al programma agevolato. La richiesta di erogazione del saldo dovrà essere presentata all’agenzia entro trenta giorni dal completamento del programma unitamente ai titoli di spesa relativi agli investimenti realizzati, alla documentazione attestante l’avvenuto integrale pagamento dei predetti titoli e all’ulteriore documentazione successivamente indicata sul sito internet dell’agenzia. L’erogazione del saldo è subordinata alle positive verifiche in merito alla effettiva capacità del programma realizzato di conseguire gli obiettivi dichiarati in sede di domanda e asseverati nella relazione tecnica.
A seguito dell’erogazione della quota a saldo riferita al programma degli investimenti, la beneficiaria potrà presentare la richiesta di erogazione della quota di contributo riferita al capitale circolante sulla base della documentazione che sarà indicata sul sito dell’agenzia. L’importo di tale contributo sarà commisurato all’ammontare dell’investimento effettivamente ammesso alle agevolazioni. A conclusione del programma l’impresa dovrà presentare apposita dichiarazione di entrata in produzione degli investimenti agevolati e della messa a disposizione del Commissario dei dispositivi.

Revoca delle agevolazioni

Le agevolazioni sono revocate, in misura totale o parziale, nei seguenti casi:
a) verifica dell’assenza di uno o più requisiti di ammissibilità, ovvero di documentazione incompleta o irregolare per fatti comunque imputabili all’impresa beneficiaria;
b) fallimento dell’impresa beneficiaria ovvero apertura nei confronti della medesima di altra procedura concorsuale con finalità liquidatorie;
c) mancata realizzazione del programma d’investimento nei termini indicati;
d) non mantenimento dei beni per l’uso previsto per una durata pari ad almeno due anni dal completamento dell’investimento;
e) mancata restituzione protratta per oltre un anno delle rate del finanziamento concesso;
f) in tutti gli altri casi previsti dal provvedimento di concessione.

Imprese di trasporto: più tempo per richeidere il bonus gasolio

È disponibile sul sito dell’Agenzia delle Dogane la procedura aggiornata per la compilazione e la stampa della dichiarazione relativa al primo trimestre 2020, per la richiesta del bonus gasolio per uso autotrazione da parte delle imprese di trasporto. La dichiarazione può essere presentata entro il 30 giugno 2020, anziché il 30 aprile 2020 (Nota 23 marzo 2020, n. 96399).

In relazione al consumo di gasolio per autotrazione è riconosciuto alle imprese del settore trasporto un credito d’imposta per il recupero delle accise corrisposte sull’acquisto di carburante, che può essere utilizzato in compensazione tramite modello F24 con il codice tributo 6740 oppure chiesto a rimborso con accredito su conto corrente, cd. “bonus gasolio”.
A tal fine l’acquisto di gasolio deve essere comprovato mediante fatture elettroniche, con l’indicazione obbligatoria della targa del veicolo rifornito.
Il bonus gasolio spetta per:
a) l’attività di trasporto merci con veicoli di massa massima complessiva pari o superiore a 7,5 tonnellate, esercitata da:
– persone fisiche o giuridiche iscritte nell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per conto di terzi;
– persone fisiche o giuridiche munite della licenza di esercizio dell’autotrasporto di cose in conto proprio e iscritte nell’elenco appositamente istituito;
– imprese stabilite in altri Stati membri dell’Unione europea, in possesso dei requisiti previsti dalla disciplina dell’Unione europea per l’esercizio della professione di trasportatore di merci su strada.
b) l’attività di trasporto persone svolta da:
– enti pubblici o imprese pubbliche locali esercenti l’attività di trasporto;
– imprese esercenti autoservizi interregionali di competenza statale;
– imprese esercenti autoservizi di competenza regionale e locale;
– imprese esercenti autoservizi regolari in ambito comunitario.
c) l’attività di trasporto persone effettuata da enti pubblici o imprese esercenti trasporti a fune in servizio pubblico.
In ogni caso è escluso dal beneficio il gasolio per autotrazione consumato dai veicoli di categoria euro 2 o inferiore.
Per ottenere il bonus i soggetti beneficiari devono presentare apposita dichiarazione all’Ufficio delle dogane territorialmente competente, nella quale deve essere attestato (con valenza di dichiarazione sostitutiva ex D.P.R. n. 445/2000) puntualmente l’insussistenza di tale condizione ostativa dichiarando che il gasolio consumato per cui si chiede il beneficio non è stato impiegato per il rifornimento dei veicoli di categoria euro 2 o inferiore.

