Conferimento SPT, chiarimenti dal CNDCEC

Forniti chiarimenti sul conferimento di una STP in una newco STP (CNDCEC – PO n. 31/2020).

La partecipazione ad una STP è incompatibile con la partecipazione ad altra STP.
L’incompatibilità della partecipazione del socio a più società professionali si determina anche nel caso di STP multidisciplinare e si applica per tutta la durata dell’iscrizione della società all’Ordine di appartenenza.
Ne consegue che, mentre sembrerebbe consentito al socio professionista svolgere contemporaneamente attività professionale anche in forma individuale o associata, allo stesso è precluso partecipare a più STP.
Inoltre, sembrerebbe esclusa la possibilità che una STP partecipi ad altra STP, considerato che, in tal modo, verrebbe ad essere indirettamente elusa la regola per cui la partecipazione del socio è consentita esclusivamente in una STP.
Pertanto, la regola enunciata deve orientare le scelte del professionista in qualsivoglia operazione di conferimento dello studio professionale in una STP, ovvero di trasferimento delle partecipazioni societarie.
Il CNDCEC evidenzia che l’incompatibilità del socio viene meno alla data in cui il recesso del socio, l’esclusione dello stesso, ovvero il trasferimento dell’intera partecipazione alla STP producono i loro effetti per quanto riguarda il rapporto sociale (ovverossia dalla data di iscrizione presso il registro delle imprese dell’atto che direttamente interessa il socio). Infine, il mancato rilievo o la mancata rimozione della situazione di incompatibilità, desumibile anche dalle risultanze dell’iscrizione all’Albo tenuto presso l’Ordine, integrano illecito disciplinare sia per il singolo professionista, sia per la STP.

Fringe benefit: onere del compenso al procuratore trasferito alla società sportiva

Con l’Ordinanza n. 7377 del 17 marzo 2020, la Corte di Cassazione ha affermato che in assenza di un “mandato diretto”, se la società sportiva sostiene l’onere del compenso al procuratore per la consulenza nella preparazione del contratto di lavoro tra la società e il giocatore, la somma pagata si considera fringe benefit per il giocatore, quale beneficiario indiretto. La somma concorre a formare il reddito di lavoro dipendente del calciatore da assoggettare a tassazione (Corte di Cassazione – Ordinanza 17 marzo 2020, n. 7377).

L’attività degli agenti di calciatori è regolata da una particolare disciplina secondo cui può essere eseguita solo dopo che l’agente abbia ricevuto formale incarico da parte del calciatore o della società sportiva, mediante la compilazione, a pena di inefficacia, di appositi moduli (predisposti dalla commissione degli agenti dei calciatori), in quadruplice copia, da depositare anche presso la segreteria dell’organo federale e presso la suddetta commissione, distinti per colore: il modulo blu (mandato tra calciatore e agente) e il modulo rosso (mandato tra società sportiva e agente).
Nella controversia esaminata dalla Corte Suprema con l’ordinanza n. 7377/2020, proprio l’assenza del mandato tra la società e il procuratore (modulo rosso) ha legittimato la presunzione dedotta dal Fisco, che il compenso pagato dalla società sportiva all’agente per la consulenza nella preparazione del contratto di lavoro con il giocatore, in realtà, costituisse un fringe benefit in favore del giocatore, attraverso il trasferimento del costo della prestazione dell’agente dal calciatore alla società.
In altri termini il giocatore si ritiene beneficiario indiretto del compenso, da includere tra i redditi di lavoro subordinato in forza del principio di onnicomprensività, in quanto, anche se l’importo risultasse concordato tra la società e il procuratore dello sportivo, sostanzialmente rappresenta il compenso per le prestazioni professionali di assistenza e consulenza del procuratore a favore del calciatore.
I giudici di legittimità hanno dunque rigettato il ricorso del giocatore, evidenziando che secondo il principio di onnicomprensività “il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo d’imposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, in relazione al rapporto di lavoro”.
Ciò comporta che si debbano includere tra i redditi di lavoro dipendente anche gli importi e le erogazioni in genere integranti, come nel caso di specie, un vantaggio accessorio attribuito dal datore di lavoro al dipendente in aggiunta alla normale retribuzione (fringe benefits).
Nella fattispecie concreta, la mancata esibizione, durante la verifica fiscale della GdF presso la società sportiva, del cd. “mandato rosso”, che avrebbe attestato l’esistenza di un rapporto contrattuale diretto tra la società di calcio e il procuratore sportivo, privilegia la qualificazione della somma pagata dalla società all’agente, non come un costo deducibile della società di calcio, ma come un reddito (aggiuntivo) di lavoro dipendente (fringe benefit), imponibile in capo al calciatore, assistito dal procuratore, sul presupposto che l’attività dell’agente (seppure pagata dalla società) fosse svolta nell’esclusivo interesse del calciatore, in virtù del rapporto contrattuale esistente tra lo sportivo e il procuratore.

