Diritto annuale 2019: – 50% rispetto al 2014

I soggetti iscritti nel Registro delle imprese e nel R.E.A., a decorrere dal 1° gennaio 2019, versano un importo del diritto annuale ridotto del 50% rispetto a quello previsto per l’anno 2014 (Ministero Sviluppo Economico – nota n. 432856/2018).

A decorrere dal 1° gennaio 2019, per le imprese che versano il diritto annuale in misura fissa, l’importo dovuto risulta cosi determinato:
– Imprese individuali iscritte o annotate nella sezione speciale del Registro Imprese: € 44,00 per le sede principale e € 8,80 per l’unità locale;
– Imprese individuali iscritte nelle sezione ordinaria del Registro Imprese: € 100,00 per le sede principale e € 20,00 per l’unità locale;
– Società semplicI non agricole: € 100,00 per le sede principale e € 20,00 per l’unità locale;
– Società semplici agricole: € 50,00 per le sede principale e € 10,00 per l’unità locale;
– Società tra avvocati: € 100,00 per le sede principale e € 20,00 per l’unità locale;
– Soggetti R.E.A.: € 15,00;
– Imprese con sede principale all’estero (per ciascuna sede secondaria/unità locale): € 55,00.

Per tutte le altre imprese iscritte al Registro Imprese, diverse da quelle individuali e da quelle per cui sono previste specifiche misure fisse, il diritto annuale è dovuto in misura variabile applicando al fatturato 2018 misure fisse o aliquote per scaglioni di fatturato; in tal caso, dovrà essere versato il 50% degli importi cosi determinati.

Resta in ogni caso confermata, per il triennio 2017, 2018 e 2019, la facoltà per le Camere di commercio di incrementare la misura del diritto annuale fino ad un massimo del 20% per il finanziamento dei programmi e dei progetti presentati dalle Camere di commercio, condivisi con le Regioni ed aventi per scopo la promozione dello sviluppo economico e l’organizzazione di servizi alle imprese.

In tal senso, il Ministero dello Sviluppo Economico ha autorizzato, per il biennio 2018-2019, alcune Camere di Commercio all’incremento delle misure del diritto annuale.

Immobili strumentali di impresa: procedura di estromissione agevolata

Con la Legge di Bilancio 2019 viene riconosciuta agli imprenditori individuali la possibilità di avvalersi della procedura di estromissione agevolata per escludere gli immobili strumentali posseduti al 31 ottobre 2018 dal patrimonio dell’impresa e trasferirli nel patrimonio personale, mediante pagamento di un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’IRAP.

La Legge di Bilancio 2019 ripropone la procedura agevolata di estromissione degli immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa per i soggetti IRPEF introdotta dalla Legge di Stabilità 2016, che consente agli imprenditori individuali di escludere tali beni dal reddito d’impresa mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dell’IRPEF e dell’IRAP pari all’8 per cento della differenza tra il valore normale dell’immobile ed il relativo valore fiscalmente riconosciuto.
La procedura può essere applicata agli immobili strumentali posseduti alla data del 31 ottobre 2018 e deve essere posta in essere nel periodo compreso dal 1° gennaio 2019 al 31 maggio 2019.
L’esclusione dell’immobile dal patrimonio dell’impresa ha effetto dal 1° gennaio 2019.
A tal fine l’imposta sostitutiva dovrà essere versata con modello di pagamento unificato F24, in due rate di pari importo, con le seguenti scadenze: entro il 30 novembre 2019 e il 16 giugno 2020.
L’opzione determina il trasferimento degli immobili strumentali dal patrimonio dell’impresa a quello personale dell’imprenditore, per cui vengono assoggettati al regime proprio dei redditi fondiari e non alle regole di tassazione previste per i redditi d’impresa.

SOGGETTI AGEVOLATI

Sotto il profilo soggettivo è stato chiarito che possono avvalersi della procedura i soggetti che alla data del 31 ottobre 2018 rivestivano la qualifica di imprenditore individuale (inclusi quelli in stato di liquidazione) e l’hanno conservata almeno fino al 1° gennaio 2019 (data a partire dalla quale assume rilevanza l’esclusione dei beni immobili dal patrimonio dell’impresa). L’estromissione, inoltre, può essere effettuata: dall’erede dell’imprenditore deceduto successivamente al 31 ottobre 2018, a condizione che l’opzione sia esercitata dall’erede che abbia proseguito l’attività del de cuius in forma individuale; dal donatario dell’azienda che abbia proseguito l’attività imprenditoriale del donante. Non è applicabile, invece, nel caso in cui l’unica azienda dell’imprenditore individuale sia stata concessa in affitto o in usufrutto anteriormente al 1° gennaio 2019.