L’Agenzia delle Dogane ha reso noto che sul proprio sito Internet, all’indirizzo www.adm.gov.it (Dogane – In un click – Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione 1° trimestre 2020) è disponibile la procedura per richiedere il bonus relativo al primo trimestre 2020.
La dichiarazione può essere presentata con le seguenti modalità:
a) tramite il Servizio Telematico Doganale – E.D.I.. In tal caso, per la predisposizione del file relativo alla dichiarazione si può utilizzare il software, corredato dalle relative istruzioni (manuale utente), presente sul sito dell’Agenzia nella sezione “Accise – Benefici per il gasolio da autotrazione – Benefici gasolio autotrazione 1° trimestre 2020”, o in alternativa, un software in commercio che rispetti le specifiche tecniche del “tracciato record”;
b) per i soggetti che non si avvalgono del Servizio Telematico Doganale – E.D.I., il contenuto della dichiarazione di consumo presentata in forma cartacea, deve essere riprodotto su supporto informatico (CD-rom, DVD, pen drive USB) da consegnare unitamente alla medesima dichiarazione.
Con riferimento al bonus relativo ai consumi di gasolio effettuati tra il 1° gennaio ed il 31 marzo dell’anno in corso, la dichiarazione necessaria alla fruizione del beneficio può essere presentata dal 1° al 30 aprile 2020. Tuttavia, sulla base della sospensione degli adempimenti disposta dal decreto #CuraItalia in relazione all’emergenza Covid-19, la dichiarazione può essere validamente presentata entro il 30 giugno 2020.

Per i consumi effettuati tra il 1° gennaio ed il 31 marzo 2020, il bonus è pari a euro 214,18 per mille litri di prodotto. Si ricorda che a decorrere dal 1° gennaio 2020, ai fini del beneficio è previsto un limite quantitativo fissato in un litro di gasolio, consumato da ciascuno dei veicoli che possono beneficiare dell’agevolazione, per ogni chilometro percorso.

L’Agenzia delle Dogane precisa, inoltre, che i crediti sorti con riferimento ai consumi relativi al quarto trimestre dell’anno 2019 possono essere utilizzati in compensazione entro il 31 dicembre 2021. Da tale data decorre il termine per la presentazione dell’istanza di rimborso in denaro delle eccedenze non utilizzate in compensazione, la quale dovrà, quindi, essere presentata entro il 30 giugno 2022.

Ultimi chiarimenti sull’autodichiarazione per gli spostamenti

Il Ministero dell’Interno ha fornito nuovi chiarimenti a fronte del divieto agli spostamenti per rientro nel luogo di domicilio, abitazione o residenza (Ministero Interno – circolare n. 15350/2020).

Fino al 03 aprile 2020 è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi con mezzi di trasporto pubblici o privati dal comune in cui attualmente si trovano. Tali spostamenti rimangono consentiti solo per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute.
La disposizione, anche tenendo conto delle esigenze recentemente emerse e che hanno condotto alcuni Presidenti di Regioni ad adottare apposite ordinanze, persegue la finalità di scongiurare spostamenti in ambito nazionale, eventualmente correlati alla sospensione delle attività produttive, che possano favorire la diffusione dell’epidemia.
Si colloca in tal senso la soppressione della precedente previsione che consentiva il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza.
Restano salvi gli spostamenti all’interno del medesimo comune o in comuni diversi, solo se motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute.
Rientrano, ad esempio, in tale casistica gli spostamenti per esigenze lavorative in mancanza, nel luogo di lavoro, di una dimora alternativa a quella abituale, o gli spostamenti  per l’approvvigionamento di generi alimentari nel caso in cui il punto vendita più vicino e/o accessibile alla propria abitazione sia ubicato nel territorio di altro comune.

Contributi pubblici e servizi di mobilità locale: regime Iva

Con la Risposta a interpello n. 92 del 24 marzo 2020, l’Agenzia delle Entrate fornisce chiarimenti in merito al regime fiscale delle società di gestione dei servizi di mobilità locale, in particolar modo del regime IVA dei contributi pubblici ricevuti dalla Regione e dai Comuni partecipanti e della detraibilità dell’imposta corrisposta sugli acquisti effettuati per la realizzazione delle attività affidate in gestione.