Accesso per lavoratori, autonomi e professionisti al “Fondo solidarietà mutui prima casa”

Per offrire un rapido ristoro a coloro che, in ragione dell’ emergenza da coronavirus, si possano trovare in difficoltà con il pagamento delle rate del mutuo per l’acquisto della abitazione principale è previsto un Fondo di solidarietà per i mutui per l’acquisto della prima casa. (MEF – decreto 25 Marzo 2020)

 

Per poter accedere ai benefici del Fondo rilevano le seguenti situazioni:
– sospensione dal lavoro per almeno 30 giorni lavorativi consecutivi;
– riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni lavorativi consecutivi, corrispondente ad una riduzione almeno pari al 20% dell’orario complessivo.
La sospensione del pagamento delle rate del mutuo può essere concessa per durata massima complessiva non superiore a:
a) 6 mesi, se la sospensione o la riduzione orario del lavoro ha una durata compresa tra 30 giorni e 150 giorni lavorativi consecutivi;
b) 12 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata compresa tra 151 e 302 giorni lavorativi consecutivi;
c) 18 mesi, se la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro ha una durata superiore di 303 giorni lavorativi consecutivi.
Ferma restando la durata massima complessiva di 18 mesi, la sospensione può essere reiterata, anche per periodi non continuativi, entro i limiti della dotazione del Fondo.
Il richiedente deve allegare all’istanza di accesso al Fondo copia del provvedimento amministrativo di autorizzazione dei trattamenti di sostegno del reddito, o la richiesta del datore di lavoro di ammissione al trattamento di sostegno del reddito, o la dichiarazione del datore di lavoro che attesti la sospensione e/o riduzione dell’orario di lavoro per cause non riconducibili a responsabilità del lavoratore, con l’indicazione del periodo di sospensione e della percentuale di riduzione dell’orario di lavoro.
A fronte della sospensione del pagamento delle rate di mutuo, sono rimborsati dal Fondo alle banche gli interessi compensativi. Ai fini del calcolo degli interessi compensativi si applica il tasso di interesse contrattuale vigente al momento della presentazione della richiesta di sospensione del pagamento delle rate del mutuo.
La sospensione del pagamento delle rate del mutuo non comporta l’applicazione di alcuna commissione o spesa di istruttoria ed avviene senza richiesta di garanzie aggiuntive.
L’ammissione ai benefici del Fondo è concessa anche ai lavoratori autonomi (art. 1, legge 22 maggio 2017, n. 81) e ai liberi professionisti (legge 14 gennaio 2013, n. 4, legge n. 4 del 2013) che autocertifichino di aver registrato, nel trimestre successivo al 21 febbraio 2020 e precedente la domanda ovvero nel minor lasso di tempo intercorrente tra il 21 febbraio 2020 e la data della domanda qualora non sia trascorso un trimestre, un calo del proprio fatturato medio giornaliero nel suddetto periodo superiore al 33% del fatturato medio giornaliero dell’ultimo trimestre 2019, in conseguenza della chiusura o della restrizione della propria attività operata in attuazione delle disposizioni adottate dall’autorità competente per l’emergenza coronavirus.
Per l’accesso al Fondo non è richiesta la presentazione dell’indicatore della situazione economica equivalente (ISEE).
Ai fini del rispetto del limite massimo dei 18 mesi del periodo di sospensione, non si tiene conto delle sospensioni già concesse su mutui per i quali, all’atto della presentazione dell’istanza, sia ripreso, per almeno tre mesi, il regolare ammortamento delle rate di mutuo.
Il gestore del Fondo assicura l’immediata estensione dell’operatività del Fondo ai sensi delle specifiche previsioni legislative e del presente decreto e provvede a rendere disponibile sul proprio sito internet il modello aggiornato per la domanda di accesso al Fondo.