IMMOBILI AGEVOLABILI

Per quanto concerne gli immobili ammessi è stato chiarito che vi rientrano sia i beni immobili “strumentali per destinazione” (che sono utilizzati cioè esclusivamente per l’esercizio dell’impresa indipendentemente dalle caratteristiche specifiche), sia quelli “strumentali per natura” (cioè “che per le loro caratteristiche non sono suscettibili di diversa utilizzazione senza radicali trasformazioni” e che si considerano strumentali anche se non utilizzati direttamente dall’imprenditore o anche se dati in locazione o comodato). Possono essere oggetto di esclusione dal patrimonio anche gli immobili posseduti dall’imprenditore in comunione, ovviamente per la sola quota di pertinenza dell’imprenditore.

BASE IMPONIBILE

La base imponibile per il calcolo dell’imposta sostitutiva è data dalla differenza tra il valore normale dei beni ed il relativo valore fiscalmente riconosciuto. A tal fine, il valore normale può essere determinato applicando alle rendite risultanti in catasto i moltiplicatori determinati con i criteri e le modalità previsti per l’imposta di registro (cd. “valutazione automatica”). Il valore fiscalmente riconosciuto è determinato assumendo il valore iscritto nel libro degli inventari oppure nel registro dei beni ammortizzabili, al netto delle quote di ammortamento fiscalmente dedotte fino al periodo d’imposta 2018 e tenendo conto di eventuali rivalutazioni fiscalmente rilevanti.

MODALITÀ DI ESECUZIONE DELLA PROCEDURA

Per l’esercizio dell’opzione di estromissione assumono rilevanza adempimenti dell’imprenditore che presuppongano la volontà di escludere gli immobili ammessi dal patrimonio dell’impresa (cd. comportamento concludente). Può considerarsi comportamento che esprime in modo concludente la volontà di estromettere gli immobili, ad esempio, la contabilizzazione dell’estromissione sul libro giornale (nel caso di impresa in contabilità ordinaria) oppure sul registro dei beni ammortizzabili (nel caso di impresa in contabilità semplificata). In ogni caso l’opzione deve essere perfezionata attraverso la compilazione dell’apposita sezione contenuta nella dichiarazione dei redditi e il versamento dell’imposta sostitutiva.

Le novità del credito d’imposta R&S

Novità sulla disciplina del credito d’imposta per investimenti in attività di ricerca e sviluppo (art. 1, co. 70-72, Legge di Bilancio 2019).

Nello specifico, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2018:
– la misura del credito d’imposta si riduce dal 50% al 25% per le spese sostenute in eccedenza rispetto alla media dei medesimi investimenti realizzati nei tre periodi d’imposta precedenti a quello in corso al 31 dicembre 2015;
– il credito d’imposta si applica nella misura del 50% sulla parte dell’eccedenza di cui sopra proporzionalmente riferibile alle spese:
   * personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
   * contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta; contratti stipulati con imprese residenti rientranti nella definizione di start-up innovative e con imprese rientranti nella definizione di PMI innovative, per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, a condizione, in entrambi i casi, che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente
e nella misura del 25% sulla parte residua;
– ai fini del calcolo del credito d’imposta attribuibile per spese di ricerca e sviluppo ai soggetti residenti commissionari che eseguono attività di ricerca e sviluppo per conto di imprese residenti o localizzate in altri Stati membri dell’Unione europea, negli Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo ovvero in Stati compresi nell’elenco di cui al decreto del Ministro delle finanze 4 settembre 1996, assumono rilevanza esclusivamente le spese ammissibili relative alle attività di ricerca e sviluppo svolte direttamente e in laboratori o strutture situati nel territorio dello Stato italiano;
– il credito d’imposta è riconosciuto, fino ad un importo massimo annuale di euro 10 milioni (precedentemente euro 20 milioni) per ciascun beneficiario, a condizione che siano sostenute spese per attività di ricerca e sviluppo almeno pari a euro 30.000;
– tra le spese ammissibili rientrano anche quelle relative a:
   * personale dipendente titolare di un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
   * personale titolare di un rapporto di lavoro autonomo o comunque diverso dal lavoro subordinato direttamente impiegato nelle attività di ricerca e sviluppo;
   * contratti stipulati con università, enti di ricerca e organismi equiparati per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta; contratti stipulati con imprese residenti rientranti nella definizione di start-up innovative e con imprese rientranti nella definizione di PMI innovative, per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta, a condizione, in entrambi i casi, che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente;
   * contratti stipulati con imprese diverse da quelle indicate sopra per il diretto svolgimento delle attività di ricerca e sviluppo ammissibili al credito d’imposta a condizione che non si tratti di imprese appartenenti al medesimo gruppo dell’impresa committente;
   * materiali, forniture e altri prodotti analoghi direttamente impiegati nelle attività di ricerca e sviluppo anche per la realizzazione di prototipi o impianti pilota relativi alle fasi della ricerca industriale e dello sviluppo sperimentale.