Per quanto riguarda la rilevanza ai fini IVA dei contributi pubblici percepiti, l’Agenzia delle Entrate precisa che una prestazione di servizi è effettuata “a titolo oneroso” e configura, pertanto, un’operazione imponibile, “soltanto quando tra l’autore di tale prestazione e il beneficiario intercorra un rapporto giuridico nell’ambito del quale avvenga uno scambio di prestazioni sinallagmatiche, nel quale il compenso ricevuto dall’autore di tale prestazione costituisca il controvalore effettivo del servizio fornito al beneficiario. (…) ciò si verifica quando esiste un nesso diretto fra il servizio fornito dal prestatore e il controvalore ricevuto, ove le somme versate costituiscono un corrispettivo effettivo di un servizio individualizzabile fornito nell’ambito di un siffatto rapporto giuridico”.
In linea generale, un contributo assume rilevanza ai fini IVA se erogato a fronte di un obbligo di dare, fare, non fare o permettere, ossia quando si è in presenza di un rapporto obbligatorio a prestazioni corrispettive.
La qualificazione di una erogazione quale corrispettivo ovvero quale contributo pubblico deve essere individuata innanzi tutto in base a norme di legge, siano esse specifiche o generali, nonché a norme di rango comunitario. Qualora l’individuazione dei criteri di definizione del rapporto non siano riscontrabili nella norma, trovano applicazione i seguenti criteri di natura sussidiaria: 1) acquisizione da parte dell’ente erogante dei risultati dell’attività finanziata; 2) previsione di una clausola risolutiva espressa o di risarcimento del danno da inadempimento; 3) presenza di una responsabilità contrattuale.
Sulla base di tali considerazioni, dunque, i contributi ricevuti dalla società cui sono affidate attività di gestione della mobilità locale (gestione della sosta a tariffa; progettazione e gestione di aree e strutture per la sosta e il parcheggio; controllo sulla sosta degli autoveicoli e rimozione degli stessi; gestione e manutenzione della segnaletica e della semaforica; elaborazione dati utili al monitoraggio del traffico, alla rilevazione della domanda di parcheggio e alla determinazione delle tariffe di sosta; gestione e sviluppo delle reti e delle dotazioni patrimoniali finalizzati al TPL e alla mobilità; supporto agli enti locali nelle attività di programmazione; affidamento del servizio di TPL per l’ambito territoriale di competenza; gestione del contratto di servizio di TPL; implementazione di soluzioni innovative per la gestione e analisi del traffico e della mobilità), a fondo perduto sulla base della legge regionale, che provvede a contabilizzare gli stessi in conto esercizio, senza convenzioni o atti riconducibili allo schema contrattuale a prestazioni corrispettive che disciplinino diritti e obblighi tra la Società e gli enti eroganti, costituiscono contributi pubblici fuori campo IVA, alla stregua delle cessioni che hanno per oggetto denaro o crediti in denaro.
Per quanto concerne la detrazione dell’IVA sugli acquisti, secondo l’Agenzia delle Entrate, vale il principio generale in base al quale è possibile detrarre l’IVA relativa agli acquisti di beni o servizi se, e nella misura in cui, i predetti acquisti riguardino l’effettuazione di operazioni imponibili o assimilate a queste ultime ai fini della detrazione.

Covid-19 e Nuova Sabatini: sospesi i pagamenti delle rate dei finanziamenti da parte delle imprese

Per effetto del decreto “Cura Italia”, la sospensione del pagamento delle rate dei finanziamenti da parte delle imprese si applica anche alla Nuova Sabatini (Ministero dello Sviluppo Economico – Comunicati 20 e 21 marzo 2020).

Sino al 30 settembre 2020 è sospeso il pagamento delle rate o dei canoni di leasing in scadenza prima del 30 settembre 2020 per i mutui e per gli altri finanziamenti rateali anche perfezionati tramite il rilascio di cambiali agrarie (art. 56, co. 2, D.L. n. 18/2020)
Tale sospensione si applica anche ai finanziamenti e alle operazioni di leasing finanziario concessi ai sensi dello strumento agevolativo “Nuova Sabatini”, fermo restando che tali operazioni siano state effettuate a favore dei soggetti destinatari della norma e nei termini e con i vincoli da essa previsti.
La sospensione in questione è riconosciuta in deroga alla durata massima di 5 anni stabilita, per detti finanziamenti.
Si evidenzia che l’erogazione delle quote di contributo del Ministero, così come prevista dai singoli decreti di concessione, non subisce modificazione.

Nuova autodichiarazione per gli spostamenti

Fino al 03 aprile 2020 sono in vigore nuove misure restrittive agli spostamenti che hanno reso necessaria un’ulteriore modifica all’autocertificazione per gli spostamenti (Ministero Interno – circolare n. 1562/2020).

Riguardo agli spostamenti al di fuori della privata abitazione nella fase attuale dell’emergenza da COVID-19, viene previsto che tali spostamenti possono essere effettuati, fino al 3 aprile 2020, soltanto per i seguenti motivi:
– comprovate esigenze lavorative;
– esigenze di assoluta urgenza;
– motivi di salute.

Non è più prevista la previsione che assicurava il rientro nel luogo di domicilio, abitazione o residenza.

Per chiarezza:
– rientra negli spostamenti per comprovate esigenze lavorative, il tragitto (anche pendolare) effettuato dal lavoratore dal proprio luogo di residenza, dimora e abitazione al luogo di lavoro;
– rientrano nelle esigenze di assoluta urgenza, anche i casi in cui l’interessato si rechi presso grandi infrastrutture del sistema dei trasporti (aeroporti, porti e stazione ferroviari) per trasferire propri congiunti alla propria abitazione.

Come per il precedente, tale modello prevede che l’operatore di polizia controfirma l’autodichiarazione, attestando che essa viene resa in sua presenza e previa identificazione del dichiarante, al fine di esonerare il cittadino dall’onere di allegare all’autodichiarazione una fotocopia del proprio documento di identità.