Covid-19: chiarimenti sulle sanzioni applicabili alle violazioni delle misure di contenimento

30 MARZ 2020 Forniti i primi chiarimenti sul procedimento di applicazione delle nuove sanzioni amministrative per gli illeciti sulla strada accertati dalle Forze di Polizia e dalle Polizie Locali (Ministero Interno – circolare 27 marzo 2020, n. 2416)

L’art. 4, D.L. n. 19/2020 ha previsto che tutti i comportamenti, che costituiscono violazione delle misure di contenimento dell’epidemia da COVID-19 disciplinate con D.P.C.M., ovvero con provvedimenti temporanei delle Regioni o del Sindaco, sono puniti con sanzioni amministrative.
Tali sanzioni sono applicate a tutti i comportamenti illeciti posti in essere tutti i comportamenti, che costituiscono violazione delle misure di contenimento dell’epidemia da COVID-19 disciplinate con D.P.C.M., ovvero con provvedimenti temporanei delle Regioni o del Sindaco, sono puniti con sanzioni amministrative

Sanzioni previste e pagamento in misura ridotta

Quando la violazione è commessa senza l’utilizzo di un veicolo (e il caso del pedone che circola sulla strada o della persona che è all’interno di una  stazione ferroviaria, di colui che è a bordo di un mezzo di trasporto diverso dal veicolo definito dall’articolo 46 del Codice della strada, etc.) la sanzione pecuniaria prevista (da euro 400,00 a euro 3.000,00) ammette il pagamento in misura ridotta (entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione) di una somma pari a euro 400,00. Sono sempre valide le disposizioni relative al pagamento con riduzione del 30%, quando il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale. La somma da pagare in forma agevolata è di euro 280,00.

Maggiorazione in caso di utilizzo di veicoli

È prevista una maggiorazione delle somme da pagare nel caso in cui la violazione delle misure di contenimento sia effettuata con l’utilizzo di veicoli. Tale maggiorazione si applica sia nel caso in cui la persona responsabile dell’illecito sia conducente del veicolo, sia nel caso in cui sia semplicemente passeggero dello stesso.
Se la violazione è commessa con l’uso di un veicolo, la sanzione da pagare è aumentata fino ad 1/3. Per l’operatore di polizia che accerta la violazione, tale norma deve essere applicata prevedendo l’aumento di 1/3 in misura fissa delle sanzioni edittali, non essendo possibile per questi definire, in misura discrezionale, l’entità della maggiorazione Pertanto, in tali casi, la sanzione pecuniaria prevista (da euro 533,33 a euro 4.000) ammette il pagamento in misura ridotta (entro 60 giorni dalla contestazione o notificazione) di una somma pari a euro 533,33.
Anche in tale ipotesi, trovano applicazione le disposizioni relative al pagamento con riduzione del 30% quando il pagamento è effettuato entro 30 giorni dalla contestazione o notificazione del verbale (fino al 31 maggio 2020). La somma da pagare in forma agevolata è, perciò, di euro 373,34.