Inoltre, a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018:
– ai fini del riconoscimento del credito d’imposta, l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la corrispondenza delle stesse alla documentazione contabile predisposta dall’impresa devono risultare da apposita certificazione rilasciata dal soggetto incaricato della revisione legale dei conti. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, la certificazione è rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti, iscritti nella sezione A del registro. Nell’assunzione di tale incarico, il revisore legale dei conti o la società di revisione legale dei conti osservano i principi di indipendenza elaborati e, in attesa della loro adozione, quelli previsti dal codice etico dell’International Federation of Accountants (IFAC). Per le sole imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti, le spese sostenute per adempiere all’obbligo di certificazione della documentazione contabile sono riconosciute in aumento del credito d’imposta per un importo non superiore a 5.000 euro, fermo restando, comunque, il limite massimo di 10 milioni di euro;
– il credito d’imposta è utilizzabile in compensazione tramite il modello F24, solo subordinatamente all’avvenuto adempimento degli obblighi di certificazione di cui sopra;
– ai fini dei successivi controlli, le imprese beneficiarie del credito d’imposta sono tenute a redigere e conservare una relazione tecnica che illustri le finalità, i contenuti e i risultati delle attività di ricerca e sviluppo svolte in ciascun periodo d’imposta in relazione ai progetti o ai sottoprogetti in corso di realizzazione. Tale relazione, nel caso di attività di ricerca e sviluppo organizzate e svolte internamente all’impresa, deve essere predisposta a cura del responsabile aziendale delle attività di ricerca e sviluppo o del responsabile del singolo progetto o sottoprogetto e deve essere controfirmata dal rappresentante legale dell’impresa. Nel caso in cui le attività di ricerca siano commissionate a soggetti terzi, la relazione deve essere redatta e rilasciata all’impresa dal soggetto commissionario che esegue le attività di ricerca e sviluppo.

Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: esame definitivo

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro della giustizia, ha approvato, in esame definitivo, il decreto legislativo che introduce il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (Presidenza del Consiglio dei Ministri – Comunicato 10 gennaio 2019, n. 37).

Tra le principali novità:
– sostituito il termine fallimento con l’espressione “liquidazione giudiziale”, in conformità a quanto avviene in altri Paesi europei, come la Francia o la Spagna, al fine di evitare il discredito sociale anche personale che anche storicamente si accompagna alla parola “fallito”;
– introdotto un sistema di allerta finalizzato a consentire la pronta emersione della crisi, nella prospettiva del risanamento dell’impresa e comunque del più elevato soddisfacimento dei creditori;
– priorità di trattazione alle proposte che comportino il superamento della crisi assicurando continuità aziendale;
– privilegiate, tra gli strumenti di gestione delle crisi e dell’insolvenza, le procedure alternative a quelle dell’esecuzione giudiziale;
– uniformata e semplificata la disciplina dei diversi riti speciali previsti dalle disposizioni in materia concorsuale;
– prevista la riduzione della durata e dei costi delle procedure concorsuali;
– istituito presso il Ministero della giustizia un albo dei soggetti destinati a svolgere su incarico del tribunale funzioni di gestione o di controllo nell’ambito di procedure concorsuali, con l’indicazione dei requisiti di professionalità esperienza e indipendenza necessari all’iscrizione;
– armonizzate le procedure di gestione della crisi e dell’insolvenza del datore di lavoro con forme di tutela dell’occupazione e del reddito di lavoratori.

Irap: abrogate deduzioni e credito d’imposta

La Legge di Bilancio 2019 ha modificato le disposizioni comuni per la determinazione del valore della produzione netta e il credito d’imposta introdotto dalla Legge di Stabilità 2015 (art. 1, commi da 1084 a1087, L. n. 145/2018).

Nell’ambito della disciplina Irap vengono abrogate due agevolazioni:

– la deduzione in favore delle persone giuridiche soggette alla relativa imposta sul reddito, esclusi le banche, gli altri enti finanziari, le imprese di assicurazione e le imprese operanti in concessione e a tariffa nei settori dell’energia, dell’acqua, dei trasporti, delle infrastrutture, delle poste, delle telecomunicazione, della raccolta e depurazione delle acque di scarico e della raccolta e smaltimento rifiuti, per un importo fino a 15mila euro su base annua, per ogni lavoratore dipendente a tempo indeterminato impiegato nel periodo d’imposta nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, aumentato a 21.000 euro per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore a 35 anni;

– il credito d’imposta del 10%, utilizzabile in compensazione, previsto a favore dei soggetti che determinano il valore della produzione netta secondo le regole generali e che non si avvalgono di lavoratori dipendenti.

Bilancio 2019: ampliate le disposizioni sullo “sport bonus”

Novità in materia di “sport bonus” (art. 1, co. 621-628, L. n. 145/2018).

Nel 2019, il credito d’imposta, spettante per le erogazioni liberali in denaro effettuate da privati per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche, è riconosciuto:
– alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile;
– ai soggetti titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui,
in misura pari al 65% delle erogazioni effettuate, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari degli impianti medesimi.
Il bonus è ripartito in tre quote annuali di pari importo e non è cumulabile con altra agevolazione fiscale prevista per le medesime erogazioni.
Ferma restando tale ripartizione, per i soggetti titolari di reddito d’impresa il credito d’imposta è utilizzabile, nel limite complessivo di 13,2 milioni di euro, tramite compensazione, e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP.
Peraltro, non si applicano:
– il limite annuale di 250.000 euro di utilizzo dei crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi;
– il limite massimo dei crediti di imposta e dei contributi compensabili, ovvero rimborsabili ai soggetti intestatari di conto fiscale, è fissato di 700.000 euro per ciascun anno solare.

Novità per i contribuenti colpiti dal Sisma Centro Italia

La Legge di Bilancio 2019 ha esteso le agevolazioni previste per la ZFU istituita nel territorio dei comuni terremotati del Centro Italia alle imprese che intraprendono iniziative economiche entro il 31 dicembre 2019 ed ha prorogato i termini di ripresa dei tributi sospesi, nonché degli adempimenti e dei versamenti contributivi (art. 1, co. 759 e co. da 991 a 998, L. n. 145/2018).

La Legge di Bilancio 2019 ha ammesso alle agevolazioni previste allaZona Franca Urbana Sisma Centro Italia, anche le imprese che intraprendono una nuova iniziativa economica all’interno delle stessa ZFU entro il 31 dicembre 2019, con la solo esclusione delle imprese operanti nel settore dell’edilizia e dell’impiantistica, che alla data del 24 agosto 2016 non avevano le sedi nei territori colpiti.
Oltre ad estendere le agevolazioni ad ulteriori soggetti, la norma estende anche la fruibilità dell’agevolazione ai periodi d’imposta 2019 e 2020.

Relativamente alle proroghe invece:
– è prorogata al 1° giugno 2019 il termine di ripresa dei versamenti dei tributi sospesi, nonché degli adempimenti e dei versamenti contributivi nelle zone colpite dal sisma del 2016, elevando a 120 il numero di rate in cui sono dilazionabili i versamenti;
– è esentato da IRPEF e IRES, fino alla definitiva ricostruzione e agibilità dei fabbricati e, comunque, fino all’anno di imposta 2020, il reddito dei medesimi fabbricati ubicati nelle zone colpite dagli eventi sismici del 2016 e 2017;
– è prorogata al 1° gennaio 2020 la sospensione dei termini per la notifica delle cartelle di pagamento e per la riscossione delle somme risultanti dagli atti di accertamento esecutivo e delle somme accertate e a qualunque titolo dovute all’INPS, nonché per le attività esecutive da parte degli agenti della riscossione, e dei termini di prescrizione e decadenza relativi all’attività degli enti creditori, ivi compresi quelli degli enti locali.

Inoltre, non è dovuta l’imposta per le insegne di esercizio di attività commerciali e di produzione di beni o servizi e la tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche, per le attività con sede legale o operativa nei territori delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria.