Procedimento di applicazione delle sanzioni

La competenza ad accertare gli illeciti appartiene a tutti gli organi addetti al controllo, anche gli ufficiali e gli agenti di polizia giudiziaria, compresi, per la violazione di provvedimenti provvisori temporanei delle regioni o dei sindaci, i soggetti individuati dalle leggi regionali in materia.
La competenza ad irrogare le sanzioni amministrative, comprese quelle accessorie (e quindi a ricevere il rapporto in caso di mancato pagamento in misura ridotta per adottare l’ordinanza-ingiunzione di pagamento), appartiene:
– al Prefetto, per le violazioni di disposizioni dettate da D.P.C.M.;
– al Presidente della Regione o al Sindaco per le violazioni relative a provvedimenti temporanei adottati.

Alle medesime autorità il trasgressore può presentare scritti difensivi entro il termine di 30 giorni dalla data di contestazione o notificazione.
In questa fase dell’emergenza sanitaria relativa all’epidemia del virus, il procedimento di irrigazione delle sanzioni è sospeso fino al 15 aprile 2020 (salvo ulteriore proroga), compreso il termine per presentare scritti difensivi.
Non è invece sospesa l’attività di accertamento e di contestazione immediata degli illeciti che deve essere sempre completata dagli organi di polizia e dagli altri soggetti che possono esercitare tale attività con la redazione e la consegna immediata al trasgressore del relativo verbale di contestazione (salvo che non sia possibile effettuare la contestazione immediata).

Modalità di pagamento

Il pagamento della sanzione può avvenire, alternativamente:
– presso l’ufficio dal quale dipende l’agente accertatore, in contanti se è presente un ufficio cassa, ovvero mediante strumenti di pagamento elettronico;
– a mezzo di versamento in conto corrente postale,
– se l’amministrazione lo prevede, a mezzo di conto corrente bancario.

Qualora l’agente accertatore sia munito di idonea apparecchiatura che consente di pagare e di accreditare la somma pagata in modo contabilmente compatibile con la gestione amministrativa degli illeciti in questione, il trasgressore è ammesso ad effettuare immediatamente, nelle mani dell’agente accertatore medesimo, il pagamento mediante strumenti di pagamento elettronico, nella misura agevolata con riduzione del 30%.
Per le violazioni accertate dalle Forze di Polizia i cui proventi sono destinati allo Stato è previsto, come unica modalità di pagamento, il bonifico bancario intestato alla Tesoreria Centrale di Roma.
Quando destinatario dei proventi è la Regione o il Comune, si applicano le modalità di pagamento indicate sul territorio dagli stessi enti.
I termini di pagamento sono attualmente sospesi fino al 3 aprile 2020 (salvo ulteriori proroghe), ma il trasgressore che lo desidera e se ciò è possibile in funzione dell’operatività dell’Ufficio o Comando da cui dipende l’accertatore, può comunque pagare anche durante tale periodo.

Dal 1° aprile bonus 600 euro. Il MEF include gli agenti di commercio

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze cambia idea e, a pochi giorni dal click day, include gli agenti e rappresentanti di commercio nella platea dei beneficiari del bonus di 600 euro di cui all’articolo 28 del DL Cura Italia (FAQ dedicate al COVID-19 sul sito del Mef).

L’Inps ha reso noto che dal 1° aprile 2020 sarà attiva la procedura per inoltrare la domanda di accesso all’indennità COVID-19 prevista per i lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago (artigiani, commercianti, agricoli, lavoratori dello spettacolo).

In un primo tempo, sulla base di un’interpretazione letterale della norma, il MEF ha escluso dalla platea dei beneficiari dell’indennità di cui all’art. 28 del DL Cura Italia gli agenti e rappresentanti di commercio perché iscritti anche all’ENASARCO.
Si ricorda che l’articolo 28 del DL Cura Italia (Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago) stabilisce specificamente che:

1. Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della Gestione separata di cui all’articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917.

2. L’indennità di cui al presente articolo è erogata dall’INPS, previa domanda, nel limite di spesa complessivo di 2.160 milioni di euro per l’anno 2020. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa e comunica i risultati di tale attività al Ministero del lavoro e delle politiche sociali e al ministero dell’economia e delle finanze. Qualora dal predetto monitoraggio emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori.

Alla domanda se “gli agenti di commercio che oltre all’iscrizione alle gestioni speciali dell’Ago hanno l’obbligo di essere iscritti ad altra forma di previdenza obbligatoria come l’Enasarco, avessero diritto all’indennità di 600 euro” il MEF aveva risposto (FAQ dedicate al COVID-19 – Lavoro sul proprio sito):

“Gli agenti di commercio, essendo iscritti all’Enasarco, sono esclusi dalla platea dei destinatari dell’articolo 28, che riguarda solo coloro che non siano iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie. Tuttavia, anche gli agenti e rappresentanti di commercio potranno accedere, assieme a tutti gli altri soggetti iscritti alle casse di previdenza private, alle agevolazioni previste dall’articolo 44 del Cura Italia che istituisce un fondo per il reddito di ultima istanza al fine di garantire misure di sostegno al reddito sia per i lavoratori dipendenti che per quelli autonomi.”

In seguito all’interlocuzione con i sindacati della categoria, che hanno evidenziato il doppio obbligo contributivo cui sono soggetti gli agenti e rappresentanti di commercio, e la natura integrativa della contribuzione Enasarco rispetto a quella della gestione speciale dell’Ago – Artigiani e Commercianti, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha sostanzialmente cambiato idea, ribaltando la propria risposta che adesso include gli agenti di commercio nella platea dell’articolo 28.

La rettifica non è di poco conto, considerato che a parità di importo del bonus (600 euro) i fondi stanziati per l’indennità prevista dall’art. 28 ammontano a 2.160 milioni di euro, mentre quelli stanziati per finanziare l’indennità di cui all’art. 44 (reddito di ultima istanza) ammontano a 300 milioni di euro, ed entrambe sono concesse su domanda degli interessati fino ad esaurimento dei fondi.

La domanda potrà essere presentata dal 1° aprile e non oltre il 30 aprile 2020, esclusivamente online, dall’area riservata del sito Inps, accedendo alla sezione “Domande per Prestazioni a sostegno del reddito” e quindi a “Indennità COVID-19”.

Per poter fare domanda all’INPS del bonus di 600 euro è necessario essere in possesso di una delle seguenti credenziali:

– PIN dispositivo rilasciato dall’INPS (per alcune attività semplici di consultazione o gestione è sufficiente un Pin ordinario);

– SPID di livello 2 o superiore;

– Carta di Identità Elettronica 3.0 (CIE);

– Carta Nazionale dei Servizi (CNS).

Chi non è in possesso del PIN INPS può ottenerlo tramite la procedura semplificata, ovvero tramite:

– sito internet www.inps.it, utilizzando il servizio “Richiesta PIN”;

– Contact Center, chiamando il numero verde 803 164 (gratuito da rete fissa), oppure 06 164164 (a pagamento da rete mobile).

In questo modo l’utente riceve via mail o SMS le prime 8 cifre del PIN, che bastano per poter immediatamente procedere all’autenticazione per la compilazione della domanda per l’indennità. In seguito, comunque, sarà recapitata tramite posta la seconda parte del PIN necessaria per la convalida e l’attivazione del PIN dispositivo.

Emergenza Covid-19: nuove misure per chi rientra in Italia

Il Ministero della Salute ha previsto nuove misure d’ingresso nel territorio nazionale, imponendo un periodo di quarantena a casa per tutti i coloro che rientra nella propria abitazione (Ministero salute – ordinanza 28 marzo 2020).