Iper-ammortamento: prorogata la maggiorazione per investimenti “industria 4.0”

Prorogate per il 2019 le agevolazioni cc.dd. “Iper-ammortamento” e “Super-ammortamento” che prevedono la maggiorazione del costo ammortizzabile per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi e nei connessi beni immateriali strumentali, finalizzati alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il modello “Industria 4.0”.

L’agevolazione cd. “Iper-ammortamento” è prorogata per gli investimenti in beni materiali strumentali nuovi che rispondono ai criteri del modello “Industria 4.0” effettuati entro il 31 dicembre 2019. Il beneficio è riconosciuto anche per i medesimi investimenti effettuati entro il 31 dicembre 2020 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2019 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20 per cento del costo di acquisizione.
In ogni caso gli investimenti agevolati devono essere destinati a strutture produttive situate nel territorio dello Stato.
Per i medesimi periodi è prorogato altresì il cd. “Super-ammortamento” per gli investimenti in beni immateriali strumentali connessi a investimenti in beni materiali «industria 4.0».

LA MISURA DEI BENEFICI

Ai fini dell’Iper-ammortamento 2019 il costo di acquisizione degli investimenti agevolati è maggiorato nella misura del:
– 170% per gli investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
– 100% per gli investimenti oltre 2,5 milioni di euro e fino a 10 milioni di euro;
– 50% per gli investimenti oltre 10 milioni di euro e fino a 20 milioni di euro.
La maggiorazione non si applica sulla parte di investimenti complessivi eccedente il limite di 20 milioni di euro.

Ai fini del “Super-ammortamento 2019”, invece, il costo di acquisizione degli investimenti agevolati è maggiorato del 40%. I beni immateriali strumentali per i quali è possibile beneficiare del “super-ammortamento 2019” restano quelli individuati nell’allegato B della Legge di Bilancio 2017.

ATTESTAZIONE CARATTERISTICHE “INDUSTRIA 4.0”

Per la fruizione di entrambi i benefici deve essere prodotta una dichiarazione resa dal legale rappresentante, ovvero, per i beni aventi ciascuno un costo di acquisizione superiore a 500.000 euro, una perizia tecnica giurata rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali ovvero un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, attestanti che il bene possiede le caratteristiche tecniche e di interconnessione secondo il modello “Industria 4.0”.

DETERMINAZIONE DEGLI ACCONTI DI IMPOSTA

Non si tiene conto delle agevolazioni nella determinazione degli acconti d’imposta dovuti per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e per quello successivo.

BENI ESCLUSI DALL’AGEVOLAZIONE

L’Iper-ammortamento 2019 non è applicabile agli investimenti:
– in beni materiali strumentali per i quali il DM Finanze 31.12.1988 prevede un coefficiente di ammortamento inferiore al 6,5 per cento;
– in fabbricati e costruzioni.
Sono altresì esclusi dal beneficio gli investimenti nei seguenti beni specificamente individuati:

Gruppo V – Industrie manifatturiere alimentari Specie 19 – Imbottigliamento di acque minerali naturali Condutture 8,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 2/b – Produzione e distribuzione di gas naturale Condotte per usi civili (reti urbane) 8,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 4/b – Stabilimenti termali, idrotermali Condutture 8,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 2/b – Produzione e distribuzione di gas naturale Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai centri di produzione 10,0%
Gruppo XVII – Industrie dell’energia elettrica, del gas e dell’acqua Specie 2/b – Produzione e distribuzione di gas naturale Condotte dorsali per trasporto a grandi distanze dai giacimenti gassoso acquiferi; condotte di derivazione e di allacciamento 12,0%
Gruppo XVIII – Industrie dei trasporti e delle telecomunicazioni Specie 4 e 5 – Ferrovie, compreso l’esercizio di binari di raccordo per conto terzi, l’esercizio di vagoni letto e ristorante. Tramvie interurbane, urbane e suburbane, ferrovie metropolitane, filovie, funicolari, funivie,slittovie ed ascensori Materiale rotabile, ferroviario e tranviario (motrici escluse) ad eccezione dei macchinari e delle attrezzature, anche circolanti su rotaia, necessari all’esecuzione di lavori di manutenzione e costruzione di linee ferroviarie e tranviarie 7,5%
Gruppo XVIII – Industrie dei trasporti e delle telecomunicazioni Specie 1, 2 e 3 – Trasporti aerei, marittimi, lacuali, fluviali e lagunari Aereo completo di equipaggiamento (compreso motore a terra e salvo norme a parte in relazione ad esigenze di sicurezza) 12,0%

Anche per il 2019 sì al bonus casa e bonus verde

Confermate le detrazioni fiscali per le spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica e di recupero del patrimonio edilizio, bonus mobili e grandi elettrodomestici e bonus verde (art. 1, co. 67 e 68, L. n. 145/2018).