Chiunque intende fare ingresso nel territorio nazionale, tramite trasporto di linea aereo, marittimo, lacuale, ferroviario o terrestre, è tenuto, ai fini dell’accesso al servizio, a consegnare al vettore all’atto dell’imbarco dichiarazione  recante l’indicazione in modo chiaro e dettagliato, tale da consentire le verifiche da parte dei vettori o armatori, di:
– motivi del viaggio;
– indirizzo completo dell’abitazione o della dimora in Italia dove sarà svolto il periodo di sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario ed il mezzo privato o proprio che verrà utilizzato per raggiungere la stessa;
– recapito telefonico anche mobile presso cui ricevere le comunicazioni durante l’intero periodo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.

I vettori e gli armatori devono acquisire e verificare prima dell’imbarco la documentazione, la misurazione della temperatura dei singoli passeggeri e vietare l’imbarco se manifestano uno stato febbrile, nonché nel caso in cui la predetta documentazione non sia completa.
Sono inoltre tenuti ad adottare le misure organizzative che assicurano in tutti i momenti del viaggio una distanza interpersonale di almeno un metro tra i passeggeri trasportati.

Le persone, che fanno ingresso in Italia anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicarlo immediatamente al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora preventivamente indicata.

In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.

Le persone fisiche che entrano in Italia, tramite mezzo proprio o privato, anche se asintomatiche, sono obbligate a comunicare immediatamente il proprio ingresso in Italia al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente in base al luogo di ingresso nel territorio nazionale e sono sottoposte alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora indicata nella medesima comunicazione. In caso di insorgenza di sintomi COVID-19, sono obbligate a segnalare tale situazione con tempestività all’Autorità sanitaria per il tramite dei numeri telefonici appositamente dedicati.

Fondo di solidarietà comunale 2020 e misure urgenti di solidarietà alimentare

Stabiliti i criteri di formazione e di riparto del Fondo di solidarietà comunale 2020 e le risorse da destinare a misure urgenti di solidarietà alimentare (DPCM 28 marzo 2020 e Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ordinanza 29 marzo 2020, n. 658).

Il Fondo di solidarietà comunale per l’anno 2020, al netto della quota di accantonamento sul Fondo, è stabilito nel complessivo importo di euro 6.199.513.364,88. Tale importo è integrato di euro 332.031.465,41 derivanti dall’ulteriore quota dell’IMU di spettanza dei comuni dovuta alla regolazione dei rapporti finanziari dei comuni.
Il Ministero dell’interno, Direzione Centrale della finanza locale, provvede a erogare a ciascun comune quanto attribuito a titolo di Fondo di solidarietà comunale, al netto delle detrazioni, in due rate da corrispondere entro i mesi di maggio e ottobre 2020, di cui la prima pari al 66%
Gli importi dovuti dai singoli comuni, o derivanti dall’applicazione delle compensazioni finanziarie sono comunicati dal Ministero dell’interno all’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione, la quale provvede a trattenere le relative somme dall’imposta municipale propria riscossa tramite il sistema dei versamenti unitari. La trattenuta da parte dell’Agenzia delle entrate-Struttura di gestione è effettuata in due rate di pari importo a valere sulle somme versate in relazione alle scadenze tributarie del 16 giugno e del 16 dicembre 2020.