Nello specifico:
– è stata prorogata al 31 dicembre 2019 la scadenza per la detrazione dall’imposta lorda nella misura del 65%:
   * per le spese relative ad interventi di riqualificazione energetica documentate e rimaste a carico del contribuente, sostenute dal 6 giugno 2013;
   * per l’acquisto e la posa in opera delle schermature solari, sostenute dal 1° gennaio 2015, fino a un valore massimo della detrazione di 60.000 euro;
   * per l’acquisto e la posa in opera di micro-cogeneratori in sostituzione di impianti esistenti, sostenute dal 1° gennaio 2019 al 31 dicembre 2019, fino a un valore massimo della detrazione di 100.000 euro. Per poter beneficiare della suddetta detrazione gli interventi in oggetto devono condurre a un risparmio di energia primaria (PES), pari almeno al 20%;
– per le spese, sostenute dal 1° gennaio 2019, relative agli interventi di acquisto e posa in opera di finestre comprensive di infissi, di schermature solari e di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di caldaie a condensazione con efficienza almeno pari alla classe A di prodotto, è stata confermata la riduzione al 50% della detrazione d’imposta;
– la detrazione nella misura del 50% si applica altresì alle spese sostenute nell’anno 2019 per l’acquisto e la posa in opera di impianti di climatizzazione invernale con impianti dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili, fino a un valore massimo della detrazione di 30.000 euro;
– è stato prorogato dal 31 dicembre 2018 al 31 dicembre 2019, il termine per la detrazione dall’imposta lorda per interventi di ristrutturazione edilizia pari al 50% per le spese documentate e sostenute dal 26 giugno 2012, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 96.000 euro per unità immobiliare;
– relativamente alle detrazioni fiscali per l’acquisto di mobili, spettanti ai contribuenti che fruiscono della detrazione per ristrutturazione edilizia, con la Legge di Bilancio 2019 l’agevolazione è riconosciuta anche per le ulteriori spese documentate sostenute nell’anno 2019 per l’acquisto di mobili e di grandi elettrodomestici di classe non inferiore ad A+, nonché A per i forni, per le apparecchiature per le quali sia prevista l’etichetta energetica, finalizzati all’arredo dell’immobile oggetto di ristrutturazione. La detrazione, da ripartire tra gli aventi diritto in dieci quote annuali di pari importo, spetta nella misura del 50% delle spese sostenute ed è calcolata su un ammontare complessivo non superiore a 10.000 euro, considerato, per gli interventi effettuati nell’anno 2018 ovvero per quelli iniziati nel medesimo anno e proseguiti nel 2019, al netto delle spese sostenute nell’anno 2018 per le quali si è fruito della detrazione;
– Anche per l’anno 2019 è stato prorogato il “bonus verde”, ossia la detrazione IRPEF del 36% delle spese documentate, fino ad un ammontare complessivo delle stesse non superiore a 5.000 euro per unità immobiliare ad uso abitativo, sostenute ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono o detengono, sulla base di un titolo idoneo, l’immobile sul quale sono effettuati gli interventi relativi alla:
   * “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi;
   * realizzazione di coperture a verde e di giardini pensili.

Credito d’imposta per le edicole

La Legge di Bilancio 2019 ha riconosciuto alle edicole, per gli anni 2019 e 2020, un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di Imu, Tasi, Cosap e Tari con riferimento ai locali dove viene svolta l’attività (art. 1, commi da 806 a 809, L. n. 145/2018).

Il credito d’imposta è stabilito nella misura massima di 2.000 euro, ed è utilizzabile esclusivamente in compensazione ai mediante modello F24.
Spetta esclusivamente agli esercenti attività commerciali che operano esclusivamente nel settore della vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici è riconosciuto un credito d’imposta parametrato agli importi pagati a titolo di IMU, TASI, Cosap e TARI con riferimento ai locali dove si svolge la medesima attività di vendita di giornali, riviste e periodici al dettaglio, nonché ad altre eventuali spese di locazione o ad altre, anche in relazione all’assenza di punti vendita della stampa nel territorio comunale.
È riconosciuto anche agli esercenti attività commerciali non esclusivi, a condizione che la predetta attività commerciale rappresenti l’unico punto vendita al dettaglio di giornali, riviste e periodici nel comune di riferimento.