In relazione alla situazione economica determinatasi per effetto delle conseguenze dell’emergenza COVID-19, il Ministero dell’interno, entro il 31 marzo 2020, dispone, in via di anticipazione nelle more del successivo reintegro, con apposito provvedimento legislativo, il pagamento di un importo pari ad euro 400.000.000,00 di cui:
– euro 386.945.839,14 in favore dei comuni appartenenti alle regioni a statuto ordinario, alla Regione Siciliana e alla Regione Sardegna;M
– euro 13.054.160,86 in favore delle Regioni Friuli Venezia Giulia e Valle d’Aosta e delle Province autonome di Trento e di Bolzano.
I Comuni possono destinare alle misure urgenti di solidarietà alimentare eventuali donazioni. A tal fine è autorizzata l’apertura di appositi conti correnti bancari presso il proprio tesoriere o conti correnti postali.
Sulla base di quanto assegnato, nonché delle donazioni, ciascun comune è autorizzato all’acquisizione:
a) di buoni spesa utilizzabili per l’acquisto di generi alimentari presso gli esercizi commerciali contenuti nell’elenco pubblicato da ciascun comune nel proprio sito istituzionale;
b) di generi alimentari o prodotti di prima necessità.
I Comuni, per l’acquisto e per la distribuzione dei suddetti beni, possono avvalersi degli enti del Terzo Settore, per la distribuzione dei beni.
L’Ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari ed il relativo contributo tra i nuclei familiari più esposti agli effetti economici derivanti dall’emergenza epidemiologica da virus Covid-19 e tra quelli in stato di bisogno, per soddisfare le necessità più urgenti ed essenziali con priorità per quelli non già assegnatari di sostegno pubblico.

Emergenza Coronavirus attività commerciali sempre aperte e ammessa la vendita di piante

Forniti i primi chiarimenti sulle misure di chiusura delle attività non essenziali previste dal D.P.C.M. 22 marzo 2020, modificato dal D.M. 25 marzo 2020 (Ministero Interno – circolare n. 15350/2020).

A fronte delle disposizioni introdotte per fronteggiare l’emergenza da COVID-19, è stato precisato che non ci sono più differenziazioni circa le limitazioni, nei giorni prefestivi e festivi, per le medie e grandi strutture di vendita, nonché per gli esercizi commerciali presenti all’interno dei centri commerciali e dei mercati.
Tali strutture ed esercizi, come le altre attività commerciali, possono rimanere aperti in tutti i giorni della settimana, ma comunque sempre limitatamente alla vendita dei prodotti essenziali. Inoltre, nella medesima sede è stato chiarito che nei mercati, sia all’aperto sia coperti, può essere svolta unicamente l’attività di vendita di generi alimentari, nonché, di ogni prodotto agricolo.

Riguardo ai prodotti agricoli, il Governo, in una faq pubblicata sul proprio sito istituzionale ha chiarito che è consentita la vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili.

Infatti, tra le attività essenziali rientra l’attività di produzione, trasporto e commercializzazione di “prodotti agricoli”, risultando quindi consentita la vendita anche al dettaglio di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti etc. Inoltre tale attività rientra fra quelle produttive e commerciali di “coltivazioni agricole e produzione di prodotti animali”, con codice ATECO “0.1.”, per le quali è ammessa sia la produzione sia la commercializzazione.

Deve conseguentemente considerarsi ammessa l’apertura dei punti di vendita di tali prodotti, ma in ogni caso essa dovrà essere organizzata in modo da assicurare il puntuale rispetto delle norme sanitarie in vigore.

Nuove sanzioni nel modulo di autocertificazione

È disponibile il nuovo modello di autodichiarazione per gli spostamenti, modificato sulla base delle ultime disposizionei sanzionatorie (Ministero interno – circolare 26 marzo 2020, n. 1602).

Con l’introduzione delle nuove misure per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, è cambiata nuovamente la struttura dell’autodichiarazione, in quanto vengono ridefinite le sanzioni applicabili nei casi di inosservanza delle misure stabilite per il contenimento dell’epidemia da COVID-19.
In particolare viene previsto che le trasgressioni alle predette misure sono punite da una specifica figura di illecito amministrativo che prevede la sanzione del pagamento di una somma di denaro da 400 a 3.000 euro, che è raddoppiata nel caso di reiterata violazione.
Si evidenzia che, con l’introduzione di questa figura di illecito amministrativo, non è più applicabile ai comportamenti violativi delle misure in discorso la fattispecie di cui all’art. 650 c.p..
Ciò premesso, al fine di agevolare le verifiche sul rispetto dei provvedimenti vigenti per la prevenzione dell’epidemia da COV1D-19, alla luce anche del rinnovato quadro sanzionatolo, è stato predisposto un aggiornato modello di autodichiarazione, da compilare in occasione dei consueti controlli.

Nuovi codici tributo per il versamento delle somme dovute al Fisco

Istituiti 9 codici tributo nuovi per il versamento di somme dovute al Fisco a seguito delle comunicazioni inviate, emerse tramite procedure automatizzate (Agenzia delle Entrate – Risoluzione 26 marzo 2020, n. 15/E).

I codici tributo istituiti sono indicati di seguito assieme ai codici di riferimento utilizzati per il versamento spontaneo.

Codici tributo per versamenti ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973

Codice tributo per versamento spontaneo

“933D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – RITENUTA OPERATA ALL’ATTO DEL PAGAMENTO AL BENEFICIARIO DI CANONI O CORRISPETTIVI, RELATIVI AI CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE – ARTICOLO 4, COMMA 5, DECRETO-LEGGE 24 APRILE 2017, N. 50 – IMPOSTA 1919
“934D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – RITENUTA OPERATA ALL’ATTO DEL PAGAMENTO AL BENEFICIARIO DI CANONI O CORRISPETTIVI, RELATIVI AI CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE – ARTICOLO 4, COMMA 5, DECRETO-LEGGE 24 APRILE 2017, N. 50 – INTERESSI
“935D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – RITENUTA OPERATA ALL’ATTO DEL PAGAMENTO AL BENEFICIARIO DI CANONI O CORRISPETTIVI, RELATIVI AI CONTRATTI DI LOCAZIONE BREVE – ARTICOLO 4, COMMA 5, DECRETO-LEGGE 24 APRILE 2017, N. 50 – SANZIONI
“936D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – TAX CREDIT PER IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA – ARTICOLO 18 – LEGGE 16 NOVEMBRE 2016, N. 220 – IMPOSTA 6887
“937D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – TAX CREDIT PER IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA – ARTICOLO 18 – LEGGE 16 NOVEMBRE 2016, N. 220 – INTERESSI
“938D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – TAX CREDIT PER IL POTENZIAMENTO DELL’OFFERTA CINEMATOGRAFICA – ARTICOLO 18 – LEGGE 16 NOVEMBRE 2016, N. 220 – SANZIONI
“939D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE ALLE FOB IN RELAZIONE AI VERSAMENTI EFFETTUATI AL FUN – ARTICOLO 62, COMMA 6, DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 117 – IMPOSTA 6893
“940D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE ALLE FOB IN RELAZIONE AI VERSAMENTI EFFETTUATI AL FUN – ARTICOLO 62, COMMA 6, DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 117- INTERESSI
“941D” – ART. 36-BIS D.P.R. 600/73 – CREDITO D’IMPOSTA SPETTANTE ALLE FOB IN RELAZIONE AI VERSAMENTI EFFETTUATI AL FUN – ARTICOLO 62, COMMA 6, DECRETO LEGISLATIVO 3 LUGLIO 2017, N. 117 – SANZIONI

I suddetti codici sono utilizzabili nell’eventualità in cui il contribuente, destinatario della comunicazione inviata ai sensi dell’articolo 36-bis del D.P.R. n. 600/1973, intenda versare solo una quota dell’importo complessivamente ivi richiesto.
In tal caso, deve essere predisposto un modello F24 nel quale i codici istituiti sono esposti nella sezione “Erario”, esclusivamente in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”, riportando anche, nei campi specificamente denominati, il codice atto e l’anno di riferimento (nel formato “AAAA”) reperibili all’interno della stessa comunicazione.